giovedì 17 novembre 2016

Tanto per parlare...

Ieri ero alla posta, come sempre solita coda.
La signora davanti a me mi sorride e mi rivolge la parola, si parla del più e del meno. Arriva il mio turno, l'addetto allo sportello fa una conversazione standard, che sfocia poi in qualcosa di più, attendendo la stampa del francobollo ad hoc per la mia grossa busta.
Scene di ordinaria amministrazione, gli americani adorano queste micro conversazioni da fare con sconosciuti e tra sconosciuti per ammazzare il tempo.
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Quando sono arrivata qui i primi tempi mi sembrava strano che la cassiera del supermercato mi facesse così tante domande e che poi le domande fossero sempre le stesse... ma questo l'ho capito con il tempo, illudendomi all'inizio che la conversazione fosse preparata ad hoc su di me e che, chissà, la mia faccia ispirasse simpatia alla signorina o al giovanotto di turno... Queste micro conversazioni sono come delle formule di educazione, ci si scambia banalità sul tempo e sullo spazio, consci che a nessuno dei due conversanti freghi nulla della risposta dell'altro... il tanto per parlare si applica benissimo a questi scambi.
Spessissimo in coda da qualche parte la mia maglia, la mia giacca o le mie scarpe sono state il punto di partenza per un rapido scambio di battute... Adesso dopo anni di pratica a volte mi becco quasi ad essere io quella che intavola la serie di futilità e la cosa mi fa dire che il rivolgermi ad uno sconosciuto è divantato ormai parte del mio vivere quotidiano, faccio esattamente come il popolo che mi ospita, ne ho integrato i meccanismi e me li trascineo dietro per sempre ormai.
Se all'inizio la cosa mi lasciava basita adesso trovo che sia un bel modo di penetrare un po' di più nel pensiero degli altri, nel senso che non che da questi rapidi scambi venga fuori molto, ma comunque si riesce ad avere una piccola percezione di certi pensieri che sono propri al Paese che ci ospita: in poche parole ogni piccolo scambio mi arricchisce...
Anche in questi ameni dettagli, in queste "stupide" assimilazioni, ci si rende conto che dopo qualche anno in un posto si entra veramente a farne parte, certi  meccanismi ci diventano familiari... normale per me che qualcuno mi chieda come stò o mi parli del più o del meno, anche se questo qualcuno non l'ho mai visto e mai lo rivedrò... normale anche che adesso mi stupisca se non viene fatto e che la gente fuori dgli States pensi che sono strana quando chiedo alla cassiera come ha passato la giornata....il prezzo dell'integrazione è alto da pagare!!



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