giovedì 13 ottobre 2016

cosa da l'espatrio ai nostri ragazzi (e anche a noi)?

Stavo leggendo or ora uno scambio su uno dei tanti gruppi di cui la rete pullula sul cosa dà e non dà la vita all'estero a noi e ai nostri ragazzi, ma soprattutto a questi ultimi che ci trasciniamo dietro in scelte che non sono le loro, verso mete che forse non avrebbero preso in considerazioni, standosene tranquillamente accoccolati in un posto pieno di sicurezze.
le mie piccole viaggiatrici a Tokyo
Non potrò mai sapere come sarebbero state le mie ragzze se anziché scegliere di vivere in giro per il mondo fossimo stati tranquillamente nella nostra città vivendo protetti tra famiglia ed amici di sempre. Sarebbero sicuramente state aperte e curiose, perche noi lo siamo e avremmo con energia cercato di trasmetterlo loro, ma sarebbero anche state molto diverse, ne sono sicura.
Nei loro pochi anni di vita e di esperienze, che sono poi gia tanti tutto sommato, si sono trovate tante volte a dover tirare fuori le unghie e ad adattarsi: grande palestra per affrontare il mondo una volta diventate adulte. Essere sempre i nuovi a scuola, al parco, al corso di musica e in palestra, aiuta bambini e ragazzi ad aprirsi... per la legge della sopravvivenza se non lo facessero non si integrerebbero e se non si integrarssero rimarrebbero sempre i bambini nuovi che nessuno vuole invitare a giocare al pallone. Non è mai cosi perché sanno, come noi adulti, che se non fanno uno, due o tre passi verso gli altri sarà dura.
Si adattano ai nuovi meccanismi sociali e li assimilano alla stessa velocità in cui assimilano la nuova lingua, e adattamendo su adattamento si creeranno un vero bagaglio di capacità di interazione un po' con tutti, da qualsiasi mondo provengano. E questo è importante... quanti adulti non sanno relazionarsi con persone che vengono da culture lontane, incapaci di capire che non tutti reagiscono come reagiamo noi europei o noi italiani, e che non e né giusto né sbagliato, semplicemente diverso. I bambini sono piu semplici, si fanno meno domande, non vedono la differenza come un ostacolo e ci si buttano a capofitto (soprattutto quando vedono che i genitori cercano nel loro angolino di fare lo stesso).
Una volta diventati grandi questi bambini saranno a loro agio in tante situazioni, anche quelle che ci portano fuori dalle nostre zone di confort sociale.
I bambini guardano il mondo con altri occhi, liberi da filtri e per questo, nel loro vivere immersi in culture diverse, sono piu pronti ad assorbire in toto le novità... poi pian piano elimineranno elementi che si adattano meno al loro modo di essere e ne aggiungeranno nuovi magari derivanti da un successivo spostamento. La personalità sarà forgiata in questo modo come un grande puzzle dato da elementi che derivano da culture diverse, e sarà una personalità unica o comunque solo propria a bambini che hanno vissuto situazioni molto simili.
Quando si parla di Third Culture Kids, dai quali poi derivano i Third culture Adult, ci si riferisce proprio a questi bambini che non sono il frutto di nessuna cultura ma di un mix di tante e non possiamo negare che questo sia grandioso, un enorme regalo.
Aggiungiamo poi il fatto che vivere in un contesto diverso spinge anche ad essere molto piu tolleranti, anche solo per il semplice fatto che siamo noi gli stranieri e dobbiamo imparare noi a convivere con qualcosa di nuovo, non sarà certo il mondo che ci circonda che si adatta al nostro modo di fare, questo è un altro grande regalo che i nostri figli riceveranno: la tolleranza verso la differenza!
Certo anche chi viaggia molto può in un certo modo essere sottoposto, chiamamoli così, agli stessi stimoli, ma non sarà mai lo stesso: vivere un Paese non è come percorrerlo da turista, viverlo vuol dire impossessarsene un po'!
Tempo fa avevo postato un bellissimo scritto di mia figlia maggiore, allora 17enne in cui parlava proprio di questa vita senza radici, e alla fin fine di quanto di positivo questa vita le ha dato... ne riposto un estratto qui che dice piu di tante parole che noi adulti possiamo mettere insieme....per me le sue parole sono la ricompensa più grande e mi fanno dire che abbiamo scelto di sradicarle si tante volte ma alla fine abbiamo fatto bene, che bel risultato!
"France, Japan, India… as I got dragged from place to place in a chaos of airplanes, packed belongings and lost friends. I wish it was a blur to me, how it hurts when you leave a life to start another. Like ripping a page out of the book to start writing a new story.My life felt like a mountain of discarded first drafts, crumpled and sad growing every year as I change houses and schools. But then I settled in somewhere and I forgot, I let my guards down, started to build things: new friends, new house, new place. Foolish child I never learned that everything I built would be taken away. And It hurts, it hurts like crazy when your blurry eyes catch that last glimpse of your best friend as the car drives away. It hurts when the emails stop coming and you find yourself stranded, forgotten in this new place. It hurts when you see others moving on in some separate dimension, as they find a new friend to replace you. I sound bitter, angry, sad but I’m not, at least not anymore. I used to be, a lot. But with time I learned to cope with it.
Moving means a lot of pain but it also means a lot of joy. I would have never experienced so many crazy things if my parents didn’t decide that our family doesn’t need to settle down in some boring little town… When I think about everything I would have missed out on, I’m thankful. Without my crazy family, I would never have watched Tom and Jerry in Japanese or known that a monkey still owns my little sister’s bathing suit . I wouldn’t know that being patted on the head by a massive elephant sends shivers down your spine. I would have never heard whales singing and certainly wouldn’t have filmed a commercial for an Indian TV channel (the video still exists and is, to this day, my greatest shame). I’m almost a grown up now, in a few years I’ll leave my parent’s home and build a new life for myself. I’m not scared anymore. Experience has taught me that life is an adventure, you can choose to focus on the bad moments or you can just keep going. I believe in clean slates because it doesn’t mean that I have to rip out all of the previous pages of the book, just that I get to write something new."

1 commento:

parliamodiaustralia ha detto...

Uaho, splendide parole! Spero che anche le mie figlie ne saranno felici un giorno. Per ora lo sono, ma sono ancora piccole! In futuro si vedrà...