mercoledì 26 ottobre 2016

Adrenalina del cambiamento

Una delle cose che adoro di più dei questa vita d´expat è l´adrenalina del cambiamento, quando nell´aria c´è anche solo una piccola probabilità di destabilizzarci un po´, mi piace! Sarò normale? forse no! c´è chi ci mette anni e anni a trovare solidità dopo uno spostamento e che alla sola idea di ripartire ha l´orticaria che l´assilla giorno e notte. C´è chi invece si nutre di questo continuo partire, andare, muoversi da una parte all´altra del mondo, come se fosse solo  questo movimento continuo a darci una reale stabilità.
Non fraintendetemi, mi piace radicarmi da qualche parte, mi piace sentirmi a casa, come mi sento adesso, quel sentimento di essermi appropriata profondamente di tutto, quel vedere strade, case, paesaggi sconosciuti all´inizio che pian piano sono diventati parte di me, del mio mondo. Soffro per il distacco dalle persone che amo, con le quali ho costruito una vita nuova. Mi addolora chiudere una porta di casa e farlo per sempre: ho sempre versato una lacrima con quell´ultimo giro di chiave, ogni volta un voltar pagina su un periodo della nostra vita. Ma non sono mai state lacrime profondamente tristi, non sono mai stati distacchi violenti e non voluti, non mi sono mai sradicata con forza....ma piano piano.
Penso che dopo qualche anno sedentaria a godere di un posto e ad appropriarmene il mio spirito girovago tiri un campanellino d´allarme, chiamandomi a rapporto e chiedendomi: ci si ferma o si continua?
Per il momento il concetto di fermarmi da qualche parte mi fa strano, il vedermi anno dopo anno sempre nello stesso posto mi intristisce: c´è troppo da scoprire la fuori, ci sono troppi mondi da rivIviere ancora un po´ dall´interno. E poi appunto c´è quella adrenalina assurda, quel brivido folle che ti percorre quando incominci ad ipotizzare una partenza e sai che dovrai partire da zero, lo zero totale. Quando internet diventa il tuo alleato numero uno nella ricerca spasmodica di informazioni, quando cerchi di immaginarti tra altre quattro mura, quando sai che forse vagherai attraverso strade nuove e sarà stupore ad ogni angolo.
Non nasciamo girovaghi ma lo diventiamo di partenza in partenza forse perché impariamo ad atterrare sicuri in ogni nuovo aeroporto e ci prendiamo gusto ad essere l´ultimo arrivato, quello che vaga alla ricerca di un supermercato, quello che scopre il tutto con gli occhi curiosi di un bambino. Credo che sia proprio la grande possibilità che ci è data di stupirci ancora di fornte ad una nuova cultura che impariamo a conoscere che ci dà le ali per aver voglia di prendere il volo di nuovo.
Quando rientrai in Francia dopo il Giappone e l´India, benché fosse un nuovo spostamento, una nuova cittadina (anche se sempre nei dintorni di Parigi) una nuova scuola, quello che mi mancò veramente fu la scoperta di un nuovo nuovissimo e sorprendente. Era un Paese in cui avevo già vissuto e non avevo molte aspettative, sapevo cosa avrei trovato sul mio cammino.... Ho cercato comunque di cercare le differenze con il periodo precedente, esercizio fondamentale per nutrirmi di qualcosa di nuovo. Nulla però di paragonabile a quello che avevo vissuto prima e che ho poi vissuto arrivando in America, quel non sapere dove andare, come muovermi, quale prodotto comprare per questo e quello, quel perdersi tra una strada e l´altra e guardarsi intorno smarriti.... questo lo si prova solo quando si è vergini di un posto, quando lo si scopre all´atterraggio, quando ogni passettino è una scoperta, quando il telefono non squilla mai perché non si conosce nessuno... E poi pian piano il telefono squilla, non si ha più bisogno di navigazione per muoversi nella città, ogni angolo contiene un ricordo, le stagioni si susseguono e ci rivediamo nello stesso posto dell´anno precedente, con lo stesso ritmo....Allora abbiamo voglia di un pizzico di novità.... e quell´adrenalina in circolo....

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