lunedì 26 settembre 2016

Qualche idea per socializzare più in fretta!

Uno dei grossi scogli che gli espatriati incontrano atterrando in un nuovo Paese è sicuramente l´integrazione, o meglio la ricostruzione di una vita sociale soddisfacente. C´è molta solitudine in espatrio e spesso uscirne è molto più complicato di quel che possa sembrare. Difficile in un nuovo contesto trovare sostegno  e guida per muovere dei primi traballanti passi che porteranno al ricreare una vita sociale soddisfacente. Chi non vive l´espatrio non sa esattamente quali siano le difficoltà e può sottovalutare la fatica di chi invece sta vivendo il cambiamento in prima persona. La forza dobbiamo trovarla in noi stessi e in chi fa parte della nostra avventura. Il sostegno lo troveremo solo in chi ci è già passato e sa cosa vuol dire e soprattutto sa cosa fare e non fare.
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Ammetto che in 20 anni sono quasi sempre riuscita a ricreare una vita sociale abbastanza rapidamente. La prima volta è stata la più complicata, in seguito avevo in come un piccolo manuale d´istruzioni che nelle tappe successive mi ha aiutato a riprodurre formule vincenti e ad accantonare atteggiamenti che non mi portavano a nulla.
Per prima cosa le difficoltà variano non tanto da Paese a Paese quanto dal se si evolve o no in un ambiente con molti espatriati o in uno con soli locali. Se siamo  immersi in un mondo ¨normale¨ cioè a stragrande maggiornaza di locali, magari poco nomadi, fare breccia è più dura, ma non impossibile: ci sono riuscita nella campagna normanna, ne deduco che si possa ovunque. I locali hanno il vantaggio di avere il loro mondo già costruito e in teoria possono non essere interessati ad integrarvi. Hanno amici di sempre, magari famiglia vicino, e poco tampo da dedicare al coltivare nuove amicizie. Il che non vuol dire che non lo faranno, ma lo faranno forse in modo più lento. Qui subentriamo noi, sta a noi triar fuori energie e far vedere che ne valiamo la pena. Sta a noi aprire la porta di casa, proporre incontri, far vedere che abbiamo voglia di conoscerli. Il tutto ovviamente senza aspettarci dagli altri che siano come siamo noi: partiamo già dal presupposto che un locale francese, tedesco o americano, sarà agli antipodi nostri, avrà atteggiamenti e reazioni diverse, non reagirà come un italiano, italiano non è!! E proprio in questo sta il bello e il divertente, liberarci un po' dei nostri pregiudizi sociali e della nostra mentalità monoculturale e prendere il bello di quello che la nuova potrà offrirci.
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amiche in espatrio: una locale sinistra e una expat....
Nell´ambiente a dominante expat l´integrazione è senza ombra di dubbio molto ma molto più semplice. Tutti sono nuovi, non hanno amici di lunga data e famiglia vicina, tutti hanno interesse a ricreare relazioni, il che non vuol dire che non dovremo fare sforzi, ma che molto prima riusciremo a vedere dei risultati. Nel giro di poche settimane se si è nel giro di una scuola internazionale, ad esempio, a meno che veramente si sia restii al contatto, si intravvederà già un barlume di socializzazione.
Nei due casi comunqui siamo noi a dover avere l´atteggiamento giusto e positivo e soprattutto dobbiamo liberarci dei nostri meccanismi sociali, se vediamo che non si addicono al nuovo contesto, e cercare in fretta di recuperarne dei nuovi più consoni al Paese che ci accoglie. Siamo all´estero e non possiamo pensare di ritrovare negli stranieri gli stessi modi di fare propri alla nostra cultura: sta a noi adeguarci, siamo noi a dover cambiare, non in toto ma un po´.
Siamo noi a dover aprire la porta, non aspettiamo che siano gli altri ad invitarci, lanciamoci, senza avere paura, al limite non funzionerà magari subito ma alla lunga si!
Se ci chiudiamo in casa nessuno verrà a suonarci, non sono gli altri a dover venire a cercarci, siamo noi che abbiamo bisogno di ricostruire la rete sociale e quindi siamo noi a dover mostrarci in giro.
Non apspettiamoci che tutti siano calorosi come siamo noi, diamo tempo alla gente che proviene da culture diverse di mostrarci come sono, magari nel loro Paese si va meno in fretta.... adeguiamoci!
Ecco adattarsi è la parola chiave da tenere bene in mente in ogni nostra nuova tappa: adattarsi è un segno di intelligenza. Adattiamoci al nuovo Paese e ai meccanismi di socializzazione che lo dominano, adattiamoci ad una comunità internzaionale e alla ricchezza delle tante culture che la abitano.
Essere positivi: se già si parte dicendo che sarà dura (e questo vale per tutto in espatrio) sarà durissima... e si entra in un circolo vizioso dal qualce non si esce più! Diamo tempo al tempo e le cose si incanaleranno nella direzione giusta.
Passare il tempo a rimpiangere le amicizie passate non aiuterà a farsene delle nuove: le vecchie amicizie non hanno bisogno di essere coltivate quotidianamente, mettiamo le energie nelle nuove, le vecchie non se ne andranno ( e se spariscano non erano tali).
Approfittiamo dei nostri figli come viatico sociale: la scuola dei nostri bambini è il nostro parco giochi! le altre mamme sono li a portata di mano, se abbiamo la fortuna di poter accompagnare e andare a prendere i nostri bambini approfittiamone per parlare con la mamma vicino a noi che aspetta il suo di pargolo: una mamma tira l´altra!
Cerchiamo gruppi vari di attività: dalla ginnastica all´Ikebana, l´offerta è talmente ampia che ci sarà qualcosa che ci piace: questi gruppi sono fantastici per creare contatti, troveremo di sicuro qualcuno che ci corrisponde.
Approfittiamo del fatto di essere straniere per interessare gli altri: noi, il nostro Paese, la nostra cucina, la nostra cultura.... mettiamoli in mostra!
Teniamo bene presente che il successo del nostro espatrio è legato in tutto e per tutto al nostro benessere psicologico e per questo la socializzazione è fondamentale, senza qualcuno su cui contare è molto ma molto più dura!
Siamo noi ad avere in mano le chiavi della nostra serenità.... non buttiamole via, tutto sarà più brillante e potremo anche innamorarci di questa vita vagabonda (lo giuro è possibile!!)


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