martedì 9 agosto 2016

Nel campo dei grandi

Oggi Camilla, il cucciolo di casa, incomincia il liceo. Il tempo vola mi sembra l´asserzione più appropriata. Mi fa un effetto strano. L´ho lasciata con un´amica davanti a scuola, erano un po'agitate, quando sono scese dalla macchina ho detto loro: la prossima volta il nuovo inizio sarà il college....
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Mi ricordo ancora del mio primo giorno di liceo. Settembre 1983, Liceo Gioberti di Torino, non avevo ancora 14 anni. Ero rientrata dal mare la sera prima, mi ricordo vagamente che il brutto tempo ci aveva bloccati in Corsica per giorni e eravamo rientrati con la barca a Porto Venere solo la vigilia. Il tutto mi dava una certa agitazione. Mia sorella che era già a Torino mi aveva comperato il diario dei Puffi: ecco la mia quarta ginnasio è scritta in quel diario!
Eravamo tutti nella grande palestra, io accompagnata dalla mamma, aspettavamo di sentire il nostro nome con ansia crescente. Formavano le classi. Non ho atteso molto, IV A per me. Mi rivedo salire le scale tra un branco di quattordicenni sconosciuti che sarebbero diventati i miei amici, ma ancora non lo sapevo. Mi rivedo chiacchierare con una nuova compagna e sederci una vicina all´altra in quella classe spoglia con le grandi finestre dalle quali si vedeva quella struttura orrenda che è Palazzo Nuovo.
Oggi ho lasciato Camilla, ripensando alla Giulietta di tanti e tanti anni fa. Ho capito l´agitazione e l´attesa. Ho capito l´ansia del diventare grande e la paura di salutare il mondo sicuro dell´infanzia. Ho capito perchè me ne ricordo come se fosse ieri e sono passati più di trent´anni.
Per me allora fu l´appello, le scale fino al secondo piano, l´insegnante di latino e greco che cercò di spiegarci cosa avremmo fatto, lo sfilare degli altri insegnanti mentre noi stavamo attenti e composti seduti al banco.
Per lei oggi è orieintation day, una giornata in cui si spiega loro il liceo: le istruzioni per l´uso.
E ne hanno bisogno, anche se le loro middle school sono state un piccolo assaggio di cosa sarebbe stata la vita liceale, qui si gioca nel campo dei grandi e il campus è immenso, mica l´altero edificio di via Sant'Ottavio con le classi che si susseguivano una dietro l´altra e dalle quali non si usciva mai se non il tempo di un intervallo.
Qui si esce ad ogni campanello, ci si sposta tra l´aula di inglese e quella di scienze, per poi tronare indietro a quella di matematica. Ci vuole un gps per orientarsi e trovare la strada tra gli armadietti e il campo di calcio.
Oggi faranno team building che tanto piace agli americani, saranno divisi in gruppi di una ventina di ragazzini, guidati dai ragazzi più grandi che ormai hanno le istruzioni in tasca e le chiavi giuste per andare avanti in questo mondo liceale.
All´ora di pranzo mangeranno gli hot dog offerti nel quad della scuola per questo primo lunch fatto forse con un piccolo nodo allo stomaco che si scioglierà pian piano una volta che avranno capito che poi essere grandi non è così male.
Torneranno a casa con una pila pesante di libri e l´ID fresco di stampa con la foto bella dove si cerca di sorridere perché poi per tutto l´anno ti tieni la stessa e perché poi quella foto li va su Yearbook e Yearbook rimane per sempre come segno del passaggio in quella scuola in quel momento.
Non ho avuto hot dog e ID quel mio primo giorno di quarta ginnasio, non ho avuto neanche una pila di libri da riportare a casa, però i sentimenti erano gli stessi che oggi prova mia figlia. Chissà se tra trent´anni si ricorderà ancora di questi momenti, spero di si....
in bocca al lupo cucciolo!

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