venerdì 5 agosto 2016

la donna in espatrio: la chiave di volta!

Quando si espatria in famiglia la donna, la mamma, la moglie, diventa la chiave di successo della nuova esperienza. sarà lei a dare il ritmo, dal primo all'ultimo passo, sarà lei a rendere l'esperienza indimenticabile o catastrofica.


Intorno a noi donne, non me ne vogliano i miei lettori maschi, ruota l'avventura espatrio, e questo anche se non ne siamo i motori. Ancora troppo spesso si parte legati ad un'esperienza professionale maschile, benché ormai ci siano molte piacevoli eccezioni, e in questo caso, già da quel Si che diamo ai nostri compagni dimostriamo una forza inesauribile. Quanti uomini infatti sono pronti a mettere tra parentesi la propria corriera per assecondare la nostra? Non tanti. Quanti sarebbero pronti a caricarsi di tutte le incombenze logistiche dello spostarsi da una parte all'altra del mondo magari al ritmo serrato di una nuova destinazione ogni tre anni? Non tanti di nuovo. Quanti sarebbero capaci di ricreare il mondo ad ogni atterraggio? Pochini.
Dopo vent'anni ad osservare donne expat, mogli al seguito, mamme giocolieri, mi dico che se noi affrontiamo il tutto con entusiasmo il nostro vivere all'estero non potrà che essere un successo, mentre se partiamo con il piede sbagliato sarà tutta la famiglia a zoppicare per l'intera espatriazione.
Dietro ogni grande uomo c'è una grande donna, non mi ricordo chi l'abbia detto, ma mi piace. Mi piace perché racchiude l'essenza del nostro essere: fondamentali perché tutto fili liscio. Già il semplice fatto di essere capaci di mettere tra parentesi una carriera per seguire un nuovo progetto di vita, mostra una certa forza d'animo. Il fatto poi  di tirarcii addosso, e di non lasciarci sopraffare, i commenti , o meglio le critiche poco lusinghiere di chi ci vede nulla facenti e dedite ad ozi e vizi, aggiunge ancora una certa aura dorata intorno ai nostri capi.... 
Non parliamo poi del fatto delle tante che, nonostante la sopracitata immagine di dolce far niente che alcuni sembrano vedere ( o vogliono vedere), hanno le energie di reinventarsi carriere o di esportare la propria, il tutto sempre tenendo stretta la barra e sfidando le tempeste che inevitabilmente quando si atterra in un mondo sconosciuto ci si pareranno davanti, mantenendo un occhio sempre attento al benessere e al l'equilibrio della prole e mille attenzioni per i nostri compagni che vivono difficoltà professionali quotidiane e che non possiamo caricare con problemi legati alla gestione corrente...
Forse sembra semplice la gestione corrente, e lo sembra ancora di più se per un certo periodo non si lavora, ma non lo è perché un conto è gestire casa e figli in un mondo conosciuto circondati da certezze e un conto è farlo lontano da tutti e da tutto e spesso con compagni che accumulano più ore di volo dei piloti .
Dobbiamo essere convinte al 100% quando pronunciamo quel Si, e soprattutto dobbiamo pronunciarlo e non farci trascinare in una vita all'estero senza averla scelta. E ad ogni tappa dobbiamo ripronunciarlo, perché ad ogni tappa abbiamo il diritto di cambiare idea, di voler tornare indietro o semplicemente fermarci. È controproducente andare avanti o semplicemente partire se non si è convinti e in questo modo l'espatrio sarà un percorso del combattente e non solo per noi!
Siamo la chiave di volta, ma se crolliamo sarà difficile tenere in piedi il resto!

1 commento:

dario celli ha detto...

Devo farlo leggere alla mia compagna...

d.