mercoledì 17 agosto 2016

Burkini o bikini: liberi di scegliere.

Vietare il burkini come vogliono i francesi aiuterà veramente a combattere gli estremismi? non credo.
il risultato sarà continuare ad amalgamare religione e terrorismo.
alhamra-classic-burkini-swimsuit-2016.jpg (1600×1600)

Vietare il velo a scuola o negli uffici pubblici laici e rupubblicani è una cosa, vietare il tutto in quella che deve rimanere una sfera privata è ben altro: vuol dire limitare le scelte individuali. Allora si dovrebbero vietare tatuaggi e piercing, minigonne e tacchi a spillo, giacche gialle e scarpe colorate: potrebbero urtare certe sensibilità....
E se in un Paese mussulmano si chiedesse ad un cattolico di togliere la croce appesa al collo? si griderebbe allo scandalo....
date un´occhiata a  quando il burkini lo usavamo noi)
Onestamente che la mia vicina di ombrellone faccia il bagno coperta dalla testa ai piedi non mi importa nulla, due giorni fa in piscina nella corsia di fianco alla mia c´era una ragazzina con un costume integrale fino alla caviglia: affari suoi. Quando vivevamo in India facevo attenzione a non a passeggiare in bikini sulla spiaggia, al di fuori del perimetro della nostra spiaggia occidentalizzata, ma in quel perimetro nessuno ha mai detto nulla a noi donne europee, pur essendo in un Paese in cui le donne facevano il bagno in saree.... Nessuno vietava il bikini, ognuno manteneva le proprie abitudini vestimentarie senza urtare la sensibilità degli altri, cosa doverosa quando si è ospiti in un Paese con credenze e comportamenti diversi.
È pura illusione pensare che combattendo i segni religiosi si combatta un fenomeno come il terrorismo che non ha nulla a che vedere con la religione. Facendolo non si fa altro che aumentare la rabbia nei confronti di ciò che è diverso, facendo fallire qualsiasi tentativo di integrazione.
L´integrazione passa anche attraverso l´accettare la differenza, imparando a guardare oltre un velo, una croce, una kippa.
Purtroppo i recenti atroci atti terroristici dovrebbero far riflettere a come nei nostri Paesi occidentali e ricchi in anni e anni di immigrazioni  non si sia risuciti, e questo soprattutto in Francia, a integrare chi arrivava da culture diverse, chiudendoli in ghetti che non hanno avuto come oltre risultato che quello di far crescere la rabbia e di conseguenza di far trovare un terreno fertile a chi fa leva sulla disperazione per attaccare il sistema occidente.
Solo osservando gli errori fatti e tendendo una mano, ma vera e sincera, ai nuovi migranti, si riuscirà un giorno a farli sentire veramente parte di un Paese senza che abbiano voglia di combatterlo e anientarlo... e cercare di cancellare le loro credenze non è la strada giusta

Nessun commento: