giovedì 14 luglio 2016

Veleggiare alle Eolie


7 splendide isole al largo della costa nord-est della Sicilia, sette piccoli paradisi circondati dal mare e presi letteralmente di mira dai turisti soprattutto ad agosto. 
La prima settimana di luglio sembra perfetta per scoprirle con un po' più di calma intorno, anche se onestamente nelle baie c'è già folla.
Vulcano la nostra prima tappa. Siamo arrivati al tramonto in questa isola-vulcano praticamente disabitata d'inverno. 470 abitanti e una marea di turisti d'estate a godersi quest' isola che ospita uno dei vulcani più pericolosi, che fa sentire la sua presenza in modo continuo attraverso le esalazioni di zolfo e il fumo da cartone animato.

Siamo arrivati sull'isola al faro del Gelso, baietta senza anima viva con un delizioso ristorantino, Da Pina e una chiesetta che guarda il mare. Ci siamo goduti la serata osservando la baia dalla terrazza del ristorante e degustando piatti eccellenti serviti con il sorriso: capponatina della casa, spaghetti al nero di seppia, totani ripieni, pesce alla griglia, tutto accompagnato da un vinello bianco della casa niente male, e per concludere un bicchierino di ottima Malvasia, vino bianco liquoroso locale incredibilmente buono!
Fu al Gelso che si formò la prima comunità dell'isola di Vulcano, nella zona più distante dagli umori del vulcano stesso,  e le vestigia di quella che fu una comunità attiva le si ritrovano nella vecchia chiesetta.
La sabbia delle spiagge è talmente nera da essere quasi inquietante, durante il mio primo bagno sono rimasta spiazzata....
Nella zona detta Porto di Levante, che in realtà porto non è ma una baia sulla quale si specchia un villaggetto di poche case e tanti ristoranti, da non perdere i bagni di fango, (2euro l'ingresso per gli adulti) che si fanno avvolti in un odore di zolfo al limite del sopportabile, odore che colpisce già quando si arriva nella baia dal mare.

Un laghetto di acqua e fango nel quale ci si può immergere per un massimo di 20 minuti, o nel quale passeggiare spalmandosi di fango fino a farlo seccare( viso escluso in quanto il fango può essere estremamente irritante per gli occhi). Dopo di che una volta puliti ci si va ad immergere nel mare di fronte dal quale non si uscirebbe più talmente è  piacevole rilassarsi tra le emanazioni calde che arrivano dal fondo in bolle giganti, un vero idromassaggio naturale, un po' puzzolente e bollente (attenzione a dove si mettono i piedi sul fondo c'è il rischio di bruciarsi la pianta con un getto forte).
Un leggero stretto separa Vulcano da Lipari, la più abitata delle isole dell'arcipelago, poco più di 10000 abitanti, un villaggio appoggiato lungo il mare ai due lati del castello che occupa il posto dell'antica acropoli, fortificata dagli spagnoli dopo la distruzione delle antiche fortificazioni da parte del Barbarossa. Animato questo paesello, almeno in questo inizio luglio, per noi pausa spesa, acqua e gasolio.
Da vedere sull'isola le cave di pietra pomice, dichiarate dopo la chiusura nel 2007, patrimonio mondiale dall'Unesco. ( Durante il fascismo gli oppositori al regime venivano inviati nelle cave di pietra pomice e spesso morivano di silicosi, a causa delle particelle di polvere respirate in abbondanza).

Abbiamo navigato piacevolmente lungo la costa, lasciandoci Lipari alla spalle e facendo rotta su Panarea, la più piccola delle isole dell'arcipelago e  la più mondana, l'Ibiza locale! E pensare che alla fine degli anni 50 quest'isoletta era semi deserta, senza né acqua né luce. Fu il regista Michelangelo Antonioni a portarla sullo schermo nel film l'Avventura con Monica Vitti e a farla scoprire al mondo.... Da lì l'inizio e forse la fine, un gruppo di imprenditori milanesi si mise a ristrutturare le casette sgangherate e i turisti arrivarono da soli attirati dal mare cristallino. Splendidi gli isolotti Dattilo, lisca Nera, Bottaro , Lisca Bianca e Basiluzzo, paradiso per gli appassionati di immersioni, gli spot sublimi non mancano, il più noto a otto metri di profondità, la Pescheria sommersa, vestigia di una pescheria romana appunto sommersa. Come in tutte le isole anche qui l'attività geotermale non manca, in diversi punti le bolle salgono in superficie a ricordarci quanto la terra sia attiva!

E l'isola di Stromboli ne è la conferma: fuma, fuma di continuo questo vulcano! Dall'antichità è in attività permanente, espellendo dalle tre alle sette volte all'ora, in media, lapilli incandescenti, visibili dal mare di notte in uno spettacolo magico nella zona della sciara del fuoco, sul versante nord dell'isola. Abbiamo cenato presto per poi navigare fin li ed attendere il buio, occhi rivolti in alto verso il cratere fumante, siamo stati ricompensati da ben 5 "esplosioni" di lapilli rosseggianti!
Carinissimo il villaggio appoggiato alle pendici del vulcano, casette bianche dal tetto piatto che si arrampicano lungo viottoli di acciottolato, unico mezzo di trasporto che ha lo spazio per farsi strada è l'ape Piaggio, tanto per dare un idea della larghezza.


Ci si arrampica faticosamente fino alla chiesa nelle ore più calde, ma il panorama è splendido.
Anche un ristorante una stella Michelin sull'isola, da prenotare in anticipo e con come specialità gli spaghetti alla Strombolana!
Anche qui spiagge di sabbia nera come la pece e mare cristallino.
Navighiamo lasciandoci Stromboli alle spalle, il fumo che ne esce forma nel cielo una lunga linea, sembra un disegno. Mettiamo la prua verso Salina, ripassiamo di fianco agli isolotti di Panarea, a Lipari mentre Salina èdavanti a noi.
A nord di Liapri Salina ci accoglie con una leggera brezza, ci ancoriamo tra Lingua e Santa Marina, anche qui casette bianche immerse nella natura un po' selvaggia.
Il giorno successivo ci tuffiamo nelle splendide acque della punta del Perciato, nel lato più selvaggio dell'isola: stupende falesie che si tuffano nel mare, vestigia di un cratere mezzo sommerso, vecchio di 13000 anni. La zona è diventata famosa per il film il Postino, l'ultimo di Troisi, girato in zona per alcune scene.

Abbiamo navigato in queste acque cristalline per sette giorni, godendo ogni istante, un ottimo modo per noi dopo anni di navigate in mari esotici di ritornare nel mare nostrum!
Devo dire che i vantaggi di navigare in Italia sono tanti, anche se il principale rimane l'ottimo cibo che si può trovare ovunque....per un'estate la nostra parentesi vela ha fatto rima con salamini saporiti e formaggi degni di questo nome.

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