mercoledì 27 luglio 2016

Vacanze con paura ma vacanze siano!

Ho scritto questo post una decina di giorni fa, eravamo in volo dopo un bel lungo week end dove, nonostante tutto, abbiamo cercato di goderci Roma. In questi 10 giorni il terrore e la minaccia continua sembrano essere diventati parte del nostro quotidiano
È ormai un mese che siamo in Europa, la nostra vacanza prosegue con gioia, scopriamo luoghi e godiamo di splendidi momenti tutti e cinque insieme, momenti ormai rari...
Quest'ultimo week end l'abbiamo trascorso a Roma, la voglia era far scoprire o riscoprire la città alle ragazze ( Federica l'aveva già visitata un paio di volte). Non starò a parlarvi di Roma, di queste ennesime belle giornate filate via rapide, delle mille bontà sognate per mesi e finalmente nei nostri piatti...non parlerò dei troppi turisti e della sporcizia della città, e non mi metterò neanche a scrivere quello che mi è piaciuto e quello che invece non mi piace della nostra capitale... Quello di cui voglio scrivere è qualcosa di più intimo e profondo, quel senso di insicurezza e paura che anima me, noi e tutti quelli che ci stanno intorno.
Premetto che prima di partire mi chiedevo se avesse un senso continuare a viaggiare, se fosse saggio ritrovarmi a passeggiare negli aeroporti e a percorrere vie in città minacciate e spaventate. Ne conclusi allora che la nostra vita doveva continuare come sempre, altrimenti se tutti smettessimo di vivere liberi, di muoverci, di ridere allegri per le strade, faremmo il gioco di chi sta cercando di annientarci con il terrore.
Poi siamo arrivati in Europa, prima tappa Parigi. Parigi la martoriata che ha cercato con forza di tirar su la testa e di riprendere a sorridere.... Ma a Parigi l'aria che si respira è pesante, è palpabile la tensione, ci si guarda intorno, si scruta il proprio vicino cercando di capire chi è, cosa fa, se è come noi....
Nonostante tutto mi sono detta che dovevamo approfittarne come sempre, cercando di vivere spensierati...
Poi siamo arrivati in Italia, il nostro itinerare è continuato sempre con un occhio scrutatore e vagando in città che hanno un aspetto nuovo e inconsueto per noi: l'assetto di guerra. Le guardie armate sono ovunque a ricordarci che non possiamo essere tranquilli. Sembra quasi assurdo, dovremmo sentirci protetti ma non lo siamo.
Il 14 luglio eravamo a Palermo, fortunatissimi perché capitati in città il giorno della festa della Santa Patrona. Eravamo davanti al Duomo con gli occhi fissi sull'inizio della processione, poco più in là esercito e polizia... Ho pensato che nonostante tutto se un pazzo avesse voluto avrebbe potuto tranquillamente fare un massacro, nonostante esercito e polizia.... Poi ho smesso di pensarci, mi sono goduta la serata, abbiamo riso, scherzato e mi sono detta che non si può vivere con la paura, che la vita deve essere più forte. 
Siamo rientrati a casa e sono arrivate le prime notizie di quello che 1000 chilometri più in là stava succedendo, durante un'altra festa, durante un'altro magico momento in cui le famiglie si ritrovano mano nella mano e si rilassano insieme. Siamo andati a letto con un piccolo senso di angoscia che è diventato sgomento al nostro risveglio. Siamo partiti per Roma chiedendoci in cuor nostro se fosse una buona idea, ma tutto era previsto, organizzato, e la vita continua.
Siamo arrivati in una città dove il senso di leggerezza nel vivere quotidiano non esiste più, perché quando le guardie armate di mitra sono ovunque ad ogni angolo di strada, il senso di leggerezza che dovrebbe accompagnare le nostre giornate svanisce.... Ad ogni passo qualcosa è lì a ricordarci che ci saranno altre Nizza, altre Dakka, altri Bataclan e aeroporti di Istanbul e Bruxelles.... Noi possiamo solo continuare a vivere, a sorridere, ad amare, a stringerci forti gli uni con gli altri, a far vedere che siamo noi i più forti, che non ci lasceremo spaventare dall'orrore, perché vivere è l'unico modo per rendere omaggio a tutti quelle vite spazzate via troppo presto.....

1 commento:

parliamodiaustralia ha detto...

In attesa a Malpensa, condivido appieno quello che scrivi!