martedì 26 luglio 2016

Road trip in Sicilia

Abbiamo messo i piedi a terra a Milazzo dopo la nostra settimana in giro per le Eolie, i giorni successivi sono previsti on the road alla scoperta della Sicilia.

Premetto che il mio programma di partenza era ambiziosissimo e cammin facendo mi sono resa conto che non avremmo comunque mai potuto vedere tutto, sarebbe stata un'inutile corsa contro il tempo senza goderci veramente le bellezza che quest'isola aveva da proporci. 
Abbiamo deciso quattro tappe, l'ultima delle quali obbligata avendo un aereo da Prendere all'aeroporto di Palermo. Ho volontariamente tagliato fuori la zona di Agrigento, dicendomi che sarebbe stato troppo lungo fare il giro completo dell'isola, troppe ore di macchina e poche a veramente scoprire le bellezze locali.
Prima tappa Taormina, scelta che forse a posteriori non rifarei. Bella cittadina certo, ma un po' sopravvalutata. Una Saint Tropez che guarda il mare dall'alto, dove tutto sommato non vale la pena di soffermarsi per più di qualche ora.
Ci siamo goduti la vista mozzafiato dai giardini pubblici, veramente molto belli con una vegetazione lussureggiante, opera di un'inglese un po' egocentrica appassionata di ornitologia. Abbiamo passeggiato lungo Corso Re Umberto, che taglia la città in due e che è indubbiamente molto piacevole con le diverse facciate dei palazzi dei nobili testimoni della prosperità ottocentesca della cittadina. Bello anche il Duomo affacciato su una piazza che offre un colpo d'occhio eccezionale sulla baia sottostante. Il Duomo costruito sulle rovine di una chiesetta medievale dedicata a San Nicola, ha un aspetto abbastanza singolare, un po chiesa un po' fortezza.
Abbiamo sorseggiato il caffé più caro della nostra vita in una bella piazzetta  prima di riprendere la strada di una Sicilia più genuina e scendere a valle verso Letojanni a goderci una pizza discreta e a passeggiare sul lungo mare tra villeggianti e locali venuti a godere della brezza serale.
Tappa successiva Siracusa, e qui direi che la scelta non poteva essere migliore: semplicemente splendida. Abbiamo passato due notti sull'isola di Ortigia, indubbiamente la parte più caratteristica della città, dove tutto è talmente bello: vicoli, scorci, cortili. Girare a piedi è il modo migliore per scoprire la città, ci sono all'ingresso dell'isola dei parcheggi gratuiti (strisce bianche) e a pagamento ( strisce blù), abbiamo parcheggiato la macchina e ce ne siamo dimenticati lasciandoci trasportare dalla scoperta entusiasta, vicolo dopo vicolo, tutto è da vedere. Grandioso il Duomo, con il suo mélange di stili  e la sua piazza, bellissimo l'Ipogeo nella piazza del Duomo sullo stesso lato, con le sue gallerie sotterranee stupendamente conservate, che servirono da rifugio antiaereo dura te la seconda guerra mondiale. Abbiamo percorso le gallerie passando sotto la città per sbucare sul lungo mare e passeggiare piacevolmente fino al Castello in punta all'isola.
Molto carino il mercato lungo via Trento e fino alla vecchia prigione dei Borboni ormai all'abbandono: un tripudio di colori e profumi, spezie, pesce, frutta e verdura. Intorno al mercato la possibilità di mangiare lo street food locale.
Ottimo indirizzo per mangiare tipico locale ma rivisitato in chiave contemporanea, Pani and Co : taglieri di salumi e formaggi locali, risottino ai fiori di zucca, spada impanato ai pistacchi di Bronte, il tutto accompagnato da un ottimo bianco siciliano.
Fuori da Ortigia la città è meno bella, ma da non perdere nella zona di Neapolis il Parco Archeologico. Dei pulmini ( gratuiti sotto i 13 anni) fanno la navetta tra Ortigia e il sito, normalmente ogni venti minuti.... Ma abbiamo rapidamente capito che il concetto di venti minuti può essere abbastanza aleatorio... Abbiamo atteso il nostro per il ritorno per un'ora ( all'andata abbiamo camminato, ma dopo la visita sotto il sole delle due non avevamo la forza di tornare indietro)
Il parco archeologico è molto bello e ben conservato, l'accesso è a pagamento solo per il teatro greco ( gratuito per i giovani sotto i diciotto anni). Attenzione durante il periodo estivo il teatro è solo visitabile in parte in quanto occupato dalle strutture per le rappresentazioni. È il più grande della Sicilia e anche uno dei più grandi del mondo greco, scavato nella roccia nel V secolo a.C. ha un diametro di 138 metri e poteva contenere fino a 15000 spettatori.
Bello anche l'anfiteatro romano, uno dei più grandi d'Italia e l'immenso altare di Ierone costruito per i sacrifici dei buoi a Zeus.
Un consiglio: in estate andare all'apertura, le 9, farà già caldo... Dopo diventa una sfida...
La Sicilia barocca offre un'infinità di posti belli da vedere, anche qui abbiamo dovuto scegliere consci che non potevamo vedere tutto bene e piuttosto che visitare di corsa, meglio ridurre il numero di posti. Abbiamo scelto di visitare Noto, per motivi logistici più vicina di Ragusa, e siamo stati contenti della scelta, splendida cittadina immersa nella campagna tra mandorli e olivi. La città venne costruita interamente in stile tardo barocco, dopo la distruzione nel terremoto del 1693 della prima Noto, situata 18 chilometri più lontano.
La città venne sviluppata intorno a tre assi principali e paralleli, il primo occupato dai nobili con i loro sontuosi palazzi, il secondo dal clero, con una trentina di chiese, oltre ai monasteri e ai conventi, il terzo per il popolo con edifici più bassi. 
Noi abbiamo percorso Corso Vittorio Emanuele, l'asse di mezzo, dalla Porta 
Reale fino alla via Galileo Galilei. Da vedere la chiesa di Santa Chiara con l'annesso convento delle Clarisse, ( 2 euro , gratuito sotto i 18 anni). Splendida la vista sulla città dalle terrazze.
La cattedrale dedicata a San Nicolò ha una facciata imponente alla quale si accede attraverso un imponente scalone. In realtà l'interno è abbastanza brutto, la cupola e la navata collassarono nel 1996 e la chiesa, tranne appunto la facciata, venne rifatta.
Piacevole la via Nicolacci che costeggia il palazzo Nicolacci di Villadorata e sfocia sul l'ennesima chiesa.
La passeggiata è veramente piacevole anche nelle vie circostanti, balconcini di ferro battuto, vecchie facciate, chiesetta, cortili.
Per una pausa ghiotta la Trattoria Ducezio, sperduta in fondo ad un vicoletto e dall'aria di ristorante turistico, ma ottima ( non ce l'avesse consigliata la nostra amata guida forse avremmo diffidato). Unico difetto piatti di dimensioni americane....!
Ci lasciamo la Sicilia barocca alle spalle e attraversiamo l'isola passando da 
Enna direzione Scopello e la Riserva dello Zingaro, penultima tappa del nostro itinerare.
Posti splendidi, Scopello piccola perla arroccata sulle colline che si specchiano nel mare, da qui incomincia la Riserva dello Zingaro, un susseguirsi di cale e caletta con il mare cristallino.
Il vecchio borgo di Scopello dominato dal baglio offe una vista splendida che da Castellamare del Golfo si perde allo Zingaro direzione San Vito lo Capo. All'interno del Baglio ottima insalata di polpo al Bar Nettuno, che nonostante il nome è ottimo ristorante.
Per visitare la Riserva due possibilità: da terra o dal mare. Noi abbiamo optato per la seconda affittando un gommone nel vecchio porticciolo ( molto carino) di Castellamare del golfo. Abbiamo passato la giornata tra un tuffo e l'altro cambiando caletta ad ogni bagno.
Se non si ha voglia di inoltrarsi nella Riserva ci si può fermare alla spiaggia di Giudaloca, sulla strada per Scopello, tutta di sassi bianchi e molto gradevole.
Ottimo gelato al Bar Vogue lungo il molto del vecchio porto di Catellamare, oltre ad innumerevoli posti in cui mangiare il coi scout di pesce, piatto tipico locale.
Non solo bagni in questo angolo di Sicilia africana ( così viene definita) ma anche cultura con lo splendido sito archeologico di Segesta, con il suo tempio dorico conservato splendidamente e lo splendido teatro greco. Una piacevole passeggiata nella storia! Il teatro gode di una posizione incredibile ed è utilizzato ancora in estate per dei festival di teatro: doppio spettacolo in programma la rappresentazione e il paesaggio!
L'ingresso al sito è gratuito per i minori di 18 anni e devo dire che qui, come nelle tappe precedenti la cosa mi ha particolarmente colpita, trovo veramente importante rendere l'approccio al nostro patrimonio culturale accessibile a tutti.
La campagna intorno vale la pena di essere visitata ricorda la Toscana tra vigne e uliveti.
Ormai il nostro viaggio è quasi al termine, le due settimane in Sicilia si concludono con una toccata e fuga a Palermo, della quale abbiamo potuto avere solo una rapida, ma piacevole infarinatura, complice anche la fantastica location che ci ha ospitati.
Consigliamo questo indirizzo a chi ha voglia di regalarsi un week end o più in questa che ci è sembrata essere una bellissima città ( nel suo centro storico) www.suitecentro.it: appartamento splendido e curato, accoglienza calorosissima dei proprietari che ci hanno dato mille consigli sul cosa fare e vedere, in bonus la colazione prevista nella piacevolissima cucina ( diverse cose a disposizione fuori e dentro il frigo), macchinetta del caffè espresso veramente apprezzata!
Abbiamo avuto la fortuna di capitare a Palermo la vigilia della festa di Santa Rosalia, la patrona della città, al momento della processione che dalla cattedrale dedicata alla Santa scende giù lungo il costo Vittorio verso il mare, culminando con i fuochi di artificio. In giro bambine e ragazze con corone di rose nei capelli e tantissima animazione. Abbiamo passeggiato cercando di cogliere qualche immagine della città in questa atmosfera gioiosa, siamo arrivati fino al Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento Siciliano,  abbiamo visitato il Duomo, per poi ritornare sui nostri passi verso la Chiesa di San Cataldo, proprietà dell'ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro, stupendo esempio di fusione tra architettura religiosa cristiana e mussulmana.
Abbiamo camminato nei vicoli fino a posare le nostre stanche membra e i nostri stomaco affamati all'Osteria Ballarò, dietro piazza della Cassa di Risparmio, dove mi sono lasciata tentare da un antipasto tipico dello street food siciliano, un tripudio di sapori, con il ricordo dei quali ripartire da questa terra che ci ha conquistati.
La Sicilia, a noi sconosciuta prima, ci ha veramente colpiti per la sua bellezza, per la ricchezza culturale delle sue città, per una cucina ricca di gusto e allegria, per l'accoglienza dei siciliani con il cuore in mano, sempre con un sorriso. 
In tante città del nord si ha molto da imparare purtroppo... O forse tanti valori ancora forti qui si sono persi, primo fra tutti la fierezza di far scoprire la propria terra e di mostrarla sotto il lato migliore.
Aveva ragione Goethe :" l'Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa".

1 commento:

Mocaliana Ele ha detto...

Hai proprio ragione. Anch'io ho scoperto la Sicilia tardi, dopo tanti anni di Sardegna, ed è veramente bellissima, si mangia ottimamente e le persone sono veramente ospitali, si respira un aria di passato glorioso!