mercoledì 1 giugno 2016

Italiani fuori casa....

Nel 2011 quando le mie ragazze frequentavano il Liceo Internazionale a Sain Germain en Laye festeggiammo i 150 anni d'Italia con un bellissimo inno di Mameli cantato in coro dai ragazzini italiani delle medie. Brividi lungo la schiena.
Quando sei lontano, quando hai messo radici altrove, quando pensi in lingue non tue per la maggior parte della giornata e incominci a confondere parole e suoni, mischiando alla tua di lingua tutte le altre. Quando ti rendi conto che sei un girovago senza un vero porto in cui rifugiarti e che tutto sommato quelle poche settimane che passi nel tuo Paese ti ricaricano le batterie.... quando tutta una sfilza di sentimenti ti smuovono e ti commuovono, festeggiare il tuo Paese ti rende felice e un po' più italiano.
L'inno di Mameli cantato lì davanti a te ti restituisce per un po' un sentimento di vera appartenenza.
Ieri sera per un 2 giugno con un leggero anticipo abbiamo partecipato alla Festa della Repubblica, una festa un po' particolare con una cifra tonda: l'Italia e repubblica da soli 70 anni. L'Italia è giovane non solo come Repubblica ma come Paese stesso, e forse in tante cose lo si vede.

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Quando sei li però immerso in una festa che sa d'Italia sei quasi fiero di rappresentarla fuori dai suoi confini. Ho trovato che ci fosse tutta la nostra eleganza in queste poche ore nel prestigioso Saint Francis Yacht Club di San Francisco, ho trovato che per una piccola parentesi temporale ci fosse veramente un senso di comunità... cosa che purtroppo spesso manca a noi italiani all'estero, non siamo tanto capaci di far squadra, individualisti e poco aggregatori. Lì invece osservavo la gente attenta e silenziosa davanti ai due inni cantati, il nostro e il loro, per rispetto agli Stati Uniti che ci ospitano, osservavo questo pubblico di italiani brillanti che hanno lasciato un segno o lo lasceranno in questa culla di innovazione che è laBay Area, erano lì con una certa fierezza, e un senso di appartenenza, che ogni tanto ci abbandona un po', ma poi ritorna in occasioni come questa....
Sono 19 anni che costruisco il mio quotidiano in un Paese che non è il mio ma che adotto un po, al quale mi affeziono. Sono 19 anni che vedo l'Italia da lontano la scruto e la giudico con l''occhio di chi vede e vive altro. Sono 19 anni che sono straniera dove vivo e quando arrivo in Italia mi sento un po' diversa. Sono 19 anni che cerco di continuare a mantenere viva la mia cultura e con le unghie e con i denti ho trasmesso molto del mio Paese alle mie figlie. Sono 19 anni che come italiana all'estero ascolto l'inno di Mameli e mi emoziono, come quando quella sera di luglio del 1982 l'Italia vinse i mondiali di calcio e il Presidente Pertini alzo la coppa al cielo con gli occhi lucidi. Avevo 12 anni ed ero fiera, cantavo l''inno a squarcia
gola ignara di dove la vita mi avrebbe portata.... e adesso a San Francisco, California, Stati Uniti d'America, canticchio nella mia testa l'inno, il mio inno, e festeggio il mio Paese, malandato e zoppicante, ma bello da morire!

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