lunedì 27 giugno 2016

Il pieno di affetto...

È come ogni inizio estate eccoci sbarcare in Europa per quel pieno di affetto che ci accompagnerà poi nei mesi in cui saremo lontani. I primi 10 giorni francesi sono già volati via, il Tgv corre veloce verso Torino dove saranno di nuovo tante le persone da stringere a noi, dove nuovamente vivremo momenti indimenticabili da mettere in valigia e da portare sotto il sole californiano.
È il destino di chi vive lontano, concentrare in pochi attimi sensazioni intense con le persone che vivono lontano, intestardirsi su rapporti di qualità a discapito della quotidianità della quale abbiamo imparato a fare a meno.
tramonto con Notre Dame
10 giorni filati via troppo in fretta, perché sembra ieri l'atterraggio a Roissy con la voglia di arrivare e di stringerli tra le braccia, con la voglia di raccontarsi i mesi filati via, quello che non si riesce a trasmettere via Skype, quello che non riusciamo a riassumere in un messaggio whatsapp, quello troppo denso di emozioni che non possiamo comunicare via email. E così il tempo vola troppo in fretta, si rifanno le valige e si corre a baciare altre guance, ma si è fatto il pieno. Abbiamo incontrato quasi tutti quelli che volevamo vedere ed ogni volta è stato fantastico, ogni volta siamo usciti da un incontro felici.

Paris
Il tempo non è mai sufficiente purtroppo ma abbiamo fatto di tutto per farcelo bastare, senza affanno, senza fretta, godendo degli sguardi e nutrendoci di parole.
Sono fortunata, siamo fortunati. Abbiamo costruito relazioni intense e riusciamo a mantenerle vive. Gli amici della Francia, del Giappone, dell'India, fino a quelli incontrati in America, amici con i quali abbiamo condiviso momenti speciali, intensi, relazioni che diventano forti proprio perché si vive lontano, lontanissimi e ci si deve dare una mano gli uni con gli altri per farcela a volte a sopravvivere. Amici che diventano famiglia quando la nostra è troppo lontana, sorelle, fratelli, zii, cugini: ci si sente così.
Vernon Normandia
19 anni fa quando sono sbarcata a Parigi avevo tutto da costruire, non sapevo da che parte rigirarmi e non credevo che fosse poi così facile costruire rapporti.... Andavo al parco lungo la Senna scrutando da lontano le altre mamme, come un bambino che aspetta che gli altri vengano a chiamarlo per giocare al pallone. Ho insistito giorno dopo giorno, senza cedere neanche alla pioggerella sottile e continua. Alla fine quelle mamme sono venute a me e l'altro giorno nella piazza du Vieux Marché di 
Rouen, quando ci siamo strette e commosse le une con le altre, quando abbiamo chiacchierato come se il tempo non fosse passato, come se i mille spostamenti che la vita ci ha imposto, fossero di colpo piccoli e inesistenti, ho capito il senso di questo nostro itinerare: l'intrecciarsi continuo di relazioni umane, un sorriso in ogni porto, l'amicizia e l'amore che vincono su tutto e che resistono a tutto.
Grazie amici per esserci sempre, per aspettarci, per essere pronti ad ascoltare i nostri racconti, per condividere con noi le vostre vite... Vi amiamo profondamente!

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