lunedì 9 maggio 2016

mamme: la martire e l'eroina!

Festa della mamma appena passata qui in America, come anche in Italia, non sono mai stata tanto per tutte queste feste commerciali, pur adorando oggettini preparati a scuola e poesie recitate tutte d'un fiato la domenica mattina alle 7!
Ma non è sull'essenza in sé della festa che mi voglio soffermare, anche se ormai la società in evoluzione in cui viviamo tende a criticarla, mi astengo dall'esprimermi, per me che ci sia o non ci sia la festa della mamma nulla cambi, mamma lo sono e lo sarò  sempre lo stesso!
La festa del mamma vuole essere uno spunto di riflessione sull'essere mamma e su come, complici facebook e compagnia, trovo che sempre più spesso ci sia un vagare tra elogi strappalacrime sulle madri esemplari e all'opposto un lamentarsi continuo su quanto sia duro e difficile questo nostro "mestiere".
Non siamo eroiche, siamo semplicemente mamme, adulti consapevoli, nella maggior parte dei casi, che si trovano ad affrontare il delicato compito del far diventare grandi esserini indifesi e bisognosi di affetto, oltre che di una mano solida che li guidi nei loro primi passi. Abbiamo, ed anche qui nella maggior parte dei casi, scelto di esserlo, consci che non sarebbe stata un passeggiata nei boschi ma un impervio cammino, perché onestamente essere responsabili di uno , due o tre esserini non è un percorso sempre in discesa! 
la mamma martire
Abbia scelto perché viviamo in società evolute nelle quali abbiamo la fortuna di poter decidere se ci sentiamo capaci o no di tanta responsabilità, e nelle quali siamo libere di non sentirci pronte e di non farlo, senza paura del giudizio altrui.... ma troppo spesso ho come l'impressione che l'essere mamma sia una specie di sacrificio ultimo, in cui ci si ritrova immersi e per cui si mette la propri vita tra parentesi per un numero infinito di anni, avendo come unica valvola di sfogo la lamentela continua! Avere un figlio, due figli , tre figli non ci impone di non respirare più se non al loro ritmo, anzi, sarebbe l'errore più grosso, essere mamma vuol dire continuare anche ad essere donna e adulta, con certo mille più responsabilità e molto meno tempo, ma sempre con un piccolo spazio per poter respirare.... Non fa bene di certo ai bambini una mamma assorbita da loro al cento per cento e soprattutto convinta di non avere il tempo per nient'altro! Non fa bene ai bambini un mamma che si è dimenticata di come si può anche essere felici ad avere un proprio spazio al di fuori di pappe e pupazzi!
La lamentela regna sovrana, mi chiedo veramente se tutte queste mamme sempre stanche e senza tempo per un doccia si aspettassero che avere un figlio fosse diverso e mi chiedo anche anche se sia veramente vero che lo spazio per la doccia non lo trovino, o faccia semplicemente parte della figura di martire che si sono costruite, perché io incinta della prima lo sapevo che avrei dovuto arrampicarmi sugli specchi per avere anche solo il tempo di leggere tre pagine di libro e lavarmi i capelli senza una bocca urlante incollata al vetro della doccia, lo sapevo e ho cercato di sopravvivere, senza lamentarmi di papà assente, nonna  lontana e bambinaia tutto fare non disponibile 24 ore su 24! 
la mamma eroe
Soprattutto non mi sono mai sentita spossata, infelice, sola.... Ma attenzione non per questo mi sento eroica... E qui passo alla seconda categoria la mamma che si auto elogia di continuo e che ama anche elogiare le mamme amiche, come se fossero le eroine di una guerra all'ultimo sangue, le ultime resistenti sul fronte più duro del mondo: la genitorialità!
Allora c'è l mamma che si sente eccezionale perché organizza uscite allo zoo portandosi dietro amichetti di ogni età, quella che dopo la notte a consolare il primogenito loda la sua resistenza in ufficio per tutto il giorno successivo, e l'altra ancora che si attribuisce il premio di mamma dell'anno per essere riuscita da sola a resistere alla settimana di assenza del marito...
Ma su forza non scherziamo, non c'è nulla di eroico in ciò che facciamo, cosi come non c'è nulla di drammatico e di impossibile, è il ruolo che abbiamo scelto, è un percorso lungo e difficile, ma al quale un adulto sopravvie allegramente, anzi ne esce più forte, più felice, più sicuro, proprio perché alla fine il risultato è lì , tangibile, la loro crescita equilibrata... E tanto più equilibrata quanto meno ci avranno sentito lamentarci quotidianamente di quando sia impossibile occuparci di loro!

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