venerdì 20 maggio 2016

l´espatrio come progetto di coppia

Questo articolo del The Guardian circa la situazione un po´ marginale nella quale possono trovarsi alcune mogli al seguito che arrivano in Silicon Valley, mi da lo spunto per una riflessione legata proprio alle mogli al seguito e alla scelta di seguire i mariti e di mettere spesso tra parentesi la propria carriera.
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Scegliere di partire e di continuare magari a farlo, come ho fatto io, non è per nulla semplice. La rinuncia personale può essere enorme e nel momento in cui si decide si deve veramente essere convinti che questa sia la scelta giusta per noi stesse, per la nostra vita, facendo astrazione di quello che possa essere il positivo per una carriera che non è la nostra. Io ho scelto sicura che ne avrei tratto dei vantaggi per me come persona, pur essendo conscia che questo avrebbe giovato a mio marito, nella sua crescita professionale, e alle mie fanciulle nella loro apertura verso il mondo.
Non mi sono cancellata per dare spazio a lui e a loro, accettando una decisione che non  mi corrispondeva, proprio perche sapevo che diversamente non sarei stata felice: per me doveva essere una scelta nella quale ogni membro della famiglia avrebbe trovato il suo conto.
In tutti questi anni all´estero però mi sono resa conto che molto spesso non è così, e leggendo l´articolo ne ho la conferma, molte donne non sanno a cosa vanno incontro, scelgono perché non hanno scelta o pensano che seguire il marito sia l´unica scelta possibile. Ho visto mariti imporre la loro volontà, e questo anche a donne in apparenza emancipate e autonome, che però si sono ritrovate a non essere capaci di far valere i loro pensieri.
Molto spesso l´espatrio imposto è destinato ad essere infelice e non solo per la donna che lo subisce, ma per gli stessi figli: se la mamma non è felice non lo saranno neanche i bambini! I bambini risentono delle difficoltà di accettazione della situazione da parte della madre, ¨cascheranno¨ nel suo meccanismo di rifiuto del nuovo mondo e daranno alla mamma stessa la scusa per non fare nulla: ¨ ecco vedi anche i miei figli sono infelici!¨... ma i tuoi figli non amano la nuova vita perché  inconsciamente tu mamma trasmetti astio nei suoi confronti. Se tu non ti integri loro non lo faranno o non lo faranno mai completamente.
Scegliere di partire per una nuova avventura è una scelta di coppia, e questo anche se sarà solo uno dei due a lavorare. Chi lavorerá deve capire la sfida di chi parte al seguito e metterlo nella miglior condizione per trarre giovamento da questa partenza. L´egoismo va lasciato da parte, non si deve pensare al proprio piccolo mondo, al giovamento personale, non si andrà molto lontano in questo modo e sarà anche difficile gestire un nuovo lavoro, in un nuovo ambiente, se quando si torna a casa l´atmosfera sarà triste e pesante.
Un´azienda prima di spedire un expat da qualche parte all´estero, investendo sulla sua carriera, dovrebbe  incontrarne la compagna, o il compagno, per capirne le vere motivazioni e per soprattutto vedere se si trattasse di un progetto di coppia o no!
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L´espatrio deve essere un progetto di coppia in cui ci si rispecchia entrambi e nel quale si sia capaci di darsi appoggio reciproco: solo così l´esperienza sarà entusiasmante per tutti, figli compresi!



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