martedì 5 aprile 2016

Quando la comunità fa la differenza

Nei miei primi anni all´estero non ho mai cercato particolarmente di frequentare gli italiani, ero agli inizi della mia vita lontano da casa e volevo tuffarmi a capofitto nel nuovo.... Pian piano negli anni e soprattutto allontanadomi molto dall¨Italia, ho trovato simpatico incrociarne qua e là, anche perchè è rilassante tirovarsi con chi ha alle spalle lo stesso bagaglio e gli stessi riferimenti culturali, Da sempre però ho constatato come noi italiani non siamo tanto capaci di fare squadra, di creare comunità solidale lontano dalla madre patria.
Oggi ad un pranzo con amiche francesi osservando le loro dinamiche mi sono detta che ci manca forse un qualcosa per poterci sentire uniti. La massa critica forse per fare comunità non c´è, ma credo anche che sia proprio una questione di atteggiamento. Noi italiani pensiamo più a noi stessi che ad un bene comune, e forse questo si riflette anche nel nostro zoppicante Paese, dove tutti fanno i loro interessi e sono in pochi a pensare a quello che potrebbe essere utile per il bene di tutti ( non ci sarebbero tanti evasori fiscali se non stessimo a guardare il nostro piccolo mondo a discapito del grande). All´estero questa forma di egoismo inconscio si riflette nell´incapacità di focalizzarsi insieme e unire le forze  per creare cose comuni utili per noi italiani e per la comunità internazionale che ci sta intorno.
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Ci sono due episodi che mi hanno colpita in questi giorni e grazie ai quali mi sono resa conto ancora una volta di come i francesi siano dei campioni nel fare squadra e nell´appoggiarsi gli uni con gli altri. Un paio di settimane fa c´è stato un enorme slancio di solidarietà per una famiglia francese installata qui, che per vari motivi sta attraversando grosse difficoltà finanziarie.... la comunità si è veramente mobilitatata per far sentire calore e presenza a questa famiglia, e non sentirsi soli dall´altra parte del mondo è veramente fondamentale.
Venerdì scorso una giovanissima mamma ha chiuso gli occhi per sempre in modo assurdo ed improvviso, lasciando un´interà comunità nello sgomento ma anche nuovamente pronta a stringersi intorno ad un uomo e ai suoi due piccoli colpiti dall´orrore di un lutto così ingiusto e inatteso. Un lutto in espatrio è qualcosa di una violenza inaudita, essere lontano da tutto e tutti può essrere insormontabile e mai come in queste occasioni la comunità che si stringe intorno è importantissima.
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Sono due tra i tanti esempi, ma sono talmente freschi e dolorosi da rimanere impressi.... ce ne sono poi tanti altri più gioiosi dove si vede la voglia di progredire e costruire insieme , quella che secondo me manca a noi italiani, ed è un peccato perchè quando ci sono  un oceano e un continente di mezzo sarebbe bello costruire insieme una bella immagine del nostro Paese anzichè frammentarla in tante piccole egoistiche imprese!

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