venerdì 18 marzo 2016

Surgery: cronaca di un intervento made in US....

 Il mio ginocchio ha reso l´anima 4 settimane  fa sulla double black di Big Ski, nel nevoso Montana ho lasciato il legamento crociato del ginocchio sinistro e mi sono condannata a due mesi di semi inattività.
L´unica scelta possibile per riprendere una vita normale e soprattutto per poter fare sport senza grande inquietudine, del tipo: ¨ aiuto adesso mi fracasso anche il menisco....¨ ad ogni passetto..., era l´operazione.
E operazione sia. Per un´ipocondriaca come me ovviamente non sono state semplici le settimane di attesa, ma adesso che è passato l´intervento, posso quasi sorriderne.
Premetto che con gli interventi nonho grande dimestichezza, prima di questa volta sono stata operata due sole volte in vita mia, di cui una da bambina, e l´ultima 17 anni fa.... non conosco quindi molto bene il come si fa e come ci si organizza nei vari Paesi, sapevo sicuramente che qui in US sarebbe stata routine organizzata nel dettaglio, e così è stato.
Due settimane prima della surgery, una volta fissata la data, ho ricevuto una serie di fogli esplicativi di quel che sarebbe successo, con la data fissata della visita post operatoria, l´elenco dei centri di fisioterapia e i vari step prima e dopo l´intervento. Cosa fare e non fare. Una settimana prima ho ricevuto le medicine da prendere a partire dal giorno dell´operazione, antidolorifici e antibiotici. Il giorno prima dell´intervento si sono susseguite tutta una serie di telefonate. La prima per comunicarmi l´ora dell´operazione e l´ora alla quale avrei dovuto presentarmi, mi è stato dato il timing esatto del tutto, 75 minuti d´intervento e 60 in osservazione, ¨poi a casa¨, raccomandandosi che dovevo essere riaccompagnata da qualcuno... (cosa abbastanza ovvia, soprattutto che ti fanno uscire dopo esserti svegliato mezz´ora prima dall´anestesia generale). La telefonata successiva era della società connessa alla clinica che voleva affittarmi la macchina del ghiaccio (sorta di ice bucket con tubo che serve a tener fresco il ginocchio), io me n´ero procurata una mettendo un annuncio sul sito dei vicini di casa, quindi ho declinato l´offerta di affitto a 150$ alla settimana!!
La terza telefonata è stata quella della contabilità della clinica, dove mi dettagliavano i costi coperti e non dall´assicurazione e dove mi dicevano candidamente che accettavano tutte le carte di credito. Almeno uno sa di che morte deve morire, che qui negli States può essere molto dolorosa per il portafoglio, nonostante l´assicurazione!!
sexy
Arriviamo al giorno dell´intervento. Ovviamente ho una paura furiosa. Alle 9:45 siamo in clinica, come previsto. L´accettazione dura una ventina di minuti, firmo caterve di carte, mi mettono il braccialettino da malata, e mi fanno entrare accompagnata da un´infermiera in una specie di stanzone diviso in loculi ognuno con un paziente in attesa d´ intervento (così di prima impressione tutti di natura ortopedica). Mi consegnano una busta dove mettere i miei vestiti, un camicione modello sexy che più sexy non si può,una cuffietta niente male, una calza elastica anti trombo, da utilizzare per la gamba sana e da indossare anche per dire questa è la gamba buona non toccatela! un pennarello per scirvre YES sul ginocchio da operare ( devo dire che l´hanno scritto su talmente tanti fogli che era il ginocchio sinistro che se si fossero sbagliati sarebbe stato il colmo), un boccettino per l´esame delle urine.
il malato
borsa e vestiti nel locker, come una povera tapina sono uscita dallo spogliatoio e sono stata accompagnata nel mio loculo dove nell´ordine ho incontrato il chirurgo che mi ha rispiegato in breve cosa avrebbe fatto, una prima infermiera che mi ha fatto miliardi di domande, l´anestesista che mi ha spiegato cosa avrebbe fatto , un infermiere che avrebbe assistito all´intervento. Tutti hanno avuto parole gentili, la mi agitazione era visibile, il mio cuore batteva a mille, ma insomma tutto normale.
pronti, via....

Alle 11:30 in perfetta tabella di marcia ci siamo mossi verso la sala operatoria, Paolo mi ha salutata e sul mio letto a 4 ruote motrici, con un po´ di angoscia, sono arrivata a destinazione. Sono entrata sulle mie gambe in sala operatoria, l´anestesista mi ha sorriso, e poi.... beh senza che me ne accorgessi riaprivo gli occhi assetata con la gamba chiusa stretta in una spessa guaina nera, in un´altro loculo, questa volta in zona risveglio, fila di loculi post operatori.
Tutto finito. L´infermiera mi ha dato da bere e mi ha detto che avrebbe chiamato Paolo e che se tutto procedeva così dopo una ventina di minuti avrei potuto vestirmi.... e così è stato. Efficienza a mille 75+60 minuti dopo ero seduta in macchina direzione casa.... un po´ tuonata ancora, ma un´oretta di riposo una volta nel mio letto, mi ha rimesso in forma.... quell´oretta in più che per il terribile potere delle assicurazioni, non ti concedono, costerebbe troppo...
la gamba

Il sentimento è quello di una vera e propria catena di montaggio, entra uno e via l´altro, molta gentilezza e empatia con il paziente, questo si, ma comunque rapidissimo....da un lato forse meglio, sempre più facile essere a casa, almeno per me, ma io sto bene e sono in forma, se non fosse stato così?
questa mattina


1 commento:

dario celli ha detto...

(Ora che ho scoperto il tuo blog, non lo mollo!)


d.