giovedì 31 marzo 2016

Empty nesters

È quasi di nuovo tempo di decisioni universitarie qui da noi. L´anno scolastico sta filando alla velocità della luce, il tempo è volato quest´anno in un modo incredibile. Neanche l´incidente e l´operazione delle ultime settimane hanno messo un freno allo scorrere delle giornate. Poco più di due mesi e saremo in volo per l´Europa, poco più di un anno e anche Chiara prenderà il volo direzione il college.
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Sembra incredibile e tra qualche anno entreremo a far parte degli empty nesters.  Il nido si sta svuotando inesorabilmente, fa strano pensare che di colpo ci ritroveremo noi due, con loro tre sparse qua e là.
Da agosto Federica ha preso il volo, devo dire che è stata meno dura di quello che postessi pensare, certo ci manca, un figlio che va via da casa lascia un vuoto assolutamente incolmabile, ma ci manca in modo positivo e non sofferto. Non è un vuoto che fa male, manca il contatto fisico, ma il resto c´è. C´è la voglia di sentirci, di condividere, di coinvolgerci da parte sua in questa sua vita da giovane donne, e c´è la voglia da parte nostra di scoprirla così, quasi adulta.
Il nido che si svuota mi spaventava forse più prima della sua partenza, mi chiedevo come sarebbe stata. Una volta che ci sei dentro ti rendi conto che fa parte della vita, i genitori crescono i figli per vederli volare lontano, anche se poi il ontano sarà solo fisico, per tutto il resto non si allontaneranno mai da noi, se siamo riusciti a creare quel legame capace di attraversare montagne e oceani e di mantenersi saldo (poi con l´aiuto di facetime si fa il resto).
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Un figlio che va via destabilizza un po´, si deve essere pronti a ricreare al volo mille equilibri, a mettere toppe li dove si forma il vuoto, a trovare sorrisi quando ci verrebbe voglia di versare una lacrima.
Il mese di aprile è un mese di decisioni qui in America per tutti quei ragazzi arrivati al capolinea degli studi superiori e che si apprestano a lasciare la propria casa per vivere da soli il passaggio all´età adulta. Si sceglie il college in questo periodo, si cerca di fare la scelta giusta tra le diverse opportunità. Eravamo in questa fase l´anno scorso e lo saremo di nuovo l´anno prossimo con Chiara. Saremo forse più preparati perchè abbiamo già accompagnato una prima figlia verso questo piccolo grande salto. Sarà sicuramente più preparata anche lei che ha visto partire una sorella e tutto sommato si è resa conto che la vita per lei non è per nulla malaccio.
Sono giovani questi ragazzini quando escono da casa ma non credo che sia un male, diventano indipendenti in fretta, imparano a cavarsela senza avere sempre un adulto  a disposizione.
E noi genitori impariamo anche a lascire che se la cavino senza il nostro intervento... fondamentalmente si impara dalle due parti qualcosa quando ci si ritrova a vivere separati: gli uccellini prendono il volo una volta che hanno ali solide per poter volare lontani, ma tornano sempre nel nido per una carezza e un consiglio che sanno di poter trovare in qualsiasi momento, perchè il nido è così sempre pronto ad accoglierli con amore

1 commento:

FERSINO Vincenzo ha detto...

...Brava Giulia e brava Giulia...(Vasco Rossi)