mercoledì 2 marzo 2016

Amicizie in espatrio: i locali e gli altri.

In tutti questi anni all´estero mi sono resa conto parlando con gli altri espatriati di come il tema dell´amicizia in espatrio sia uno degli argomentii più delicati e soprattutto lo sia quando si parla di amicizie con la gente del posto.
Certo la situazione si fa complessa man mano che ci si allontana dalla propria cultura di base e le relazioni diventano di conseguenza più difficili. Ritrovarsi con persone della nostra stessa lingua e soprattutto con il nostro stesso background aiuta sicuramentea ricreare in fretta situazioni di conforto, ci si sente rapidamente al sicuro, ci si convince in fretta di aver ricreato un tessuto sociale importante per la sopravvivenza lontano da casa. Questo è fondamentale per sentirsi bene in fretta. Almeno per chi come me è un animale estremamente sociale, ricostruire una rete di contatti e amicizie è una delle prime cose da fare quando arrivo in un posto nuovo. (ho odiato i miei primi mesi in Normandia, quando per l´unica volta in questi quasi 20 anni all´estero, ho faticato in modo allucinante per arrivare a ricreare relazioni.... il contesto non era favorevole, alla fine però ci sono riuscita).
Ricreare un tessuto sociale aiuta a rendere positiva una situazione anche difficile. Avere delle persone con cui dialogare, magari anche persone che sono passate attraverso le nostre stesse difficioltà ci aiuta ad avere il sorriso a fine giornata. Incontrare gente che prima di noi ce l´ha fatta ad installarsi ci rassicura.
non e' necessario indossare un Kimono per sentirsi integrati 
Per questo i gruppi di espatriati aiutano tantissimo e per questo ho sempre creduto nell´importanza di darsi una mano tra vecchi e nuovi arrivati. Ormai da dieci anni, forte della mia lunga esperienza mi impegno ad organizzare incontri per rendere la vita più semplice a chi sbarca spaventato e senza punti d´appiglio.
non e' neppure necessario vestirsi come in un manga....
Rimanere però rinchiusi in un solo mondo di expat, pur avendo molti pro, ha anche molti contro, primo fra tutti quello di non penetrare fino in fondo la cultura e il pensiero del mondo che ci ospita.
Purtroppe spesso è più facile rimanere tra italiani, francesi o tedeschi e aprire la porta al vicino giapponese, americano o malese fa paura!
un colpetto di saree in famiglia puo essere simpatico, ma non e' necessario per trovare amici indiani
Quando ho lasciato la Francia per il Giappone all´agente immobiliare che ci mostrava appartamenti soltanto nel quartiere francese, (le bambine avrebbero frequentato il liceo francese e volevamo essere non troppo lontani dalla scuola), al terzo condominio in cui mi diceva ecco guardi le buche delle lettere, solo francesi qui.... ho fatto presente che se mi stavo spostando dalla Francia al Giappone non era per forza per continuare a fare la stessa vita di prima. Abbiamo scelto un condominio tutto giapponese, in un quartiere più misto, con la ferma volonta di vivere veramente il Giappone. Poi certo la barriera della lingua mi ha posto davanti non pochi freni, ma ci ho provato... Alla fine qualche amica giapponese me la sono anche trovata e ne sono estremamente felice. Non è stato semplice, ma mi ha aiutata a capire il mio Paese ospitante molto di più che se mi fossi rinchiusa in un mondo tutto italiano (o francese).
andare dove vanno i locali e integrarsi con loro e' la chiave giusta....
Andare verso i locali è fondamentale. Sento spesso qui negli States italiani o europei che si lamentano trovando i rapporti con gli americani superficiali e distaccati. Dicono si si  sembrano tanto gentili e fanno mille smancerie all´inizio ma poi tutto si ferma li. Non è vero o meglio non lo è del tutto.... è vero che spesso sembrano tutti così gentili che i primi giorni si ha l´impressione di essere accolti come se aspettassero solo noi... è vero che a volte, una volta usciti dal contesto in cui li si è conosciuti sembra quasi che non ti abbiano mai incontrato.... ma è anche vero che alla fine non funzionano poi diversamente da come funzioniamo noi quando siamo stanziali in un posto.... la gente ha la su vita, le sue amicizie, una routine consolidata nella quale magari tu appena arrivato c´entri poco. Ma sarebbe diverso arrivare in una città italiana dove tutti hanno il tran tran quotidiano nel quale magari l´amico nuovo non riescono a farlo entrare? Sarebbe esattamente lo stesso.... Il problema è essere nuovo da qualche parte in un ambiente non expat al 100%, perchè in quelli si incontra una marea di gente e tutti sono prontissimi a intrecciare amicizie. Lo sforzo lo dobbiamo fare solo noi, siamo noi quelli che arrivano e devono ricostruire un quotidiano fatto di persone nuove da conoscere pian piano... certo c´è uno sforzo da fare dal punto di vista linguistico e anche culturale, ma alla lunga per sentirsi veramente integrati è l´unica via possibile: far parte del posto tra chi, dove viviamo, ha radici profonde, non come le nostre spesso molteplici e appoggiate in posti diversi.





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