mercoledì 17 febbraio 2016

La mia più bella discesa ....

Ormai da quando viviamo lontani da Torino lo sci è diventato una parentesi lunga una settimana. Sono rari i week end che ci si può concedere quando le montagne non sono ad un'ora d'auto da casa...
Allora ci si accontenta. Si cerca il posto migliore. Si attende per mesi questo tuffo nella neve e nel freddo, che quando si vive in posti in cui la neve manca e il freddo è relativo, sono un vero piacere.
Dopo tre anni di fila a Park City in Utah, abbiamo deciso di avventurarci altrove, ed eccoci a Big Sky, Montana, le Rocky Mountains, a due passi dallo Yellowstone . Posti bellissimi, un comprensorio enorme, a detta loro il più grande degli States. Un sogno. Uno chalet immerso nella neve, con vista sulle montagne splendide e imponenti. Buona compagnia, quel ritmo vacanziero che adoro e che ci fa riprendere le forze in pochi giorni.
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Diciamo che  questa volta non è andato tutto come previsto, e la curva di troppo mi è costata il resto della settimana... ho smesso di scivolare sulla soffice neve e il massimo dello sforzo lo faccio per passare dal divano alla sedia, portandomi dietro le mie stampelle e il sacchetto del ghiaccio che mi aiuta ad avere un po meno male!
Comunque l'ultima discesa è stata la più spaventosa, quella fatta in compagnia di due prestanti giovanotti del soccorso che con molta professionalità mi hanno portata sana e salva e senza danni maggiori alla base!
Certo che per cadere non ho scelto la pista verde praticamente in pianura, magra consolazione il mio ginocchio ha ceduto in curva su un muro praticamente in verticale, avvolto nella nebbia. Per i venti minuti di attesa dei soccorsi mi sono puntellata alla bel e meglio sulla gamba dolorante, cercando di ben far sprofondare nella neve le lamine dello sci rimasto ben ancorato alla gamba sana, evitando di pensare che se la mia salda presa avesse ceduto mi sarei ritrovata a scivolar a valle tipo palla di neve.
Nei venti minuti di attesa mi sono chiesta come avrebbero mai potuto portarmi giù senza lasciarmi andare e come avrebbero fatto per farmi sdraiare sulla slitta senza rischi di vedermi scivolar via da sola...

Ero quasi pronta a vincere il male pur di saltare il passaggio discesa con brividi e ritrovare i miei baldi soccorritori direttamente alla base.... Alla fine la ragione ha avuto la meglio.
Con molta abilità mi hanno fatto sdraiare, mi hanno coperta per bene per evitare di congelare nei 25 minuti di discesa ed è stato un po come un giro a Disneyland!
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Ammetto che avevo veramente paura, e quando il tipo di dietro, quello che teneva la slitta con una corda di sicurezza è scivolato su una lastra di ghiaccio venendomi addosso, ho avuto qualche minuto di terrore... Poi pian piano la discesa è diventata meno ripida e l'ebrezza da caduta libera ha lasciato il posto a sensazioni più tranquille di gitarella tra i pini innevati.
La corsa è finita trainata dalla motoslitta sino al centro di primo soccorso, sempre in compagnia dei mie prestanti salvatori che quando si sono tolti caschi e mascherine e hanno sfoderato i loro sorrisi all' americana mi hanno tuffata per un momento in una di quelle serie americane in cui tutti sono belli, giovani e pieni di speranze....
Devo poi dire che anche il medico e l'infermiera entravano bene nei canoni di Grey's anatomy... Non ci mentono sempre alla TV!
Adesso mi godo la vista dalla finestra dello chalet, immaginandomi discese fantastiche in neve fresca, tra un anno purtroppo!

2 commenti:

Sempre Mamma ha detto...

Ma che sfortuna!!!!

Mimma Zizzo ha detto...

Caspita !!! Che paura ! Tanta stima .. Mi dispiace .