martedì 2 febbraio 2016

saltellando da una lingua ad un´altra: ma come funziona il nostro cervello?( appunti assolutamente non scientifici)

A volte mi fermo a riflettere sui meccanismi linguistici e sulle connessioni che mettiamo in moto quando passiamo da una lingua ad un´altra. Vivendo all´estero siamo costantemente immersi in realtà linguistiche diverse dalla nostra e la ginnastica mentale che ci troviamo a fare è continua.
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Per i nostri figli sembra un esercizio di una facilità assoluta, hanno avuto la grande fortuna di iniziare a farlo da sempre e saltellano da una lingua all´altra senza neppure rendersene conto.
Per noi adulti l´esercizio pur essendo meno automatico lo diventa con il tempo. Pensare in una lingua, leggere in un´altra e rispondere al telefono in una terza sono parte del nostro quotidiano, e non ci facciamo neanche più caso, ma ci sono sempre dei momenti in cui non riusciamo a capire in che lingua stiamo parlando: cosa parliamo e con chi.
quando vivevamo in India mi ero sempre incuriosita per uno strano meccanismo che mi portava ad utilizzare sempre l´italiano come lingua di passaggio passano da una lingua straniera ad un´altra. Mi spiego meglio: se mi trovavo a parlare in francese con un´amica francese e di colpo dovevo rivolgermi in inglese a qualcun´altro il mio cervello mi imponeva automaticamente un passaggio all´italiano come se fosse una pausa necessaria prima di riiinnescare un´altra lingua. l´italiano sembrava essere il mio ponte tra una lingua e l´altra, quellíntervalloo in cui il mio cervello sembrava fare un reset della conversazione precedente in termini linguistici, non di contenuti, e proseguire fluida nell´altra lingua, mantenendo anche il filo del discorso.
Ieri mi sono di colpo ritrovata nella stessa situazione, ed era da un po´ che non mi capitava. In un contesto multilinguistico svolazzavo allegramente da una lingua all´altra per ritornare sempre all´inglese, e sempre e solo con un dovuto passaggio rapido all´ialiano come piccola oasi di relax. 
Mi sono incuriosita e ho fatto un po´ di ricerche sull´argomento ( i meccanismi di apprendimento delle lingue straniere mi affascinano soprattutto quando sono precoci, quindi è un´area che mi interessa particolarmente) e ho trovato un interessante articolo apparso sulla Repubblica diversi anni fa. La domanda: cosa permette ad un individuo bilingue di gestire due idiomi senza difficoltà alcuna? Ha trovato risposta in uno studio congiunto tra diversi dipartimenti di neurologia, tra cui quello del San Raffaele di Milano i quali per la prima volta hanno ¨fotografato¨ il meccanismo: "E' una rete di aree cerebrali che si attiva solo quando c'è il passaggio da una lingua all'altra" spiega il dottor Jubin Abutalebi, ricercatore del dipartimento di Neurologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele, primo autore dello studio pubblicato sul Journal of Neuroscience. Quelle che entrano in gioco sono strutture cerebrali particolarmente importanti: la corteccia del cingolo - che è coinvolta nell'attenzione e nel controllo delle azioni mentali - e il nucleo caudato, una struttura sottocorticale implicata nel processo di inibizione delle azioni. "E' possibile che per queste specifiche funzioni, tali aree risultino cruciali nel meccanismo di controllo delle lingue", chiarisce lo scienziato. [...] Quanto più si è esposti a una lingua, tanto più nel cervello si attivano sistemi neurali simili a quelli che si utilizzano quando si usa la lingua madre. Per questo è così importante vivere nel paese in cui la si parla, seguire programmi televisivi o radio, parlando con soggetti nativi, in modo frequente e costante. "Solo così le due lingue si comporteranno nel nostro cervello in maniera sovrapponibile" sottolinea Daniela Perani, docente di Fisiologia Psicologica all'Università Vita-Salute San Raffaele. 
Da quel che ne deduco comunque io ho bisogno di un passaggio alla base di partenza per irmettermi in modo lingua nuova, come nel gioco dell´oca ripasso dal via per essere pronta per un nuovo giro... 
Sempre lo stesso studio mette in evidenza come 

¨nella funzione di controllo interna sia coinvolto il nucleo caudato, perché si è osservato che pazienti bilingui con lesioni a quest'area mescolavano in modo patologico le due lingue. La capacità di passare dall'una all'altra si acquisisce fin da piccoli, ma il meccanismo di controllo si perfeziona verso i tre anni, quando non si fa più alcuna confusione. E' un dono prezioso, che regala una marcia in più. "Sembra infatti che il cingolo nei bilingue si sviluppi di più rispetto ai monolingue, e alcune delle loro facoltà intellettive risultano più sviluppate"


Ovviamente questa ultima affermazione mi trova d´accordo in toto e penso che possa rassicurare molti asiosi genitori. Il Multilinguismo e la connessa multiculturalità (non si acquisisce una lingua senza tutto il pacchetto culturale che le sta alle spalle)sono un dono prezioso per i nostri figli e anche per noi, e tutto ciò anche se inciampiamo a volte tra una lingua e l´altra!



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