domenica 10 gennaio 2016

toilette pubbliche ....

toilette trasportabili
 Nelle toilette dell'aeroporto, osservando la fila di piedi allineati che spuntavano dai grandi spazi sotto le porte chiuse, riflettevo su quanto il modo di presentare le toilette sia culturale e vari da un Paese all'altro. Qui in America nei bagni pubblici, che siano in un aeroporto, in un ristorante, in un museo, non c'è una vera intimità, le porte sono spesso, più che porte, delle barriere divisorie poco più alte della nostra testa e con grandi spazi sotto. Si fa pipì tutti in fila, divisi da pareti sottilissime, osservando le scarpe del vicino, concentrandosi sulla posizione dei suoi piedi.
La cosa non mi turba più di tanto anche se la trovo curiosa! Non mi impedisce di ricorrere a bagni pubblici nel caso ne abbia bisogno, anche se mi fa sempre un po' ridere questo spettacolo di pantaloni calati alle caviglie che si riposano sulle scarpe allineate, in un susseguirsi che ha una certa comicità!
In Giappone i bagno pubblici sembrano i caveau di una banca, nulla si vede e nulla si sente tra uno spazio e l'altro. Ci si può godere in santa pace le delizie di un comodo e tecnologico gabinetto giapponese, con acqua e aria calda incorporate, con asse riscaldato che invita a lunghe pause, con dolci musiche di sottofondo concepite per non creare imbarazzo alle pudiche donne nipponiche.
istruzioni per l'uso
Nei miei ricordi di vita giapponese, dal primo giorno le toilette mi sono rimaste impresse, per me europea cresciuta con la fatidica frase "non appoggiarti all'asse". La stessa frase che per tre anni ho smesso di ripeterla alle mie fanciulle, certa che non avrebbero corso nessun rischio a godere del tepore di un asse giapponese in luogo pubblico.
In Cina mi colpì molto la mancanza di porte, ho sempre negli occhi lo stupore al mio ingresso nei bagno pubblici alla Grande Muraglia . Mi rivedo camminare tra file di gabinetti senza porta, tra donne accovacciate che ci sorridevano, come se fosse assolutamente normale essere lì in pubblico con le mutande calate. Rivedo le facce stupite del mio trio di donnine, ripenso ai  miei occhi che cercavano con speranza una possibile porta da qualche parte, risento il mio sollievo alla fine della fila nel vedere l'unica porta chiusa, l'unico gabinetto nel quale avrei potuto fare pipì senza essere in mostra. Non l'avessi trovata mi sarei forse rassegnata a farla li tra le cinesi sorridenti che guardavano divertite le faccine occidentali delle mie fanciulle, ridendo alla vista della soffice chioma bionda di Camilla!
In India spesso di gabinetti pubblici non c'è neanche l'ombra. Non è raro vedere gente per strada a far quel che deve fare senza vergogna, spesso "protetti" dai lunghi saree  o dal drappeggio tipico che portano gli uomini nel sud dell'India. Marciapiedi, angoli di strada, campi abbandonati, spiagge, tutto diventa spazio utile a cielo aperto.
possibili toilette all'aperto
Primo giorno a Chennai, prime scoperte in famiglia dell'India che sarebbe diventata casa. Chiediamo a Ramesh,il nostro autista, di portarci in un ristorantino tipico, con fierezza ci "scarica" davanti ad un ristorante rustico e per nulla turistico, dove si cucinano piatti tipici del Kerala ( la sua regione). Ovviamente appena entrati chiediamo le toilette. Non ci sono ci rispondono, ma " no problem Madam" vieni con me guarda dove ti porto. Usciamo dal locale, io e le bambine, in fila indiana seguiamo la nostra guida, andiamo sul retro del palazzo, calpestiamo detriti e immondizia, io perplessa, le bambine con sguardo terrorizzato. Approdiamo in un cortile zozzo e abbandonato. "ecco potete farla qui"... Ci guardiamo e soprattutto ci guardiamo intorno. " fate in fretta dico alle bambine" completamente spiazzata dal tutto e con la mente alle mie toilette giapponesi, linde e profumate. Welcome in India pensai. 
Paese che vai toilette che trovi, e senza dubbio le toilette la dicono molto più lunga di quel che si possa pensare. 
Andate a fare pipì e scoprirete qualcosa di più del Paese che state visitando!

Paese che vai simbolo che trovi

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