mercoledì 30 dicembre 2015

2016!

eccolo ormai agli sgoccioli questo 2015. Sembra incredibile ma è già passato. Brindavamo ieri nella speranza di un anno fantastico, ed eccolo pronto ad andare in pensione. Intenso anche quest´ anno ormai quasi passato. 12 mesi di progetti, di pensieri, di scoperte. 12 mesi belli, densi, appassionati. 12 mesi di novità, di conquiste, di piccoli incredibili successi. 12 mesi di attese, di arrivi e partenze. 12 mesi di risate, di gioia e di amore. 12 mesi di stress, quello che solo questa parte di mondo sa darti. 12 mesi di adrenalina, come solo in questa valle magica e soleggiata. 12 mesi del vedervi crescere, un po´ di più. 12 mesi di sveglie che suonano al mattino presto, di occhi stanchi davanti a tazze di caffè. 12 mesi a costruire qualcosa. 12 mesi di noi 5.
12 mesi che sono volati via troppo in fretta. 12 mesi di amicizie da una parte all´altra dle mondo. 12 mesi di abbracci e voglia di stare insieme. 12 mesi sempre proiettati in avanti ma con un po´ di nostalgia per quello che ci rimane alle spalle. 12 mesi vissuti intensamente tutti, uno dopo l´altro. 12 mesi d´America. 12 mesi di liti  e momenti per fare pace. 12 mesi di vita, che è fatta così con mille cose fantastiche e altre un po´meno.
12 mesi in cui abbiamo imparato a non dare nulla per scontato. 12 mesi in cui pian piano ci siamo abituati a vivere un quotidiano in 4 e a godere dei pochi momenti in 5. 12 mesi che vorremmo rivivere tutti uno dopo l´altro, ma si sa che non si può. 12 mesi delle vostre faccine sorridenti, con quei tratti sempre meno bambini.
Altri 12 mesi di noi due, e ormai a contarli tutti c´è da avere paura.
E adesso davanti a noi altri 12 mesi che saranno densi, intensi, stressanti, sereni, felici, gioiosi, pieni d´amore, di arrivi, partenze, di aerei che atterrano, di viaggi, di scoperte, di sorrisi, di progetti, di crescita, di famglia, di amicizia, di inconti, di scontri, di novità, di nostalgia, di notti insonni, di cene allegre, di chiacchiere senza fine, di giochi e corse sulla spiaggia, di veleggiate nella baia e di occhi curiosi che scrutano nuovi angoli di mondo, di voi che sarete ancora un po´più grandi, di noi 5 che saremo sempre la forza gli uni per gli altri. 12 mesi che passeranno troppo in fretta ma adesso non dobbiamo pensarci, sarà bello vederli filar via uno dopo l´altro insieme.
Che il 2016 sia un anno straordinario per tutti, ricco di sogni e d´amore!!

mercoledì 23 dicembre 2015

Natale


Manca ormai poco a Natale.
Natale americano
Mi piace l'atmosfera natalizia, mi mette allegria. Mi piace l'albero luccicante la sera e rientrare a casa nel buio accolta dalle nostre lucine colorate. Mi piace festeggiare con un pranzo speciale, sapendo che tutti lo stanno facendo nello stesso momento. Mi piace aprire i regali in pigiama la mattina di Natale. Mi piace essere svegliata presto dall'entusiasmo delle mie ragazze. Mi piace mettere ogni sera per 24 sere, le caramelle ai piedi dell'albero e fare ancora finta che il "petit lutin" sia passato a depositarle per loro.
un Natale a torino con i cugini
 Mi piace pensare a cosa comperare e per chi. Mi piace imballare tutto in carte colorate. Mi emozionano i pacchi ai piedi dell'albero la sera della vigilia, quando da sola li contemplo prima di andare a letto.


piccola buongustai versione natalizia
Mi piace osservare la sorpresa negli occhi delle mie figlie anche adesso che sono grandi. Mi piace ricordare tutti i Natali passati, in Paesi diverse e case diverse.
Natale nel nostro chalet con vista sul Fujii
Mi piace ricordare il primo Natale di ognuna di loro. Il primo albero fatto con loro.
Mi piace il nostro di albero, quello che ci trasciniamo dietro dal Giappone, quello che ha visto cadere i fiocchi di neve su Ichibancho, quello che ci sembrava troppo piccolo nel nostro immenso salotto indiano, quasi surrealista lì, da solo a cercare di restituirci un po' di magia natalizia a trentacinque gradi, quello che abbiamo decorato in fretta e furia, quel 24 dicembre del 2009, per il nostro primo Natale nella nostra casa, per la nostra prima notte nella nostra nuova casa!
Natale a l'Etang la ville con tonnellate di neve
Mi piace ogni anno l'attesa. Mi piacciono gli occhi brillanti dei bambini davanti a tanta magia. Mi piace il loro credere a Babbo Natale, quel loro continuare a crederci anche quando sopraggiungono i primi dubbi, la quasi paura di smettere di credere a questa bella storia, convinti che possa svanire con la verità.
Mi piace pensare al mio menù natalizio, passare giorni a sfogliare libri e riviste, per inventarmi ogni anno un Natale speciale.
Natale a Tokyo
Mi piace il ricordo dei  miei Natali da bambina. Mi piace il ricordo dei primi videogiochi che trovammo ai piedi dell'albero connessi alla TV arancione, ci sembrava di aver ricevuto il massimo delle tecnologia: una sbarretta era il tennis, se non ricordo male per il calcio c'è n'erano otto...
Mi piace il rumore della carta strappata con avidità per scoprire sorprese desiderate e attese. Mi piace la compostezza di Camilla che fin da piccolissima è sempre stata molto metodica nell'aprire i suoi regali, uno dopo l'altro, con calma.
bambine natalizie
Mi piace immaginarmi i Natali futuri. Mi piace ripensare a quell'ultimo Natale tutti insieme, con lui che con precisione montava il castello dei playmobil e loro che guardavano il nonno come un eroe.
Mi piace il sapore del foie gras che ormai è diventato uno dei nostri piatti natalizi.
Mi piace preparare la zuppa inglese sapendo che per Paolo è sempre un modo per ritornare un po' bambino.
Natale in normandia
Mi piacciono le sorprese, non sapere cosa riceverò, stupirmi ancora come quando ai piedi dell'albero ho scoperto la casa delle bambole.
un Natale a Torino
Mi piace ripensare ai 24 dicembre di quando ero bambina, quando per ore ed ore giocavo al Natale con la mia amica Enrica.
Mi piacciono le canzoni natalizie in sottofondo nei negozi.
concerto di Natale in India
Mi piace mettere i Re Magi sulla libreria, lì a guardare da lontano la cullina vuota.
Mi piace pensare che saremo di nuovo tutti e cinque insieme per Natale, che la nostra newyorkese preferita arriverà la vigilia.
Natale dai cugini a Chambery
Mi da un certo senso di tristezza imballare tutto il 7 di gennaio, dopo il passaggio della Befana, sapendo che ci vorranno di nuovo altri lunghi e intensi 11 mesi prima di ri appendere alla porta la corona colorata!
Buon Natale!

lunedì 21 dicembre 2015

Matrimonio Messicano



Per prima cosa il posto: San Miguel de Allende, una piccola chiccha patrimonio mondiale dell'Unesco a tre ore e mezza di macchina da Mexico City ( quando il traffico atroce della città non ti blocca per ore nei suoi ingorghi).
Una cittadina stupenda che ha conservato tutta la sua autenticità. Tutto è bello: le case coloniali, l'acciottolato sconnesso delle strade, gli scorci, le chiese.
Il cielo blu si scontra con i colori accesi delle bellissime dimore, che vanno dai toni del giallo a quelli del rosso acceso. Stupendi cortili ben conservati fanno capolino da porte di legno splendide e diverse le une dalle altre.
 

 
Un susseguirsi di chiese molto messicaneggianti nei loro interni pomposi, una galleria d'arte dietro l'altra, un dettaglio bello ad ogni passo: la grondaia, la finestra, la terrazza.


In questo quadro idilliaco i nostri amici Roberto e Anabel hanno deciso di sposarsi. Cileno lui, messicana lei, hanno scelto di celebrare il loro matrimonio nel posto in cui hanno passato insieme il loro primo week end. Non potevano scegliere meglio.



Albergo bellissimo quello in cui eravamo, una vecchia casa coloniale, con suite talmente belle che è stato quasi un peccato passarci così poco tempo!


Nello stesso albergo si è svolta parte della cerimonia. Un mélange di matrimonio all'americana, organizzato sul prato con tanto di arco floreale e vista sulla piscina, e matrimonio tradizionale messicano, con tutta una serie di simbologie a noi sconosciute.


Gli sposi sono arrivati come da tradizione al braccio della mamma il novio e al braccio del papà la novia, preceduti da uno stuolo di damigelle d'onore di rosa vestite al braccio degli uomini d'onore nei loro bellissimi smoking  ( mai visti così tanti testimoni).
La cerimonia è incominciata come un qualsiasi matrimonio, per lasciare poi spazio ad una serie di rituali tipici del matrimonio messicano.
Il lazo, è una sorte di corda, fatta di materiali diversi, nel nostro caso aveva la forma più di un rosario. Simbolizza l'unione degli sposi e viene messo intorno alle spalle degli sposi dopo che si sono scambiati le promesse. Rappresenta l'unione della coppia, il congiungimento delle loro vite per proseguire uniti verso il futuro. Sono solitamente i genitori degli sposi che hanno il compito di unire con il lazo gli sposi, che devono poi rimanere così uniti per il resto della cerimonia.

Las Arras sono le tredici monete che lo sposo presenta alla sposa durante la cerimonia. Il numero rappresenta Gesù e i dodici apostoli. Le monete vengono presentate  su un vassoio decorato. Vengono benedette dal prete e simboleggiano l'impegno da parte dello sposo di sostenere la propria sposa nella loro vita futura, accettandole la sposa accetta a sua volta di prendersi cura dello sposo. Una volta date le monete, il futuro marito consegna alla futura moglie una scatola in cui riporle.
I genitori e gli amici più intimi partecipano alla cerimonia in modo abbastanza interattivo. Consegnando man mano degli oggetti agli sposi, la bibbia, la croce, le candele che servono ad accendere la candela comune che simboleggia l'unione.
Alla fine del matrimonio abbiamo avuto una pausa rinfresco prima di tuffarci in quella che per me è stata una delle esperienza più divertenti: la processione.
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Premetto che prima di partire per questa chiamiamola passeggiata festaiola, a tutte le donne sono state fornite delle ballerine da indossare, sarebbe stato impossibile camminare per le vie della città in tacco alto, ed a tutti i partecipanti sono stati dati dei bicchierini da appendere al collo ( ovviamente ci siamo interrogati sull'utilità di questi ultimi, ma solo per pochi minuti).
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La coppia ormai ufficialmente sposata incomincia insieme il viaggio verso il posto del ricevimento, accompagnata dagli invitati e spesso dagli stessi abitanti della città che escono per strada e partecipano alla festa. La sfilata degli sposi è preceduta da un asinello carico di bottiglie di tequila, il cui compito è appunto di trasportare la tequila che viene servita ai partecipanti durante la sfilata e bevuta nei famosi bicchierini che ci erano stati distribuiti all'inizio. Dietro al ciuco carico d'alcol ci sono i mariachi, i musicisti che suonano e cantano, ai quali si brinda praticamente in continuazione.
Nella nostra processione anche due grandi pupazzi simboleggianti gli sposi.
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Il tutto molto festoso e allegro. Si arriva al ricevimento già con un buon tasso di alcol nel sangue, quel che serve per proseguire la festa in allegria. I messicani sono festaioli e l'atmosfera la sanno mettere!
Il ricevimento era nel cortile di un bellissimo palazzo che ospita l'istituto Allende, una delle più prestigiose scuole d'arte del Paese.


Il posto era semplicemente stupendo, un quadro da favola.
La tequila ha continuato a colare a fiumi, sostituendo l'acqua in tutto e per tutto.

La festa nel dopo cena è stato un susseguirsi di balli, molti con musiche latino americane. Dopo il lancio del bouquet, per le donne, c'è stato quello della giarrettiera per gli uomini, e a seguire lo sposo ha dato da bere ai suoi amici. Tutti gli uomini in fila, alcuni già ben alticci, aspettavano di arrivare dal novio che versava loro in bocca tequila a gogo! Il tutto tra incitazioni e risate.
A mezzanotte hanno servito fajtas e fagioli, assolutamente necessari per aiutare ad assorbire i litri di alcol che molti invitati avevano ingerito dalle 5 del pomeriggio in avanti!
Erano anni che non andavamo ad un matrimonio,  come dice Paolo ormai siamo in una fascia di età di pace assoluta in questo senso, chi si doveva sposare si è sposato, e i figli degli amici non sono ancora in età da farlo, i ricordi ormai risalgono a diversi anni fa, ma indubbiamente quest è stato uno dei matrimoni più divertenti ai quali siamo andati, sarà anche stato il posto magico, il ritrovarci noi due per qualche giorno senza le ragazze, l'atmosfera di allegria dei messicani.... e qualche margarita di troppo, ma siamo veramente felici di questa parentesi super festaiola!

mercoledì 9 dicembre 2015

quel senso di festa ....

Domenica scorsa sono andata alla mia prima Bar Mitzvah, la festa organizzata per i ragazzini al compimento dei 13 anni o meglio dei 13 anni e un giorno, una sorta di cerimonia di passaggio all´età adulta, un modo per sottolineare la fine dell´infanzia e l´inizio delle responsabilità.
Letteralmente il nome vuol dire figlio del comandamento, mentre l´equivalente femminile, Bat Mitvah, vuol dire figlia.
I ragazzi diventano responsabili di fronte alla legge ebraica e vengono intesi come capaci da soli di distinguere il bene dal male, mentre prima del raggiungimento dei 13 anni e un giorno per i maschi e dei 12 e un giorno per le femmine, la responsabilità ricade sui genitori. ( ci sarebbe da sottolineare come le fanciulle siano mature un anno prima rispetto ai maschietti.... )
A partire da questa età i giovani sono quindi ammessi a partecipare ai riti esattamente come gli adulti, con le stesse responsabilità.
Il sabato successivo al compinento dei 13 anni i ragazzi prendono parte al servizio e sono invitati a leggere un brano della Torah. Alla cerimonia alla Sinagoga segue poi una festa.
Sono andata alla festa senza sapere esattamente di cosa si sarebbe trattato, sapevo però che la preparazione del ricevimento era stata impegnativa e che ci sarebbero stati tantissimi amici e parenti venuti da via. Immaginavo il ricevimento come qualcosa di non comparabile alle nostre comunioni e cresime, o almeno a quelle ormai seppellite nella mia memoria di non credente...e così è stato...
Natuaralmente nella mia testa ho fatto alcune considerazioni che non vogliono essere critiche nei confronti di nessuna religione, ma semplici dati di fatto da osservatrice attenta.
I cattolici non sono festaioli, questo è chiaro. le feste cattoliche sono tendenzialmente noiose, e non solo in chiesa ma anche al di fuori.
lo spirito forse è un´altro o forse intrinsica nei riti stessi c´è meno allegria.
e qui la stessa danza coreografata alla festa
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Parliamo dei canti. Chi avrebbe voglia di cantare e ballare per ore alternando Tu scendi dalle stelle e Astro del ciel?  
I canti e balli ebraici danno voglia di saltare e scatenarsi, c´è molto rumore e allegria e molta partecipazione. Tutti, ma proprio tutti, partecipano, saltano, girano in tondo, si fanno lanciare per aria. Tutti conoscono le parole e cantano battendo le mani, si sente unità e voglia di stare insieme

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Da qui una seconda considerazione: è la storia con i suoi orrori che ha portato questo popolo ad essere così unito e solidale, o lo sono sempre stati? è la storia ad aver portato i cattolici ad essere molto meno comunità rispetto agli ebrei?
Non so se sia particolare degli amici ebrei che abbiamo trovato qui, ma trovo che ci sia un grandissimo spirito di gruppo e di solidarietà. Anche solo per preparare la festa sono stati tanti gli amici che hanno dato una mano, ritagliandosi del tempo, ritrovandosi la sera a preparare un´allegra coreografia da mettere in scena davanti a tutti. Questa solidarietà mi sembra meno genuina nei giri parrocchiali.... ho come l´impressione che nella religione cattolica ci sia molto più individualismo e meno spirito comunitario, e che forse qust´ultimo si sia molto perso...
I miei ricordi di giri in chiesa risalgono ormai a tempi lontanissimi, ma mi ricordo ancora come io, bambinetta di 10 anni, venivo guardata male dal professore di religione semplicemente perchè la mia famiglia non andava in chiesa, e anzichè cercare di far comunità intorno alla pecorella smarrita mi additava come la peste!!
Forse mi sbaglio. Forse qui sono veramente capitata su gente speciale, pronta a farsi in quattro, chissà...
Ultima considerazione: ogni festa ebraica si chiude con l´inno d´Israele, che tutti conoscono e che tutti cantano(indipendentemente dall´essere poi americani, francesi o altro), questo crea coesione e spirto di gruppo senza dubbio, dimostrazione che è importante avere un qualcosa in cui credere da condividere in musica..... cantiamo un po´ d´inno di Mameli ogni tanto , a noi italiani male non farebbe male!