venerdì 24 luglio 2015

Vivere sotto minaccia....

Da un po' di tempo si parla molto del grosso terremoto che da un momento all'altro potrebbe colpire la California... Se ne parla sempre di più e anche il consolato sta drizzando le antenne, cosa per me nuova perché anche quando vivevamo in Giappone le cose non erano tanto chiare e organizzate.
Il fatto di avere vissuto per qualche anno in una Paese che trema spesso, mi ha fatto arrivare in California più preparata. A Tokyo siamo stati organizzatissimi dal primo giorno, la pressione era forte, il tam tam mediatico sull'importanza di non essere impreparati, continuo. Avevamo scorte alimentari, acqua, una borsa con vestiti caldi, fotocopie dei passaporti e soldi in contanti, il tutto in un armadio facile da raggiungere, e soprattutto avevamo le idee chiare su cosa fare, chi avrebbe fatto cosa a seconda del dove ci fossimo trovati, chi avrebbe dato la mano alle bambine per scendere le scale di corsa nel caso ci fosse stato chiesto di farlo, ( e l'idea di precipitarmi per sette piani oscillanti non mi ha mai molto rallegrata), chi si sarebbe precipitato a scuola, e via dicendo.
Ne abbiamo avute di scosse nei nostri tre anni giapponesi, alcune anche fortine, da spingerci ad alzarci di notte, ad aprire la porta, a chiederci cosa stesse succedendo. Non ho mai avuto paura, benché prima di sbarcare in Giappone fossi terrorizzata solo all'idea di ritrovarmi nel bel mezzo di un terremoto.... Una volta installata nella mia vita nipponica ho fatto un po' come i giapponesi, ho lasciato scorrere il tempo con fatalismo, convivendo con la minaccia di un qualcosa senza angoscia, vivendo giorno dopo giorno senza pensarci, come se l'idea di una scossa più forte facesse parte del quotidiano.
Arrivata in California i primi tempi pensavo al come organizzarci, mi ripetevo che dovevo preparare la borsa d'emergenza, le scorte di vivere, l'acqua.... Tre anni dopo solo l'acqua è in garage in attesa di una catastrofe per il resto siamo in alto mare, e forse sarebbe il momento di correre ai ripari. Sappiamo certo cosa fare e non fare nel caso di una forte scossa sismica, non abbiamo dimenticato la lezione giapponese e poi non ci sono più bambini piccoli da prendere per mano, scale da scendere di corsa e nel panico, tutto sembra più semplice, abitiamo in una casa, il giardino è grande per poter uscire e non rischiare di prendersi qualcosa sulla testa. Le scuole sono vicinissime senza rischiare di trovarsi nel caos di una città paralizzata con metropolitana bloccata e macchine che cercano di muoversi in tutte le direzioni, ognuno alla ricerca di qualcuno.
Per noi adesso sarebbe semplice, adesso come allora l'ufficio di Paolo si trova su una faglia, quindi su di lui in caso di terremoto forse non possiamo contare, avrà i suoi problemi a raggiungerci e cercheremo di rassicurarci sperando che la faglia sia stata clemente con lui!
Sono tanti i posti al mondo in cui si vive con la minaccia di qualcosa, i rischi naturali fanno forse più paura degli altri, ci si chiede quanto la natura possa accanirsi e quanto male possa fare... L'uomo fa paura con le sue azioni incontrollate, ma non ha, per fortuna, la potenza di un tornado, di uno
tsunami, di un terremoto....
Si impara a convivere  con il pensiero di ritrovarsi in una situazione di emergenza da un momento all'altro, si vive tranquillamente con un piccolo segnale di allerta in fondo alla nostra mente...
Si incrociano le dita perché nulla succeda di troppo forte e spaventoso .....

mercoledì 22 luglio 2015

Cervelli in fuga.... Ma da cosa?

Ieri leggevo qualcosa su un fantomatico incentivo da dare ai così detti cervelli in fuga perché rientrino in Italia. Questa mattina lo sguardo è caduto su un articolo francese sul come spingere al ritorno in patria gli stessi cervelli ma questa volta d'oltralpe  ...
cervelli in fuga, ma da cosa?
Ma nessuno è fuggito da nulla in primo luogo, e poi se così fosse chi lo dice che un semplice incentivo potrebbe far venire a tutti la voglia di tornare?
L'espatrio non è una fuga, è dettato da qualcosa di diverso, da una ricerca di stimoli che non solo il nostro Paese non può darci, ma che  se anche potesse offrircele su un piatto d'argento non li vestirebbe nella stessa maniera.
Non si lascia il proprio Paese per fuggire da qualcosa, lo si lascia perché ci si rende conto che altrove possiamo trovare qualcosa che ci corrisponde di più, non è una fuga, è una ricerca di felicità!
Non si deve guardare all'espatrio come ad un processo di rifiuto di ciò che il nostro Paese d'origine può offrirci. In questo senso sarebbe veramente angosciante lasciare la propria terra per un posto nuovo dove ricostruire tutto. Vorrebbe dire che l'unica spinta che ci fa muovere è la voglia di mettere le distanze con il mondo conosciuto, voltando le spalle alle certezze soltanto perché non ci piace quello che ci è offerto.
L'espatrio è una scarica di adrenalina dettata da un salto verso ciò che non si conosce, è la voglia di mettersi alla prova e toccare il limite, è il bisogno di scoprire che si è capaci di mettersi in gioco. Rimanendo nello stesso posto e nella stessa vita non si potrebbero mai raggiungere gli stessi risultati, ma non perché il nostro Paese non può darci delle cose, semplicemente perché il nostro Paese e il nostro e questo è un limite già di per sé.
Chi parte cerca avventura, novità, sensazioni che fanno vibrare qualcosa in fondo al cuore.... Solo ciò che è nuovo e tutto da scoprire può darcele.... Ecco perché non esistono incentivi e idee brillanti che possano spingere chi è partito a tornare, semplicemente perché tornando mancherebbe in modo drammatico e doloroso questo perenne vivere tra eccitazione e scoperta, verrebbe meno quella spinta continua che solo un posto sconosciuto ci dà....
Forse per questo chi è espatriato vero ha difficoltà a fermarsi e a smettere di cambiare: l'eccitazione dei primi giorni è quella che da la spinta, quel sentimento di paura  che ti prende allo stomaco quando stai per salire su un nuovo aereo per una nuova destinazione, diventa un male necessario,  quel guardarsi intorno spaesati l'essenza stessa del nostro modo di vivere.
Non fuggiamo da nulla, forse solo da una routine che non ci corrisponde più!

martedì 21 luglio 2015

Bye Europa!

Il tempo passa in fretta, questo non è un mistero. Il tempo è volato in questa prima parte d'estate 2015. Il nostro giretto annuale in Europa è filato via veloce, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, e ci ritroviamo già sul volo di ritorno, Parigi alle spalle, San Francisco davanti a noi.
L'abbiamo come sempre attesa la nostra vacanza Europea, l'abbiamo organizzata, pensata, immaginata. Ci siamo pregustati con largo anticipo incontri e abbracci, abbiamo programmato cose, atteso eventi, preparato le papille alle cose buone che avremmo mangiato... Adesso tutto è ricordo, bello e intenso ma ricordo.
Piazza Vittorio
Siamo stati accolti dallo sciopero dei tassisti parigini che bloccavano tutto, abbiamo proseguito toccando quasi dal vivo la crisi della Grecia, che vista in terra europea fa un altro effetto. Siamo ripartite con lo sciopero degli allevatori francesi che protestavano bloccando il periferique, non di Parigi per fortuna questa volta, altrimenti all'aeroporto non ci saremmo arrivate.
Eravamo come se fosse ieri a San Francisco con la solita eccitazione che precede ogni partenza, l'arrivo a Parigi, con il pensiero a tutto quello che avremmo fatto, alle persone che avremmo abbracciato. Adesso siamo in volo contente di tornare a casa, di abbracciare Paolo e Macchi, di ritornare alla nostra vita che è lì e non più in Europa.
serata a Varigotti
È stato un concatenarsi di cose belle, di momenti piacevoli con le persone che amiamo, Parigi, Saint Germain en Laye, Vernon, Torino, Chambery. Due settimane a rilassarci al mare in una Liguria che ho riscoperto dopo tanti anni, la possibilità di abbracciare tante persone, la consapevolezza che il tempo è tiranno e non si riesce mai ad averne per tutti.
La mamma-nonna con le ragazze e Thomas
Candeline
La buona volontà è tanta ma diventa spesso complicato ritagliarsi dei momenti con tutte le persone che abbiamo voglia di vedere, duro rendersi conto che se si perde l'occasione, si dovrà aspettare un altro anno prima di poterlo fare. Purtroppo è questa la vita d'expat e dopo 18 anni all'estero ho imparato a non farmi illusioni, non si riesce mai a fare tutto e non si potrà mai approfittare di tutti, accettarlo è difficile, con il tempo ci si abitua....non avendo il dono dell'ubiquità si impara in fretta a rimandare all'anno successivo, meglio vedere bene qualcuno che male tutti..
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Siamo in volo adesso, felici a ripercorrere con il pensiero giorno dopo giorno della nostra vacanza tra Francia e Italia: le lunghe serate a chiacchierare con Sonia e Vincenzo, la festa della musica con Sophie, Jean Luc e i ragazzi, le chiacchiere con Elise, Christelle, Annalisa, Alessandra, Cristina, Anna, Paolo. La festa a sorpresa a Torino per il compleanno della mamma, l'eccitazione nelle mie ragazze, lo stupore nei suoi occhi di fronte ad una sorpresa che non avrebbe mai immaginato, Erika, Gil, Guido,Francesca, tutti gli altri che ci sono sempre e con i quali è sempre tutto come se non fossimo mai partiti (la fortuna di avervi come amici e' incredibile).

Le belle chiacchierate con mia cugina in riva al mare, al bar, nell'acqua, come quando eravamo bambine nonostante gli anni e le distanze.
Mia sorella, con la quale il tempo è sempre troppo poco per raccontarsi tutto, ma importante per ridare la carica per altri lunghi mesi lontane.
Carlotta e Camilla
Le ragazze che crescono ed ogni anno vivono le nostre vacanze in modo diverso.
Il nostro pic nic di foie gras e la nostra serata in Borgogna prima di prender l'aereo del ritorno, ormai un nuovo rito.

lac du Bourget
Voliamo a casa con negli occhi mille immagini e in bocca ancora il sapore di tante cose buone che ci mancano quotidianamente e delle quali approfittiamo pienamente il tempo di qualche settimana
Voliamo a casa consapevoli che la nostra vita è altrove, che in Europa abbiamo un pezzo di cuore, ma che la nostra casa è in questa parte di mondo.
 Voliamo a casa felici perché siamo fortunate ad avere così tante persone alle quali vogliamo bene che non ci fanno pesare le nostre scelte e che sanno esserci vicini nonostante i chilometri.
Voliamo a casa con le batterie cariche, necessarie per affrontare un nuovo anno intenso.
L'estate non è ancora finita davanti a noi ancora un po' di esotica vacanza in famiglia questa volta e poi tanti amici attesi nelle prossime settimane, sempre bello che vengano a noi per vivere un po' del nostro mondo!

venerdì 10 luglio 2015

Tipi da spiaggia...

Dalla mia sdraio osservo. Dalla boa al largo scruto. Sorseggiando il mio caffè mi guardo intorno.
Quale fonte d'ispirazione migliore che una giornata alla spiaggia, anzi una giornata allo stabilimento?
L'umanità è varia, ed è questo il bello....
L'umanità convive stringendosi tra il bar e la battigia con le sue mille differenze.
L'umanità in vacanza cerca un po' d'ombra sotto gli ombrelloni, che oscillano al vento e all'unisono.
C'è di tutto in ciabatte e costume, piccolo scorcio di mondo variegato.
Ci sono i bagnini abbronzati e muscolosi, si danno il cambio per scrutare l'orizzonte ed ogni tanto spingono il moscone in mare e in due colpi di remi riacciuffano il bagnante che ha infranto le regole più o meno scritte dello stabilimento balneare!
C'è il venditore di cocco che grida a squarcia gola COCCOBELLO e ci fa sorridere con le sue rime inventate "questa non è vitamina che viene dalla Cina, se mi dai una monetina io ti do una fettina" praticamente un poeta stroncato sul nascere. Ha un successo straordinario con i suoi pezzetti di cocco ad un euro l'uno che tutti comprano con golosità... Mi chiedo se a 2000 vecchie lire avrebbe avuto lo stesso successo.
C'è l'animatrice che alle 4 del pomeriggio chiama all'appello bimbetti accaldati e li intrattiene a ritmo di musica con improbabili passi di danza.... E le mamme, le nonne, le tate fanno cerchio intorno a immortalare i progressi del pargolo in riviera!
Ci sono tante nonne e anche dei nonni che con pazienza passeggiano cullando minuscoli nipotini, spossati dal caldo e forse anche dal ritmo cadenzato del nonno stesso. Le nonne arrivano cariche di borse e borsoni, neanche l'andare al mare fosse un trasloco intercontinentale... Riempiono le cabine di ogni ben di Dio ed ogni tanto, tipo mago, tirano fuori oggetti nuovi per placare ire e capricci dei nipotini: è risaputo che il mare stressa e stanca.... Soprattutto i nonni perché vi assicuro che a fine giornata sono loro da raccogliere con il cucchiaino e da ricomporre tipo puzzle !
Le nonne gestiscono i primi stralci di vacanza e passano poi il testimone ai genitori che nel peggiore 
dei casi li raggiungono per il week end e nel migliore si fermano per le ferie.... Ci sono forse anche 
furbetti che si ritagliano un momento di vacanza senza pargoli e li parcheggiano al mare con i nonni sfiniti ( come dar loro torto)
Di una cosa sono sicura, genitori o non, le regole saranno le stesse: bagno al mattino, pranzo, due ore di attesa a rompersi con 40 gradi sulla sabbia, perché su una cosa non si cede: la digestione! Ma siamo solo noi italiani che digeriamo in spiaggia seduti sulla sdraio? non perché nel resto del mondo ci si tuffa e sguazza anche dopo il pasto pic nic... Perché onestamente mica si mangia un porchetto alla griglia tutti i giorni buttato giù con un bicchiere di vino rosso corposo.
Le mie rischierebbero molto di più nella lunga attesa....invece si tuffano e fanno capriole anche dopo la focaccia farcita... e sono anni ormai....
Ma torniamo agli avventori...
Ci sono quelle che non vanno mai nell'acqua e con la temperatura di questi giorni francamente lo trovo inquietante. Sembra una prova di resistenza rimanere sdraiate sul lettino per 10 ore cosparse d'olio abbronzante e senza muovere un'arto, uno di quegli stupidi giochi televisivi di resistenza...la 
signora due sdraio più in là friggeva, ma nonostante tutto non si è mossa di un pelo....
C'è la coppia di signori di mezza età che fa tutto all'unisono: lettura del giornale, stesura della crema, controllo del telefono, tuffi in mare e alla fine dispongono ad asciugare le scarpette da nuoto le une di fianco alle altre, così per farsi compagnia in un ordine maniacale... Fanno tenerezza e anche un po' sorridere da una parte e dall altra mi fanno dire che anche in Italia c'è posto, e meno male, per queste coppie dello stesso sesso libere di vivere amore e tenerezza come tutti e nonostante l'opinione dei bigotti.
Ci sono le tate, che dopo i nonni, diventano le vere star della vita marina. Se normalmente il rapporto nonni nipote è di due a uno, la tata si trova  da sola ad affrontare il pargolo incazzato! Come si sa 
l'Italia non brilla per l'alto numero di bambini per coppia, ma direi che potrebbe avere il premio per l'alto numero di tate! Ormai se non hai la tata sei guardato male... Puoi non avere bambini ma alla tata non si rinuncia!
Posso ancora capire la tata che si occupa in solitaria del pupo perché babbo e mamma lavorano come 
muli, ma la tata che si sfianca a saltare e giocare a palla nell'acqua, mentre la mamma abbronza 
tranquilla con un libro in mano, lo capisco proprio poco. Sarà che sono diventata mamma in un Paese in cui le donne hanno carriere e tanti figli e si limitano ad una donna che pulisca i pavimenti e al 
limite che li guardi, i bambini, non i pavimenti, mentre sono in ufficio, ma non si farebbero rimpiazzare dalla filippina nello spingere in vacanza la discendenza sull'altalena.
Le tate sono di nazionalità varia, ma direi che quelle più alla moda sono le filippine, seguite dalle  peruviane. Con le prime i bambini hanno in bonus un inglese approssimativo, con le seconde spagnolo e ceviche!
Ci sono le giovani coppie che si baciano con passione sul bagno asciuga e proseguono nell'acqua... E qui non commento pur pensando che per effusioni in grande stile la spiaggetta isolata potrebbe forse essere più interessante e divertente...e poi francamente a 20 anni c'è di meglio che lo stabilimento balneare....
Ci sono gli adolescenti che passano il tempo sulla piattaforma tuffi ( qui io sono frratissima, è il mio campo, ne ho 4 in vacanza e loro li osservo senza pudore e paura di farmi beccare). E cosa fanno sulla piattaforma, tuffi a parte? Si confrontano con gli altri adolescenti, tirano in dentro le pance e fuori i pettorali, riempiono il loro ego attraverso il confronto, si nutrono di sguardi e anche di occhiate cattive.... E quando hanno finito mangiano ( e per fortuna non li faccio aspettare due ore ogni volta, altrimenti non farebbero mai il bagno)
C'è la vicina che si incazza perché per due minuti hai osato sederti sulla sua sdraio, mentre lei non 
c'era, dettaglio che non conta, perché la sdraio è sua e tu devi starne lontano.... E tu ti chiedi se il relax in vacanza è contemplato oppure un opzione prevista solo a volte.... a cosa serve andare in vacanza se poi ci si porta dietro lo stesso stress della vita di tutti i giorni.
Ci sono gli stranieri, pochi i ma ci sono. Il gruppo di americani che non devono venire dal nostro stesso angolo di America sono così bianchi che sembrano svedesi....come hanno trovato Finale sulla carta me lo sono chiesto, mistero....
Ci sono i gestori dei bagni che invidio profondamente, con tutta questa umanità, anno dopo anno, stagione dopo stagione, avrebbero potuto scriverne di libri sullo spaccato della nostra società, bella e 
variata, che cerca un po' di fresco con i piedi a mollo !

lunedì 6 luglio 2015

Un'estate al mare... Stile balneare...

Erano anni che non venivo in Liguria. Erano anni che non facevo vita da spiaggia.
Quando si va in barca si vive il mare in modo diverso, e noi da bravi marinai amiamo la pace e il silenzio delle rade per la nostra parentesi estiva. Viviamo in modo super attivo per il resto dell'anno e la parentesi a veleggiare ci regala momenti unici che riescono in pochi giorni a rigenerarci in modo completo.
La vita da spiaggia con cabina e ombrellone ha tutto un altro sapore, porta a ritmi diversi, spinge ad abitudini nuove.
Erano anni che non sbarcavo in spiaggia tra materassini e creme da sole,  e solitamente quando lo facciamo, è più un itinerare da una spiaggia all'altra, alla scoperta ogni volta di qualcosa di nuovo, senza routine.
La vita da spiaggia in Liguria sdraiata sul lettino ti da tutta un'altra visione della vita di mare. Un relax diverso, un punto di osservazione nuovo, lontano anni luce da quello del navigante che osserva la spiaggia da lontano, quasi ben felice di esserlo.
Allora ne approfitto e osservo lì sdraiata sotto il sole violento di questi ultimi giorni, scruto i miei vicini di bagno che come me cercano un po' di fresco in questa estate che pare sarà la più calda degli ultimi trent'anni, anche più calda di quel lontano 2003 di triste memoria.
Osservo gli abitudinari dei bagni, spesso nonni con nipotini in questo inizio di luglio, padri e madri arrivano per il week end a prendere una boccata di fresco ed abbracciare la prole. La spiaggia si trasforma in un formicaio, in acqua solo teste le une vicine alle altre, sembra quasi impossibile che riescano a starci tutti e ad avere lo spazio per qualche bracciata.
Si crea un po' famiglia ai bagni in riva al mare, ci si incrocia tutti i giorni e per forza di cose tra un castello di sabbia e un tuffo ci si raccontano vite e momenti.
Ad inizio stagione si ritrovano tutti a raccontarsi una piccola parentesi di mesi lontano dal mare.
Ci sono i bambini che crescono e i genitori che invecchiano, i ragazzini fanno sempre più gruppo stagione dopo stagione, intrecciando amicizie sulla piattaforma dei tuffi.
C'è tutto un ritmo che si instaura in questa vita marina. Giornata in spiaggia. Caffè al bar. Passeggiata
con gelato la sera. Anche noi rapidamente abbiamo fatto nostro un certo rituale giornaliero.
L'arrivo in spiaggia, il caffè, la coda dal panettiere per la focaccia, la bibita fresca, il tuffo, il giro in canoa, un po' di lettura, un lungo bagno, la partita a carte, quattro chiacchiere sulla battigia, la caccia alle meduse, la doccia fredda, calda, un altro tuffo...
Vacanze 2015!

mercoledì 1 luglio 2015

amicizia

L'altro giorno, e come ogni volta che torno in Europa per un periodo d vacanza, facevo, tra me e me, delle considerazioni sull'amicizia.
Nei miei 18 anni di vita all'estero ho incrociato sul mio cammino tantissime persone, molte sono passate, dopo aver condiviso un periodo più o meno lungo delle nostra vita, tante sono rimaste e ritrovarsi è ogni volta come un riprendere un filo del discorso interrotto un anno primo. Sembra che il tempo non passi, tutto sommato, su queste amicizie, che la complicità e il piacere di stare insieme rimanga intatto nel tempo, e quasi diventi più forte, nutrendosi delle lunghe separazioni che rendono il ritrovarsi così intenso.
Spesso mi sono detta che il fatto di aver condiviso fasi della mia vita con certe persone, abbia reso queste amicizie molto speciali. Quando si vive all'estero gli amici diventano molto di più di semplici amici, diventano la famiglia che purtroppo è lontana, diventano dei veri e propri punti di riferimento, in un mondo a volte difficile da penetrare. Gli amici sono preziosi in qualsiasi contesto, in quello espatrio però hanno il valore aggiunto della condivisione della fatica di essere all'estero, di muovere i primi passi in contesti complessi, di ridarci quei punti di riferimento che magari da soli facciamo fatica a trovare.
Le amicizie in espatrio o durano tutta una vita o sono destinate a perdersi nel momento in cui si cambia paese, rimanendo contatti sparsi qua e là, ricordi belli di parentesi di vita, sprazzi di giorni, di mesi o di anni.
Poi ci sono le amicizie che affondano le radici lontano, quelle dei ricordi d'infanzia, di scuola, di Università. Si tende sempre a pensare che siano quelle che non si perdono mai, si tende a valutarle come migliori delle altre, difficile paragonarle. Nuove e vecchie possono essere intense uguali, anche se certo con quegli amici che hanno vissuto con noi i momenti delicati della crescita si crea una complicità rara....
ed eccoci al nodo del tutto: non è che per creare belle amicizie serva semplicemente la condivisione di qualcosa di forte? così è per quelle che nascono in esaptrio, così è per quelle che sprofondano lontano nel nostro passato... superare insieme scogli e tempeste, che siano quelli dei tutmulti dell'adolescenza o quelli delle insormontabili barriere linguistiche, rende tutto più profondo.
Sono fortunata ad aver seminato tanto e sono felice di sforzarmi ogni giorno per mantenere vivi questi legami, al di là del tempo e dello spazio.
E da ieri ho un motivo in più per essere felice di queste amicizie intrecciate e costruite nei miei 45 anni di vita, ho avuto la dimostrazione di come ne valga la pena.
selfie a Torino
L'altro giorno abbiamo organizzato una festa a sorpresa per la mia mamma, uno di quei compleanni in cui amici e parenti si trovano di nascosto e balzano fuori all'arrivo dell'invitato-festeggiato, godendo del suo sguardo sorpreso e emozionato. Con mia sorella per diverse settimane abbiamo cercato di avvertire amici e amiche della mamma, ce n'erano anche nel suo caso di vecchia data e di nuovi, in un bel mix che mi fa comunque dire che ad ogni età ci si può ricostruire relazioni.
Tra questi c'era uno dei più vecchi e cari amici di mio papà, insieme alla moglie, amica anche lei dai tempi della scuola. Un signore ottantenne silenzioso che per tutta la festa ha osservato da un angolo del salotto questa gioia nel ritrovarsi a festeggiare. Un caro vecchio amico che ieri ci ha inviato una lettera commovente e incredibilmente densa di sentimenti. Una parola dietro l'altra ha messo su carta i sentimenti di un'amicizia durata una vita, dall'incontro tra due scolaretti di sette anni fino alla festa di questo sabato di giugno del 2015. Un'amicizia che li ha visti bambini, adolescenti, giovani uomini, padri e poi nonni. Un'amicizia che dalla passione per i trenini e il subbuteo condivisa nelle eleganti case dei bei quartieri torinesi,  è arrivata ad oggi e resiste anche dopo tanti anni dalla scomparsa del mio papà. Che bella lezione questo legame forte, questo crescere insieme e ritrovarsi avanti con gli anni e con la stessa complicità e lo stesso entusiasmo.


Vale la pena metterci energie per mantenerle queste amicizie, spero anch'io tra 40 anni di poter tenere ancora la mano ai miei vecchi e nuovi amici con la stessa freschezza e complicità dei nostri 20 anni!