martedì 3 novembre 2015

Qualche precisione sul funzionamento delle assicurazioni americane

L'altro giorno ho dovuto scegliere il tipo di copertura assicurativa che prevediamo per il 2016. A fine ottobre infatti Tesla ci chiede di scegliere tra le diverse opzioni assicurative quella che riteniamo più opportuna per la nostra famiglia e per coprire le nostre esigenze.
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Come sempre tuffarsi in questo mondo di business legato alla malattia, mi fa dire quanto la gente è fortunata a vivere in Paesi in cui l'assistenza sanitaria è un diritto accessibile a tutti.
In America se non si è assicurati si rischia veramente di finire sul lastrico per problemi di salute e tanti sono purtroppo i cittadini che non possono permettersi una copertura assicurativa dignitosa, che permetta loro di affrontare serenamente dal punto di vista economico eventuali problemi.
Noi siamo fortunati perché abbiamo un'azienda alle spalle che copre in modo abbastanza generoso i costi di assicurazione, liberi poi noi di volerla eventualmente integrare per avere una copertura ancora maggiore, o meglio per non rischiare di dover tirare fuori troppi soldi di tasca nostra.
Ormai al nostro quarto anno negli States ho capito un po' meglio come il tutto funziona.
Poche sono le assicurazioni che coprono tutto e in toto dal primo giorno dell'anno, nel senso che esiste sempre una piccola parte di spesa, il copay, che tocca pagare agli assicurati, almeno fino ad un massimo di out of pocket previsto al momento in cui si stipula il contratto e che può essere più o meno elevato a seconda di quanto cara è l'assicurazione.
Questo copay varia poi a seconda che si sia seguiti in una struttura convenzionata con l'assicurazione, per noi ad esempio l'ospedale di Stanford o il rinomato Palo Alto Medical Foundation, o che si vada fuori dal circuito previsto dall'assicurazione. In questo secondo caso ti rimborsano lo stesso, ma con una percentuale minore e di conseguenza un copay più alto. Per noi ad esempio i rimborsi vanno dal 90% in network al 70 fuori dal network. Qui molto spesso risiede l'assurdo, e vengono a galla le pecche del sistema. Il network può essere carissimo e le assicurazioni vogliono dimostrare di trattare le tariffe, e questo per spingere la gente a farsi curare all'interno del sistema da esse sostenuto. Le fatture che noi riceviamo con le parti rimborsate dall'assicurazione sono in realtà poco chiare e nell'insieme non si capisce mai quanto realmente costi il servizio. Il fuori network può essere più abbordabile, ci sono medici che scelgono di non essere convenzionati con nessuna assicurazione, per non dover render loro dei conti, e a volte, come la nostra dottoressa, hanno tariffe assolutamente competitive per il mercato, e a mio avviso per le assicurazioni stesse, in quanto di tasca loro sulla carta si troverebbero a sborsare meno... Ma non è così proprio perché nel network i conti non sono fatti in chiaro e il paziente non li vedrà mai nella loro realtà!
Questo può essere importante da tener presente quando di sceglie un'assicurazione. Alcune non consentono ad esempio di andare fuori network, come ad esempio Kaiser, che ha le sue strutture e i suoi ospedali. Se si vuole avere la possibilità di scegliere si deve guardare attentamente questi dettagli.
Ma alla fine anche se assicurati quanto ci può costare farci curare?
Per questo esiste sempre un massimale, individuale o per famiglia, stabilito dal contratto, oltre al quale si sa non si tirerà più fuori un soldo. Anche qui la cifra è variabile ed è importante prenderla in considerazione ad esempio se si ha in previsione in grosso intervento o una patologia delicata, o anche se semplicemente non si vuole correre il rischio di tirar fuori troppi soldi di tasca propria.
Esistono poi dei conti bancari appositi per le cure mediche. I soldi che vi vengono versati devono essere utilizzati per le cure mediche,  i medicinali e tutto ciò che rientra in ambito salute ( anche occhiali e lenti a contatto per esempio). Questi conti sono utili ad esempio per metter i soldi previsti come massimo out of pocket, che non saranno tassabili e saranno trasferibili da un anno all'altro.
Fin qui il discorso riguarda la Health insurance, quindi la copertura medica e ospedaliera, ma non dentistica e oculistica.
Per queste due ci sono assicurazioni separate, anch'esse con le loro particolarità e i vari in network e out of network. E anche per loro si deve fare attenzione nella scelta. Ad esempio per la dentistica non tutte propongono la stessa copertura al di là dei controlli di routine, che di solito sono molto ben coperti. In questo il principio del prevenire è meglio che curare è preso ben in conto negli Stati Uniti.
Hanno capito che si rischia di sborsare molto di più a non rimborsare completamente una mammografia o degli esami del sangue, così come costa meno rimborsare la pillola al 100% anziché ritrovarsi a pagare profumatamente le spese di un parto!
Comunque non molte assicurazioni dentistiche coprono bene l'ortodonzia, e in generale quasi tutte, almeno tra quelle proposte dalla nostra società, che sono tra le più comuni e grosse polize assicurative, coprono un massimo di 2000$ totali per tutta la vita.... Se si pensa che un apparecchio costa sui 7000$, è chiaro che il rimborso non sarà mai eccezionale.
Le spese oculistiche e dentistiche non rientrano poi nel massimale di out of pocket per individuo e famiglia, quindi sono da valutare separatamente.
Globalmente anche se ben assicurati, non lo si è mai completamente, e si deve sempre prevedere un po' di soldini da sborsare.
Mi chiedo se un giorno il sistema cambierà, se gli Stati Uiti raggiungeranno gli altri Paesi civilizzati dove farsi curare è un servizio per tutti e dove non si deve aver paura di farsi visitare per la conseguente paura di una fattura troppo salata.
Grazie ad Obama comunque non solo tutti hanno l'obbligo di assicurarsi, cosa sacrosanta non esistendo il servizio pubblico, ma chi non può perché ha risorse limitate può comunque accedere alle cure necessarie.
Il mio post non vuole essere una spiegazione tecnica ed esaustiva del sistema assicurativo, ma semplicemente un tentativo di spiegare con parole mie quello che pian piano ho integrato dopo qualche anno di vita americana!

1 commento:

Luciano ha detto...

Mi viene sempre da pensare, quando leggo questi post, che alla fine per alcune cure può convenire andare in Messico dove, al prezzo di un ticket italiano, si può scegliere un buon privato. A me è successo, in Messico, di dover estrarre parzialmente un dente rotto e mi è andata molto bene.