mercoledì 7 ottobre 2015

Perche' lo rifarei e perche' dovreste farlo!

18 anni e mezzo di vita all'estero.... guardarmi indietro mi impressiona quasi. Non sono certo più la ventisettene spaventata che partiva con mille paura per Parigi. I miei quasi (sigh sigh) 46 anni e le mille avventure vissute mi hanno indubbiamente cambiata, in meglio spero....
Riflettere su questa vita che da 18 anni mi entusiasma e impegna è un bel gioco che forse potrebbe aiutare chi si appresta a fare le stesse scelte


Dire che non cambierei una virgola alle scelte fatte può sembrare presuntuoso, ma è sincero. Non tornerei indietro per nulla e non mi pento di nessuna delle decisioni prese. Ce ne sono state di più facili e di più sofferte, ma non ne rimpiango nessuna. Sarà che sono tutte state prese al momento giusto per noi, per la nostra famiglia, per la fase di vita delle nostre fanciulle, e per noi stessi.
così di getto penso a 5 cose che in questi anni non mi sono piaciute.... forse ce ne sono un po'di più ma mica poi tante ( e questa la dice lunga)
non parlo ovviamente dell'essere lontani dalla famiglia e dagli amici, quello è il prezzo che purtroppo pagano tutti gli expat... con il tempo, l'ho detto e ridetto, ci si abitua, si punta alla qualità più che alla quantità, ma certo in fondo in fondo il vuoto rimane sempre, si impara solo a convivere.
Allora 5 cose che ho trovato faticose:
1) la poca libertà di muovermi in India. Un autista può sembrare un super lusso da invidiare, ma vi assicuro che è un incubo del quale si sogna di liberarsi. Il mio era adorabile certo, ma durante il nostro periodo indiano ho passato più tempo con lui che con qualsiasi altro membro della famiglia. Lui sapeva tutto delle mie giornate, anche prima che io ne fossi al corrente.... gli autisti parlano tra loro...
2) la difficoltà di comunicazione i primi tempi in Giappone, non che poi io fossi fluente in giapponese, ma con il tempo ho imparato ad accontentarmi. Non capire e non comunicare è una tortura almeno per chi come me ha bisogno di contatti umani.
3) il vivere nella paura che succeda qualcosa a chi ci è lontano.... non ci si abitua mai e si cerca di relativizzare, ma non è semplice.... gli anni passano e purtroppo nessuno ringiovanisce...
4) non essere stata fisicamente presente nei momenti più belli o dolorosi delle persone a cui voglio bene. Veder un neonato via skype e abbracciarlo a 10 mesi ti da un senso forte di distanza.
5) spiegare il perchè delle nostre scelte, vedere che c'è sempre chi non capisce il nostro modo di vivere, chi pensa che ci imponiamo separazioni dolorose per chissà quali sogni di carriera.... constatare che alla fine ci si capisce molto soprattutto tra chi fa la stessa vita.

le 5 cose alle quali non potrei più rinunciare
1) il ritmo frenetico di questa vita, sempre di corsa, sempre alla scoperta di una novità, super proiettati verso il futuro.
2) l'essere straniera in un posto: per me è super eccitante! forse ho manie di egocentrismo, o forse ormai mi sono semplicemente abituata allo stupore misto ad ammirazione quando racconto la nostra vita.
3) l'ambiente internazionale nel quale evolviamo: aperto, curioso, unico. All'interno di questo ambiente ci ritroviamo con chi come noi non fa più parte di una sola cultura ma di tante diverse, non siamo più italiani, francesi, tedeschi, giapponesi, ma un mix di culture diverse radicate in noi.
4) la non routine che tutto sommato questa vita ci dà, e questo anche quando ci si radica per un po'. Non siamo capaci di proiettarci in un futuro pianificato, proprio perchè l'adrenalina del cambiamento è radicata in noi
5) la voglia di rimettermi in gioco che mi viene ogni volta che cambiamo posto, le energie che alla fine ritrovo sempre immutate, i tanti progetti che sono lì pronti per vedere la luce del sole...
questa lista credo potrebbe continuare all'infinito....
Penso che la chiave del successo della propria esperienza di espatrio (come un po'per tutto nella vita), stia tutta nell'essere positivi, e questo dall'inizio.
L'espatrio non funzionerà mai se si parte con tanti troppi dubbi e privi di quel giusto spirito di avventura che ci dà ali enormi! Soprattutto poi l'espatrio sarà una catastrofe se la scelta non dipende da noi, molto spesso c'è chi controvoglia si fa trascinare nell'avventura, l'insuccesso è assicurato!
Buon viaggio!!




4 commenti:

Aglaia ha detto...

Cara Giulietta...che dirti..questo post mi dà coraggio...grazie!

Mimma Zizzo ha detto...

Coach dell'espatrio ti dovrebbero fare . Hai ragione ma ultimamente per me è una fase un po down . E sto faticando un po ... Passerà ! So che è così per tutti up and down

Giulietta Saconney ha detto...

Mimma e' normale!! dopo qualche anno arriva la voglia di cambiare....questo e' il grosso problema!:)

Mocaliana Ele ha detto...

Mi sorge una domanda Giulietta: dove ti vedi invecchiare?
Tornerete più in Italia pensi?