venerdì 18 settembre 2015

Decidere di partire....


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Ieri sera rientravo da una riunione a San Francisco, ascoltando canzoni di Vecchioni che mi riportavano alla memoria momenti di vita passata, molto passata...


ho incominciato a pensare a come a volte mi sembri strano ritrovarmi qui dove sono adesso, a come ci sono momenti in cui mi dico ¨ma sono proprio io ad aver vissuto questa vita girovaga¨
Incredibile pensare come un giorno sia iniziato tutto. Incredibile come ci si dica ¨dai andiamo¨ e si impacchettino paure e sogni per catapultarsi dall'altra parte del mondo....
C'è sempre un qualcosa che da il via alle danze e che ci fa dire che è il momento di partire...., la mancanza di prospettive, la curiosità, la ricerca di un mondo che non troviamo vicino a casa, la voglia di costruire un futuro che si allontani dalle righe tracciate dagli altri, la spinta a mettersi in gioco.
Tutti quelli che sono partiti sono partiti spinti da un qualcosa: la paura di rimanere in un posto che non ci corrisponde più, la paura di costruirvi qualcosa destinato all'insuccesso, la paura che i nostri figli non abbiano garanzie per un futuro migliore. La voglia di vedere cosa c'è al di là, la voglia di novità, la ricerca di adrenalina.
Si decide di prendere il volo per tanti motivi. Non è una scelta facile. Non è una scelta che si fa alla leggera. È una scelta importante. 
Decidere di partire quando si è soli o in coppia, è ben diverso dal partire in famiglia. Quando si coinvolgono i figli il gioco si fa più duro, non mettiamo solo più in bilico le nostre di vite ma anche le loro, la scelta è molto più complicta.
Due adulti che decidono di fare rotta verso nuovi lidi, coinvolgono solo le proprie scelte, corrono il rischio per se stessi, non dico che sia più semplice decidere di partire, ma è diverso. Quando si coinvolgono le vite di bambini e ragazzi, sono tutti gli equilibri di una famiglia che vengono scombussolati, il rischio che non funzioni è molto più alto. Non ci si dovrà adattare in due al nuovo, ma in tre,quattro, cinque.... 
La prima partenza per noi è stata fatta in due, poi sono arrivate le successive dove i figli sono stati coinvolti, ed ogni volta abbiamo valutato le età diverse che portavano con se esigenze diverse, che implicavano anche reazioni più forti da parte loro. È facile spostare un bambino di tre anni, se i genitori sono felici, il bambino sarà felice. Altra cosa spostare un adolescente incazzato e umorale, mal disposto a sradicarsi dalle sue certezze, anche i genitori più motivati non l'aiuteranno a cambiare idea.
Ogni spostamento implica una scelta e un'attenta riflessione. A volte di primo acchito c'è l'entusiasmo per una nuova proposta, l'idea di una nuova sfida, quella scossa di adrenalina al pensiero di rimettersi in gioco e rituffarsi in un mondo tutto da costruire, ma non è sufficiente.... si deve ragionare a mente fredda, capendo veramente se il nuovo posto sarà adatto a noi, se un nuovo cambiamento sia veramente necessario in questo preciso momento. Il che non vuol dire che poi magari sei mesi dopo si possa essere di nuovo pronti.
Ci siamo trovati di fornte molte volte ad una scelta, ogni volta i primi giorni sono stati caotici e poco chiari, poi pian piano a mente lucida siamo riusciti a valutare meglio i pro e i contro, per noi e per loro.
A caldo ad esempio in California non ci sarei mai venuta, non era in quel momento quello che cercavo per una nuova avventura, poi a mente fredda invece ho valutato il potenziale di questo posto nuovo, ho pensato a cosa poteva essere meglio per le mie figlie, ho ragionato proiettata verso il futuro e non legata a quelle che erano le mie necessità del momento. Solo così ho capito che poteva essere il posto giusto in questa precisa fase della nostra vita, così come i posti precedenti lo erano stati nelle altre fasi.
La vita è fatta di scelte complesse, una dopo l'altra .... e mi ritrovo qui sulla 101 tra San francisco e Palo Alto a cantare Vecchioni e a stupirmi ancora del come siamo arrivati in questa parte di mondo: si si è proprio la nostra vita quella che sto guardando!

2 commenti:

Aglaia ha detto...

I tuoi post sono sempre molto interessanti e fonte di riflessione per me, expat ancora solo in potenza...e trovo molta verità, e allo stesso tempo i miei limiti, quando parli della necessità di pensare in termini di futuro lontano, non all'immediato...sono tutte cose su cui devo lavorare e leggerti mi aiuta semore! Un abbraccio dal veneto

M di MS ha detto...

Giulietta,
Sto leggendo tutto il tuo blog e sono molto colpita. Dici un sacco di cose interessanti e che condivido. Complimenti perché le mamme expat hanno veramente una marcia in più!
Veronica (40 Spesi Bene)