venerdì 4 settembre 2015

essere genitori...

Prendo spunto dall'ennesimo scambio, un po' acido, di propositi tra un gruppo di mamme, per riflettere un po' e forse far riflettere sull''essere genitore e sull''importanza di non ergersi a tuttologi della genitorialità, ma di rimanere modesti e mantenere un profilo terra a terra....
Sono mamma ormai da quasi 18 anni, il che non fa di me una professionista nel settore, ma sottolinea come da appunto più o meno 6570 giorni io mi barcameni tra problematiche legate ai figli, che vanno da problemi di nanna, ruttino e compagnia, a compiti di vario genere fino al più complicato esercizio dell''analisi della complessa personalità adolescenziale.
Da quasi 14 anni sono anche triplamente mamma, il che nuovamente non fa di me un eroe ben lungi  (una Santa ogni tanto), ma mi rende abbastanza ferrata in materia gestione problematiche moltiplicate per tre.
mamma nel 2002
A questo aggiungerei che da sempre sono mamma expat, il che non aggiunge nulla al mio essere mamma, ma mi ha messa di fronte al vero senso dello "sbrogliarsela da sola" perchè volenti o nolenti anche i più fantastici dei nonni non hanno il dono dell''ubiquità, quindi benchè disponibili, è meno facile che siano presenti sempre quando ne abbiamo bisogno.
Il mio curriculum mammesco in giro per il mondo si è arricchito negli anni di mille e più esperienze, sono diventata abile nella gestione di attività varie, di bambini moccolosi e piagnucolanti e da un po'di anni anche di adolescenti umorali.... ma non per questo penso di aver acquisito ormai la laurea che mi permetta di insegnare agli altri la gestione dei propri figli.... non ne ho la presunzione.
Mi piace ricordarmi sempre di una frase del mio papà: "quello dei genitori è l'unico mestiere per il quale non si studia ma lo si impara veramente sul campo", aggiungerei anche che con ogni figlio sembra quasi ci si debba di nuovo specializzare tante sono le differenze. Ogni bambino è diverso e anche all'interno di una stessa famiglia, pur dando per praticità linee guida uguali per tutti , le variazioni sul tema sono tante e molteplici. Io, o meglio noi, perchè non si è mamma senza un papà che accompagni nella crescita, non siamo stati e siamo gli stessi genitori per le nostre tre figlie, quello che abbiamo applicato con l'una l'abbiamo adattato con l'altra e modificato con la terza.
Ogni bambino è diverso. Ogni situazione è diversa. Ogni tappa della crescita è poi ancora ulteriormente diversa. Insomma un bel casino e proprio per questo non ci si può proporre come conoscitori assoluti del bene e del male dell'essere genitori, maestri ferrati in materia educativa, giudici impietosi nei confronti di chi muove i primi passi o di chi semplicemente fa diverso da noi.
Quello che si nota negli ultimi anni è ad esempio un fiorire continuo di blog dove si parla dell'essere mamma, papà, genitori, generalizzando una materia ingeneralizzabile,  proprio per la sua particolrità. Ci sono correnti che si accaniscono e lottano per un posto di migliore, in cosa non si sa. Ognuno sotiene una causa che non porta a nulla: il tutto ecologico,  il metodo rigido, il co sleeping, l'allattamento fino a 20 anni, la scuola a 7 anni, i corsi di russo e cinese dalla culla, il non sgridare, lo sgridare, il coccolare, la punizione.... in un caos infinito che non tiene conto di un'unica e sola cosa:  allevare un figlio viene dal cuore! Il cosa fare o non fare è quasi un istinto,  non si deve essere perfetti, ma semplicemente normali, sbaglieremo certo, ma sbagliando s'impara, e  se anche non si impara tutto non è grave. 
mamma nel 2015
È importante capire che essere stanchi non è una colpa, così come non lo è avere energie da vendere nonostante una prole numerosa, che prendersi due ore per respirare anche con un bebè a casa è un sacrosanto diritto, che svezzarlo a 5 mesi è una scelta e non merita la corcifissione, cose come allattarlo fino a due anni. Siamo tutte mamme diverse, con dei figli diversi uno dall'altro e unici, nessuna di noi può dare consigli camuffati da critiche e giudizi,  ognuna di noi è libera di  fare un errore e soprattutto di decidere cosa fare senza essere giudicata.

mamma e papa nel 2004
Confrontarsi con gli altri è importante, farsi cadere dall'altro con la presunzione di essre perfetti è veramente stupido, soprattutto in un campo in cui la perfezione non esiste, ma si gioca soprattutto sull'improvvisazione e le varianti sul tema!



3 commenti:

NonPuòEssereVero ha detto...

Sante Parole!!!

NonPuòEssereVero ha detto...

Sante Parole!!!

Luciano ha detto...

Credo che una regola generale, una sola esista: tenere a debita distanza quelli che vogliono imporre la loro opinione.