lunedì 10 agosto 2015

privazioni gastronomiche e sogni proibiti!

Una delle cose alle quali ci si deve abituare di più quando si arriva in un nuovo Paese sono le abitudini alimentari. questo è il momento in cui veramente ci si rende conto che il nostro modo di mangiare è influenzato in modo profondo dalle nostre origini. C'è poco da fare rimaniamo italiani anche dopo vent'anni all'estero, e questo anche se adoriamo scoprire sapori nuovi ed esplorare cucine esotiche.
Noi siamo sempre stati estremamente curiosi e con grande entusiasmo siamo sempre partiti alla scoperta dei piatti e degli alimenti che in nostro nuovo Paese poteva offrirci. E questo avviene anche quando partiamo in vacanza in un posto nuovo, scoprirne la cucina e capire cosa la gente mette nel piatto, può dare le chiavi di lettura che mancano per capire un Paese fino in fondo: dimmi cosa mangi e ti diro' chi sei!
Non mi privo mai durante le  vacanze di un giretto al supermercato, per vedere cosa si trova e cosa la gente compra.
Nella mia cucina mischio ormai da anni sapori vari, presi qua e là e adattati a volte al nostro palato. Non mi sono mai tirata indietro nello sperimentare qualcosa di nuovo, con entusiasmo  e curiosità.
Ma mi rendo conto che nonostante tutto ci sono dei sapori che dopo un po' ci mancano e che abbiamo voglia di ritrovare. I nostri sapori italiani, quelli legati alla nostra infanzia, quelli che con forza abbiamo trasmesso ai nostri figli in quel tentativo un po' goffo di dar loro un po' di radici anche a tavol. I sapori che abbiamo scoperto pian piano nel nostro itinerare e che adesso sono diventati parte delle nostre abitudini: lo stupendo pane francese, con gli incredibili formaggi ( il comté del nostro formaggiaio normanno ha viaggiato per anni sotto vuoto tra un continente e l'altro), il pesce crudo giapponese, presentato da me in molteplici variazioni, dal classico sashimi a versioni più ardite.
I curry indiani con quella ricchezza di sapori e profumi che per pochi momenti, tipo madeleine di Proust, mi rituffano indietro al nostro periodo indiano.
Fondamentalmente il nostro vivere quotidiano è una continua ricerca di sapori che più o meno facilmente riusciamo a trovare o a ricreare nel nostro nuovo chez nous, ma ci sarà sempre una cosa di cui abbiamo una gran voglia che non troveremo subito, o che non avrà lo stesso genuino sapore.
Cosa ci manca quando siamo qui?
La salsiccia fresca del macellaio della nonna, quella piemontese che si mangia cruda.( un piacere abdare a comperarla visto tutti i complimenti che mi fa il macellaio!)
la prima cosa che mangiamo arrivando a Torino
il lardo ...
Un buon carpaccio di carne, con qualche scaglia di parmigiano.
I ramasin, prugnette piccolissime, da mangiare tipo ciliegie senza fermarsi mai.
semplicemente buoni
La mozzarella di bufala, che qui si trova e non si trova.(ottima la Garofalo, ma non sempre sicuri di trovarla)
I baci di dama


I gianduiotti ad un prezzo ragionevole
I formaggi francesi tutti, eravamo troppo ben abituati nei nostri anni francesi ad avere sempre pronti all'uso degli splendidi plateau.
Ottimi paté e ovviamente il foie gras ( anche se pagando poi si trova tutto...)
La baguette uscita dal forno, bella fragrante e assolutamente insostituibile ( da un po' qui riesco a trovarla esattamente come in Francia, costa semplicemente il triplo)
questa e' la baguette che compero qui!
La focacciacome in Liguria (certo la facciamo buonissima ogni tanto, ma ci vuole tanto tanto tempo)
Le capesante da mangiare crude senza sbattermi per chilometri fino al supermercato giapponese dove mi tuffo per un attimo nella mia vita di allora
Quel sentimento di soddisfazione quando entro in un supermercato in cui tutto quello che mi manca è lì senza dover andare in mile posti diversi....

Ma poi mi rendo conto che ci sono delle cose che mi mancano anche degli States quando sono via
La carne buonissima da mangiare alla griglia, c'è poco da fareil sapore e' ottimo!
I BBq ribs
La clam chowder
I calamari fritti come li fanno qui!
Certi loro piatti che osano un po' gli accostamenti e ti propongono sapori interessanti
La nostra vita d'expat anche a tavola è un alternarsi di momenti di puro piacere in cui si ritrovano sapor amati,  e di momenti di separazione in cui si sogna di ritrovarli:
il solito ritmo di vita di chi vive lontano tra arrivi e partenze, anche nel piatto!

1 commento:

Mamme nel Deserto ha detto...

A me dei prodotti italiani mancano i saluti, che qui sono vietati, un bicchierino di vino ogni tanto,vietato pure quello, la mozzarella di bufala, impossibile da trovare e la carne buona, qui tutta importata e spesso dura e insapore.
Mentre quando torno in Italia solitamente sento la mancanza delle spezie, dei datteri e della frutta secca.