venerdì 24 luglio 2015

Vivere sotto minaccia....

Da un po' di tempo si parla molto del grosso terremoto che da un momento all'altro potrebbe colpire la California... Se ne parla sempre di più e anche il consolato sta drizzando le antenne, cosa per me nuova perché anche quando vivevamo in Giappone le cose non erano tanto chiare e organizzate.
Il fatto di avere vissuto per qualche anno in una Paese che trema spesso, mi ha fatto arrivare in California più preparata. A Tokyo siamo stati organizzatissimi dal primo giorno, la pressione era forte, il tam tam mediatico sull'importanza di non essere impreparati, continuo. Avevamo scorte alimentari, acqua, una borsa con vestiti caldi, fotocopie dei passaporti e soldi in contanti, il tutto in un armadio facile da raggiungere, e soprattutto avevamo le idee chiare su cosa fare, chi avrebbe fatto cosa a seconda del dove ci fossimo trovati, chi avrebbe dato la mano alle bambine per scendere le scale di corsa nel caso ci fosse stato chiesto di farlo, ( e l'idea di precipitarmi per sette piani oscillanti non mi ha mai molto rallegrata), chi si sarebbe precipitato a scuola, e via dicendo.
Ne abbiamo avute di scosse nei nostri tre anni giapponesi, alcune anche fortine, da spingerci ad alzarci di notte, ad aprire la porta, a chiederci cosa stesse succedendo. Non ho mai avuto paura, benché prima di sbarcare in Giappone fossi terrorizzata solo all'idea di ritrovarmi nel bel mezzo di un terremoto.... Una volta installata nella mia vita nipponica ho fatto un po' come i giapponesi, ho lasciato scorrere il tempo con fatalismo, convivendo con la minaccia di un qualcosa senza angoscia, vivendo giorno dopo giorno senza pensarci, come se l'idea di una scossa più forte facesse parte del quotidiano.
Arrivata in California i primi tempi pensavo al come organizzarci, mi ripetevo che dovevo preparare la borsa d'emergenza, le scorte di vivere, l'acqua.... Tre anni dopo solo l'acqua è in garage in attesa di una catastrofe per il resto siamo in alto mare, e forse sarebbe il momento di correre ai ripari. Sappiamo certo cosa fare e non fare nel caso di una forte scossa sismica, non abbiamo dimenticato la lezione giapponese e poi non ci sono più bambini piccoli da prendere per mano, scale da scendere di corsa e nel panico, tutto sembra più semplice, abitiamo in una casa, il giardino è grande per poter uscire e non rischiare di prendersi qualcosa sulla testa. Le scuole sono vicinissime senza rischiare di trovarsi nel caos di una città paralizzata con metropolitana bloccata e macchine che cercano di muoversi in tutte le direzioni, ognuno alla ricerca di qualcuno.
Per noi adesso sarebbe semplice, adesso come allora l'ufficio di Paolo si trova su una faglia, quindi su di lui in caso di terremoto forse non possiamo contare, avrà i suoi problemi a raggiungerci e cercheremo di rassicurarci sperando che la faglia sia stata clemente con lui!
Sono tanti i posti al mondo in cui si vive con la minaccia di qualcosa, i rischi naturali fanno forse più paura degli altri, ci si chiede quanto la natura possa accanirsi e quanto male possa fare... L'uomo fa paura con le sue azioni incontrollate, ma non ha, per fortuna, la potenza di un tornado, di uno
tsunami, di un terremoto....
Si impara a convivere  con il pensiero di ritrovarsi in una situazione di emergenza da un momento all'altro, si vive tranquillamente con un piccolo segnale di allerta in fondo alla nostra mente...
Si incrociano le dita perché nulla succeda di troppo forte e spaventoso .....

1 commento:

Mocaliana Ele ha detto...

Sentito per la prima volta una scossa di terremoto un pò più seria l'inverno scorso. Fa davvero paura! Forse proprio perchè a sorpresa, forse per la sensazione della potenza, mi è rimasto lo spavento per un pezzo...