lunedì 1 giugno 2015

ultima settimana di scuola...

Vernon Normandia Francia la recrée crêche(nido) 2 anni
Me li ricordo tuttii  tuoi primi giorni di scuola. Tante volte ti ho accompagnata per mano fino alla porta d'ingresso dandoti un ultimo bacio. 
Ti ho guardata allontanarti con quella tua aria sorridente, aspettando quell'ultimo ciao prima di voltarmi e andare via.
Hai avuto tante prime volte, in tanti Paesi diversi. Tante nuove scuole nuovi compagni, nuove vite. Abbiamo sempre cercato di rassicurarti dicendoti che sarebbe stato facile, ma forse volevamo quasi rassicurare noi stessi, consci che ogni volta ti chiedevamo di ricadere in piedi e continuare a sorridere.
CP Vernon
4eme Lycee international Saint Germain en Laye
Ti ho tenuta per mano camminando, con i tuoi codini e la gonnellino rosa. Papà ti teneva per mano dall'altra parte, era il tuo primo giorno d'asilo, non avevi tre anni ma già l'aria sicura. Sei entrata a scuola tenendoci per mano, sei entrata in classe salutandoci, mentre tutti gli altri bambini si aggrappavano piangendo ai loro papà, alle loro mamme. Ti sei voltata una sola volta, dicendoci che potevamo anche andare, poi ti sei messa a giocare e a parlare con una delle poche che come te non aveva esitato. Ci siamo guardati, ti abbiamo guardata e abbiamo sorriso.
Ero lì nel cortile della scuola elementare, tu con la tua nuova cartella, il regalo dei nonni, l'avevi scelta con cura con la nonna a Torino e fiera l'avevi mostrata al nonno, era stato uno dei vostri ultimi momenti di complicità. Chiamavano i bambini uno dopo l'altro per formare le classi. . Eri felice e emozionata. A piccoli passi sei andata verso i tuoi compagni e ricordo le lacrime che mi riempivano gli occhi, ti vedevo sicura, nonostante il dolore terribile che pochi giorni prima la realtà dura della vita ti aveva sbattuto in faccia. Ero fiera di te, ero arrabbiata con il mondo, avrei voluto che anche tuo nonno assaporasse quel momento.
fine 3eme!!
Poi è arrivato il Giappone. Un nuovo inizio, una nuova scuola, dei nuovi amici, un mondo completamente diverso a fare da contorno. Un primo giorno di scuola carico di ansie da parte tua e da parte mia. Ma sei entrata quasi senza voltarti, senza provare a dirci riportatemi indietro, nella mia scuola, con i miei amici. Sembravi quasi adulta benché fossi solo bambina....
Tokyo 1 settembre 2005 CE1
Tokyo CM2
In India non ti ho accompagnata, due scuole diverse, stesso orario d'ingresso. Ho accompagnato le tue sorelle. Fu papà a farlo. Ti ho vista salire in macchina, tesa e spaventata. Ho guardato la macchina allontanarsi e mi sono chiesta se non stessimo di nuovo chiedendoti la luna. Poi sei rientrata a casa e come al solito hai sorriso.
Quel primo giorno a Saint Germain me lo ricordo come fosse ieri, rientravamo in Europa, abbandonavi il mondo ovattato dell'espatrio per un mondo un po' più normale. Avevi paura, molta. Ti vedevo agitata, sorridevo, ma forse avevo più paura di te. Sapevo che sarebbe stata dura. È stata dura, ma come sempre sei stata più forte tu.
Saint Germain en Laye 5eme 2009
Non so se il primo giorno in America sia stato il più difficile di tutti. Certo cambiare casa, scuola, Paese e sistema scolastico tutto nello stesso tempo, beh non era da poco. L'ho capito dopo un po' che ti stavamo chiedendo l'impossibile. All'inizio con il nostro egoismo da adulti cercavamo di proteggere i nostri equilibri, pensando che fosse l'unico modo per mantenere i vostri. Adesso so che hai sofferto, pianto, gridato in silenzio. So che ti abbiamo fatto male.... sei ricaduta in piedi, sei stata più forte, hai sorriso subito cercando il positivo, il divertente, forse anche il perché.
Ti ho tenuta per mano in questi 15 anni di scuola. Ti ho vista crescere, imparare. Ti ho vista aperta, curiosa, determinata.
Ho seguito ogni tuo passo, ogni progresso, ogni piccola conquista. Ti ho vista cantare, ballare, disegnare, correre e saltare. Ho asciugato le tue lacrime quando qualcosa non andava e ho gioito con te per ogni successo.
gita all'Himalaya 2008
Judo a Tokyo
Sono volati questi 15 anni, l'avessi saputo prima forse avrei fatto molte cose diversamente, mi sarei arrabbiata meno ti avrei ascoltata di più. Avrei cercato di ritagliare più tempo alla mia vita di adulta indaffarata e di mamma che corre a destra e a sinistra. Mi sarei seduta più spesso vicino a te per guardare il tuo visino curioso intento a studiare.
Non ce lo dicono quando vi teniamo in braccio la prima volta che crescete così in fretta. Nessuno ci spiega che vi teniamo per mano a quasi tre anni in Normandia per il primo ingresso a scuola, e di colpo ci ritroviamo in California a guardarvi andare come adulti verso una vita tutta vostra. Non me ne sono neanche accorta, è stato un attimo, mi sono voltata ed eccoti grande.
Sarà un po' diverso adesso. Non ti terrò più per mano il primo giorno di scuola, non sarò lì a guardare il tuo viso preoccupato. Ci sarò però sempre, nell'ombra, lontano, pronta ad ascoltarti, a sedermi accanto a te e stringerti tra le mie braccia, perché anche se sei grande ormai, una bella giovane donna dall'aria sicura, per me rimani sempre un po' quella bambina con i codini e la gonna rosa, che un giorno di settembre a Vernon, Normandia è diventata grande per la prima volta.

3 commenti:

Aglaia ha detto...

Sono così commossa che non vedo bene quello che scrivo...me ne sto già rendendo conto che crescono così in fretta...x fortuna tu ora lo hai ripetuto perchè tante troppe cose sfuggono in fretta tra le dita...e le nostre ragazze volano alte..sono bellissime anche se il cuore sanguina un po'...

Giulietta Saconney ha detto...

grazie

Mocaliana Ele ha detto...

Hai così ragione... Si, crescono in fretta e ce ne rendiamo conto solo quando sono già cresciuti! È come sono lunghi i nove mesi nella pancia? Non vedi l'ora di vederli in faccia...
Bello ripercorrerecosì le tappe!