giovedì 26 marzo 2015

saper dire di NO

Ci sono diverse facce dell'espatrio. Ci sono espatri diversi in posti più o meno facili. Ci sono espatri per scelta e espatri verso i quali andiamo perché non c'è scelta. Ci sono espatrI cercati con forza e altri subiti con sofferenza. Ci sono espatri ritmati dalla solitudine e altri che ci aprono al mondo e agli altri con gioia.
Io sono fortunata, ho sempre avuto la scelta di dire di no. Ho sempre avuto la possibilità di tornare indietro o di non andare avanti. Sono sempre partita convinta e con il sorriso, e così ho continuato a vivere, Paese dopo Paese, giorno dopo giorno. Non ho mai subito decisioni non mie, per noi, per la nostra coppia, prima, e famiglia,dopo, la scelta è sempre stata una scelta comune, voluta e vissuta positivamente.
Mi stupisce sempre vedere come ci sono donne che si fanno trascinare in avventure nelle quali non credono e all'interno delle quali si ritrovano poi rinchiuse, senza via d'uscita, trascinandosi dietro figli che di riflesso soffrono anche loro.
Oggi come oggi in cui in una coppia la parità dovrebbe regnare sovrana, ci sono donne incapaci di dire di no ad una scelta che non condividono o spaventate di dire basta quando vedono che da questa avventura non ricavano nulla se non sofferenza.
Quando si parte all'estero in due, come coppia, dal momento in cui si decide di farlo, dovrebbe essere chiaro il ruolo fondamentale che il nostro compagno o la nostra compagna avranno per noi, come unico importante punto fermo in un mondo che tutto intorno cambia completamente. Ci si trova in due ad affrontare tutto quello che la nuova avventura ci mette davanti, ansie e stress professionali, solitudine e mille piccole difficoltà che un quotidiano nuovo implica necessariamente. Se ci sono dei figli poi sarà ancora più destabilizzante, dovremo far fronte alle loro ansie, senza trasmetter loro le nostre, dovremo mostrarci forti e solidi, come mamme e papà e come compagni d'avventura.
Difficile se uno dei due segue passivo e subisce decisioni. Difficile se uno dei due non è felice e l'altro non se ne rende neppure conto.
In 18 anni all'estero ho incontrato molte donne che si sono lasciate trascinare senza convinzione e una volta partite si ritrovano nell'impossibilità di dire basta, con un compagno che non è all'ascolto, e una situazione di dipendenza psicologica e economica dalle quale non riescono a venir fuori. Triste se si pensa che un'esperienza di vita in un nuovo Paese non dovrebbe portar altro che gioia e arricchimento personale, in termini di scoperte, contatti, novità!
La base per un espatrio riuscito per tutti in famiglia, sia per chi lavora che per chi decide di seguire le ambizioni di un compagno o di una compagna, dovrebbe essere la scelta comune, discussa e ridiscussa nei dettagli, e mossa soprattutto dalla stessa idea di base: il rendere l'avventura un successo. Parlarne e decidere insieme è l'unica chiave per rendere il tutto positivo. Se anche un solo dubbio persiste, si deve continuare a discutere finché non si troverà la soluzione.
Ogni dettaglio va deciso in due, e perché no anche con i figli se questi sono grandi abbastanza per poter dire la loro.
Scegliere dove vivere ad esempio è fondamentale. La casa, il quartiere devono piacere a tutti, ogni membro della famiglia deve trovarsi a suo agio e sentirsi libero e sicuro. Noi devo dire abbiamo spesso privilegiato il benessere delle nostre fanciulle, scegliendo case in quartieri simpatici, vicini alla scuola in modo che gli amici poi non fossero da inseguire ai quatto angoli della città, e questo anche quando l'adulto lavoratore si ritrovava a dover fare spostamenti un po' più lunghi per andare in ufficio. Il fatto che la famiglia sia serena e installata in un contesto piacevole, nel quale in fretta si sente a suo agio, aiuta anche la persona che lavora ad essere più serena: terribile uscire di casa al mattino sapendo che dietro di noi lasceremo una persona triste e insoddisfatta di quello che sta vivendo.
L'espatrio non va subito, va costruito come un progetto comune, come tutte le normali tappe di una vita familiare e di coppia... Urlate, protestate, cercate delle soluzioni e se non le trovate nessuno può impedirvi di tornare indietro.... a testa alta.

3 commenti:

Valentina VK ha detto...

sono d'accordo con te. Non amo per nulla Houston ma se non avessi partecipato al cinquanta percento alla decisione di accettare questa offerta di lavoro di mio marito, penso che le mie difficolta' nel vivere qui avvelenerebbero giornalmente la nostra relazione, mentre proprio dal nostro legame traggo forza in questo momento perche' mio marito mi dimostra giornalmente gratitudine, comprensione e supporto x avergli permesso di accettare. La partenza da qui che avverra' "prima possibile compatibilmente con le necessita' del suo lavoro" dipende da me, mentre lui sarebbe piu' incline a restare di piu', ma lui accetta questo mio caveat e non dubito che lavori ogni giorno con l obiettivo di conquistare la fiducia dei suoi superiori per rendere il momento della nostra relocation altrove piu' vicino nel tempo possibile. Alla fine nessuno mi ha obbligato a dire di si, l ho scelto io per il bene di mio marito che era infelice e insoddisfatto del proprio lavoro e so che in cambio lui mettera' al primo posto il mio benessere psicologico alla prossima scelta da farsi, questa certezza mi tranquillizza sul futuro e quindi ho piu'energia per affrontare il pallosissimo presente.

Mimma Zizzo ha detto...

Hai proprio ragione . Io ho quasi dovuto convincerlo Ed e' comunque attento. Si Puo essere un po' sbilanciato ma mai troppo o sempre !

Mamme nel Deserto ha detto...

Concordo su tutto!
La mia prossima destinazione non è proprio ciò che sognavo dalla vita ma ho urlato, mi sto ribellando e sto facendo valere le mie idee. Alla fine stiamo riuscendo ad ottenere il compound che volevamo è una scuola vicina. Mio marito è molto bravo e mi sta preparando tutto per bene. Ha già creato un bel gruppo di colleghi che hanno mogli e figli a seguito per farci stare bene. Fino ad ora non ho mai pensato "io non ti seguo" e credo che se passerà questa prossima destinazione tutto il resto sarà un paradiso.