mercoledì 4 marzo 2015

accettare ciò che è diverso....ancora riflessioni sulla scuola.

prendo nuovamente spunto da uno scambio su un forum di mamme italiane all'estero per riprendere un punto che mi sta a cuore: il confronto tra sistemi scolastici.. Come ho già ripetuto  in post precedenti,  i sistemi scolastici sono per me difficilmente comparabili. Ognuno procede nel suo percorso in modo diverso e l'unica cosa che si può fare e guardare il risultato finale a fine percorso, il come uno studente arriverà armato e preparato per affrontare il seguito della storia.
Premetto anche che, pur  conoscendo tre sistemi scolastici, italiano, francese e americano, non mi sognerei mai di farne una classifica, né di dire che uno è migliore rispetto agli altri.
Quello che però posso notare sono i punti di forza e i punti deboli, importanti per capire se un sistema corrisponderà a quello che noi, come genitori cerchiamo, o meglio a quello che potrebbe andare bene per i nostri figli, perchè non dobbiamo dimenticarci che sono loro ad andare a scuola e sono loro quelli che dovrebbero uscirne tutti i giorni con il sorriso.
Perchè ecco, al di lá di tutto, credo che quello che la scuola deve essere capace di trasmettere è il piacere dell' imparare, la gioia nell'apprendere: un bambino che torna a casa felice e pieno di entusiasmo, vuol dire che sta imparando, e che lo sta facendo nella gioia e nel buon umore.
Certo è difficile per noi genitori vedere che i nostri figli imparano in modo diverso cose diverse rispetto a quello che è stato il nostro stesso percorso scolastico. Quello che spesso gli europei rinfacciano al sistema americano è di essere povero di contenuti culturali, almeno nei primi anni... e questo è forse vero. Nelle scuole elementari si punta più sul formare delle personalità solide che sappiano leggere e scrivere, sarà in un secondo tempo che si cercherà di dar loro un po' di cultura e questo lo si farà in modo diverso a seconda di quello che i ragazzini stessi vogliono imparare. Alla fine però il risultato sarà, a mio avviso, totalmente lo stesso. Certo uno studente americano non avrà di base la stessa formazione di uno studente che esce da un liceo classico italiano, o viceversa... ma il punto d'arrivo sarà lo stesso con una serie di strumenti utili da entrambe le parti per affrontare un percorso universitario.
Devo dire onestamente che quando vedo quello che mia figlia all'ultimo anno di liceo scrive e analizza nei suoi temi, sono sempre colpita dalla capacità di analisi che è stata trasmessa ai ragazzi, tornando indietro nella mia memoria, io che ero una discereta studentessa di liceo classico , anche piuttosto brava in temi & co , non sarei stata capace di tenerle testa....
Alla base di tutto penso che nel nostro percorso di vita all'estero, ci siano tante cose che dobbiamo volenti o nolenti accettare, e tra queste anche il fatto che la formazione dei nostri figli affonderà le radici in qualcosa di diverso, e a questo diverso dovremo adeguarci.
Accettare la differenza nel modo di vivere, di parlare, di vestirsi e anche di studiare è una dimostrazione di intelligenza e di apertura. Vivere in un paese nuovo accettandone senza critiche i funzionamenti è importante e questo anche a livello di funzionamento scolastico. Imparare a guardare senza utilizzare i nostri metri di misura può aiutarci a veramente mettere in valore i punti di forza e a passar sopra quello che ci piace meno.
Dopo 18 anni a crescere in mezzo alle differenze mi dico che è l'unico modo per alzarmi contenta al mattino... e il sorriso e l'entusiasmo delle mie fanciulle quando tornano da scuola mi fanno dire che se sono felici vuol dire che allora ho scelto la scuola giusta!

1 commento:

Mamme nel Deserto ha detto...

Sono giunta alle tue stesse conclusioni poco tempo fa. Purtroppo ho fatto un periodo dove continuavo a lamentarmi dei difetti della scuola internazionale che stanno frequentando i miei figli, a scapito della valorizzazione dei pregi. Ora ho capito che quello che conta è la loro felicità ed il fatto che stanno migliorando giorno dopo giorno.