mercoledì 11 febbraio 2015

la prima sensazione...


Da ieri su un forum francese qui nella Bay area di cui faccio parte, assisto ad un simpatico scambio di mail su quelle che sono state le prime impressioni mettendo i piedi a San Francisco e in questa simpatica baia!

Mi è venuto spontaneo riflettere su quelle prime dolci e meno dolci impressioni al mio arrivo nei diversi posti in cui abbiamo vissuto. Spesso si dice che la prima impressione è quella che conta, e in espatrio si sa come sia importante partire con il piede e l'entusiasmo giusto. Quello che ci balza agli occhi, al naso e al cuore nei primi attimi, nei primi giorni è talmente fondamentale per dare il ritmo al seguito della storia, tutto rimarrà lì indelebile a ricordarci sempre com'è stato quel primo arrivo, quel primo giorno, quel primo impatto.
Quando sono arrivata in Francia la prima volta, quello che mi ha subito colpito e mi è subito piaciuto, è stato vedere come tutti, soprattutto le donne, le giovani mamme come me, fossero naturali e senza fronzoli, eleganti e belle con un semplice t-shirt e un bel paio di jeans, senza bisogno di tirarsi a lucido per andare a comperare il pane alla panetteria dell'angolo! Mi è piaciuta la spontaneità con cui i nostri coetanei francesi tiravano su i figli, come se passare da due a tre , a quattro fosse la cosa più naturale del mondo senza doversi stare a piangere addosso( questo l'ho integrato all'istante). Mi ha colpita l'arroganza di certi francesi convinti di essere migliori solo perché tali, chiusi e ottusi. Mi ha lasciata perplessa la scortesia galoppante, per cui nessuno mai si fermava a dare una mano ad una mamma con passeggino. 
Uno dei ricordi più netti: il gusto fenomenale del panino ai crauti del venditore austriaco vicino a Avenue des ternes.... Passeggiavo portando in giro la mia pancetta vitale e mi fermavo a concedermi il lusso di un panino un po'intenso da digerire,,,,me lo ricordo! La folla di turisti ovunque, bello quando sei un turista, faticoso quando ci vivi. La Senna cupa e le splendide case che vi si specchiano. 
tetti francesi

La prima sensazione? Sono nella città più bella del mondo, con l'uomo della mia vita e un esserino piccolo in pancia, cosa altro posso desiderare? La seconda sensazione?la città sarà anche bellissima, ma i suoi abitanti mica tanto simpatici! La terza? Aiuto dove sono le mamme, solo bambinaie di colore a Parc Monceau!
                         
Il Giappone certo in fatto di prime impressioni e di sensazioni che ormai si sono radicate in me è stato fortissimo.
La prima cosa che mi ha colpito è la pulizia assoluta, ovunque. L'ordine e la gentilezza. I kawaii (carino) urlati con gioia alle mie bambine, la musica delle cinque che ha scandito le nostre cinque ogni giorno per tre anni, il venditore di patate dolci e le sue urla per strada, le mamme giapponesi tutte vestite uguali che accompagnavano a scuola le loro bambine in divisa alla marinara, i fili elettrici orrendi ovunque, alla fine non li guardi neanche più, tanto fanno parte del paesaggio. Tokyo la notte, illuminata, bellissima. La vista meravigliosa dal nostro salone, con gli alberi del parco imperiale a fare cucù . Le aree fumatori sui marciapiedi, i cappellini gialli degli scolari e le loro curiose cartelle di cuoio. I cani vestiti di tutto punto e i passeggini per portarli a passeggio. I bar a sushi, i pachinko. I primi giorni a Tokyo sono stati un flusso continuo di imput nuovi, di sensazioni indescrivibili, credo di essermene innamorata già quel primo giorno, quando con un sole a picco, spingendo il passeggino di Camilla, con Federica e Chiara che si guardavano intorno stupite, ho percorso tutta Otsuma dori, fino a Shinjuku dori, poi ho svoltato a destra cercando con gli occhi il simbolo della mucca, quello del supermercato. Sono entrata e mi sono tuffata in un mondo in cui non capivo nulla, in cui ero diversa, ma quel primo giro al supermercato a cercare di capire quale fosse il latte, non l' ho mai dimenticato. La prima sensazione? Sono straniera sono diversa me lo si legge in faccia. La seconda? Le toilette dei giardini asettiche. La Terza? La folla che avanza compatta nella stessa direzione, se uno si ferma si fermano tutti....io avanzo, sono gaijin
Tokyo tower
L'India è soprattutto odore per me, l'India è intensa olfattivamente, arrivare all'aeroporto di Chennai ti resta impresso nelle narici in modo gradevole, è un misto di spezie, di umido, di bestie e di vita, un leggero sottofondo di sporcizia, ma non disturba! L'India per me è quella folla umana fuori dall'aeroporto con i cartelli in mano. Donne nei sari o in kurta, uomini con i baffi curati. L'India è il caos più totale, talmente incredibile da adorarlo subito, l'India sono le mucche che spuntano ovunque, la gentilezza infinita della gente, la miseria assoluta e gli occhi brillanti dei bambini, il contrasto tra chi ha tutto e chi non ha nulla. I primi giorni sono li fissi nella mia memoria con le sensazioni forti che mi hanno lasciato, la prima passeggiata a Marina beach, bagnata dalle acque scure del golfo del Bengala, con la miseria devastante che ti stringe il cuore. I nan cotti nel forno tandori, il curry super piccante. Mi ha colpito questo mescolarsi di tutto, ricchi e poveri. Odori e profumi. Alimenti estremamente speziati e frutta dolcissima. Caos più totale e tranquillità quasi zen. La prima sensazione? Troppo sporco. La seconda? Troppo caldo. La terza? Adoro il caldo e allo sporco ci si abitua: amo l'India.
splendida India
Quando siamo rientrati in Europa dopo i nostri anni asiatici, la cosa che mi ha colpito subito è stata la maleducazione nei negozi, sempre e ovunque ( e devo dire che la cosa continua a colpirmi), il malumore costante della gente, il lamentarsi sempre, per il tempo, per le tasse, per la scuola, per i servizi. L'arroganza al volante, la difficoltà ad attraversare sulle strisce perché nessuno ti lascia passare. Poi certo c'è anche del positivo, i negozi splendidi. I supermercati dove trovi tutto, i mercati bellissimi e carissimi. La prima sensazione? C'è la faro ad abituarmi di nuovo. La seconda? C'è comptoire des cottoniers, sopravviverò. La terza? Sei triste, un giro a Monoprix e passa tutto.
Ultima prima volta gli Stati Uniti, il mio primo giro a Palo Alto mi ha lasciato l'amaro in bocca, queste case ordinate, con i loro bei giardini curati. Le pattumiere parcheggiate con ordine e i macchinoni sul driveway. Mi son venuti i brividi all'idea di chiudermi in un mondo così.... Ho ovviamente abbondantemente cambiato idea. Le dimensioni di tutto, dalle lavatrice ai carrelli del supermercato, dalle tazze di caffè alle porzioni al ristorante. Dalle macchine alle persone stesse. tutto grosso, tutto tanto, tutto imponente. E i supermercati con quantità incredibili di porcherie e cibi pronti all'uso, e gli orari assurdi, per cui non capisci se pranzano, cenano, fanno merenda e soprattutto ti chiedi se alle otto di sera avranno fame. I popcorn al cinema e le sale praticamente vuote. La gente che va in giro conciata che te lo raccomando e il pigiama day.
San Francisco
I genitori devoti alla causa sportiva dei figli e le strutture incredibili delle scuole pubbliche. La fila di armadietti al liceo, proprio come nei film. L'assenza totale di illuminazione stradale. La prima bella sensazione: arrivare da Whole foods e tirare un sospiro di sollievo, avremmo mangiato. La seconda? Entrare da Safeway e uscirne depressa per la quantità cosmica di porcate. La terza? La cortesia falsa di tutti per strada, al supermercato, alla posta, mille domande sorridenti, solo perché si fa! 

P{osti diversi, sensazioni diverse, globalmente direi tutte piu positiche che negative....e comunque tutte mi sono rimaste dentro, sono parte di me!

La prossima, chissa?








1 commento:

Moky ha detto...

Bel post. E' vero che la prima impressione ti si cementifica in testa.
L'anno scorso sono stata a Parigi per la prima volta, dopo averlo tanto sognato e il mio sguardo si è perso per diverso tempo a contemplare i tetti grigi, una cosa che mi è subito saltata all'occhio. bellissimi.