domenica 4 gennaio 2015

memoria di un 5 di gennaio

Me li ricordo nitidi e precisi i primi giorni dell'anno, 15 anni fa. Non potevamo muoverci per le vacanze di Natale, il bebé della pancia, così lo chiamavamo, non avrebbe mostrato il suo musetto prima dei primi di febbraio, ma visti i precedenti, era meglio non allontanarsi troppo dal mio dottore di fiducia. Natale a casa con i miei genitori venuti a trovarci, capodanno con amici, un primo gennaio nebbioso e freddo in Normandia dove mi rivedo a passeggiare lungo la Senna seguita o preceduta da una nanerottola in giacca rossa a cavallo del suo triciclo.
Un 2 e un 3 tranquille io e Federica, nido chiuso e papà in ufficio. Il 4 hanno riaperto e depositata Federica sono andata alla mia visita mensile, tutto a posto mi ha detto il dottore, cerchi di non strafare  e vedrà che questa volta ce la farà a tirare più avanti, non era un gran veggente il mio dottore, bravo, bravissimo, ma mi ha sottovalutata.
5 gennaio 2000 
Piccolo shopping a Boulogne Billancourt con un'amica, tanto per approffittare di un po' di tempo libero dopo la visita e sapendo che Federica l'avrebbe recuparata un'altra amica e tenuta fino al mio rientro. Stavo comprando due nuove tutine taglia nouveau né da DPAM quando è squillato il telefono, era il mio papà che con voce un po' anisosa voleva avere notizie della visita e avere illuminazioni suoi miei programmi, neanche potessi decidere io quando far venire al mondo il mio mostrino ( in realtà mi ci è voluta la terza gravidanza per capire che invece con la forza di volontà si riesce anche ad indursi un parto.... ma è un'altra storia!)
l'interesse di mio padre non era tanto dettato dalla voglia di conoscere il nipotino numero 5,(tanto ormai mia sorella un paio di mesi prima gli aveva regalato la gioia, dopo figlie e nipoti femmine, di stringere in braccio un maschietto, il mio bebé poteva anche essere l'ennesima bimbetta smorfiosa lui era nonno felice.... ovviamente scherzo, forse in cuor suo sperava in un'altro maschietto) quanto dall'organizzare i suoi impegni professionali per poter correre sereno con la mamma ad abbracciarmi e a stringere in braccio questo nuovo gioiello.
lo rassicurai dicendo che poteva tranquillamente lavorare ancora un po', che stavo benone e non prevedevo nulla di strano per le settimane successive.
Sono rientrata a casa con il buio,che nell'inverno normando cala prestissimo, ho recuperato la mia piccina e ci siamo avviate mano nella mano a casa, io, lei e la pancia....
certo mi sentivo un po' stanca, con qualche contrazione in più, ma era tutto normale, avevo guidato, camminato e anche fatto un rapido corso preparto con la mia ostetrica, una cosa velocissima, anche perchè con me ha capito subito che le tecniche di rilassamento non avrebbero trovato terreno fertile....
Mi sentivo così così e ma soprattutto avevo la netta impressione che la serata e la nottata sarebbero state ben meno tranquille del previsto.
Quando verso le 11e mezza ho svegliato Paolo che sonnecchiava già, dicendogli che avevo più contrazioni del solito, mi ha detto,conoscendomi bene, di stare tranquilla e dormire... quando dopo 10 minuti dopo essermi fatta una doccia l'ho richiamato, dicendogli che secondo me era arrivato il momento, mi ha risposto che tanto saremmo andati fino alla clinica per niente, dormi e stai tranquilla. Non è però stato difficile farlo alzare di scatto.... quando mi ha chiesto ¨ma scusa ogni quanto le hai queste benedette contrazioni¨, candidamente gli ho risposto ¨3 minuti¨,in un attimo era vestito, chiavi della macchina in mano e valigia nell'altra!
piccolo particolare, e la bambina? quella che dorme beata e pacifica di là nel suo lettino, quella che con molta probabilità tra qualche ora si ritroverà, a due anni, ad essere la nostra grande e ne porterà il peso e la reponsabilità per tutta la vita? beh io non sono una grande organizzata, ma il dove mettiamo Federica quando dobbiamo andare a partorire era una cosa che mi agitava le notti da tempo. Tutto era stabilito, i nostri amici Dominique e Frederic l'avrebbero accolta anche alle tre di notte. Allora ecco si telefona, li svegliamo, e cinque minuti dopo parcheggio l'auto davanti a casa loro. Ho guidato fino lì mentre Paolo teneva la piccola in braccio, abbiamo eviatato che la portassi io, per non partorire tra ruelle Malot e la cattedrale (10 metri), era meno rischioso per me guidare tra una contrazzione e l'altra.
Comunque il quell'occasione ho visto come i bambini, se devono dormire, non si svegliano per nulla al mondo. Lei ha continuato a dormire, avvolta dai suoi sogni e ignara di come noi avremmo proseguito la serata.
E poi via una volta depositata nelle braccia calorose dei nostri amici, siamo corsi rapidi verso la Clinique du Belvedere, dove l'ostetrica, già allertata, ci avrebbe attesi con tutta la combricola che ci avrebbe accompagnati nelle successive 5 ore.
Devo dire che non mi aveva mica presa sul serio, convinta che fosse la tipica falsa allerta da mamma angosciata.... si è ricreduta nel giro di cinque secondi e nel giro di 10 ha chiamato il ginecologo, il quale si è presentato in sala parto dicendomi ¨ Madanme, mi sembrava di averle detto di aspettare ancora 15 giorni¨ e si effettivamente . (devo dire che ha imparato a conoscermi e per la nascita di Camilla, quando gli hanno detto al telefono che sembrava non fossi lontana dal parto, è rientrato dal week end campestre per non essere loontano, dichiarando ¨madame Cerruti elle va nous le faire en 10 minutes le troisieme, je préfere étre sur place)
Poi il resto è stato un attimo, quattro chiacchiere con l'ostretica, una messa a punto tra di noi sui nomi, Niccolò e Chiara in cima alla lista ,una specie di task force in sala parto, perchè a 36 settimane e tre giorni non si sa mai che tipo di bebè ci si presenti davanti, e via.
Mi ricordo quel marcantonio dell'anestesista steso a metà sulla mia pancia che mi diceva ¨ allez ma petite dame¨. "E'una bambina" mi ha detto Paolo con gli occhi lucidi , ancora prima che l'ostetrica e il ginecologo all'unisono, annunciassero ¨une fille¨
E poi eccola tra le mie braccia la mia piccola Chiara, sembrava una bambola, rosea e tonda. Il nostro primo incontro faccia a faccia, tenero e sorprendente come solo quando ci si incontra cosi può essere.
Sono passati 15 anni da quel freddo 5 gennaio alle 5 e 50 del mattino, quando di colpo sono diventata una doppia mamma, quando di colpo le nostre responsabilità di genitori si sono moltiplicate. La gioia e l'eccitazione hanno preso il sopravvento su qualsiasi paura, come solo quando si stringe un bebé, il proprio bebé tra le braccia può succedere.
E adesso 15 anni dopo è incredibile come sia nitido il ricordo di quelle 24 ore che hanno preceduto lo stringere il mio cucciolo tra le braccia per la prima volta.
Dicembre 2014 a San Diego
Buon compleanno mia stupenda Chiara!




3 commenti:

Mamma in Oriente ha detto...

E' sempre bello ed emozionante rivivere a distanza i momenti del parto. Buon compleanno alla tua ragazza!

Moky ha detto...

Che bel 5 Gennaio...
Auguri alla tua meravigliosa figlia

Drusilla Galelli ha detto...

Tantissimi auguri alla tua bimba ormai quasi donna!
Che bello rivivere e raccontare questi indimenticabili ricordi!