mercoledì 31 dicembre 2014

Un'anno se ne va....

Ed eccoci qui a poche ore ormai dalla fine di questo 2014, pronti per incominciare un nuovo anno, guardando avanti con il sorriso e tanto ottimismo!
È volato questo 2014, 365 giorni passati in un soffio, giorni densi, settimane intense, mesi che si sono susseguiti ad una rapidità impressionante, stagioni che hanno dato il cambio alle successive senza neanche accorgersene. Ed eccoci adesso alle porte di un nuovo anno, un anno che sarà sicuramente intenso come il precedente.

Sarà un anno speciale questo 2015, in cui vedremo la nostra ragazza prendere il volo e incominciare una sua nuova vita da studente lontano da noi, una nuova grande avventura per la nostra diciassettenne. Sarà strano non averla più lì, a portata di mano, dietro quella porta da adolescente sempre chiusa, con le noti delle canzoni che ci indicano che comunque c'è, è con noi e non chissà dove.... Dovremo imparare a vivere in 4, ci saranno dei nuovi equilibri da prendere in considerazione, diventeremo ufficialmente genitori di un figlio grande, che ha lasciato il nido e che aspetteremo con ansia all'aeroporto ogni vacanza.
Sarà strano, ma è la vita, cresciamo i figli per dar loro ali con cui volare, per imparare a guardare avanti con il sorriso, per essere capaci di scoprire il mondo da soli e di vivere nuove grandi avventuri.
Lasciarli andare e osservarli da lontano fa parte della vita e della crescita, non solo loro, ma anche nostra.
I miei pensieri per il 2015 vanno soprattutto a lei, la mia "grande ragazza", quella che da sempre abbiamo considerato grande, perché già a due anni ne aveva una più piccola alle spalle, e perché a 4 lei era una vera sorella maggiore, con due piccoline che cercavano di farsi spazio.  È sempre stata grande perché a 18 mesi ci parlava come  avesse dieci anni, e di colpo ci dimenticaviamo di quanto piccola e fragile fosse.... Le abbiamo sempre chiesto di essere la più ragionevole, di aspettare il suo turno, di fare da sola, di adattarsi ad ogni cambiamento. Ha sofferto ad ogni distacco, ha pianto ad ogni partenza, si è adattata tirando fuori grinta ed energie, si è ribellata ogni tanto, ma ragionevolmente, poi ci ha sempre seguiti con entusiasmo. Le abbiamo chiesto molto, alle soglie dei 15 anni l'abbiamo sradicata di nuovo, tutto sommato senza darle scelta, convinti che fosse la cosa giusta, ma le abbiamo fatto un po' male... È stata brava, si è adattata, non si è quasi mai lamentata e ha cercato il positivo nel nuovo. Ha pianto in silenzio e non ce ne siamo accorti, perché spesso gli adulti nei cambiamenti tirano anch'essi fuori un po' di egoismo e si concentrano su se stessi impedendosi di vedere cosa non va. Ha tirato fuori le unghie e siamo talmente fieri del risultato!
3 belle ragazze e una micetta
E adesso manca poco, prenderai il volo Federica, con tutto il tuo bagaglio di vita e di avventure che ti abbiamo dato, siamo sicuri che questa vita itinerante e questo continuo doversi adattare, ti abbiano dato le energie e le capacità per cavartela in ogni nuova avventura, sarà un anno straordinario, sarai fiera di te e noi lo saremo immensamente come lo siamo sempre stati.
Che questo 2015 sia intenso e ricco di sogni, che ogni tuo desiderio si realizzi, che l'inizio della tua vita da adulta sia un cammino in discesa... Noi ci saremo sempre per tenerti la mano, ma in questo nuovo anno saremo, come lo sei tu, pronti a farti spiccare il volo!
E questo augurio lo rivolgo a tutti, che il 2015 sia un anno intenso di gioia e di amore, di avventure e desideri, di sorrisi e risate, di amicizie sincere e abbracci affettuosi!


martedì 23 dicembre 2014

convivere felici ... e se fosse possibile....?

qualche giorno fa ho scritto un post con la mia ipotetica letterina a Babbo Natale, in cui chiedevo una serie di cose tra cui amore e tolleranza in questo mondo spesso messo a dura prova dall'odio reciproco.
Proprio qualche giorno fa dei pazzi scatenati hanno massacrato centinaia di bambini in nome di non si sa quale Dio e quale religion.
Ieri al centro ebraico dove vado a fare ginnastica una splendida musica natalizia accompagnava la nostra lezione di pilates... sono rimasta stupita all'inizio e ho apprezzato la cosa....
Oggi passeggiando in centro a Los Altos mi sono fermata all'incrocio tra Main e State e ho osservato con gioia uno splendido albero di Natale e al suo fianco una Chanukah Menorah , due simboli religiosi, uno cattolico e l'altro ebraico, uno di fianco all'altro....

 e combinazione quest'anno la festa di Hanukkah si concludera domani sera, vigilia di Natale ... due simboli che condividono lo stesso spazio, il segno che si puo', come qui, convivere con credi e visioni diverse e volersi bene, tenersi la mano e sorridere giorno dopo giorno...
che questa imagine per me bella e importante di tolleranza e fratellanza accompagni la fine di questo 2014 e l'inizio di un 2015 pieno di speranze e d'amore!

Buone feste  da noi tutti dalla California
 

giovedì 18 dicembre 2014

Decoriamo?

Siamo quasi a Natale, e si sente, in quanto ad atmosfera gli americani sono fantastici! Diciamo che ormai è dal dopo Halloween che ci si carica in atmosfera, giorno dopo giorno. C'è stata una parentesi per lasciar spazio a Thanksgiving, con qualche tacchino qua e la, e poi via, dal giorno successivo hanno tutti tirato fuori l'artiglieria pesante!
 
 
 
Il giorno dopo il Ringraziamento lo si dedica alle decorazioni natalizie. Nelle case incominciano a scintillare alberi che fanno cucù con le loro luci colorate da dietro le finestre, ma è soprattutto per strada che si vede il tripudio di decorazioni. La casa la si decora dentro e la si decora fuori. Passeggiare in questi giorni sarebbe un supplizio non avessi sempre dietro il mio telefonino, come potrei andare in giro senza cogliere tutto questo decorare?

 
A fine novembre i vicini sui tetti installavano le luci, l'abbiamo fatto anche noi per conformarci al quartiere... Non sto a dire che abbiamo delle decorazioni talmente sfilgte, che Camilla mi ha detto" ma... evitiamo di accenderle" e invece no, io insisto, ho fatto salire sul tetto il mio povero marito, mica per poi vergognarmi delle nostre lucette striminzite.... Capiranno, siamo stranieri, apprezzeranno lo sforzo di integrazione, faremo meglio il prossimo anno. Comunque in qualsiasi modo giocheremmo fuori concorso, perché qui, nel quartiere si rasenta la follia davanti a certe case....

questa e' sfocata ma la tour Eiffel sul tetto ne vale la pubblicazione

tutti I posti sono buoni per decorare

buca delle lettere in versione natalizia!


 
Un vicino qualche casa più in la, ha passato direi un paio di giorni a installare i suoi 27, si ventisette, pupazzi. Sono lì tra tetto e giardino, illuminati e gonfi al calar del sole, tristi e sgonfiati durante la giornata. Lo spettacolo notturno è abbastanza folle, il diurno inquietante, soprattutto adesso con la pioggia e il fango...

di notte ....

di giorno....
 


 
 Il signore in questione deve aver investito un patrimonio in gonfiabili natalizi, ogni anno mi sembra che aumentino un po'.... 
Il poveretto ha messo in imbarazzo i vicini che non sanno più che fare per rendere minimamente decorata la loro di casa.... Ma chiunque impallidirebbe di fronte a tanta esagerazione!
Ci sono poi via intere dove tutte gli abitanti stanno al gioco, il risultato e' sconcertante.... c'e' la coda di machine che passa piano e si ferma ogni tre metri per scattare le foto
 
 
A me comunque tutto ciò piace un sacco, l'atmosfera natalizia mi mette allegria, mi piace creare in casa quella dolce attesa scandita dal calendario dell'Avvento, con la sua casellina aperta ogni giorno. Anche con delle ragazze ormai grandicelle riusciamo a vivere l'attesa in modo simpatico, la magia del Natale viene mantenuta e loro stanno piacevolmente al gioco!
noi siamo pronti!

 
 

mercoledì 17 dicembre 2014

Caro Babbo Natale....

Sono diverse settimane che con meticolosa attenzione spulcio le letterine a Babbo Natale delle mie ragazze, alle quali si è aggiunta quella precisa del loro papà! In famiglia sono la sola che per il momento non ha messo su carta quello che desidererebbe trovare al risveglio ai piedi del nostro albero. Non è che non abbia idee, anzi, ne ho tante... Potrei mettere semplicemente il link del sito di Tiffany, dove senza difficoltà una bella dozzina di cose potrebbero farmi piacere! Potrei aggiungere una nota con il sito di Max Mara, con certi cappottini veramente splendidi, e magari concludere il tutto con un post scriptum che rimanda al sito di Kate Spade, si lo so che ho già avuto la mia Kate Spade il Natale scorso, ma due di fila non possono far male!
 
 
Invece no, so che il mio Babbo Natale anche quest'anno, come ogni anno, saprà rendermi felice, senza bisogno di letterina... almeno per quello che di materiale posso desiderare....
Però ci sono delle cose che vorrei e che non si possono mettere in un pacco colorato....
Mi piacerebbe alzarmi al mattino e non leggere come prima notizia che dei pazzi furiosi,in nome di non si sa quale Dio, sono entrati in una scuola ed hanno massacrato dei bambini. Mi piacerebbe vedere amore e non odio, non essere sommersa da storie di donne massacrate da presunti innamorati, di famiglie spazzate via dalla furia passeggera di una madre o di un padre che non riescono a vedere oltre il loro dolore per una vita che non vogliono vivere. Mi piacerebbe non leggere di persone anziane sole che non hanno nessuno per scambiare un sorriso, neanche il giorno di Natale.
Vorrei vedere la gioia e l'amore ovunque, il sorriso sui visi delle persone che amo, la felicità sempre negli occhi delle mie figlie. Vorrei poter avere più tempo per dedicarmi a loro, non correre sempre verso qualcosa, non vivere stressata per fare tutto, avere il tempo di approfittare delle cose, in modo lento. Non arrabbiarmi mai, non solo pensarlo ma riuscire a farlo veramente. Lasciar correre le mille cose che non sono importanti e concentrarmi sui piccoli momenti quotidiani. Vorrei continuare a scoprire il mondo e a sognare nuove avventure. Vorrei che i desideri delle mie ragazze diventassero realtà. Vorrei un attimo, uno solo, stringere forte a me il mio papà,.Vorrei un Natale ancora con lui, tutti insieme. 
Vorrei proteggere le mie figlie dalla sofferenza pur sapendo che non è possibile. Vorrei vedere solo sorrisi, abbracci e mani che si stringono con calore. Vorrei continuare ad avere i bei momenti privilegiati con i miei amici, quella complicità che vince il tempo e lo spazio. Vorrei continuare ad avere i vent'anni che non ho più, ma che ho sempre nel mio cuore, e nella mia testa, e che mi fanno avere le energie per costruire e costruire ancora. Vorrei un telefono che suona per dare solo belle notizie, un mondo intorno di bambini che nascono e amori che crescono. Vorrei continuare a svegliarmi alla mattina con le fusa del mio micino, il sorriso del mio compagno, e i grugniti addormentati delle mie adolescenti. Vorrei fermare il tempo per godere ancora e ancora di tutto e contemporaneamente vorrei una palla di cristallo per vedere cosa sarà....

Vorrei svegliarmi la mattina di Natale e scoprire un mondo migliore, sarà difficile.... ma continuare a sognare è quello che vorrei....
 

sabato 13 dicembre 2014

Xmas fair e inventiva

Chennai India spettacolo di Natale
Fino ad ora avevo conosciuto fantastiche feste natalizie, con i genitori come protagonisti, stand bellissimi e ben allestiti, con prodotti quasi da negozio. Bellissima atmosfera sempre.
video
coro Lycee international
 
Ma mancava quasi qualcosa, mancavano loro i bambini e i ragazzi a mostrare le loro capacità, a farci vivere il loro Natale, al di la dei bellissimi spettacoli ai quali abbiamo sempre assistito.
 
Tokyo, Liceo franco-giapponese festa di Natale (Chiara)

Tokyo, Istituto italiano di cultura concerto dei bambini italiani (noi siamo 1, 2 e 4 da sinistra)
 
Questo è tempo di Xmas fair nelle scuole delle mie ragazze e se per le liceali l'accesso ai genitori era caldamente sconsigliato, per la mia dodicenne invece i genitori erano ben invitati a venire a fare un giro.
Bella scoperta questa Xmas fair che ha visto come protagonista la creatività dei ragazzini. Camilla aveva il suo stand con la sua amica Lily, vendevano candele customizzate con nome e simbolo della scuola, dolcetti natalizi preparati con amore da loro due in tandem, tiramisù e focaccia, molta Italia in questo banchetto!
XMas Fair Egan
Girare tra i tavoli carichi dell'inventiva di questi adolescenti è stato veramente piacevole, c'era di tutto dalle calze colorate a mano, ai biscottini fatti in casa, dal bacon con cioccolato ( credo orrido), alle crêpes fatte al momento, da ogni tipo di caramella al riso cinese, dalle palline di Natale alle decorazioni di vario tipo, dalle magliette stampate al ramen da mangiare in loco. Tutto presentato bene, si vedeva che non c'era improvvisazione in quello che era stato fatto, ma molta attenzione anche ai dettagli della presentazione.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tutto questo animato da una preside come sempre super attiva che si aggirava con le sue orecchie da renna, in un'atmosfera di festa e di allegria. È il mio quindicesimo Natale a scuola partendo dal primo anno di materna di Federica e per la quindicesima volta sono stata conquistata da questa atmosfera che nelle scuole si riesce a creare, con quest'anno quel pizzico in più dato dalla partecipazione al 100% dei ragazzi, anche nel mercatino e non solo sul palco!






 

mercoledì 10 dicembre 2014

Parrucchieri in giro per il mondo!

Quando si vive all'estero, anche dopo anni e anni, si sente comunque, per certe cose, la mancanza di casa.... Ovviamente al di là degli affetti lasciati in patria, e anche al di là di mozzarelle, stracchini e salami nostrani. Con la mancanza dei primi si convive, ci si aiuta con Skype, FB e compagnia, con i secondi si capisce in fretta che si può vivere senza, o semplicemente attraversare mezza città e pagare uno sproposito... Ma c'è di più, e ci riflettevo questo pomeriggio seduta dal parrucchiere. 
 Ma come ci si abitua ai parrucchieri non nostrani? Io giuro, in quasi 18 anni, ci ho provato, ma non ci riesco e rispetto ai posti precedent in cui ho vissuto, qui ho avuto la fortuna di trovarlo in mio parrucchiere italiano.... E meno male, perché se 18 anni fa, con la freschezza dei miei 27 anni, i miei capelli sopravvivevano serenamente a mesi e mesi lontano da forbici & Co, adesso con quei filetti bianchi che spuntano qua e là, un intervento un po' più frequente è necessario. E benché adori il mio parrucchiere torinese non posso rimanergli fedele in eterno.... a 10000KM
Qui in America agli inizi ero nel panico, prima di scoprire l'esistenza dell'italico coiffeur. Ero nel panico perché vedendo i panettoni natalizi delle americane, proprio non mi ci vedevo a rischiare di ritrovarmi conciata così, e unica alternativa erano asiatici parrucchiere ai quali purtroppo, dopo la mia tragica esperienza Giapponese, non affiderei neppure taglio e piega della barbie di mia figlia.
Eh si perché in Giappone un giorno mi venne il ghiribizzo e la curiosità di provarci, dicendomi, forza, tutto sommato vivi qui, non puoi continuare ad aspettare il rientro a Torino per avere una teste decente. Grosso errore, uscita dal parrucchiere, dopo qualche lacrima di sconforto, mi lavai i capelli con vigori, il che tolse la piega, ma non il taglio sconfortante....
Ovviamente non ci fu altra esperienza, ne in Giappone ne in India, e ammetto che anche a 
Parigi sono stata sempre reticente a mettere le mie chiome nelle mani di uno sconosciuto....e di bravi parrucchieri dovevano pur essercene, l'unico timido tentativo a tariffe spropositate,  mi ha lasciata  con l'amaro in bocca: dopo due ore dal coiffeur, abbastanza fiera del mio primo colore,  del taglio e della piega, incontro un'amica che si complimenta, poi mi guarda bene e mi dice "ma il colore non è mica fatto tanto bene" notare che 5 anni fa dovevo avere circa dieci capelli bianchi a contarli tutti, non coprirli era una sfida all'incompetenza....ARGH!
Il risultato è stato " rassegnarmi" ai capelli lunghi, lunghissimi, ai quali poi mi sono abituata!
Il punto comunque non è tanto il mio rapporto teso con i parrucchieri non nostrani, quanto il come si diventi,in fondo, esigenti e abitudinari, quando si ha conosciuto un tipo di approccio, si fa fatica a cambiare. Trovo che sia lo stesso un po' anche con il modo di vestire, ci si adegua al clima, al paese, magari anche allo stile più easy, ma sul fondo si resta legati alle proprie origini, e c'è poco da dire ma noi italiane ovunque ci facciamo notare, le scarpe, il taglio di capelli, il modo di fare, che ne pensate?

sabato 6 dicembre 2014

di gatti e di allergie!

Me lo sto chiedeno, sono tutti un po' allergici qui in US? o c'è una fobia diffusa, la paura di qualcosa che possa scatenare l'allergia fatale? perché qui e non in Europa... me lo chiedo???
Ne avevo gia parlato della politica nuts free nelle scuole, dove mai e poi mai una tartina di nutella sarebbe ben vista, anche se rimane relegata nella lunch dei nostril pargoli.
Ma onestamente non pensavo che si andasse oltre tutto ciò....
E invece non ci sono limiti alle paure....
l'essere incriminato!

Ho organizzato una festa tutta americana, la prima in assoluto in cui noi eravamo i soli stranieri, e per la prima volta in vita mia, e di feste alle spalle ne ho un bel po' e anche in diversi paesi del mondo, ho dovuto rispondere alla domanda "avete un gatto?" ...
E il gatto c'è, con tutti i suoi chili di troppo e il suo pelo morbido da peluche. Come negarlo? Ammetto che la domanda mi ha spiazzata e stupita.... E ancor di più mi hanno spiazzata e stupita il fatto che "gli allergici" non si siamo presentati proprio a causa della nostra Macchi internazionale.
Ci è già successo di avere amici allergici che magari sono anche costretti a prendere un antistaminico quando vengono a cena da noi, io stessa lo sono un pochino, benché l'amore per quell'ammasso di peli, mi faccia dimenticare qualche starnuto di troppo! Ma da li a non andare da qualche parte causa gatta, mi è parso un eccesso! In questo senso credo che in questo Paese non esistano, nel bene e nel male, mezze misure.....
Comunque per evitare che altri potessero manifestare improvvisi attacchi allergici, la bestiaccia ha passato la serata chiusa in camera nostra, approfittandone per andarsi a riposare in cima agli armadi del nostro dressing totalmente ignara delle sue colpe: arrivando qui abbiamo faticato a trovar casa proprio a causa sua, e adesso rischiamo anche di tagliarci fuori da una vita sociale per esserne i felici proprietari! Roba da matti!