mercoledì 28 maggio 2014

Armi, violenza &co

Ieri al mio corso di conversazione discutevamo animatamente sugli ultimi orrori, in primis il nuovo massacro a colpi di pistola sotto il sole di Santa Barbara. Ancora un giovane fuori di testa che in possesso di una pistola ha ucciso tanti ragazzi la cui unica colpa era di passare di lì proprio in quel momento. Che orrore. In America è un continuo, non passa mese senza notizie legate all'uso e all'abuso di armi. Non passa mese senza l'ennesimo dibattito senza fine sulla libera  circolazione delle armi, diritto assolutamente intoccabile... Troppi interessi in gioco.
Al di là dello sconcerto, dell'orrore e della tristezza, mi interrogo su questo disagio giovanile crescente che arma la mano di questi giovani privi di speranza e li scaglia con rabbia contro il resto del mondo. Ma perché tanto odio, tanta violenza, tanto disagio? La società super all'avanguardia nella quale viviamo come mai non riesce ad aiutare questi giovani e le loro famiglie a raggiungere un equilibrio necessario per vivere?
Non è sicuramente facile crescere in questo mondo che corre veloce, credo che essere adolescente oggi sia molto più difficile che trent'anni fa. Ho letto in queste settimane un interessantissimo libro di una psicologa americana, Madeline Levine The Price of privilege, in cui  ci viene presentato un mondo di teenagers in lotta con se stesso. Crescere nell'America evoluta del 2014 e, in particolare, nella tecnologica e stimolante SiliconValley, è un'impresa difficile.
Numerous studies show that privileged adolescents are experiencing epidemic rates of depression, anxiety disorders, and substance abuse -- rates that are higher than those of any other socioeconomic group of young people in this country.
Sembra incredibile pensare che questi ragazzini, che hanno tutto,  affetto  e presenza dei genitori compresi, siano in realtà vuoti e tristi. Troppe le pressioni, troppe le mete da raggiungere, troppo pesante anche la presenza di questi genitori con grandi successi davanti e dietro. È estremamente difficile a 14/15 anni reggere il peso di tutto,  il peso della riuscita che sembra scontata quando tutti riescono, il peso di una scuola che chiede sempre di più, il peso di un futuro che come minimo dovrà essere brillante come quello del mondo circostante.
E allora questi ragazzini che avrebbero tutto per essere felici, non lo sono, sprofondano in
depressioni, crisi violente di panico, e nella violenza stessa, contro di sé e contro gli altri.... E poi nei casi peggiori prendono una pistola e spazzano via, d'un soffio, vite e speranze.
C'è da riflettere e non solo su questo estremo sentimento di libertà che porta gli americani a mantenere come diritto fondamentale l'accesso alle armi libero e incondizionato, ma soprattutto su questo malessere giovanile crescente, su questo mondo di benessere che non è capace di produrre ragazzini gioiosi di vivere e liberi di crescere con la spensieratezza dei loro quindici anni.
Mi chiedo se sia un malessere proprio alla grande America, o un malessere diffuso in tutti i paesi super sviluppati.... Dobbiamo interrogarci noi genitori e cercare di ridimensionare le nostre
aspirazioni, partendo da un'unica fondamentale aspirazione di base: il far crescere degli adolescenti felici, che diventeranno degli adulti sereni e responsabili!

giovedì 22 maggio 2014

Forza e coraggio, la scuola sta finendo!

Siamo quasi alla fine dell'anno scolastico, onestamente non mi sembra vero, è volato alla velocità della luce, mi sembra ieri il momento della solita foto di rito del primo giorno di scuola e tra qualche
settimana anche questo anno sarà archiviato per le mie ragazze!
coro dei bambini italiani a Tokyo
E con la fine della scuola ecco tutto quello che ne consegue, qui come ovunque nel mondo, quelle settimane di follia tra mille spettacoli, feste, merende, colazioni, e chi più ne ha più ne metta....
concerto di violin di Federica
Certo con le grandi al liceo ormai le sollecitazioni sono minori, ma non del tutto mancanti, festa di fine nuoto, di fine ginnastica, mostra di foto, disegni... E come fare a dire di no. Contando gli anni sono ormai 14 quelli di onorato servizio da mamma di scolaro che corre tra una cosa e l'altra, al mio attivo ho di tutto e in tutte le lingue! E soprattutto negli ultimi 9 anni il tutto moltiplicato per tre ( non conto gli anni di nido che a loro modo erano già intensi!)...

Ma che bei ricordi, che bei momenti condivisi con gli altri genitori e con le mie bambine, che gioia vederle ballare, cantare, mostrare quello che hanno imparato durante i tanti mesi di lavoro.
corsa di Natale del Liceo franco giapponese
Per anni e anni sono stata attiva e partecipe, sempre pronta e in prima linea, da un paio d'anni ho un po' dato forfait... Sarà che le mie figlie stesse sembrano molto più felici a non avermi tra i piedi, la mamma che organizza tutto va bene a sette anni, a 15 rompe leggermente...
spettacolo di danza
Ho saputo tirami indietro e tutto sommato adesso ne approfitto da spettatrice, ogni tanto ho qualche piccolo senso di colpa, mi dico avrei potuto fare di più, propormi per qualcosa.... Ma poi passa.... Il senso di colpa è tipico dell'essere mamma, impariamo a gestirlo con il tempo!
Coro di Natale in India
Nei mie occhi comunque scorrono immagini di tanti concerti, di kermesse colorate, e festicciole improvvisate, condite da visini allegri di bambini arrivati al giro di boa di un nuovo anno e di sguardi gioiosi di insegnanti fieri del loro lavoro. Sono ricordi intensi e precisi, ai quali a volte penso con un po' di nostalgia...il tempo passa e i momenti meravigliosi della scuola materna ed elementare ormai sono già volati via....
video
Carnevale a Chennai

Mi rivedo e le rivedo nel bel giardino fiorito della nostra scuoletta in Normandia, tutti a muovere i primi passi nell'universo scuola! Ripenso alle magnifiche feste di fine anno organizzate a Tokyo, al concerto di Brassens e ai saggi di violino! È sempre nella mia memoria come se fosse ieri la festa di Natale in India, o l'immagine di quel gruppetto di bambini sul palco che canta "j'ai demande a la lune" davanti ad un pubblico al 90% indiano.j'ai demande a la lune  E poi ancora le bellissime feste del liceo internazionale con quell'atmosfera di apertura e tolleranza, tra un sushi e un piatto di lasagne!
Chiara ballerina... e il tutu l'ho fatto io!!
Adesso siamo qui, questa sera ancora una festa in programma, Camilla ha preparato un cartellone per l'esposizione nella classe di spagnolo, l'ha intitolato " mi vida en todo El mundo"...anche un mondo di festa!
Kermesse della scuola





teatro a Palo alto
feste varie dall'alto in basso Tokyo e Parigi





 

martedì 20 maggio 2014

ecco la famosa lista di Severgnini

Ne avevo parlato qualche post piu in là della bellissima conferenza di Severgnini a San Francisco. Era stata lo spunto per riflettere su cosa mi manca dell'Italia... questa e la sua lista completa che ho preso qui e vi propongo in toto qui di seguito.... non me ne voglia Severgnini e lo veda come un atto dovuto ad una lista stupenda che dovremmo rileggere tutte le volte che il nostro italico slancio viene meno!

Leggetela e rileggetela, sono sicura che troverete anche voi degli spunti di riflessione... Fa bene ogni tanto, soprattutto a noi italiani lontano da tanti anni dal nostro Paese, guardare con amore ai pregi di quest'ultimo, lasciando alle spalle tutto quello che dell'Italia non ci piace e che spesso, non nel nostro ma in tanti altri casi, è stato l'input per andare via! Chi vive all'estero sa fin troppo bene quanto a volte ci si vergogni un po' di essere italiani. Purtroppo siamo spesso sulla prima pagina dei giornali e non sempre per cose di cui andiamo fieri....però l'Italia è anche tutto quello che è elencato qui sotto, e forse lo è soprattutto!

Ecco perché, nonostante tutto, siamo felici di essere italiani.

1.    Perché siamo intelligenti, quando non diventiamo astuti
2.    Perché siamo intuitivi, se non cadiamo nella superficialità
3.    Perché siamo immediati, quando non diventiamo impulsivi
4.    Perché siamo imprevedibili, se non diventiamo inaffidabili
5.    Perché siamo geniali. Nessuno è altrettanto bravo a trasformare una crisi in una festa
6.    Perché siamo gentili e capaci di bei gesti (poi abbiamo difficoltà a trasformarli in buoni comportanti)
7.    Perché abbiamo gusto. Sappiamo istintivamente cos’è bello
8.    Perché, talvolta, anteponiamo l’estetica all’etica. E’ sbagliato, ma resta comunque uno spettacolo
9.    Perché siamo interessanti. Turisti, uomini d’affari, Angela Merkel: con noi non ci si annoia
10.   Perché nel mondo ti guardano. In Italia ti vedono
11.   Perché la campagna è un’educazione sentimentale (nord)
12.   Perché la vita è un saliscendi (centro)
13.   Perché il mondo è un’idea a colori (sud)
14.   Perché le città sono attraversate dalla storia e dalla gente
15.   Perché Milano è la nostra America, la terra delle opportunità
16.   Perché Trieste è il sud del nord, il nord del sud, l’est dell’ovest e l’ovest dell’est
17.   Perché Venezia fa credere a ogni turista d’essere un poeta
18.   Perché Genova sorride, mostrando i denti al mare
19.   Perché Firenze e Torino si sono svegliate
20.   Perché Napoli e Bari si danno le spalle, ma si rispettano
21.   Perché il caldo in Calabria è profumato
22.   Perché in Sicilia la linea più breve tra due punti è un arabesco (grazie, Ennio Flaiano)
23.   Perché la Sardegna ha un gran cuore e una gran pazienza
24.   Perché il traghetto verso Olbia è un viaggio al termine della notte
25.   Perché, come negli Usa, esiste un nord e un sud. Cercate Rossella O’Hara a Matera. Magari si chiama Samantha, ma c’è
26.   Perché il cielo di Lombardia, certi giorni, è più azzurro della maglia della Nazionale
27.   Perché Lucia Mondella è più sexy di una modella (ieri, ora e sempre)
28.   Perché abbiamo la testa in Europa, la pancia al vento e i piedi a mollo nel mare
29.   Perché d’estate fa più caldo e d’inverno fa più freddo. Così possiamo rinfrescarci, riscaldarci e lamentarci
30.   Perché le mattine hanno sapore di mare (Gino Paoli), il pomeriggio è azzurro (Celentano) e poi è una notte in Italia (Ivano Fossati).
31.    Perché abbiamo i tigli nei giardini, gli abeti sui monti e i papaveri nei campi
32.   Perché le Alpi, a un certo punto, si spogliano della neve e si lasciano guardare
33.   Perché i vip hanno le loro tane (dove sgomitano coi ricchi russi) e tutto il resto è libero
34.   Perché arriva il momento in cui spengiamo i motori e i risentimenti
35.   Perché il calcio è un gioco (ogni tanto)
36.   Perché tutti hanno giocato a calcio
37.   Perché i gusti del gelato sfiorano la metafica (puffo, amarissimo, basilico)
38.   Perché nei treni corre la vita (sui regionali, piuttosto lentamente)
39.   Perché negli aeroporti all’alba sembriamo una nazione ordinata
40.   Perché non tutti gli spettacoli all’aperto sono spettacolari, ma sono tutti all’aperto
41.   Perché nelle feste balliamo anche senza essere sbronzi
42.   Perché negli alberghi capiscono subito chi sei, e se lo ricordano
43.   Perché nei ristoranti lavorano uomini e donne, non robot
44.   Perché abbiamo il mare, le montagne, le colline, la pianura, città poetiche, isole profumate, fiumi vivaci e grandi laghi. Certo, mancano il Gran Canyon e la Grande Muraglia. Ma ci stiamo organizzando
45.   Perché gli italiani hanno saputo dipingere, scolpire, raccontare, cantare, recitare, arredare e vestire la vita
46.    Perché abbiamo scoperto l’America per caso
47.    Perché l’antica Roma era potente e la nuova Roma può essere divertente
48.    Perché a Milano c’è la Scala del calcio, e anche l’altra
49.    Perché abbiamo il “Corriere della Sera”, che segna il tempo di una vicenda che avanti
50.    Perché le famiglie sono alberghi e ristoranti, banche e assicurazioni, asili e ospizi (e resistono anche al Family Day)
51.    Perché gli americani si mettono in analisi, noi ci sediamo a cena con i figli
52.    Perché a tavola mettiamo pane, amore e fantasia
53.    Perché abbiamo insegnato a mangiare al mondo. Be’, forse non a tutti: ma ai francesi, agli inglesi e agli americani certamente sì
54.    Perché abbiamo cappuccinizzato il pianeta, e in Italia un caffè non si nega a  nessuno
55.    Perché abbiamo inventato la pizza, la Vespa, la Fiat 500, l’Olivetti Lettera 22 e la giacca da donna. Quando teniamo le cose semplici, non ci batte nessuno
56.    Perché molti ci criticano, ma tutti ci copiano
57.    Perché le chiese di campagna sono meglio di certi difensori della fede
58.    Perché l’Argentina è l’Italia alla seconda potenza e ci ha mandato un grande Papa e alcuni ottimi centravanti
59.    Perché abbiamo il capo di governo più giovane d’Europa, e chissà cosa combina
60.    Perché abbiamo il Presidente più anziano, e sappiamo quanto ha fatto
61.    Perché ogni tanto rovesciamo la bandiera (rosso a sinistra?!), ma le vogliamo bene
62.    Perché scriviamo leggi così complicate che talvolta ci dimentichiamo di rispettarle
63.    Perché siamo troppo indulgenti con imbroglioni e farabutti, ma li riconosciamo subito
64.    Perché siamo autocritici, se non diventiamo autolesionisti
65.    Perché abbiamo la Grande Bellezza che vince l’Oscar e la piccola bontà che fa girare il mondo
66.    Perché abbiamo il servizio sanitario nazionale, la scuola pubblica e i carabinieri
67.    Perché medici, infermieri, insegnanti e poliziotti lavorano molto per poco
68.    Perché c’è sempre qualcuno che prova a incoraggiare qualcun altro
69.    Perché la donna è mobile e l’uomo pure; i ragazzi, non parliamone. Viva lo smartphone!
70.    Perché accendiamo l’aria condizionata solo quand’è necessario
71.    Perché sappiamo pensare con le mani
72.    Perché i campi non hanno mai l’aria annoiata
73.    Perché dove le valli si aprono nella pianura qualcuno ha aperto una fabbrica che dà lavoro
74.    Perché intorno a Bologna e a Modena costruiamo macchine precise e romantiche
75.    Perché il Veneto è il nostro Texas
76.    Perché a Memphis ci copiano il caffè e la pizza, ma noi a Melfi gli facciamo le Jeep
77.    Perché all’università di Pavia i ragazzi studiano sotto le magnolie e il glicine
78.   Perché in ogni laboratorio del mondo ci sono un computer, una pianta verde e un italiano (prima o poi restituitecelo, però)
79.    Perché certi paesotti lungo le strade provinciali sono così brutti da diventar simpatici
80.    Perché camminare nelle città di notte produce un rumore interessante
81.    Perché le piazze sono salotti e sale d’attesa, mercati e assemblee, passerelle e palestre
82.    Perché abbiamo vecchie case bisognose di amore e manutenzione
83.    Perché, se vedete qualcuno con le mani in mano, c’è una spiegazione. Se le sta fregando e pensa: bene, adesso che si fa?
84.    Perché diciamo “criticità”, ma in fondo non siamo tanto critici
85.    Perché parliamo in inglese, soprattutto quando parliamo italiano (è più trendy, baby)
86.    Perché amiamo confondere chi ci giudica
87.    Perché sappiamo che quei giudici, talvolta, hanno ragione
88.    Perché siamo attirati dalle eccezioni, ma ogni tanto ricordiamo anche le regole
89.    Perché siamo resilienti, non ancora rassegnati
90.    Perché siamo convinti che nulla sia veramente impossibile (Berlusconi monogamo?!)
91.    Perché tutti sono rivali di tutti, ma in fondo ci sopportiamo
92.    Perché governare noi è come condurre un branco di gatti (ma i gatti hanno più personalità delle pecore, diciamolo)
93.    Perché le strade offrono un campionario di facce. Difficile sentirsi diversi, quando di uguale non c’è nessuno
94.    Perché abbiamo il senso dell’umorismo. E ridiamo di chi non ne ha
95.    Perché nulla è stabile, se escludiamo il provvisorio
96.    Perché ogni tanto ci cadono le braccia, ma poi le tiriamo su
97.    Perché siamo quello che gli altri vorrebbero essere, almeno talvolta. E non osano
98.    Perché lo donne italiane lo sanno
99.    Perché l’Italia è piena di ragazze e ragazzi italiani, e adesso tocca a loro
100.  Perché sorridiamo, nonostante tutto

lunedì 19 maggio 2014

Libertà e amore.....

Sabato sera sono stata ad una festa, bella, animata, piena di musica, con una vista stratosferica su una San Francisco sfavillante di luci. Ma non è della festa che voglio parlare, qui le feste si susseguono e alla fine si assomigliano, voglio parlare degli incontri e di uno in particolare.
Ho conosciuto una coppia simpatica con cui ho chiacchierato a lungo, una coppia di francesi in visita da amici comuni per qualche giorno, una coppia alla quel raccontavo il nostro percorso e il nostro
sbarco in America.... Loro adorano l'America, ne hanno parlato come di un paese in cui tutto è possibile, un paese aperto e tollerante... E ancora di più nella bella e soleggiata California in cui noi abbiamo posato le valigie!
Grazie all'America sono diventati genitori, facendo ciò che in Europa, o almeno in Francia e in Italia, non è accettato. Qui hanno trovato una mamma che ha  accudito per nove mesi con amore e cura quella che adesso è la loro bambina.... Loro non avrebbero potuto metterla al mondo, sono due papà, ma l'hanno desiderata con tutto l'amore con cui si desidera un figlio e l'ameranno con tutte le energie necessarie a farla crescere serena come tutti i bambini dovrebbero crescere.
Certo a San Francisco, nella Bay Area di coppie così se ne vedono tante, di coppie di mamma e papà che hanno con forza voluto formare una famiglia e questo Stato in cui la libertà dell'individuo è un valore primario, ha dato loro la possibilità di farlo, di essere genitori esattamente come le coppie eterosessuali, di poter realizzare quel grandioso sogno di avere un figlio da crescere insieme
Lo so che il tema fa discutere, lo so che c'è chi pensa che un bambino per crescere abbia bisogno di due figure distinte, di una mamma e un papà, con le loro differenze date dall'essere diversi... Ma è poi vero? Non basta l'amore, la complicità, la voglia di condividere? Non basta aver voglia di essere genitori e darsi al 100%? Non basta essere comunque equilibrati e responsabili al di la delle nostre scelte di vita? Penso di si.... E dopo aver visto l'amore negli occhi di questi due papà ne sono ancora più convinta, sono convinta che tutti abbiano diritto ad essere felici e se la felicità passa attraverso il desiderio di un figlio, tutti devono poterlo realizzare. Continuo a rimanere stupita dell'accanimento stupido in certi Paesi, primo fra tutti la Francia, dove famiglie intere hanno passato ore a manifestare contro le famiglie omosessuali, come se l'esistenza di queste coppie, di queste mamme e papà, potesse ledere al loro essere famiglia, coppia, genitori. Forse un giretto in California potrebbe aiutare ad aprirsi un po' la mente e a guardare a chi fuoriesce dai nostri canoni non come a qualcuno di diverso, ma semplicemente come a persone che hanno fatto scelte diverse dalle nostre, ma che hanno il pieno diritto di essere felici!

mercoledì 14 maggio 2014

Incontrarsi con le differenze

 
Nel mio post precedente ho parlato del multilinguismo nel quale siamo immersi in questa babele che è la Silicon Valley, non si riesce più a trovare una cultura dominante, tanto le diverse culture si intrecciano tra di loro con entusiasmo. E gli incontri che si fanno vanno tutti in questa direzione, mondi che si incontrano e riescono a trovare punti in comuni, personalità diverse che si ritrovano in questo essere qui a gestire le differenze. Certo, a volte, le barriere culturali sono un forte freno allo svilupparsi delle relazioni, ma in molti casi sono lo stimolo per rompere il ghiaccio ed andare oltre. La scelta di vivere in giro per il mondo è anche un po' questa, il mischiarsi ad altre culture superando ostacoli e lingue. Poi c'è il ritrovarsi con i propri conterranei, e spesso è un immenso piacere, quel conversare senza sforzi con naturalezza quel richiamo culturale che è uguale per tutti.... C'è il rischio però di chiudersi in un mondo a sé, che sopravvive anche senza tutto il resto.... e questo è l'errore da non fare...l'esperienza all'estero perde di consistenza, le viene a mancare quel l'integrazione con il resto del mondo, che la rende così unica!
Nei diversi paesi in cui ho vissuto ho visto gruppi mono linguistici e mono culturali chiudersi a riccio creando una barriera con il mondo esterno, avanzare solo e sempre tra di loro.... Il che alla fine limita molto nelle relazioni, se qualcosa non va devi fartela andare bene....
Fondamentalmente c'è chi ha abbastanza coraggio per partire lontano ma non altrettanto per ritrovarsi immerso nel nuovo... Mi ricordo quando in Giappone le prime volte andavo in piscina vicino a casa, una piscina giapponese, frequentata solo da giapponesi, in cui si parlava solo giapponese, e semplicemente iscriversi era un arrampicarsi sugli specchi. Portavo le bambine a lezione di nuoto, le riconoscevo da lontano tra tanti occhi a mandorla, mentre stoica aspettavo al di la del vetro, io, unica gaijin, straniera, tra tante altre mamme.... Ma in piscina ho fatto incontri speciali, con mamme che superavano loro stesse per scambiare due parole, e io tiravo fuori il mio giapponese stentato, ma con l'entusiasmo di relazionarsi....
Ci vuole curiosità quando si è lontani d casa, e la curiosità non è solo aver fatto il viaggio, ma anche guardar fuori dal finestrino e tendere la mano a quello che è diverso da noi, senza paura....

lunedì 12 maggio 2014

Dove sono gli americani

Qualche giorno fa ho buttato giù qualche riflessione sulla multiculturalità della Silicon Valley.
E proprio vero che viviamo al centro di un  mix di culture e lingue che in nessun posto prima avevo incontrato. Ne ho la conferma ogni giorno ed in qualsiasi situazione, al di là degli amici che frequentiamo che vengono da culture ed esperienze diverse, ogni occasione è buona per stupirsi di quanto varia sia la popolazione a Palo Alto e dintorni.
Trovo che tutto questo sia di una ricchezza straordinaria per noi e per le nostre ragazze, è il vero mondo moderno nella sua varietà culturale, dove l'integrazione esiste per tutti e dove si convive in armonia al di là delle proprie origini... sarebbe bello fosse così ovunque
potete leggere questa finestra sulla Silicon Valley qui su Expatclic e aiutarmi forse a trovare una risposta alla mia domanda: ma dove sono gli Americani???

giovedì 8 maggio 2014

Riflessione sull'Italia

Ieri sera sono stata ad un'interessantissima conferenza di Beppe Severgnini, Italians and Americans how we see each others....  non è dei suoi contenuti brillanti che voglio parlare, nè della bravura di Severgnini a mantenere l'attenzione di una sala piena di italiani e americani desiderosi di conoscere i suoi pensieri, voglio soffermarmi sugli spunti che il finale di questa conferenza mi ha dato! (della conferenza Severgnini stesso ne parla qui_)
Alla fine in modo divertente ci ha elencato 100 buoni motivi percui amiamol'Italia, mentre ascoltavo, mentre ridevo e applaudivo, beh mi sono messa a riflettere, io ,italiana girovaga ormai da una vita, sul mio Paese e sulla mia italianità!
Vorrei averla qui questa lista per presentarvela in toto bella e sincera, non c'è l'ho e allora penso alla mia di lista, un bell'esercizio ....più che i motivi per amare l'Italia sono,le cose che l'Italia la fanno amare a me e che mi mancano....immagini, pensieri, odori....
Cosa mi manca del mio paese in questo maggio 2014, 17 anni dopo la mia partenza
L'eleganza dei suoi abitanti
La passione che mettiamo nelle cose che amiamo
Le montagne spruzzate di neve che contrastano con il cielo blu terso che solo in inverno Torino ci regala
I portici delle città, belli e eleganti
Le panetterie con i grissini esposti, di tutti i tipi e il profumo del pane appena sfornato
Il gesticolare vivace della gente
I paesini splendidi pieni di storia
La ricchezza gastronomica che raramente si trova altrove
I tram che frenano rumorosamente ( e poi quando invecchiano vengono venduti agli americani che li utilizzano a San Francisco)
Il mare della Sardegna cristallino e caldo
Gli agnolotti
Le boutique ordinate
Le librerie animate
Il gelato di Pepino
Le piazzette piene di vita
I viali alberati che sembrano non finire mai
I mercati rionali, con i banchi colorati
I contadini di Porta Palazzo che vendono frutta, verdura e uova !
Le focaccine all'autogrill, in nessun altro paese al mondo si può viaggiare e fermarsi con
soddisfazione a mangiare in autostrada!
La schiacciata e la farinata
La nostra cultura classica, non mi sembrava importante a 15 anni, l'ho rivalutata a 40 suonati
Lo studio approfondito della storia a scuola, e anche della Geografia ( se penso che gli americani sanno a stento piazzare l'Italia su una carta, ed è la,più facile data la forma, non parliamo del resto)
La genuinità della gente del sud, con il cuore in mano
Le donnine sarde vestite di nero sedute sul bordo della strada a guardar passe le auto e il tempo...
Il lardo e la salsiccia fresca del macellaio della mamma
La passione che ci fa sentire italiani solo durante i mondiali di calcio e poi più nulla per 4 anni
Lo scrivere in corsivo ordinatamente sui quaderni ( qui è un dramma, scrittura e ordine)
Le italiane sempre troppo curate
Gli uomini in giacca e cravatta per andare al lavoro
Il respirare storia e cultura a spasso per qualsiasi città
L'edicola dove comperare riviste e giornali
Le scarpe italiane
Le trattorie di campagna
I salami
Poter andare a cena alle 9 di sera
Vedere animazione nelle città anche dopo le 22!
La voglia di vivere che ci caratterizza e la voglia di divertirci che ci anima!
Le nastrine del Mulino Bianco
L'olio extra vergine d'oliva
Il caos che ci contraddistingue
La capacità di risolvere problemi con il sorriso e tutto sommato uscirne sempre vincenti ( speriamo)
Le mie amicizie di sempre, quelle con le quali il tempo si è fermato e ritorniamo sempre come a vent'anni
Le chiacchierate al telefono con le amiche della mia mamma, mi hanno visto crescere e sono quasi delle amiche ormai
I miei cugini e quella complicità che rimarrà per sempre
Il sentirmi in un posto che amo, che è mio anche se non so se potrei mai tornarci
La mia mamma costretta da queste figlie ad avere sempre una valigia in mano, sempre piena di entusiasmo e di energie anche dopo un volo di 12 ore!
Il mio papà, che non c'è più neanche li, e che forse dall'alto mi guarda e sorride con la sigaretta in
mano, spero fiero di me...
La zia, sempre affettuosa e partecipe della mia vita
Mia sorella, che tanto in Italia non c'è neppure lei, ma mi manca lo stesso!
....
Ce ne saranno  altre ancora di cose che amo e mi mancano, dell'Italia, di Torino... Così di getto queste sono venute fuori in ordine sparso... Fa bene ogni tanto riflettere su tutto ciò, noi immersi ormai in un'altra vita, noi lontano dall'Italia da tanti anni, noi che guardiamo a ciò che succede nel nostro Paese sempre con occhio critico, pronti a trovare di meglio altrove.... Ma poi un po' di cuore, anzi un bel pezzo in Italia l'abbiamo lasciato!

lunedì 5 maggio 2014

leggendo tra le righe per scoprire il nostro nuovo Paese!

Nei diversi paesi in cui ho vissuto ho sempre cercato di appropriarmi di cultura e modi di pensare attraverso la lettura. Nella letteratura di un Paese c'è l'essenza del suo essere e la chiave di lettura di moltissimi comportamenti. È stato sempre per me il modo rapido e piacevole di appropriarmi del mio nuovo mondo. Così mi sono avidamente tuffata nella letteratura giapponese, divorandone autori da Tanizaky a Murakami, da Ogawa a Yoshikawa,  capendo attraverso le pagine e le storie, molti meccanismi propri alla cultura nipponica. Lo scambio poi con amiche giapponesi, partendo proprio da queste letture, mi ha aiutata ancora di più a penetrare negli usi e costumi di questo popolo culturalmente così lontano all'inizio ma nel quale ho poi trovato tanti punti di contatto.

un po' di Giappone in immagini, in quest'ultima tutto il senso di questo splendido Paese, combattutto tra tradizione e modernita.... le case moderne intorno ad uno dei tanti splendidi giardini tradizionali

In India ho fatto lo stesso, mi sono immersa in mondi fantastici tracciati con cura da Amitav Gosh, ho divorato il quadro di questo immenso Paese che ci si apre davanti attraverso le pagine di Shantaram, mi sono appropriata dell'India attuale e moderna con le novelle di Chetan Baghat. Sono andata in giro cercando di vedere ciò che i libri mi avevano messo davanti, ho sicuramente trovato molte risposte alle mie curiosità.

qualche imagine d'India nelle sue diverse sfaccettature dale spiagge paradisiache delle isole Andamane al traffico delle citta'

In Francia ovviamente le differenze culturali sono di minore entità, i nostri cugini d'oltralpe non sono tanto diversi da noi, ma anche in questo caso leggere autori di ieri e di oggi aiuta a cogliere le sfumature e a capire certi perché...
E l'America? Beh nell'America ci viviamo immersi, anche non vivendoci, libri e film ne veicolano i messaggi in tutto il mondo, entrano nelle nostre case senza bisogno di spostarci negli States! Siamo invasi dai messaggi americani ma tutto sommato c'è ne impossessiamo senza veramente capirli.... Allora qui in America, non potevo soffermarmi solo sulle letture per capirne meccanismi e atteggiamenti, avevo bisogno di andare oltre. Così ho fatto, sono tornata sui banchi con entusiasmo, un corso di scrittura, uno di storia e uno di cultura americana....sto veramente trovando spunti di riflessione interessanti, sto capendo certi meccanismi, indispensabili per impossessarsi di una cultura, e per sentirsi ( o non sentirsi) parte di essa!
Vivere in un paese vuol dire per me cercare di capirne veramente i funzionamenti, provare a integrarne certi modi di pensare, senza stravolgere la mia italianità o le mie radici culturali, ma vivere all'estero è una questione d'intelligenza, di apertura al mondo che ci ospita, di assimilazione dei suoi contenuti. Non diventeremo mai americani nell'anima, come non siamo negli anni n'è diventati giapponesi ne francesi ne indiani, ma nello stesso tempo non siamo neppure rimasti degli italiani puri, il nostro essere italiano è stato "intaccato" da tanti elementi nuovi, vorrei dire forse i migliori, incontrati nelle diverse culture sul nostro cammino.
Ecco perché quest'America letta e straletta nei libri, mi è venuta voglia di scoprirla un po' di più attraverso la sua storia, perchésoltanto attraverso il passato
si capisce il presente e capirlo aiuta ad accettare meglio anche ciò che in un Paese non ci piace!!
 
 
 

venerdì 2 maggio 2014

Il sapere riconoscere gli sforzi fatti!

In questi ultimi giorni della settimana ho fatto la mamma americana, spettatrice entusiasta alla competizione di ginnastica di giovedì per Chiara, e tifosa partecipe venerdì per la gara di nuoto di Federica con la Los Altos High che si è fatta massacrare dagli avversari! Ma questo non è il punto...


Ho già accennato a come qui lo sport faccia parte della vita dei ragazzi e del loro cursus scolastico, si fa sport, se ne fa tanto, e si inculca nei giovani un sano spirito di competizione.
Siamo ormai a poco meno di un mese dalla fine del nostro lungo e faticoso anno scolastico, tempo di esami e di festeggiamenti per i liceali dell'ultimo anno, i senior, pronti a volare con le proprie ali sulla strada del college. Le manifestazioni si susseguiranno dal ballo di fine anno alla cerimonia del diploma, passando attraverso tanti momenti, durante i quali dare a questi giovani il giusto riconoscimento per il loro percorso e la loro implicazione nella vita dell'high School.
C'è un momento molto bello al quale ho assistito in occasione delle due ultime manifestazioni sportive, appunto nuoto e ginnastica, le ultime a domicilio per entrambe le squadre, la cerimonia detta Senior recognition un momento speciale in cui i senior vengono premiati davanti a tutti i compagni di squadra e il pubblico presente. L'allenatore presenta i ragazzi ad uno ad uno dicendo due parole su quello che hanno fatto, faranno, sulla loro personalità.... Un momento carico di emozione per questi giovanissimi pronti a voltar pagina verso una vita tutta da costruire, spesso con davanti percorsi emozionanti ( ero abbastanza impressionata dai nomi delle future università dove questi ragazzini  poseranno le valige dopo l'estate) e il tutto accompagnati dai genitori, con qua e là anche qualche nonna emozionata...
Bello, bello saper spendere due parole su questi liceali che per anni hanno portato avanti con entusiasmo anche l'attività sportiva, dando con la loro partecipazione prestigio alla scuola stessa. Bello vedere che si va al di là delle performance e dei risultati valutando l'impegno e la costanza. Si chiede molto a questi ragazzi e soffermarsi cinque minuti individualmente su quello che hanno dato alla scuola è veramente un gesto bello.
Sono già piena di emozione all'idea che tra un anno sarà il nostro turno, e saremo li vicini alla nostra futura senior, che come i suoi compagni sarà pronta a spiccare il volo verso un futuro tutto da
scoprire!