domenica 27 aprile 2014

Fa molto Silicon Valley...

Fa molto Silicon Valley....
 incrociare per strada le macchine di google che vanno a zonzo da sole.... Ti chiedi sempre se il computer che le guida un giorno non incomincerà a dare i numeri e a mandare nel panico gli automobilisti Californiani...
Vedere  gente che passeggia con i google glass... E non capirne l'utilità....e il giorno dopo provarli e continuare a non capire a che cosa possano servire....

Camilla con I google glass
Fare la spesa comodamente seduti in poltrona ( questo si fa anche nel resto del mondo civile) ma riceverla davanti alla porta un'ora dopo senza costi aggiuntivi.... Prenderci gusto e avventarsi sull'ipad ogni volta che manca la marmellata.... Molto più divertente ordinarla così, che precipitarsi al supermercato....( sempre google....)
Scegliere il proprio ristorante preferito e farsi portare a casa la cena in 45 minuti, senza dover scegliere solo tra pizza al taglio e sushi di pessima qualità!
Vedere 30enni all'apice del successo e 40enni che possono permettersi di rimanere a casa in panciolle nell'attesa della successiva idea brillante.
Incrociare i sopracitati 30/40enne e scoprire solo dopo averci parlato, e averli trovati semplici e per nulla pieni di sè, chi sono...( in netto contrasto con l'italiano medio che se la tira appena pensa di aver fatto qualcosa fuori dal mucchio)
Vedere case a 3 milioni di dollari vendute in due giorni, come se ne costassero 200mila e più nessuno che si stupisce.... ( ancora più incredibile tenendo conto che qui il prezzo di partenza è proprio solo un prezzo di partenza e si sa che in media lieviterà abbondantemente) E di conseguenza parlare di case a 3 milioni di dollari come se ne costassero un quarto e rendersi conto che certe dimensioni ti sfuggono di mano....
Non stupirsi più quando ti passa vicino una macchina elettrica, e incominciare a stupirti se non ne incroci una....(Tesla ovviamente)
Respirare tecnologia avvolti nel verde campestre...
Vivere in mezzo a tutto quello che è nuovo tecnologicamente e fare come se fosse normale.... Quando si sa che tutto il resto del mondo ci arriverà un po' più tardi.... Ci si abitua bene e in fretta!
Uscire di casa in crocs e pantaloni da ginnastica sapendo che nessuno ti giudicherà... E di conseguenza non soffermarti più neppure tu sulle apparenze...
Metterti un paio di belle scarpe e sapere che sicuramente nei dieci minuti successivi qualcuno ti farà i complimenti per quelle scarpe li.... Ovviamente questo qualcuno sarà uno sconosciuto...
Constatare che i tre quarti delle persone che incontri hanno rischiato qualcosa nelle loro avventure professionali: correre il rischio fa parte del gioco, e essere qui spesso vuol dire aver corso il rischio...


mercoledì 23 aprile 2014

i super tifosi!


Gli Eagles sono le squadre sportive del nostro liceo
 
 






L'ho gia detto in qualche post precedente come nel sistema scolastico Americano lo sport abbia una notevole importanza. Di sport se ne fa tanto, sia durante le ore normali di scuola, sia al  di fuori dell'orario prettamente scolastico, ma spesso comunque inquadrato all'interno della scuola.
Nella mentalità americana un bravo studente deve anche essere sportivo, o almeno provarci... qui non e' sufficiente avere dei bei voti, ci vogliono i bei voti ma conditi con mille attività extra e lo sport ha la parte del leone.




Alle scuole medie e al Liceo i ragazzini trovano pane per i loro denti in molteplici attività agonistiche che spaziano dalla corsa al tennis, dal nuoto alla ginnastica. Il tutto è fatto in modo serio e estremamente intensivo, due ore di allenamento al giorno, inquadrati da coach che inculcano loro un sano spirito di competizione e dei principi ottimi che li aiuteranno ad andare avanti nella vita al di fuori dello sport!
Le gare, partite,. manifestazioni si svolgono tutte in un ambiente festoso dove lo spirito sportivo regna sovrano,  i genitori tifano in modo civile e non lesinano applausi anche alla squadra avversaria....
quando mi capita di leggere di genitori furiosi che in Italia invadono il campo e picchiano l'arbitro, penso a noi qui dove tutto sembra svolgersi all'insegna solo dello sport sano e positivo!
Ovviamente c'è competizione e anche fortissima, i ragazzi hanno un forte spirito di appartenenza  ai colori della loro scuola e competono per il suo prestigio, danno il meglio perchè il loro liceo arrivi ai vertici, per portare la coppa nella bacheca della scuola, per battere le altre scuole, e in questo modo dimostrare che non solo nel proprio liceo i ragazzi sono brillanti dal punto di vista intellettuale, ma eccelgono anche nello sport.... mens sana in corpore sano è il motto giusto delle scuole americane.
Molti genitori spingono I figli verso lo sport agonistico molto presto, anche perche a volte, se si è bravi, si possono ottenere borse di studio per college prestigiosi....moltissimi di questi genitori dedicano gran parte dei loro week end a seguire i pargoli da una parte all'altra della città e a volte
anche dello stato, per incoraggiarli a dare il meglio di sè....
Questi genitori ci sono sempre, pronti a dare una mano per la squadra, super implicati nell'organizzare la trasferta, la merenda, il tifo.... una vera vocazione! E non solo i genitori, ho visto una coppia di nonni arrivare sugli spalti della palestra muniti di maglietta da tifoso e di super seggiolino per installarsi comodamente, dei veri professionisti!
Ammetto che in questo mi sento poco americana, mi fa piacere che le mie figlie siano implicate in questi meccanismi, le supporto volentieri e le spingo a dare il meglio quando c'è una competizione... fa parte della loro crescita e accolgo con entusiasmo questo  spirito positivo che circonda tutti questi avvenimenti... pero non riuscirei mai a incentrare il mio tempo libero sulle loro manifestazioni sportive.... ci sono ma senza esagerare!
Mi piace però far la parte del tifoso che non solo osserva gli atleti in gara ma anche il pubblico di mamme e papa in assoluta trasformazione di fronte alle prodezze del proprio pargolo e compagni....
beh allora mi immagino questi genitori magari seri e discreti fuori dal contesto sportivo, che indossano fieri la maglia della squadra e ritornano un po' bambini, lì sugli spalti con un caffè starbucks in mano e la macchina foto nell'altra!


lunedì 21 aprile 2014

Pigiamone!

qualche giorno fa ho scritto  questo per expatclic.com
il mio sguardo ironico sulla trasandatezza dilagante qui nella Silicon Valley....
pigiama SI!

e questa mattina ne ho anche vista una di signora in vestaglia e scalza.... attraversava la strada per andare a chiacchierare con la vicina di fronte!!
fantastico!

lunedì 14 aprile 2014

le donne expat!

 Ah la vita d'expat... Quante volte ci si sente dire che abbiamo la vita facile e che non sappiamo a cosa la vita vera assomigli! Ah quanto spesso si faccia di tutta l'erba un fascio e ci si butti a capofitto in certi cliché, quelli che vogliono gli expat e soprattutto le mogli expat, come oche gaudenti che circondate da uno stuolo di domestici passano il tempo tra piscina, tennis e momenti ludico ricreativi, sconnesse dalla vita reale e ben felici di esserlo!

Come certi stereotipi possano essere veri e falsi nello stesso tempo! Al giro di boa del mio 17esimo anno da expat posso dire che ho visto di tutto, ho visto donne, perché di queste soprattutto parlo, spesso al seguito e spesso perse in un espatrio forzato, beh donne ricadere in pieno in queste tristi descrizioni, ma ne ho viste tante altre tirarsene fuori degnamente e anche in posti più consoni ad una vita di ozio e godimento!
Certo essere expat in certi Paesi di Africa e Asia, come anche in certe parti dell'America latina, è ben diverso da espatriazioni in Europa e negli Satti Uniti dove spesso  si vive una vita più con i piedi per terra per forza di cose... Non è sicuramente semplice vivere in certi contesti ed è molto più facile farne astrazione immergendosi pienamente in una vita solo di expat.... È un modo di proteggersi da quello che ci sta intorno, è l'istinto di sopravvivenza che ci porta a agire così.... Io ci sono stata in Paesi così, in India, ho toccato con mano cosa vuol dire veder scorrere dietro al finestrino dell'auto un mondo duro, di miseria e sofferenza, facile correre ai ripari e chiudersi tra quattro mura dorate, un aperitivo in mano e un gruppo di amiche con cui chiacchierare del più e del meno a bordo piscina, ed è anche facile cascare in discorsi inutili che spaziano dalla maid che mette poca energia in quel che fa all'organizzazione del prossimo viaggio.... Fa molto stereotipo, ma è così, l'ho fatto pur rimanendo me stessa, ne ho riso allora e soprattutto ne rido adesso.... Ma è stato utile per uscirne indenne...
Tutto sommato ci si rinchiude in un piccolo mondo dorato per certi momenti come per mettere la vita tra parentesi e riprendere fiato.
Poi certo bisogna essere capaci di guardare in modo ironico a questa vita così fuori dal contesto in cui si vive, a questi problemi che non sono problemi e ai discorsi futili per occupare le giornate.... È
questione di intelligenza....
Nei paesi duri aiuta a vedere il positivo, in altri è fuori luogo ma esiste e ha i suoi perchè!
In Giappone mi dava più fastidio, tutto sommato eravamo quasi noi quelli guardati come terzo mondo, ma in Giappone certi espatriati tendono anche a perdere un po' la bussola e a lasciarsi annebbiare da vite troppo agiate e facili, allora li si che si casca nel cliché e dà anche un po' fastidio.... Alla fine del mio terzo anno a Tokyo mi indisponevano un po' le expat che si lamentavano di continuo tra un caffè e un pomeriggio di shopping....come se la vita facesse loro solo grandi torti sottoponendole a corvée senza fine ai grandi magazzini mentre la maid di turno cercava di star dietro ai bambinetti innervositi da madri assenti....
Ma anche qui sono stata tollerante e non ho giudicato, tutto sommato mica tutte sono capaci di mollar il vecchio mondo, imballare la casa, lasciare a volte carriere ben installate ( eh si perché non è detto che chi sembra un'oca in espatrio lo sia poi nella vita vera o lo sia stata nella vita precedente) e seguire il proprio compagno in un posto in cui non solo non si capisce nulla ma agli inizi si ha pochissima autonomia, incapaci di affrontare da soli un qualsiasi ufficio amministrativo e dove anche comperare il latte nei primi tempi può creare problemi....
Concediamo a queste donne un momento di sosta, concediamo loro una pausa tra due vite normali.... Inquietiamoci solo se non sono capaci di guardarsi con un po' di ironia, in questo caso soltanto c'è da preoccuparsi....
In Europa come in America la situazione è spesso diversa, nel primo caso essere expat in Europa per un europeo ha sicuramente meno vantaggi economici, insomma si vive come gli altri in mezzo agli altri e se ci si ritrova tra expat e più per sentirsi un po' a casa che per fare programmi di viaggio mirabolanti o discutere di giardinieri fannulloni.... Può esserci arroganza, ma si ha tendenza a perdere meno la bussola....
In America, o l'ameno in questo angolo di mondo particolare che è la Silicon Valley mi sembra invece che tutti i cliché sulle donne expat al seguito siano felicemente disintegrati.... E qui sicuramente ci sono expat con molti ma molti più mezzi economici di quelli incontrati in Asia, ma forse il contrasto con il resto è meno stridente, ci si fonde nella massa, e allora l'immagine che le donne al seguito danno è quella di donne attive, con le teste ben fatte, non che negli altri posti non lo siano, ma qui lo fanno vedere, non mettono idee e progetti nel cassetto per passare la giornata nella boutique Armani o nel caffè alla moda, qui fanno questo e quello, passano il pomeriggio al caffè ma mettendo sul piatto idee brillanti!
Che qui venga fuori la vera essenza della donna la seguito, quella che per amore ha mollato tutto a 20/30 o 40 anni, quella che è stata di sostegno all'uomo brillante che si è scelta come compagno, appoggiandolo nelle fasi cruciali di folgoranti carriere, mettendosi tra parentesi come professionista, per fare la moglie, la confidente e la mamma? Forse si!
Bisognerebbe farne un'elogio a queste donne che sanno rinunciare spesso a un qualcosa per seguire un progetto di vita, a volte forse appaiono leggere e frivole a volte tristi e disincantate, ma non sono mai da giudicare, hanno dimostrato di avere le palle scegliendo strade non facili, mettendo migliaia di chilometri tra loro e tanti affetti, mettendo nel cassetto sogni intimi per tirarne fuori altri di coppia, di famiglia, progetti di vita magari diversi da quelli pensato all'inizio... Allora concediamo loro il lusso di una pausa in piscina, di quattro chiacchiere su niente, sappiamo benissimo che sono profonde e intelligenti altrimenti non sarebbero in giro per il mondo!

giovedì 10 aprile 2014

benedette allergie

piu che un tema da expat è un tema tout court!
che barba queste allergie, ma come mai quando ero piccola nessuno parlava mai ne' di bambini che non potevano mangiare ricchi dolci pieni zeppi di uova fresce di gallina, ne' di sternuti a raffica a tenerci compagnia nei primi giorni di primavera?
Mah....cos'è cambiato da allora? Possibile che non se ne parlasse? Non credo, credo che tutte queste allergie siano il frutto del progresso, della vita moderna e comoda con i suoi mille pro... e ovviamente qualche contro...
qui in America di allergie se ne parla e straparla, a scuola vivono nel terrore che il piccolo allergico di turno possa per distrazione venire in contattao con una bricioletta di dolce che come minimo ha le uova e nel peggiore dei casi il nemico numero  uno della generazione americana 0-15: la nocciolina!
ci sono tavoli separati al momento della pausa pranzo per i bambini con allergie, benché venga richiesto e ripetuto all'infinito  di evitare di dare anche ai non allergici alimenti con cose che potrebbero  far male agli altri....
insomma un incubo!
finiti i bei tempi in cui le mamme confezionavano buone torte casalinghe... adesso sono stravietate e, non lo fossero, nessuna persona sana di mente si prenderebbe la briga di correre il rischio di mandare  all'Emergency il compagnetto di turno... tanto più che in America poi con le denunce non si scherza...
insomma viviamo nel problema allergie, e in casa siamo  un po' tutti allergici a qualcosa... per ora l'unica "salva" era la piccola di casa!
La tosse e il raffreddore persistente delle ultime sei settimane ci hanno però portati a pensare che una qualche allergia fosse lì sul nascere....
 appuntamento al centro di Allergie e Asma della California, una cosa seria...di quei posti che mi fanno venire l'orticaria già dalle pratiche amministrative (eh si sono allergica a tutto questo)...
mi sono presentata con il solito formulario del nuovo paziente che per fortuna ti stampi e compili a casa perché altrimenti per l'appuntamento delle nove del mattino dovresti andare li alle sette! formulario in una mano e nell'altra la carta dell'assicurazione... senza si sa non si va oltre la porta...
Poi come sempre pesi e misure, temperatura e pressione, ossigeno nel sangue e cosette varie..... Anche qui sono sempre perplessa dalla perdita di tempo, ma se vai perché ti sei storto un dito perché devono perdere tempo con mille pratiche assurde solo perché così è previsto dal protocollo?
Comunque va beh si fanno lavorare gli infermieri, che sono coloro che si gestiscono la prima fase, quella di preparazione del paziente all'arrivo del medico che poi fa una visita rapida e riaffida il tutto all'infermiera per la fine delle cure....
Camilla è stata sottoposta a tutti i test possibili che hanno evidenziato diverse allergie, acari, erba, pollini vari, muffe e anche un pochino al pelo del gatto... Ma siamo sicuri che non lo sia assolutamente a quello della micetta di casa!
Insomma adesso anche lei rientra ufficialmente tra i bambini allergici che ormai invadono gli States...e per noi il dilemma sul fare o non fare una de sensibilizzazione che sembra eterna, oltre un anno di iniezioni settimanali, e soprattutto non affidabile al 100%... Ci penseremo ... La speranza è che  anche lei, come è successo a me, di punto in bianco così com'è diventata allergica non lo sia più e possa tornare a dormire sonni tranquilli tra peluche e cuscini abitati da acari feroci e a fare capriole nel prato senza avere un fazzoletto in mano! Per ora copri materasso anti acari, antistaminici e pic mi rigorosamente solo alla spiaggia!
Wait and see.....




sabato 5 aprile 2014

Sempre sul reinventarsi.... Botta e risposta tra blogger!

Un giochetto lanciato da Mamma-manager tra blogger ben riflette il mio post precedente sul reinventarsi.....e conferma la tesi sull'attualità dell'argomento....

Ecco qui le domande di mamma manager a tutte le altre bloggermammedisperate disperse in giro per il mondo
1) sono mamma di? 
Federica, Chiara e Camilla, 16, 14 e 12 anni, nate e cresciute all'estero tra
un paese e l'altro, vagabonde un po' ormai nell'animo come i loro genitori!
2) prima di essere mamma ero? 
Ero come sono adesso ma con 17 anni di meno! Le mie figlie mi hanno aiutato a rimanere la ragazzina che ero con in più la maturità necessaria per farle crescere.... 
3) ora sono? 

Direi una donna felice! Guardo indietro con entusiasmo e davanti con la stessa passione..... Sono sicuramente meno impulsiva di una volta, con gli anni si smussano gli angoli, ma mantengo la gioia  e le energie per reinventarmi ogni giorno e partire alla scoperta del nuovo!
4) reinventarsi ogni giorno come? 

Alzandosi al mattino senza rimpianti, cercando in se le energie per fare qualcosa di interessante che ci faccia andare a letto felici! Avere dei figli adolescenti aiuta poi a tenersi mentalmente attivi, il dialogo e la discussione ti fanno crescere anche a 40 anni.... E uno non finisce mai di imparare ...
5) domani spero di realizzare? 

Ho ancora tanti sogni del cassetto, spero di realizzarli e nello stesso tempo di averne sempre di nuovi da tenere li in attesa.... Una vita senza sogni sarebbe triste...
6) consiglio a tutte le neo mamme che reinventarsi oggi si può! Si o no e come.... 
Certo l'importante è mantenere l'entusiasmo e non rimanere legati al passato. La vita va vissuta guardando aventi e soltanto così si potrà fare qualcosa di nuovo! I bambini poi danno una gran carica e sono la spinta per provare sempre a noi stessi che possiamo farcela.... Già il fatto di sopravvivere fino a sera a volte è un bel risultato! E poi per le neo mamme è importante capire che una mamma deve saper conservare i suoi spazi, le sue passioni, non è perché si diventa mamma che ci si annulla come persona....ritagliate dei momenti per voi per reinverntarvi e anche i bambini saranno contenti di non avervi con il fiato sul collo!


giovedì 3 aprile 2014

L'arte di reinventarsi

Non so se ne ho già parlato, forse si, perché è un argomento che non solo mi sta a cuore ma che soprattutto interessa tantissimi expat e tantissime donne che con la partenza si trovano di fronte ad un bivio di scelte professionali. Quello che leggo, spesso tra le righe di certi messaggi, è la paura di ritrovarsi a fare altro rispetto a quello per cui si è studiato o ancor peggio rispetto al mondo lavorativo sicuro all'interno del quale si è sguazzato per anni!
Io ho avuto la fortuna di partire relativamente presto dall'Italia, di aver solo abbozzato a grandi linee, prima del mio salto all'estero la mia vita professionale..... Sbarcavo oltralpe senza grossi rimpianti professionali e con tutte le porte aperte davanti a me....
La scelta era un'altra, il come conciliare una vita di famiglia nascente, ero incinta di 4 mesi, con i sogni di carriera di una ragazza di 27 anni , catapultata in un mondo nuovo e senza appigli...
Ho capito in fretta che la chiave del successo e del mio benessere psicofisico era nella capacità di reinventarsi qualcosa, plasmandolo sulla mia nuova situazione e su quello che il nuovo paese poteva offrirmi....il tutto senza grossi rimpianti.
Spesso è difficile pensare alla possibilità di fare altro, si ha paura di non farcela, si resta attaccati a vecchi schemi, ci si chiede dove trovare le energie per ricominciare a volte anche da zero.... Lo sguardo di chi ci sta intorno può spaventare e ancora di più l'occhio critico di chi è rimasto in Patria che puoi vedere certe scelte come dei ripieghi: ma come hai studiato da ingegnere per poi fare marmellate da vendere al mercato?
Ebbene si!
Osare per me è la parola chiave di tutti coloro, uomini o donne, che si trovano a fare la scelta di seguire i sogni professionali di un compagno o una compagna.... Saper guardare oltre i sicuri schemi di vita che condizionano spesso azioni e parole.... Saper andare al di là delle proprie capacità conosciute per riscoprirsi diversi da come in realtà siamo...
Quando studiavo all'università avevo a priori scartato l'insegnamento, sbocco abbastanza ovvio per
un laureato in Lettere, appena laureata oscillavo tra il marketing e il lavoro in agenzie di pubblicità,
senza mai pensare ad un'alternativa che mi portasse verso la scuola... Non mi piace insegnare non potrei mai farlo, era un ritornello chiaro e preciso nella mia mente
Poi sono partita a Parigi, con il mio pancino che si arrotondava giorno dopo giorno, mesi di riflessione forzata a godermi la mia prima maternità...
Con l'arrivo di Federica i primi interrogativi sul futuro, su quello che veramente avrei voluto fare, vedendo come tra il prima e il dopo di lei ci fosse stato veramente un salto nella mia mente,,un cambiamento... Lei era diventata la mia priorità, pur non abbandonando ovviamente la voglia di avere le mie soddisfazioni professionali!
Ho insegnato per anni a modo mio, con i miei schemi, ho messo in piedi un progetto che guardandolo
 adesso dopo anni mi riempie di orgoglio, ho messo insieme le mie competenze con il fatto di essere mamma, la mia esperienza all'estero e gli incontri con donne come me, l'osservazione di mia figlia che cresceva tra lingue e culture diverse, confrontandola con bambini monolingue che stupiti quando
mi sentivamo parlare in italiano mi chiedevano se parlassi inglese....
Sono andata al di la dei disegni iniziali che si erano combinato nella mia testa, proprio perché non
avevo previsto i vari spostamenti e le nuove opzioni che la vita mi avrebbe messo davanti....
Chiudere l'associazione e ripensarmi in altri termini non è stato facile, ma anche in questo caso ho tirato fuori le energie fregandomene dei condizionamenti esterni, senza far peso a chi poteva guardare  in modo strano il mio saltare di palo in frasca nelle mie attività!
Ho insegnato la cucina italiana con entusiasmo, ho imparato ad apprezzare soddisfazioni diverse, ho affrontato studentesse giapponesi diligenti e cuochi con la voglia di migliorare il proprio bagaglio di conoscenze relativo ala cucina del Bel Paese.... Non mi è importato fare altro e farlo in modo nuovo, ho scoperto nuove passioni e nuovi sbocchi....
Poi c' è stata l'India e un nuovo terremoto nella mia vita professionale, interrogativi senza risposta e paura di fare un buco nell'acqua.... E invece chissà come ho trovato ancora le energie per reinventarmi.... Lo spiego bene Qui in questo articolo che ho riscoperto ieri ( cascava a pennello con
quello che stavo scrivendo sul blog!)
Adesso a 17 anni dalla prima partenza, a 17 anni dai primi interrogativi, forte di tante esperienze
ognuna ricca di stimoli, forte di incontri che mi hanno portato a dar vita a bei progetti, alcuni brevi,
altri meno.....
Sono stata capace di guardare al di la del mio pezzo di carta, delle mie voglie iniziali dei miei primi sogni, sono stata capace di adeguarsi in solo a questa vita stimolante che ci siamo scelti ma anche alle esigenze i una famiglia da far crescere e da rendere serena e stabile....
Forse solo tra 20 potrò trarne delle conclusioni, per il momento ho solo voglia di dire a chi parte e riparte che non si deve aver paura di ascoltare il cuore e di tuffarsi in avventure un po' pazze infrangendo i progetti iniziali.... Le possibilità che l'espatrio ci offre sono ricche di sorprese .... Cogliamole...