domenica 30 marzo 2014

navigando verso il college!

Tempo di primavera, tempo di scelte universitarie, l'anno scolastico si avvia al termine a grandi passi. Poco più di due mesi ancora e a metà giugno le meritate vacanze.... Un anno importante per la nostra licela più grande, il penultimo anno di High School, anno chiave per i giovani americani. le applicazione ai college si faranno in autunno e i voti di questo penultimo anno saranno parte del biglietto da visita per l'accesso al college, oltre che i risultati nei vari test SAT ( esame paragonabile alla maturità dove vengono valutate le conoscenze globali in inglese e matematica, al quale si aggiungono un paio di SAT subject, che valutano le competenze in un paio di materie scelte dallo studente solitamente con una certa coerenza con il percorso universitario ipotizzato...)
Ultimi mesi un po' stressanti che ci  proiettano con un po' di ansia in dirittura finale con i dossier da preparare per novembre e poi la lunga attesa fino a marzo 2015 quando si saprà dove la nostra fanciulla poserà i bagagli per i successivi anni di studio...
Un mondo assolutamente nuovo che pian piano cerchiamo di scoprire e rendere nostro, un po' con gli scambi con chi come noi ci sta passando o ci è appena passato, un po' grazie al sistema informativo messo in piedi dal Liceo stesso.
L'altra sera abbiamo seguito a scuola una serie di conferenze tematiche su argomenti vari legati al college, alle scelte, ai costi, ai programmi, e via dicendo.... Certo pensavo a me stessa in coda alla segreteria di Palazzo Nuovo, con i miei moduli in mano e il bollettino postale timbrato, testimone del pagamento delle mie tasse per il mio primo semestre.... Alla fine della coda avrei stretto in mano il mio libretto bordeaux e me ne sarei andata felice......
Sarà diverso per lei questo percorso del combattente, dove non basta essere brillanti per avere la certezza di fare quello che vorrai e soprattutto di andare a finire dove vorrai....
Comunque estremamente interessante per noi la caterva di informazioni ricevute, ogni nuovo input ci serve a vederci un po 'più chiaro!
Come scegliere le università nelle quali inviare i dossier non sarà semplice. La scelta è vastissima, ormai da mesi Federica riceve dalle due alla quattro brochure pubblicitarie di college che su carta patinata cercano in poche righe e belle foto di attirare studenti, ne riceviamo di tutti i tipi, dalle ottime alle più sgalfe, dal quelle in posti da sogno ad altre perse nel mezzo degli States ce ne sono legate ad orientamenti religiosi ed altre note in tutto il mondo.... Raccogliamo ogni pubblicità in una scatola, anche le brochure meno interessanti, un po' per capirci qualcosa un po' per gioco perché ci diverte questo lato commerciale nuovo per noi....
Ci consigliano di andare a visitare i campus o almeno di visitare bene i siti web di ogni università per capire se veramente è quella giusta, per ora a parte Stanford che è a due passi da casa e farebbe sognare chiunque ( ma non eccessivamente la nostra ragazza), abbiamo visitato il campus di NYU ( New York University), che è una delle sue preferite.... E direi che l'essere immerso nella straordinaria atmosfera di  Manhattan fa pendere l'ago della bilancia....
Per il momento cerchiamo di assimilare tutti le informazioni raccolte e devo dire che ora come ora la più chiara nella nostra testa e" che dobbiamo essere pronti da qui all'estate 2015 a tirar fuori quei 50000$ all'anno per la sua educazione universitaria.... E siamo solo alla prima delle tre!!




sabato 29 marzo 2014

Parchi e giardini...

La natura californiana non finirà mai di stupirmi, paesaggi da sogno, riserve naturali di uno splendore unico, una natura fenomenale che ci circonda e arriva a sfiorare quasi la porta di casa... Qui non serve andare troppo lontano per stupirsi ed entusiasmarsi ...

spazi d'acqua

A poco più di 15 minuti da Palo Alto c'è un meraviglioso giardino, anzi una tenuta degli inizi del Novecento avvolta in un quadro di Monet! Tra tulipani e rose.....
selfie madre figlia!
Si chiama Filoli, era da tempo che volevo farci un giro, scoprirne il fascino....ieri ci siamo concesse, la mia mamma ed io, un bel giretto in questo giardino fuori dal mondo....
Dopo il terribile terremoto di San Francisco nel 1906, molte famiglie agiate si trasferirono nella Peninsula, e vi fecero costruire bellissime e imponenti tenute avvolte dalla splendida natura locale, che all'epoca immagino dovesse essere ancora più selvaggia e incontaminata.
entrando in giardino
Filoli è la sola di queste tenute conservata come la vollero i suoi primi proprietari, il Signore e la Signora Burn, che ne affidarono la costruzione al famoso architetto dell'epoca, William Polk. Il giardino venne invece concepito da Bruce Porter che lo disegnò in stile rinascimentale, unico esempio in California
la nonna tra I fiori
Il nome Filoli nasce dalle prime lettere delle parole chiave di quella che fu la frase più amata( o il pensiero) dal Signor William Bowers Burn II, proprietario della più grossa miniera d'oro di California
"Fight for a just cause, love your fellow man, live a good life" : FIght, LOve, LIve!
I primi proprietari vissero a Filoli fino al 1937 e vendettero la tenuta ai coniugi Roth che ne mantennero il design originale. la signora Roth era un'appassionata di giardini e ottenne anche diversi premi  dal Garden club of America.
nel 1975 la tenuta venne donata al National Trust for Historic Preservation con lo scopo di mantenerne intatta la bellezza per trasmetterne i valori alle generazioni future....
E devo dire che la tenuta e il parco circostante sono mantenuti in tutto il loro splendore, scoprirne i giardini e gli spazi stessi della meravigliosa casa sono un vero tuffo nella bellezza, nel profumo, nella pace data da una natura così rigogliosa e colorata...
Passeggiare nei vialetti è un immergersi ad ogni passo in un. Mondo d'altri tempi tra fiori e piante di vario tipo, avvolti in  profumi leggeri .... senza fiato....


martedì 18 marzo 2014

appuntamento dal veterinario!

Fin qui abbiamo avuto l'immenso piacere di scoprire le mille sfaccettature del sistema sanitario americano, ne ho criticato ampiamente i costi senza senso, ma anche apprezzato l'efficacia....ho imparato a non precipitarmi dal medico per una minima cosa( in realtà non mi sono mai precipitata, ma se prima aspettavo un giorno o due adesso aspetto anche più a lungo!)e l'automedicazione è entrata in casa nostra, come in quella di ogni americano che si rispetti...
Non avevo però ancora sperimentato in modo serio il sistema veterinario. devo dire che la micetta con i suoi tre anni appena compiuti sprizza salute da tutti i pori e a parte la visita di rito per il vaccino annuale e il controllo di routine( peso, sempre eccessivo, e varie cosette) non ha mai avuto bisogno di nulla di particolare e il simpatico veterinario dall'accento texano l'abbiamo visto in una sola occasione giugno scorso....
Ma mai dire mai....
La micetta si è ammalata di cosa non si sa, per il momento, ma di colpo il mondo medico veterinario ci si è aperto davanti e con esso i suoi costi esagerati e la sua organizzazione all'americana....
Prima di partire per gli States mi ero proprio fatta delle domande su quanto ci sarebbero costate le annuali visite mediche per la dolce e pelosa Macaron, conoscendo i costi tremavo all'idea.... Poi dopo la visita di routine tutto sommato avevo trovato le tariffe allineate su quelle europee o almeno sulle francesi e mi ero tranquillizzata...
Beh errore, qui con cure e medicine non si scherza e neanche i poveri animali hanno diritto a cure a prezzi civili....
gattina in ospedale....
Ma come funziona la visita dal veterinario? Esattamente come per gli umani, prima si passa sotto lo sguardo indagatore dell'infermiera che fa pesi, misure e recupera tutte le informazioni sul malato, poi si vede il medico che visita, per poi ripassare all'infermiera che esegue cosa ha detto il medico o da la prescrizione per le medicine, ecc ecc...
Per gli umani della famiglia questo approccio mi ha dato dall'inizio l'orticaria, lo trovo molto molto impersonale e il contatto con il medico ridotto al minimo...ho bypassato il tutto trovando una bravissima dottoressa europea che riceve, visita e comunica come siamo abituati noi....
Per la micetta purtroppo ho dovuto sottostare alle abitudini locali e devo dire che il veterinario è molto comunicativo.... Purtroppo a causa del suo accento texano mi perdo la metà di quel che dice ma capisco l'essenziale e quando gli ho portato micetta ho capito subito che qualcosa non andava.... Se l'è tenuta in day hospital tutto il giorno con flebo e esami vari per poi la sera dirmi che doveva essere trattenuta in osservazione, ma visto che lui fa solo servizio diurno e anche la nurse se ne va a casa per cena, mi ha orientata verso la clinica di notte, aperta dalle 20 alle otto in settimana e tutto il week end ( quando gli altri veterinari si riposano insomma) e così mi sono presa Macaron, la flebo e il dossier con gli esami per precipitarmi alla clinica serale.... Ancora ignara ahimè dei costi allucinanti.....
Accoglienza cinque stelle, gabbietta ampia con copertina Hello Kitty, controllo di tutti i parametri ogni due ore, coccole e paroline comprese nel prezzo.....per farla sentire meglio le hanno anche messo una tendina che la proteggesse dalla sguardo indiscreto del cagnetto malandato della gabbia di fronte.... Esami a raffica....e nelle attese varie mi sono fatta una cultura su tutto lo scibile della malattia animale, compresa la parte psicologica e la difficoltà nel superare la perdita dell'animaletto di famiglia....e non in ultimo ho scoperto che esiste anche un grosso business delle assicurazioni, leggendo l'opuscolo avrei dovuto capire subito il perché .... Invece mi hanno dovuto sbattere in faccia la fattura per farmi aprire gli occhi....
Parcella da capogiro....e per il momento non si sa ancora cosa abbia il gatto.... Vagano nel buio visto che il check up completo non da nulla.... Morale abbiamo una gattina febbricitante ma che pare sana come un pesce e per scoprirlo il conto è stato veramente salato.... welcome in US caro animale anche per te vale la regola " o hai dei soldi e sei ben assicurato o conservati in salute il più a lungo possibile!"....
 

lunedì 10 marzo 2014

Radici sparse!

L'altra sera a cena da amici expat come noi un'amica, con pochi mesi alle spalle di espatriazione, mi ha chiesto dove mi sentissi a casa... Domanda difficile quando casa la si cambia spesso e quando dopo tanti anni si ha l'impressione di aver radicato in ogni posto un pezzettino di noi stessi...
Le ho risposto subito che casa ormai per me è dove ci sono le mie cose, il mio piccolo mondo che mi trascino dietro da un continente all'altro... Casa è dove ci ritroviamo noi cinque, dove il gatto saltella felice, dove le foto della nostra vita insieme sottolineano il tempo che passa, dove le cose comprate qua e là si ritrovano ricordandoci con la loro presenza le tappe della nostra vita..
Le ho detto come una prima partenza e un primo rientro sia importante per avvertire forte questo essere a casa....
 
Ma le radici? Dove lei hai le radici, ha incalzato lei.... Difficile dirlo, forse in nessun posto , forse un po' in tutti i posti in cui ho vissuto... Di certo le ho in Italia, a Torino la mia bella città, con tutto quel mondo di affetti solidi che mai verrà meno....
Piazza Carignano a Torino
Ma un po' le ho anche a Parigi dove sono diventata mamma, in Normandia dove abbiamo passato anni splendidi, a Tokyo, a Chennai e qui in California, perché ogni volta ho costruito un pezzo di vita e lasciato un pezzo di cuore....
Spontaneamente ho pensato non tanto alle mie di radici quanto a Quelle delle mie ragazze, ma dove saranno le loro? Anche per loro sarà come per me, un po' ovunque  e in nessun posto preciso...
Mia figli sedicenne qualche tempo fa ha scritto proprio a proposito di radici A life without roots, ha parlato di una vita senza radici, una vita che l'ha portata qua e là  ma che tutto sommato, al di la della sofferenza implicita nel muoversi continuo, l'ha resa felice e libera...La sua riflessione diventa la mia....
Ci si chiede spesso come questi bambini expat trascinati da una parte all'altra del mondo senza che tutto sommato nessuno chieda loro di essere d'accordo, come questi bambini crescendo percepiscano il loro spostarsi, se lo vedano come l'immenso regalo che noi genitori pensiamo di fare loro in termini di apertura verso il mondo, tolleranza, capacità di adattamento... Oppure come una sofferenza continua che non li radica in nessun posto, violentando ogni volta i loro timidi tentativi di aggrapparsi
 a qualcosa....
ragazze in giro per Torino
Beh leggendo mia figlia mi dico che benché certo ci sia stata e ci sia ancora, ogni tanto, una certa sofferenza da distacco, in lei c'è lo stesso entusiasmo nostro verso questa vita che ci insegna ad adattarci al nuovo sempre e senza sosta....
Forse  non ci saranno radici profonde, ma sono sicura che ci saranno affetti intensi, legami incredibili, quelli forti che nascono proprio in contesto di vita come il nostro, sinceri e profondi....
Perché parlare di radici uniche in un solo posto quando tutto sommato la vita dovrebbe essere un reinventarsi continuo, un radicarsi in posti diversi per costruire passo dopo passo qualcosa di
speciale....e poi l'allontanarsi non vuol dire sradicarsi necessariamente, ma arricchirsi di qualcosa di nuovo senza perdere il bene prezioso delle radici precedenti....
 

in radio!!!

 
sulla traccia a 1:08:33
l'intervista su l'Italia chiamo'...
in pillole un concentrato di espatrio, bilinguismo e vita itinerante!!

lunedì 3 marzo 2014

Cosa farò da grande? istruzioni per crescere....

Se a 14 anni mi avessero chiesto cosa vuoi fare da grande, avrei sorriso... Non perché non avessi le idee chiare, di idee ne avevo tante, ma semplicemente perché l'essere grande mi sembrava una cosa lontana nel tempo e, tutto sommato, gli anni del liceo che avevo davanti a me, studentessa di quarta ginnasio, costituivano un bel lungo percorso prima di decidere per il dopo....mi sentivo  protetta da un sistema che fino all'ultimo mi avrebbe permesso di scegliere senza che un percorso scolastico più o meno riuscito compromettesse il mio futuro...


Venerdì mia figlia, neo 14 enne, al primo anno di liceo alla domanda della counselor hai delle idee su cosa farai da grande, ha risposto sicura: il medico... E così per la mezz'ora successiva abbiamo discusso sulla costruzione del suo percorso liceale in base alle sue ben chiare idee sul suo futuro.
Il counselor è una figura professionale fantastica, sono dei consiglieri di orientamento educativo che aiutano gli studenti nelle loro scelte, li guidano nel dedalo di materie possibili, li consigliano sui percorsi migliori e li orientano sulle scelte universitarie. I Counselor, almeno nel nostro liceo sono numerosi e seguono gli stessi studenti anno dopo anno nel loro cursus liceale, li vedono regolarmente e una volta all'anno, a meno che ci siano dei problemi, incontrano studente e genitori per fare un punto sulla situazione scolastica e per discutere dei percorsi di studio possibili.
Nel liceo americano infatti i percorsi sono vari, la scelta di materie è ampia e non è facile, anche per gli stessi genitori americani, fare le scelte giuste e districarsi in corsi honor, AP e via dicendo ( noi siamo categoria a parte perché scopriamo il liceo americano con le nostre fanciulle e per noi questa guida è fondamentale)
La scelta delle materie è importantissima, e lo è dall'inizio per costruire quel profilo di studente che potrà interessare una buona università e per questo il lavoro dei counselor e fondamentale.
L'anno scorso al nostro primo incontro per Federica rimasi a bocca aperta, ne uscimmo , Paolo ed io, conquistati... E così è stato ogni volta per i successivi incontri
Venerdì dopo l'incontro con Chiara sono uscita entusiasta, in mezz'ora avevamo affrontato tantissimi
punti chiave per le future scelte di nostra figlia, la counselor non solo aveva discusso sul scegliere un corso piuttosto che un altro, sull'importanza di fare un AP( i corsi avanzati, tenuti particolarmente in considerazione dai college) di una certa materia piuttosto che di un'altra, ma anche su tutti quelli che sono i suoi interessi e su come metterli in risalto per,appunto, la costruzione del suo profilo da rendere attrattivo per il college! quindi sport, musica, attività varie di volontariato, partecipazione ai vari club, interessi di vario tipo..., persino i viaggi eventuali che avremmo fatto
Durante tutto l'incontro l'atmosfera era distesissima, c'era entusiasmo da parte del counselor e molto spirito positivo, la voglia veramente di guidare una ragazzina e di farlo in modo molto individuale, di costruirle addosso il suo percorso mettendo in risalto i suoi pregi e le sue capacità....
Ovviamente a 14 anni da un incontro così si esce fiduciosi e pieni di energie, sicuri di poter riuscire nelle proprie scelte sentendosi accompagnati e guidati...
Negli anni poi gli incontri prendono tagli più precisi, si modellano ancora di più sugli
obiettivi dello studente e si concentrano sempre di più su come scegliere e farsi scegliere da un college piuttosto che da un altro.
Nella complessità del Liceo americano, che è un liceo dal quale escono le menti grandiosi di Stanford e Harvard e anche le commesse del supermercato, è estremamente delicato far convivere questi mondi che si sfiorano e non si toccano, mondi di ragazzini con interessi e capacità diverse, mondi di adulti che evolveranno ad anni luce di distanza.... L'importante è che tutti arrivino alla fine del loro percorso senza frustrazioni e tirando fuori le proprie capacità, ogni ragazzo ha una chance ed ogni ragazzo viene accompagnato il più possibile a tirar fuori il meglio di sè.... E alla fine anche se con percorsi estremamente diversi ognuno avrà raggiunto il massimo delle sue aspirazioni senza  passare per insuccessi e frustrazioni, senza annoiarsi e con l'entusiasmo auspicabile a 15 anni!


domenica 2 marzo 2014

Dal mondo dei blogger spunti per parlare ...

I blogger hanno sempre mille idee che portano a spunti di riflessione, i blogger all'estero poi sono una categoria tutta particolare.... ci accomuna la vita all'estero, l'esperienza di vivere in altri mondi e immersi in altre culture, le difficoltà che quotidianamente affrontiamo per tenere fuori la testa dell'acqua e mantenere il sorriso... L'allevare i figli in contesti nuovi, che dobbiamo scoprire con loro e che a volte loro capiscono e fanno propri prima di noi....
L'ultimo spunto di riflessione è stato relativo alle cose alle quali non ci si abituerà mai nel nostro paese di accoglienza....( ed e' nato qui in babyatthecity)
devo dire che sono di bocca buona e difficilmente storgo il naso di fronte al nuovo, mi adatto in fretta e come dice Paolo:" potrei portarti ovunque è troveresti sempre il positivo", sarà che sono un'ottimista per natura e piuttosto che affondare nelle cose che non vanno preferisco attaccarmi con forza a tutto quello che è positivo....
La riflessione diventa più ampia con quasi 17 anni di espatrio alle spalle e mi chiedo cosa in ogni tappa del mio percorso non sia veramente mai riuscita a digerire....
Ci sono piccole cose rimaste nitide negli anni ....in ordine sparso...
Il muso annoiato e la poca gentilezza delle cassiere di Monoprix( nota catena di supermercati francese) unità alla loro estrema lentezza: mai una parola cortese, mai un sorriso.... Come se il cliente fosse un peso e tu gli facessi un piacere a fargli il conto! ( con questo e nonostante tutto mi precipito da Monoprix ogni volta che sono di passaggio a Parigi.... È troppo bello!)
Lo sguardo severo di certi Giapponesi sulla metropolitana quando le mie bambine si comportavano da bambine e non da statue di cera...i bambini giapponesi sono nettamente più tranquilli dei bambini europei, o forse il rapporto è sempre 1 a 1( un adulto o anche due per bambino) mentre noi mamme straniere guardate malissimo eravamo spesso una contro 3!
 

I fiori di Sakura simbolo del Giappone
Gli orari di cena quando per me è ora di merenda qui in America, pranzare alle 5 è superiore alle mie forze.... Credo che anche con il tempo non mi abituerò mai... Poi mi chiedo sempre se alle otto non abbiano fame... Non sarà qui la spiegazione del sovrappeso dilagante: cenare alle cinque per avere la scusa di rimangiare alle otto una valanga di porcherie....
La quantità di cibo preconfezionato e poco salutare presente in certi supermercati americani... proprio non ci riesco a fare li la mia spesa.... Anche l'occhio vuole la sua parte!
I cumuli di immondizia lasciati ovunque in India, la gente che butta pezzi di carta per strada o cicche di sigaretta dal finestrino dell'auto, le spiagge invase dal pattume con i bambini sorridenti che ci saltellano intorno...
L'arroganza di certi francesi( se ne trovano anche fuori dal loro Paese, ma meno, quando si spostano si contaminano anche loro, volenti o nolenti con nuove culture...) convinti che la Francia sia il miglior paese del mondo, i francesi i più intelligenti, per non parlare poi dell'assoluta mancanza di spirito critico nei confronti del loro sistema scolastico che li porta a negare l'evidenza anche di certe mediocrità rispetto ad altro....
L'atteggiamento sgradevole degli indiani ricchi nei confronti dei più poveri tra i loro compatrioti, la voglia di mantenere il sistema di caste tenendo i poveracci nell'ignoranza e nella miseria... Ne pagheranno le conseguenze prestissimo perché gli indiani sono un popolo estremamente intelligente e la buona classe media sarà quella sulla quale contare....gli espatriati in India che nella maggior parte dei casi approfittano di questo sistema sentendosi superiori e pensando di poter sfruttare anche loro il sistema...
Le convenzioni sociali estremamente precise in Giappone, per cui non sai mai se ti comporti bene o male, se stai sbagliando, se ti inchini giusto.... Poi alla fine te ne freghi un po' perché ai gaijin tutto è concesso ( nel senso che siamo irrecuperabili!)
Le mamme che circolano in pigiama e infradito dal mattino alla sera.... No ma dico è possibile che una non abbia voglia di curarsi un po'? Il contrasto stridente tra il vestirsi sempre un po' come se lo si facesse ad occhi bendati e le unghie di mani e piedi perfettamente laccate oltre che aver l'aria di essere appena uscite dal parrucchiere ... Su questo però dopo più di 18 mesi sto un po' cedendo.... Mi concedo il lusso se al mattino devo uscire di corsa a depositarle a scuola, di farlo vestita assolutamente come loro, con anche le crocs ai piedi ( mai dopo le 9 AM!)
Lo sguardo delle bambine indiane delle classi più disagiate, nei loro occhi si legge già un destino ingiusto per il semplice fatto di essere nate femmine in una cultura in cui avere delle figlie è ancora una disgrazia ( o il segno di grande ricchezza economica)
 
Le case a 7milioni di $ che vengono vendute in tre giorni e un mercato immobiliare che ti fa venire l'infarto... Ma questo è proprio alla Silicon Valley non all'America in generale...
Il guanto di spugna per lavarsi la faccia in Francia , che si trova ovunque in coordinato con gli asciugamani, mentre l'asciugamanino da bidè non esiste ( come non esiste il bidè stesso...), un ingiustizia culturale!
I rumori di suzione dei giapponesi quando mangiano .... Un orrore.... Ma devo dire che sul mangiare a tavola si vede proprio che in ogni paese vigono regole diverse.... Le mie bambine in Asia tra Giappone e India ci sono andate a nozze, nel primo per il suddetto motivo nel secondo per il mangiare con le mani....difficile dire a tuo figlio usa la forchetta quando al ristorante non è prevista!

ma, tutto sommato, anche le cose alle quali non mi abituero' mai rendono i Paesi che mi hanno accolta sorprendenti e stimolanti come la valanga di cose che adoro o ho adorato! nessuno e' perfetto e vivere in mezzo alla perfezione sarebbe noiosissimo!!