giovedì 30 gennaio 2014

Considerazioni ad alta quota...


Voli e aeroporti si mescolano nei mie ricordi, arrivi e partenze per motivi diversi, da aeroporti diversi sparsi qua e là aeroporti ordinati e puliti, altri sporchi e caotici. aeroporti affollati di grandi città e piccoli aeroporti di isolette sperdute....
Ogni volta le stesse emozioni per motivi diversi. Voli da sola e voli in compagnia a contemplare il mondo sotto di noi da un oblò, a commentare il mare, le nuvole e la neve sulle montagne...
Non mi è mai piaciuto volare, non sono mai salita contenta su un aeroplano, ma l'ho fatto mille volte cercando di non pensare, o meglio pensando solo a quello che mi aspetta alla fine del volo...
È sempre bello ed emozionante quello che ci aspetta alla fine di un volo, anche quando si rientra da una vacanza, c'è il piacere di ritrovare il proprio mondo!
Volare non mi piace, ma mi piace osservare il mondo che vola con me, mi piace farmi domande su chi sarà il mio vicino di viaggio, sul perché del suo essere qui, o fantasticare sulla signora due posti più in la che in cinque minuti si è scolata due bottigliette di whisky e ne chiede ancora ... Ci sarà un suo perchè!
Mi piace chiedermi dove la gente va, il perché del loro muoversi in giro per il mondo... Negli aeroporti le stesse osservazioni, oggi alle toilette ho incrociato un indiana con un piccolo bebè, me la sono immaginata in partenza per l'India per far conoscere il nuovo nato alla sua famiglia rimasta la, mente lei qui in America ha costruito un'altra vita....
Le vite si incrociano nel ritmo frenetico degli aeroporti, la gente parte e arriva per infiniti motivi, portandosi dietro bagagli pesanti o valigine 24 ore!
Oggi sorvolo gli Stati Uniti, direzione l'Europa, facciamo una rotta diversa dalla solita San Francisco - Parigi, ma mi lascio cullare dall'ondeggiare tranquillo dell'aereo, penso alla mia destinazione, Parigi, Saint Germain, il ritrovarsi con tanti amici e il riaprire la porta di casa, la nostra casa... Penso al mio piccolo mondo rimasto in California a godersi il sole in quella che ormai da 18 mesi è casa... 
Tante considerazioni e sentimenti contrastanti, pensieri che sfilano liberi .... il volo è lungo e ho tempo di pensare... 
Così mi sono venuti in mente tanti voli fatti, quando ero già stanca prima di partire, snervata dall'attesa all'aeroporto, con il mio trio di bambine sempre eccitate all'idea di un nuovo viaggio... Adesso anche quando viaggio con loro ho il privilegio di chi ormai ha figli grandi che si gestiscono, che non piangono sfiniti dal sonno e non fanno capricci. Guardo con sollievo le mamme che passano ore a cercare di intrattenere i loro pupetti, ci sono passata anch'io e adesso mi godo un film approfittando dei mie privilegi!
Mi ricordo voli che non finivano più in cui mi chiedevano mille volte tra quanto arriviamo, voli di notte dove non riesci a dormire stretto tra due sedili e con delle testoline appoggiate sulle ginocchia... Voli di giorno eterni in cui non sai più cosa inventarti per passare il tempo, voli agitati dove ogni sussulto ti da un po' di angoscia e cerchi di non guardare il vicino che vomita allegramente nel sacchetto, voli low cost dove speri che finisca in fretta, o anche solo voli air India, che sembrano low cost ma non lo sono, e quando atterri sei veramente felice. Voli panoramici con spettacoli incredibili sotto di noi, quando anche se ti da un po'd'ansia ti incolli all'oblò e trattieni il fiato di fronte alla bellezza del mondo....
Oggi al decollo abbiamo sorvolato il Golden Gate, a metà immerso nella nebbia, con la baia luminosa sullo sfondo, in un attimo ho pensato fantastico, mentre tutti giravano la testa verso gli oblò, poi ho pensato un secondo dopo... Fantastico il posto in cui vivo....
Voli che partono per destinazioni diverse, con i loro equipaggi e i loro passeggeri, li incroci sul tuo cammino il tempo di un decollo, cinque , dieci, dodici ore... Osservi e ti divertì.... Intanto la Signora due posti più in la dopo dopo le due bottigliette di whisky si è tirata giù due bottigliette di vino e adesso sonnecchia davanti a un film, il mio vicino dopo aver divorato con gusto un pasto orrido, a mio gusto, e averlo anche lui annaffiato con due bottigliette di rosso, dorme pacifico avvolto nella coperta Air France, le luci sono spente qua e là qualche tivù accesa, dobbiamo dormire qualche ora per reggere meglio domani...e all'atterraggio chissà se le nuvole lasceranno spazio alla Tour Eiffel che saluterà il nostro arrivo com il Golden Gate ci ha augurato buon viaggio alla partenza!

domenica 26 gennaio 2014

Alla scoperta della farmacia americana!

C' e' una cosa che mi fa impazzire qui in America: le farmacie! e ammetto che mi fanno impazzire in tutti i sensi, sia per come sono, sia per come funzionano....
spiego meglio...
il come sono:
Nel mio immaginario la farmacia per eccellenza rimanae la vecchia farmacia di una volta, con i mobile di legno e i vecchi vasi di ceramica di un tempo in esposizione (la farmacia per eccellenza e' per me,  torinese, quella di fronte al Duomo in via XX settembre!)
qui le famacie sono dei grandi, immensi,tristissimi supermercati, dove trovi di tutto e ancora di piu... ma non nel senso di medicine , nel senso di tutto, dal pane al latte, passando per i cosmetici, le lampadine e i prodotti per pulire la casa.... poi alla fine in fondo trovi anche cinque o sei allucinanti file di medicine per curare qualsiasi cosa in qualsiasi modo!ma prima di arrivarci vai a zonzo tra prodotti di vario tipo.
Cosi incimapi  nelle decorazioni di Halloween, rimpiazzate subito dopo dalle palline di Natale, che lasciano a loro volta il posto ai cuori di San Valentino.... il tutto circondato da altro!
I prodotti di bellezza, spaziano dalle creme depilatorie a metri e metri di smalti per unghie (io impazzisco perche le mie fanciulle ci passano ore e ore), la sfilza delle creme per il corpo supera l'immaginabile, per non parlare di shampoo, balsamo e doccia schiuma! si trovano marche note e prodotti sconosciuti dal packaging squallidino...

il tutto è super ben organizzato per esempio davanti ai test di gravidanza si trovano gli assorbenti, o compri gli uni o gli altri.... E non lontano i preservativi, annegati tra mille prodotti affini....ho passato qualche minuto in osservazione l'altro giorno per capire a cosa tutti quei tubetti servissero..?!? E nel mio osservare mi è caduto l'occhio sul test di DNA, si si non scherzo! Così tutto sommato uno si toglie il dubbio.....e alla svelta facendo un salto in farmacia, pratico, no?
Ma proseguiamo verso la sezione medicinali, si apre a noi con un abbondanza di vitamine per tutti i gusti, di tutte le forme e in formati dal mini al maxi.... Qui la vitamina piace.... Più rapido inghiottire una pastiglia che sbucciare un arancio!
 Pian piano poi incominciano i medicinali veri,  in primis quelli disponibili senza ricetta, c'è n'è veramente tanti, dalle pastiglie classiche disponibili anche in Europa senza prescrizioni a medicinali più seri, qui a disposizione per le cure fai da te ( anche la pillola e gli antibiotici).... E questo ben si sposa con i costi esagerati delle visite mediche, dissuasivi per molti quindi tendenzialmente la gente si cura da sola e trova tutto a disposizione....
Si può vagare per ore contemplando la ricchezza di medicinali esistenti nel nostro mondo moderno e, se ci si sofferma a leggere, ci si fa anche una cultura sulle malattie più disparate.... Questo in Europa non lo si può fare, tutto sta dietro il bancone e si rimane ignoranti sul tema!
Comunque anche qui esiste una parte di medicinali disponibili solo su prescrizione..... e qui spiego il perché mi irrita la farmacia nel suo funzionamento: sono drammaticamente lenti e incredibilmente schematici....
Premetto, per farvi capire bene, che in America generalmente il medico non ti da la prescrizione ma la spedisce direttamente alla farmacia....quella scelta da te, che diventa la tua, che ha i tuoi dati e la tua carta d'assicurazione( fondamentale per non fare un mutuo ogni volta che hai l'influenza- esperienza recentissima 115$ la scatola da dieci , dico 10!!! Compresse di tamiflu)
Allora il medico spedisce la prescrizione e tu vai in farmacia a ritirare le medicine... Di solito meglio aspettare due ore perché hanno una reattività incredibilmente bassa....e se vai prima non trovi nulla di pronto...
Tu vai alla farmacia e fai la coda di fronte allo sportello pick up, da non confondere con il consultation, ne con il drop off... Quando arriva il tuo turno dai le prime tre lettere di cognome, nome, data di nascita e indirizzo..... Se sei fortunato cercano cinque minuti, se hai sfiga ti dicono che non è pronto, ti chiedono di fare un giro e ti chiameranno.... Ovviamente quando fai un giro in questo ben godi di prodotti di vario tipo ci scappa sempre una compera dettata più dalla noia che dal bisogno!
Quando la medicina è pronta anche qui diverse opportunità, se va tutto bene paghi il dovuto o non paghi, a seconda di quanto l'assicurazione rimborsa e felicemente te ne vai a casa.... Ma questo
succede raramente, spesso ti mandano allo sportello consultation, dove ad esempio ti spiegano, se non lo sapessi, dove mettere la supposta....  e se per caso osi fare una domanda non prevista dal loro protocollo non ti rispondono. Una volta ho osato fare la DOMANDA da non fare, una cosa stupidissima su un dosaggio di ibuprofene... mi hanno detto che dovevo rifare la coda e rifare la domanda visto che ne avevo gia' fatta una... la seconda era di troppo!
 senza parole!

Può anche succedere che si siano sbagliati con i dati dell'assicurazione allora ti fanno passare ad un terzo sportello dove inseriscono i dati per poi rimandarti al primo a recuperare le medicine perché è previsto così e diversamente non si fa!
Alla fine passi sempre almeno mezz'ora, ti innervosisci un po' e ogni volta scopri cose nuove sul funzionamento di rimborsi, prezzi e assicurazioni....



dalla carta da parati alle pentole!!
Comunque per calmarti andando verso l'uscita della farmacia puoi fare soste varie: c' è la parte alcolici, che in una farmacia ci sta tutta, seguita da quella super healthy delle bibite varie, che spaziano dalla coca cola neanche tanto light alle bevande energetiche, tipo red Bull che tanto bene non fanno...
 
 

Per sgranocchiare qualcosa ci sono poi metri di patatine come solo in America sanno produrre, gusti disparati e schifezza senza freni.... Per chiudere il cerchio caramelle e cioccolata ( di pessima qualità sempre quest'ultima!) e poi alla cassa un bel pacchetto di sigarette, si si non elettroniche ma le vere....
Tirando le somme in farmacia oltre a passarci ore a deambulare tra le molteplici offerte trovi prodotti un po' tossici e i loro rimedi! Comodo, no?



sabato 18 gennaio 2014

le assurdita delle cure mediche in US!

Qual'è il paese al mondo dove ammalarsi puo' costare molto molto caro?
qual'è il paese in cui gli interessi delle  assicurazioni portano alle stelle i prezzi di cure mediche e medicine?
qual'è il paese dove una buona fetta della popolazione non ha accesso alle cure perchè troppo costose e le stesse polizze assicurative lo sono?
Basta una semplice influenza per nuovamente smuovere in me un po' di rabbia verso questo assurdo sistema, basta l'ennesima coda in farmacia per riaprire mille interrogativi su come tutto qui da questo punto di vista sia complesso e caro....( senza parlare delle farmacie e del loro assurdo funzionamento... Almeno ieri mi sono persa la consultazione con il farmacista che mi avrebbe cortesemente spiegato il significato del "via orale" per il tamiflu.... No ma devo dire sembra abbastanza chiaro? No?)
Incredibile che in America l'accesso alle cure sia impossibile per tanta gente.
Noi facciamo parte di quella parte di privilegiati ben assicurati, ma il punto non e' questo, il punto e' che non mi abituero mai all'assurdo di questo sistema, ai suoi prezzi senza senso, alle visite mediche da 10 minuti e 500$, dove si rimane sul vago per non rischiare troppo di sbagliarsi.
com'è possibile che una crema che in Europa costa 10 euro arrivi a costare 300 $, com'è possibile che per 5 punti di sutura si spendano 3500$ e 3000 per un normale bilancio del sangue? che 5 ore al pronto soccorso vengano fatturate 12000$, senza tener conto delle parcelle dei vari medici , che arrivano separate....?
Assurdo nell' America del progresso, nella Silicon Valley delle nuove tecnologie, nel mondo iper moderno nel quale viviamo, assurdo sapere che c' è chi non si cura perchè costa troppo, chi esita ad andare dal medico per risparmiare un po' ... e assurdo comunque constatare che ci prendono per il naso....
In realtà questi prezzi senza senso di farmaci e  cure sono legati spesso a non si sa quali accordi tra le assicurazioni,  i grossi centri medici e le case farmaceutiche: un antibiotico senza assicurazione costa 40 $ con l'assicurazione 20$, ma non nel senso che se sono assicurato ne pago venti nel senso che se ho l'assicurazione il prezzo di partenza non e' piu il 40$ dichiarato all'inizio , ma il 20 che nasce da non si sa quale accordo con l'assicurazione... cosi io paziente che di tutto cio pago il 10 per cento pago solo 2 e non 4 ma la mia sssicurazione non paga 36 ma 18....
una delle nostre gite al pronto soccorso!
e cosi anche per le cure mediche....le assicuazioni adorano le grandi strutture perchè con loro riescono a trattare dei prezzi, del tipo tu fatturi 500 al cliente, pero in relatà io ti rimborso solo 250 ma il cliente nella sua parte paga di piu quindi alla fine tu medico guadagni lo stesso non male, io assicurazione intasco piu soldi, perchè ne sborso meno ma faccio pagare di più al cliente e via così...
questo perchè quando si è assicurati rimane comunque una piccola parte da tirar fuori di tasca propria (con un massimale annuo che con le tariffe americane lo si raggiunge in fretta) e quindi la parte del paziente è in realtà fasulla:  io pago 10% delle mie visite mediche quindi se il centro medico fattura 500 pagherò 50, ma la fattura reale sulla base della quale l'assicurazione rimborsa (e io paziente non dovrei saperlo) è in realta 250, quindi ci guadagnano 25 $ in piu pagati di tasca mia e l'assicurazione ne risparmia un bel po in rimborso al centro medico....
Assurdo ma è cosi....
poi ti vengono a dire che in realtà tu paghi tariffe esagerate per poter permettere ad una fetta della popolazione di accedere alle cure mediche gratuite....  ma mi lascia perplessa.... anche perchè chi non può pagare le cure raramente osa varcare la soglia di una struttura private e ci sono piccolo centri in cui dei medici volantari lavorano gratuitamente proprio per garantire un minimo di cure a chi non può pagarle....

mi chiedo fino a quando questo sistema reggerà, arriverà il momento in cui la gente rifiuterà di pagare 450 dollari un prodotto che in qualsiasi parte del mondo costa almeno 90% in meno, in cui per una visita dal dermatologo che dura (orologio alla mano) 5 minuti  non si avrà più voglia di spendere 400$, e alla fine lascerai brufoli a tua figlia perché 300$ per il tubetto di crema ti sembra un assurdo e un insulto....
con questo il livello di cure mediche e' veramente alto, le strutture super moderne ci si sente protetti... ma a che prezzo?
io ho vissuto in India dove una visita dallo specialista, bravo e preparato (spesso studiano in US o in Inghilterra) costava 10$, i centri medici di alto livello erano moderni (certo non paragonabili a quello che c'e' qui) e non mi sono mai sentita a disagio, il dentista era ottimo, cosi come l'oculista, ben lungi da una fattura di 500$, a volte tendavono a farti un po' di analisi in piu, semplicemente perche portavano piu soldi...ma tra l'elettocardiogranna fatto a Chennai a 20$ e qullo fatto qui a 800$ che differenza c'e'? o meglio c'e' una differenza che possa giustificare lo scarto mostruoso di prezzo.... non credo!

Purtroppo noi con questo sistema dobbiamo farcii conti....dovremmo quasi abituarci alle sue assurdita... ci riusciro'? non credo allora ogni tanto mi sfoghero' sul blog e come sempre faro' scorta di medicine andando in Europa, almeno mi sento un po' meno presa per il naso ....

mercoledì 15 gennaio 2014

divagazioni sull'educazione in giro per il mondo!



bambine in Giappone
 

 

 
Qualche giorno fa in un gruppo di mamme che vivono all'estero di cui faccio parte è venuta fuori la domanda sulle differenze educative tra noi italiani e il paese che ci ospita... bello spunto di riflessione....
Non è la prima volta che mi soffermo a pensare alle differenze di questo tipo, ho ben visto nel mio itinerare che non educhiamo tutti i figli allo stesso modo e che spesso ci sono tratti comuni tra chi viene dalla stessa cultura.... Con dei MA...
Penso infatti che , almeno nel nostro caso di genitori che in Italia con i figli non hanno mai vissuto e che siamo diventati genitori all'estero , sia facile farsi influenzare da comportamenti genitoriali "Esteri" e non propri alla nostra cultura!
Fondamentalmente non mi vedo come una mamma tipicamente italiana, penso di aver colto o cercato di cogliere degli aspetti positivi delle culture diverse nelle quali ho vissuto, facendone adesso un bel mix e adattandoli alla crescita delle mie figlie.
i genitori francesi e direi anche gli americani, come i nordici e i tedeschi,sono indubbiamente molto più " easy " di noi italiani.... A volte in Italia si ha l'impressione che il diventare genitori sia una specie di sacrificio finale, nel quale la coppia di adulti si annulla al servizio del nuovo arrivato, mettendo tra parentesi qualsiasi attività ludico ricreativa per X anni a venire, riducendo al minimo il mondo adulto in funzione dei bisogni del pupo.... Beh in Francia, e non solo, no. Molte amiche italiane ne vedono qui un segno di incapacità genitoriale dei francesi o chi per essi, più menefreghisti e meno all'ascolto.... Non trovo! Penso sia un modo meno assillante di educare, il bambino ha i suoi spazi senza fiato sul collo e i genitori a loro volta si prendono i loro, si fanno cose insieme, tra le quali viaggiare senza il terrore di alterare i ritmi del pupo, il bambino è parte della famiglia lo si carica sulle spalle, nel marsupio e si va....senza troppi nodi mentali!
a me questo piace.... Non mi sono mai sentita sacrificata per le mie ragazze e da piccolissime le abbiamo portate ovunque, riducendo qualche riposino pomeridiano( che tanto d'ufficio al 18 mesi nessuna di loro faceva più) e scalando qualche orario di pranzo... Ma direi che sono allegramente sopravvissute!
bambine in divisa pronte per la scuola a Chennai

Un'altra cosa che ho apprezzato nei cugini d'oltralpe e che mi piace in America è il tenere i bambini all'aria aperta con qualsiasi tempo ed in qualsiasi stagione, oltre che a qualsiasi età.... Sarà che a scuola anche quando piove e tira vento l'intervallo in giardino e d'obbligo...ho visto amiche italiane neo sbarcate a Parigi terrorizzate da mal di gola e raffreddori, ma poi abituarsi per forza di cose.... Per me è sempre stato normale, dai 4 giorni di vita delle mie fanciulle ( almeno per numero due e tre) non mi sono mai fatta domande e le molteplici uscite quotidiane ci sono sempre state.
In America i bambini e i ragazzi vivono enormemente all'aria aperta, almeno qui in California, dove anche quando piove a dirotto se l'allenamento di nuoto è previsto si farà.... Non c'è spazio per pensare al mal di gola!
In Giappone ho apprezzato tantissimo l'autonomia data ai bambini, cosa che mi sembra che in Italia manchi un po' adesso, non ai miei tempi, quando andavo a scuola tranquillamente da sola dai primi anni delle elementari, mi sembra che adesso i genitori, almeno nelle grandi città, non lascino fare un passo ai loro pargoli, terrorizzati da tutto e tutti.

A Tokyo i bambini di sei anni con le loro cartelle sulle spalle e i cappellini gialli che indicano che sono scolaretti, vagano per la città prendendo anche la metropolitana, è vero che Tokyo è una città super sicura, dove mai, neanche alle tre del mattino in una strada buia e isolata ci si sente minacciati. Ai bambini viene data molta libertà di movimento e direi che il tutto li rende svegli e indipendenti. Anche in California i ragazzini vanno a scuola in bicicletta, spesso da soli, anche alla scuole elementari.
C'è molto spingere verso l'autonomia nello stesso lavoro scolastico, ai bambini è richiesta molta organizzazione e gestione delle cose da fare in autonomia, direi globalmente molto di più rispetto a quanto è richiesto ad un bambino italiano, soprattutto nei primi anni.

Un'altra cosa che negli anni mi ha colpito è il rapporto al bambino malato che si ha in Italia, o che meglio hanno i genitori italiani, rispetto alla stessa situazione vissuta all'estero.... Il bambino con due linee di temperatura viene chiuso in casa per giorni e giorni, iper protetto, all'estero i medici non si fanno problemi a dirti di portar fuori un bambino con il mal di gola o anche con due line di temperatura, per non parlare poi delle simil quarantene imposte ai bambini italiani dopo varicella o cose simili, mentre in altri paesi una volta passato il periodo di qualche giorno in cui il bambino poteva essere contagioso, beh dritti a scuola....
Quante volte lavorando mi è capitato di mettere una supposta ad una bimbetta febbricitante e sperare che la scuola non mi chiamasse....insomma atteggiamento zen!
E interessante vedere reazioni diverse nei genitori di paesi diversi rispetto a certe situazioni...ed è anche interessante analizzarle conoscendo bene il contesto che porta a certi comportamenti, per non giudicare ma accettare la differenza.


in 17 anni di vita all'estero sono sicuramente rimasta molto italiana su tante cose, ma come mamma penso di essermi lasciata alle spalle un po' d'Italia e di aver preso atteggiamenti positivi delle diverse culture... Molto spesso mi chiedo come saremmo stati come genitori se non ci fossimo mossi, se il Giappone, L'India, la Francia stessa e adesso gli States non si fossero messi sul nostro cammino.... Chissà... E soprattutto mi chiedo le mie ragazze una volta adulte e madri anche loro cosa recupereranno in questo senso del retaggio culturale italiano.... Vedremo..
In qualsiasi modo ovunque ci si trovi nel mondo fare i genitori è estremamente complesso, un mestiere difficile, come diceva il mio papà " è l'unico lavoro per il quale non si è formati ma si impara sul campo" .... anche sbagliando ogni tanto,aggiungerei io, ma sempre con il sorriso e la convinzione che stiamo facendo qualcosa di gigantesco!

giovedì 9 gennaio 2014

I love New York city!!

Ci stiamo lasciando alla spalle NYC, l'Hudson, i prati imbiancati di Central Park, la statua della libertà e il freddo polare degli ultimi giorni, in volo verso la California e le sue gradevoli temperature, quelle che che ci hanno permesso di sorseggiare Sauterne in giardino accompagnando le tartine di foie gras il giorno di Natale.
Central Park il 3 gennaio 2014

Ripiegheremo con cura sciarpe e cappelli e i ricordi di questi sei magici giorni da turisti in giro per la grande mela, noi 5, coperti come degli eschimesi, infreddoliti e curiosi nel guardarci intorno!
Sei giorni a vagare per la città, come veri turisti, scoprendo angoli simpatici e meno bazzicati e tuffandoci nella calca di Times Square.
Siamo sbarcati a JFK prestissimo il 29 di dicembre pronti a goderci al massimo la nostra vacanza newyorchese ( da quando viviamo negli Stati Uniti le vacanze sono diventate preziose, essendo poche e rare!). E dal primo giorno abbiamo incominciato a scarpinare, frenati solo ogni tanto da un tempo un po' ingrato e da temperature glaciali che ci hanno imposto un numero considerevole di pause riscaldanti allo Sturbucks!
Come da programmi preparati con cura con l'aiuto prezioso di un'amica che a New York ci ha vissuto ( non esiste per me migliore guida di chi vive nella città, pronto a guidarti nello scoprire quello che nella maggior parte delle guide turistiche non viene raccontato!), insomma come da programmi per tuffarci nell'atmosfera dopo qualche passo di prima mattina risalendo la 7th street e sfiorando l'Empire State building, ci siamo offerti una pausa brunch in un tipico locale ad Harlem, Sylvia's , tempio della musica soul dal vivo e frequentatissimo nel dopo messa gospel!

La pausa ci ha permesso di ricaricare le batterie dopo la corta notte in aereo e lo scarpinare di prima mattina!
Abbiamo poi proseguito passeggiando verso Times Square
con l'impressione di rituffarci un po' nelle immagini psichedeliche del nostro Giappone e finire con sguardo da bambini ( almeno quello dei due adulti di casa, perché il trio può legittimamente ancora averne uno di sguardo infantile!) nell'immenso negozio Toys r us.... Un'unica parola per descriverlo.... grandioso, con la ruota panoramica al suo interno e un quantità di giochi impressionante.
Siamo usciti per strada sotto una pioggia torrenziale ci siamo avventurati a prendere possesso del nostro appartamento a due passi da Central Park, siamo arrivati fradici, stanchi e affamati, scoprendo intorno a casa un piacevole quartiere con una grandissima scelta di ristoranti di ogni tipo, con l'aria accogliente... Le scelta è stata immediata quando l'occhio è caduto sul l'indiano Saravanan Bhavan, per noi tutto un ricordo, almeno per me! È un ristorante che fa parte di una catena di ristoranti indiani ruspanti( quelli in cui proprio per caso ti danno la forchetta ma se mangi con le mani, anzi con la mano destra, come un vero indiano è cosa normale, piatti e bicchieri di alluminio, niente tovaglia) nata a Chennai e esportata in qualche altro angolo di mondo.... Per me ovviamente il ricordo è legato a Chennai a quello di fronte al tempio di Milapore dove sono andata spesso a mangiare i dosa in compagnia di amiche. Che piacere ritrovare il dosa e i suoi chutney in piena Manhattan!



Lunedì è stato il giorno più caldo della settimana, diciamo intorno ai 3/4 gradi, che per noi "californiani" è già il polo! Ma è stata comunque la giornata migliore da passare tutta all'aria aperta.









E abbiamo scarpinato! La camminata è iniziata nella zona di Meatpacking, con una prima visita al mercato coperto fantasticamente ristrutturato,

 seguita da una passeggiata sul the High line, una vecchia linea ferroviaria costruita in questa area industriale per trasportare le merci d una zona all'altra e convertita oggi a piacevolissima passeggiata panoramica lungo l'Hudson...
Da qui poi abbiamo imboccato Bleecker Avenue per scendere lentamente fino a NYU, (New York University) immenso campus immerso nella città che ha fatto sognare ad occhi aperti la nostra liceale alle porte delle sue scelte universitarie!

Da qui abbiamo proseguito tra strade e stradine attraverso Chinatown e little Italy che si toccano e si confondono tra di loro in un curioso mescolarsi di dragoni dorati e di localini da Italia anni 30.
Siamo scesi ancora con le gambe doloranti e un po' infreddoliti verso financial distrct con i suoi grattacieli tutto vetri, abbiamo passeggiato su Fulton con una pausa strategica da Abercombie a comprare un maglione di lana per Chiara infreddolitissima, il tempo di renderci conto che il negozio enorme su due piani, con almeno una buona mezz'ora di coda alle casse era gremito di italiani e francesi con le braccia cariche di vestiti della marca californiana che tanto va di moda in Europa!
Con il maglione supplementare e armati delle ultime energie abbiamo attraversato a piedi il ponte di Brooklyn, lasciandoci conquistare da uno skyline incredibile di Manhattan illuminata alle nostre spalle.
Il nostro itinerare si è concluso
in un piacevole localino di cucina domenicana dove abbiamo incontrato i nostri amici Simone ed Elena e i loro ragazzi, amici di lunga data che vivono a Los Angeles da anni. Piacevole cena in questo simpatico posticino Puerto Viejo.
Il 31 ultimo giorno dell'anno abbiamo incominciato la giornata (e finito l'anno) con una visita culturale: escapade al MOMA. Abbiamo fatto una selezione di cose da vedere, partendo dal design, alla fotografia per finire con l'arte moderna e contemporanea, sapendo che non avremmo potuto abusare per ore della capacità di visita delle nostre figlie, che benché grandi apprezzano i Musei ma a dosi non massicce, e noi anche tutto sommato....
Da qui poi ci siamo lasciati trasportare scendendo sulla 5th Avenue, con una pausa al Rockfeller Center in tenuta festiva, super illuminato, abbiamo visto maree di poliziotti che si preparavano al passaggio di consegne tra Bloomberg, il vecchio sindaco e De Blasio, il nuovo recentemente eletto, che si sarebbe insediato ufficialmente il 1 gennaio.
Ci siamo concessi una pausa al negozio American Girl dove mentre mi facevo i 4 piani su e giù con Chiara e Camilla, Paolo e Federica ci hanno attese sui divanetti dell'ingresso contemplando il via vai di mamme e bambine isteriche , seguite da qualche papà che sembrava dal volto allibito chiedersi che cosa ci facesse nel tempio" rosa e froufrou" del consumismo sotto i 12 anni!
 

Abbiamo poi proseguito questa volta con lo scopo di comperare qualcosa di molto buono per la cena di fine anno organizzata con i nostri amici, ci siamo tuffati con entusiasmo nella folla accalcata da Eataly, il tempio dei prodotti italiani che da Torino è partito alla conquista del mondo, facendo di slow food e chilometro zero il suo motto ( anche se qui il chilometro zero va un po' a farsi benedire)
Ho fatto mezz'ora di coda per comperare del lardo....è altrettanta per degli agnolotti del plin, ma solo chi vive all'estero può' capire l'entusiasmo che si prova a volte nel ritrovare lontano da casa certi prodotti.... Anche solo i tarallucci del Mulino Bianco suscitano entusiasmo!
Abbiamo fatto il pieno di salumi, formaggi, focacce, tutto il necessario per una cena buona ma facile da organizzare in un'appartamentino per turisti, dove anche scolare i buonissimi plin è stata un'avventura!
È così abbiamo festeggiato tutti insieme, noi 5 e loro 4, il passaggio al 2014, con idee e progetti, sogni da realizzare e ognuno in cuor suo con qualche piccolo desiderio per l'anno nuovo. Abbiamo visto i fuochi d'artificio e goduto in poltrona, al caldo, del concerto a Times Square, lasciandoci trascinare in un conto alla rovescia in coro con la televisione( fa un po' capodanno alla Pippo Baudo ma ha il suo fascino!)
Ci siamo svegliati scandalosamente tardi il 1 gennaio, in questo siamo veramente dei pessimi turisti, ma tra il mini fuso di tre ore ancora forse non tutto assorbito dopo il nostro arrivo, la stanchezza del prima vacanze di Natale e l'essere andati a letto tardi la sera prima.... Beh non ci siamo mossi prima di mezzogiorno e ci siamo concessi un post colazione passeggiando a Central Park, girando intorno al great lawn fino a Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir,

 il tempo di godere dei bei palazzi che si specchiano nell'acqua e poi tornare indietro al castelletto con vista panoramica.

abbiamo poi attraversato Manhattan fino a ground zero,
per visitare il memorial dell'11 settembre, con le immense e suggestive piscine d'acqua, con intorno incisi i nomi delle migliaia di vittime di uno degli attentati peggiori della storia. Un posto che fa riflettere sulla fragilità della vita, sul come siamo precari e come in fondo si debba sorridere sempre e gioire di ogni attimo.... Carpe diem...non sapendo quello che il futuro ci riserva....







Abbiamo passeggiato piacevolmente nella zona circostante fino a capitare per caso in un outlet incredibile, dove ci siamo lasciati trasportare tra un piano e l'altro, è anche questo un modo di vivere la città!
Alla fine siamo rientrati a casa tardissimo, un'altra giornata densa, alle 9 faceva troppo freddo per uscire alla ricerca di un ristorantino, e ci siamo divisi i resti della nostro cenone!



2 gennaio, questa mattina abbiamo messo la sveglia decisi ad uscire presto destinazione il Metropolitan Museum.... Ce l'abbiamo quasi fatta, abbiamo attraversato central Park e siamo entrati al museo, anche qui dall'inizio abbiamo messo ai voti cosavedere, abbiamo scartato gli Egizi, il museo Egizio di Torino ha da sempre soddisfatto ogni curiosità, allora arte greca e romana, arte africana e delle popolazioni oceaniche, arte medievale, poi arte moderna, contemporanea, e l'esposizione fotografica, e nel mezzo ci siamo fatti qualche esposizione temporanea, più per caso che per scelta, perdendoci un po' nel nostro vagare, abbiamo visto dei gioielli, abbastanza pacchiani, tranne pochi, stoffe e tessuti con splendidi abiti 7e 800eschi, e una piccola mostra di coiffeuse di varie epoche....
Incominciava veramente a fare molto molto freddo il 2 gennaio a New York, nell'attesa della grande tempesta di neve che nel tardo pomeriggio avrebbe sommerso la città.
Abbiamo passeggiato lungo 7th Street, Madison e Lexington per finire a pranzo in un simpatico ristorantino( ottima zuppa di broccoli per me, ideale per scaldarsi e enormi hamburger per la truppa) .
Abbiamo proseguito un po' gelati verso downtown Manhattan, Battery Park con l'idea iniziale di, rendere il traghetto verso State Island.... abbandonata subito con la neve che incominciava a cadere a fiocchi.... Ci siamo rituffati in Times Square, ancora più suggestiva con i fiocchi che volteggiavano tra le luci colorate, ci siamo concessi una sosta nel negozio di M&Ms, enorme, per poi risalire verso Colmbus et l'81w, e concludere la giornata in un buon ristorante all'angolo tra Amsterdam e Columbus, Tangled Vine, una serie di antipasti i sfiziosi e dei buoni piatti ( ricotta un po' tiepida e miele, seppie con salsina al pesto, capesante su pure di sedano rapa, pappardelle al ragù, mousse di cioccolato e creme brûlé con lamponi)
 
Siamo rientrati a casa sotto una fitta nevicata, contenti di essere al calduccio, le strade fuori incominciavano ad essere seriamente bianche, con cumuli di neve sulle macchine, un paesaggio montano in piena Manhattan, suggestivo!
Ci siamo svegliati scoprendo dalla finestra una città bianchissima, con un sole che incominciava a farse cucù tra le nuvole che rapidamente avrebbero lasciato spazio ad un cielo blu intenso. La buona notizia al risveglio è stata la conferma del nostro volo del tardo pomeriggio, dopo che dai vari aeroporti di New York nelle prime ore della giornata ne erano stati annullati centinaia per le pessime condizioni atmosferiche.... Meno male! si è allontanato lo spettro di una lunga attesa in aeroporto e della ricerca precipitosa di un albergo in una città ancora gremita di turisti.

Con il cuore leggero ci siamo lasciati trasportare per Central Park circondati dalla neve,
tra bambini felici che scivolavano sui bob, cagnolinii con ghette protettive che si lanciavano gioiosi nella neve e anche qualche sciatore che arrivava sci in spalla pronto ad approfittare dell'abbondante nevicata.
Paesaggio stupendo.

Abbiamo passeggiato rapidi con i -11 gradi che ci bruciavano la pelle e ci siamo avventurati fino a prendere il famoso battello per State Island non preso la sera prima,
un'andata e ritorno solo per approfittare della vista splendida di Manhattan da un lato e Brooklyn dall'altra, sfiorando la statua della Libertà imbiancata e il panorama splendido della Grande Mela ricoperta di neve!
Poi la corsa in taxi verso l'aeroporto, guardando fuori dal finestrino la città che si allontana, ognuno riparte verso la California con i propri ricordi e le immagini più belle di questi 6 giorni da turisti newyorchesi ! Los Altos ci aspetta con i suoi 20 gradi di sole previsti per questo week end, Macaron la nostra micetta farà un po' il muso ma sarà contenta di ritrovarci, le vacanze sono filate via, la scuola riprende lunedì, con i suoi ritmi e i suoi stress....c'est la vie!