sabato 29 novembre 2014

L'espatrio una bella prova per la coppia!

Ma lo sapete che tra le coppie in espatrio c'è un alto tasso di divorzi? All'inizio questa cosa mi stupiva non poco. Dico all'inizio delle nostre avventure all'estero, forse perché mi sentivo circondata solo da coppie solide e non avevo mai riflettuto sul problema. Molte coppie scoppiano e ritornano a casa, o peggio scoppiano rimanendo insieme perché la vita all'estero non contempla il vivere separati, è una scelta quasi impossibile. Dura dover scegliere di stare insieme per forza soltanto perché divorziare a 10000 chilometri dal proprio Paese è complicato da gestire.
La coppia scoppia in espatrio perché lo stress al quale ci si sottopone è violento. Si deve essere solidi per superare i cambiamenti e il rimettersi in gioco in un posto nuovo, lontano da punti di riferimento e da persone sulle quali appoggiarsi. La coppia scoppia perché si ritrova ad affrontare da sola difficoltà di adattamento, ostacoli quotidiani e soprattutto si ritrova a fare i conti solo con se stessa!
In quasi 18 anni all'estero ho visto coppie espatriare già fragili, convinte che un cambiamento di vita avrebbe potuto aiutare a ritrovare equilibri persi. Ho visto coppie solide sfasciarsi perché quando si cambia vita gli equilibri vengono scossi brutalmente e se non si è preparati si rischia di essere veramente sorpresi. 
Ma perché gli equilibri vengono così profondamente stravolti?
Ricostruire una vita in un nuovo Paese non è mai semplice, spesso in una coppia c'è uno dei due che sceglie di seguire l'altro, abbandonando sogni e progetti, facendolo molto spesso con entusiasmo, ma accusandone il colpo dopo un po'. Difficile in certi momenti non chiedersi " ho fatto bene a mollare tutto per ritrovarmi a girarmi i pollici?".
Partire all'estero dovrebbe essere un vero progetto di coppia e di vita, che come tutti i progetti implica delle scelte importanti. Una partenza all'estero spesso porta all'abbandono di una carriera da parte di uno dei due, perché è molto, ma molto difficile riuscire a portare avanti due forti ambizioni professionali quando si decide di fare una vita d'expat. Bisogna valutare con attenzione, proprio per evitare che una scelta così pesi sugli equilibri famigliari, e sopratutto per evitare di rinfacciarselo dopo un po'.
Abbandonare una carriera non vuole dire rinunciare a sogni e progetti, ma cercare di far coincidere nuovi sogni e nuovi progetti con il bisogno di equilibrio di cui una coppia e una famiglia hanno bisogno.
Non si deve dimenticare che vivendo molto lontano dalla propria famiglia di origine e dagli amici di sempre, il nostro piccolo nucleo famigliare diventa il nostro solo punto di riferimento, per i nostri figli la famiglia nucleare sarà il solo elemento solido in un mondo che cambia di continuo, per noi adulti il nostro patner sarà non solo un compagno di vita ma anche un amico solido e dovrà fare le veci della famiglia lontana. Non è facile trovarsi da soli a supportare l'altro, soprattutto tenendo conto delle mille difficoltà che i primi tempi di una nuova vita all'estero portano con sé.
È estremamente importante essere consci di tutto ciò prima di partire, capire che ci saranno momenti complessi da superare e ci si ritroverà da soli a doverlo fare, valutare cosa sia veramente importante per noi stessi prima di dire un si al nostro compagno per seguirlo/la in una nuova vita dall'altra parte del mondo. L'espatrio è una gran bella avventura da vivere in coppia e un'avventura straordinaria da vivere in famiglia, ma non è tutto così semplice, meglio scegliere consci che non saranno solo rose e fiori, ma un percorso a volte difficile per ritrovare i giusti equilibri e sentirsi veramente felici. Cosa ne pensate?



6 commenti:

Sabina ha detto...

Dal mio punto di vista è impossibile prepararsi ad un'avventura del genere!
Anch'io sento di aver detto quel sì alla partenza senza essere veramente consapevole del destino a cui sarei andata incontro. Del resto, chi lo è dopo trent'anni vissuti nello stesso Paese, nella stessa città, nello stesso quartiere? Come avrei potuto anche solo lontanamente immaginare che cosa significava lasciare l'Italia e ricominciare in California solo noi due?

Credo che per sopravvivere come coppia a questa prova così difficile sia necessario essere onesti con se stessi e pronti a condividere i dubbi, le incertezze, i malumori... per restare insieme insomma, secondo me, è necessario aprirsi e mostrare le proprie fragilità all'altro, non con l'intento di piangersi addosso o di farsi compiangere, ma semplicemente per affrontare davvero INSIEME tutte le difficoltà che un espatrio in coppia inevitabilmente comporta!

Mi è piaciuto molto questo post! Brava!

Drusilla Galelli ha detto...

L'espatrio e' una grande prova per la coppia ma credo che il dialogo, onestà e un pizzico di pazzia si possa affrontare senza grossi problemi. Certo, ci sono diversi momenti di sconforto in cui è importante restare uniti e fare il gioco di squadra!
A noi l'espatrio sta facendo bene, siamo sempre più coppia!

Giulietta Saconney ha detto...

Ammetto che anche a noi, Drusilla, l'espatrio fa un gran bene!

sognoaustraliano ha detto...

Tutte le prove della vita mettono a in dubbio i rapporti di coppia, fino a minarli.
Soprattutto le prove con alto stress e credimi, io mi sono chiesta "ce la faremo?" un milione di volte prima di partire...
Soprattutto quando perdi l'agiatezza per l'incerto.
Per fortuna per ora tutto bene. :)

mocaliana ha detto...

Bel post! Penso tu abbia proprio ragione. Ma non ne ho esperienza :-)

costanza allegra ha detto...

Concordo con Sabina!
Quando mio marito mi ha detto che avrebbe avuto una buona opportunità a Houston, gli ho detto sì senza troppo riflettere. Mi sarebbe sembrato così assurdo ed egoista dirgli di no, che non ci ho pensato su molto. Pur rimanendo convinta della scelta che abbiamo fatto, a posteriori penso che avrei dovuto ponderare un pochino di più. In fondo io stavo lasciando un lavoro che adoravo, la famiglia, aiuti ed appoggi che con i bimbi piccoli valgono oro, una valanga di amici che mi mancano ogni giorno, solo per seguire lui e la sua carriera.
I momenti positivi superano di gran lunga quelli negativi ma ogni tanto mi capita una giornata nera e la voglia di riversare su di lui la frustrazione, la rabbia, il nervosismo e la solitudine è forte...ma ingiusta.
Con il tempo ho imparato che, passata la rabbia, è importante parlare di ciò che l'ha fatta nascere per evitare che il non detto crei disagio e tensioni e forse è grazie a questo che oggi ci sentiamo più forti di prima.