giovedì 9 ottobre 2014

problemi d'expat: quando si deve scegliere...

Sono passati tre anni da quelle poche parole scritte in un sms, "ti piacerebbe San Francisco ?" Ero in piedi davanti al check-in all'aeroporto di Malpensa, rientravo a Parigi dopo qualche giorno passato in Italia per lavoro. Rientravo in quella che era casa da meno di due anni, la nostra casa. Il messaggio era di Paolo, mi coglieva all'improvviso, incredula....
la nostra casa
A sua volta lui era stato contattato da una giovane e rampante start up, una delle tante, ma con buone prospettive, una possibile entusiasmante sfida professionale poteva profilarsi all'orizzonte. Durante il volo che mi portava a casa, ho fantasticato su una nuova partenza.
Eravamo rientrati aParigi da due anni, dopo le nostre esperienze asiatiche, e non avevamo fatto mai mistero, ne tra noi ne agli altri, che una nuova partenza l'avremmo accolta con entusiasmo. San Francisco mi sembrava un bel sogno. Non sapevo quello che sarebbe successo, ne se qualcosa si sarebbe concretizzato.
Qualche settimana dopo ero di nuovo in Italia, questa volta niente SMS, una telefonata chiara e diretta. Era Paolo, la società per cui lavorava ci offriva un bel biglietto d'expat per l'India, la mia India, la nostra amata India. Mi ricordo ancora dirgli okay, ed aggiungere con un po' di tristezza " e San Francisco?" . San Francisco, se deve, farà il suo corso, fu la risposta.
Rientrai di nuovo a casa fantasticando sul mio ritorno a Chennai, le mille cose che avrei fatto con la mia equipe di sarti, la mia piccola azienda poteva forse svilupparsi molto di più con me li in loco e non obbligata a gestire tutto da lontano, andando ogni tanto laggiù per le messe a punto.
questo e' quello che avremmo ritrovato in India
Quello che era certo è che saremmo ripartiti presto, che avremmo ripreso il volo, che avremmo cambiato casa, scuola, contesto.... L'India era lì luminosa e colorata, San Francisco rimaneva qualcosa nell'aria, avanzava a piccoli passi....
Piano piano verso fine autunno abbiamo incominciato a coinvolgere le ragazze, parlavamo di
India, parlavamo di un ritorno in un posto che avevamo amato, hanno accolto la cosa con gioia, sospetto che della vita francese ne avessero già abbastanza.... Quando ai figli regali il gusto della scoperta, alla fine sono sempre pronti a ripartire!
L'America rimaneva il nostro piccolo segreto, quello che avanzava nell'ombra e in silenzio, sul quale credere si e no.... E poi devo dire che mi rivedo allora a pensare, sarà anche bello vivere negli States, ma io tutto sommato  ho tanto da guadagnarci, finalmente, a livello professionale, tornando a Chennai.
Abbiamo incominciato a parlarne a tutti del nostro ritono in Tamil Nadu, abbiamo incominciato a riflettere di nuovo su scuole, case, e via dicendo....e in parallelo San Franciso avanzava e ogni tanto mi mettevo a cercare case e scuole anche li, un gran caos!

quello che ci aspettava ad ovest....
Non è stato facile scegliere nel momento in cui l'America è diventata concreta, nel momento in cui dopo un'andata e ritorno lampo per toccare con mano la Silicon Valley, abbiamo dovuto prenderla questa benedetta decisione.
Non è mai facile per chi espatria prendere una direzione o prenderne un'altra, le opzioni erano talmente diverse che non erano neppure comparabili, la sicurezza dell'azienda di sempre sotto tutti i punti di vista, in un posto che avevamo adorato con tanti punti di riferimento già pronti, e un salto nel vuoto con paracadute difettoso, dall'altra parte!
quello che lasciavamo comunque dietro di noi
La vita sarebbe semplice se non ci fossero da prendere decisioni importanti, che ci costeranno di sicuro diverse notti insonni, prima di prenderle e anche una volta prese!
Mi sono rigirata nel letto per notti intere, valutando egoisticamente in certi momenti e in altri valutando con la mano sul cuore e gli occhi in quelli del mio compagno d'avventura al quale si aprivano stimolanti porte. Per me, solo per me, avrei preso il primo volo per l'India, sarei sbarcata felice tra gli odori forti dell'aeroporto internazionale di Chennai, mi sarei tuffata a capofitto nel mio lavoro, fregandomene di carriere non mie e forse anche un po' dell'adolescenza da recluse che avrei fatto fare alle mie figlie.
una gran bella avventura professionale e umana
Ho pensato pero' a lungo agli altri , all'idea di un'avventura tutta nuova, ad un'esperienza professionale che forse non si sarebbe più presentata così, all'adolescenza all'americana delle mie ragazze, al gatto che avrebbe avuto sicuramente vita più facile ( e lunga) nel giardino di Los Altos, che tra i serpenti indiani( giuro che ho pensato veramente anche al gatto). Per il resto saremmo comunque partiti lontani, la gestione di affetti e amicizie a distanza non sarebbe cambiata, il volo sarebbe stato lungo e noioso uguale.
 
La grande differenza, che pesava non poco, era che per l'India avevamo un biglietto di andata e ritorno, che ci avrebbe consentito di rientrare in Europa dopo tre o quattro anni, e anche di andare altrove forse. Con gli Stati Uniti il biglietto era di sola andata, il ritorno l'avessimo voluto avremmo dovuto crearcelo noi....e anche questo non è facile da digerire, un conto è dirsi parto ma ritorno, anche se non nel mio Paese, nei dintorni, un conto è partire sapendo che per ritornare dovrai crearti tu l'opportunità di farlo.
Tre anni sono passati, si sa già com'è andata a finire, alla fine l'American dream ha conquistato anche noi. Ho avuto bisogno di sei mesi per rendermi conto di aver fatto la scelta giusta, non ho più pensato al come sarebbe stato se.... Ho guardato e guardo avanti.... Ma non è facile essere expat e trovarsi spesso, molto spesso a scegliere così per te, per i nostri figli e anche per il gatto!


 


 

 


 

 

3 commenti:

Drusilla Galelli ha detto...

Quanto è difficile scegliere per noi expat. Ritrovarsi davanti due belle opportunità,due stili di vita completamente differenti, due sogni, insomma, sempre un bel pasticcio!
Tante notti insonni che ti fanno mettere e rimettere sulla bilancia pro e contro.
Comunque mi sembra abbiate fatto un'ottima scelta anche se il biglietto è di sola andata!

Mimma Zizzo ha detto...

Bel post Giulietta. È' sempre difficile scegliere e scommettere. Sono contenta che qs azzardo vi abbia ripagato ampiamente !

Moky ha detto...

Vorremmo avere questa opportunità, quella della scelta, ma è cosa lontana o forse non lo sarà mai. Mio marito ci lavora, ma tutto sembra impossibile. Forse non è il nostro destino.