martedì 14 ottobre 2014

Paese che vai baby sitter che trovi....

O forse sarebbe meglio dire Paese da cui provieni baby sitter si o no?
Nei mie 17 anni d'espatrio, che coincidono esattamente con i miei 17 anni da mamma, mi sono resa conto di una cosa: la baby sitter è un fatto culturale al quale mi pare che gli italiani stentino ad adattarsi, o almeno la stragrande maggioranza! Si lascia il proprio Paese e con esso i carissimi nonni, e di colpo gran parte dei genitori sembrano rinchiudersi in un ritmo casa- bambini- vita sociale ridotta all'osso, perché? L'unica spiegazione logica è il fattore culturale, gli italiani per generazioni hanno fatto leva sui nonni per occuparsi dei nipotini, e grazie ai nonni tanti genitori potevano tirare un po' il fiato il tempo di un tête à tète. con i nonni lontani cambiano gli equilibri e a differenza di tutti gli altri genitori del mondo, o almeno della gran parte, i genitori italiani non si concedono più momenti tra adulti, privilegiando il muoversi con bambini stanchi e piagnucolosi alle costole.
Si sa quanto l'espatriazione sia un'esperienza straordinaria e coinvolgente per la coppia, ma come sia anche un prova durissima per gli adulti che siamo: stress professionali intensi, equilibri mandati a pallino, nuovo mondo da ricostruire.
La coppia è messa a dura prova, la dimostrazione è che in espatrio la coppia scoppia molto più rapidamente, con conseguenze molto più gravi( logisticamente è più complicato gestire conflitti legati al divorzio quando si vive in un paese straniero). Proprio per questo la coppia va coccolata, allo stesso modo in cui si coccolano i nostri bambini per render loro l'espatrio più dolce e meno traumatico. La coppia ha bisogno di spazi, di crearsi dei momenti privilegiati, di mettere tra parentesi per qualche ora la mamma ed il papà che è in noi, per dedicarsi ai due adulti che siamo.
Le baby sitter servono a questo, a lasciar liberi i genitori di smettere di essere tali il tempo di una cena, di una serata con adulti senza bambini urlanti tra i piedi dove poter parlare senza essere interrotti da capricci o pianti di vario tipo.
I genitori di mezzo mondo sembrano metterlo in pratica allegramente, attaccati al principio che dei genitori sereni influiranno positivamente anche sui bambini che stanno loro intorno. I genitori italiani hanno forse paura che delegare a qualcuno che non sia il nonno e la nonna possa suscitare traumi nel pargoletto? Temono forse che i figli possano rimproverare loro il concedersi una pausa? Relax.... Ho visto sfilare in casa tantissime baby sitter e anche dei simpatici giovanottoni, adorati dalle mie fanciulle,  non ho mai visto lacrime sui loro visini anche alla terza sera di fila con una baby sitter, anzi accoglievano sempre ogni nuova serata con entusiasmo, contente di avere dei genitori sempre pronti ad uscire e a tirare il fiato, anche per loro era un modo di concedersi una pausa dal ritmo famigliare, con una baby sitter si fanno cose che con papà e mamma non si fanno, un po' come con i nonni certe cose sono concesse mentre i genitori storgono il naso!
Allora fattore culturale o semplice paura di lasciare i nostri marmocchi?..... Non sarà mica per questo che da noi si sta in casa fino a 40 anni .....?

4 commenti:

costanza allegra ha detto...

entrambe le cose insieme Giulietta!
noi abbiamo impoegato un po' di tempo a trovare una babysitter: all'inizio me ne sono capitate un pai che volevano fare le baby sitter stanche (bambina gioca, io guardo dal divano ma non gioco con lei), poi mi è capitata quella che chiedeva più di un gioielliere, e poi finalmente quella giusta.... e noi abbiamo iniziato ad uscire un po' finalmente. dall'italia si è scatenato l'inferno tra amici e parenti.
ma come?? lasciate le bimbe ad un'estranea? Ma no, non è estranea, l'hanno giàvista un po' di volte...
eheeeeee ma bianca è troppo piccola, ma matilde poi si sente abbandonata! veramente non hanno pianto un solo minuto. Te lo dico io, è perchè sono sotto choc.
e via di seguito...
Noi cene siamo fregati e abbiamo continuato ad uscire ma questo perchè ce lo siamo imposto e abbiamo scelto di lasciare fuori dalla porta quelle insinuazioni che, anche solo in parte, hanno cercato di farsi strada nella nostra testa.
Quindi secondo me è un mix delle due cose: mammosità e fattore culturale! costanza

Giulietta Saconney ha detto...

Costanza lo penso anch'io! Io vengo da una famiglia dove i miei già a loro volta facevano uso della baby sitter, ogni tanto il nonno e ogni tanto la baby, ovviamente per me è stato naturale e con mio marito diciamo sempre che è sempre stato il miglior investimento! Devo dire che siamo stati sempre abbastanza fortunati, ragazzini e ragazzine carini, con i quali le mie sono sempre in contatto via FB& co! Quello che più mi intriga è come vivendo all'estero non si tenda a fare come gli altri, pazzesco quanto le impostazioni culturali siano dura a morire!
Adesso le mie due grandi fanno le baby sitter a loro volta e si divertono un sacco, giocano tantissimo coi bambini. Credo che riproducano quello che hanno vissuto loro con le varie babysitter.

Claudia Pessarelli ha detto...

Mia figlia ha fatto da babysitter agli stessi ragazzini per tutti gli anni dopo il "diploma" di baby sitter che qui si prende obbligatoriamente tramite la scuola in prima media. devo dire che quando faceva la babysitter era lavoro per noi: portarla dalla famiglia ed andarla a prendere. I genitori uscivano e noi dovevamo " stare in area". Diverso e` quando ha cominciato a guidare lei ed e` diventata indipendente. Pero` con i suoi bambini e` diventata amica ed esempio. Sono andati a fare karate perche` mia figlia faceva karate, hanno imparato a suonare uno strumento perche`lei lo suonava! Una bella responsabilita`, ma un bello stimolo a continuare a fare bene anche per lei!

Dana ha detto...

Io sono ancora in Italia (anche se aspirante expat) ma sta cosa l'ho sempre sostenuta anche in Italia :) Anche se la nonna mi vive a due palazzi di distanza.