giovedì 18 settembre 2014

Cultural shock!

Sono veramente fantastiche le Amiche di fuso con le loro idee che permettono ampie riflessioni.
Questa mattina al risveglio ecco un bel posto sullo shock culturale, in giorni in cui sto proprio riflettendo sul problema. Eh si perché cambiare paese di per se può anche essere semplice sulla carta, trasloco, scatoloni, scuola nuova, casa nuova, quartiere nuovo da scoprire, amici da recuperare.... Ma alla fine del tutto si devono fare i conti soprattutto con culture nuove e questa è la parte più difficile del gioco!
cani vestiti a Tokyo... povere bestie!
negozio di vestiti per cani: la faccia assurda del consumismo
Ci si abitua a nuovi spazi, con il tempo si impara in fretta a ricreare legami, ma il bagaglio culturale che ci portiamo dietro, quello che durante la nostra crescita i nostri genitori ci hanno trasmesso, fatto di modi di pensare e di agire, quello non potremo mai chiuderlo in uno scatolone e dimenticarlo in cantina, ci seguirà sempre applicando un filtro alla percezione che avremo del nuovo Paese. Non potremo mai guardarlo come se tutto il nostro passato non ci fosse come se il mondo nel quale siamo cresciuti non ci avesse dato le fondamenta sulle quali abbiamo costruito il resto.
Lo Snock culturale è a volte difficile da superare, ma nello stesso tempo è anche quello che rende il vivere in un Paese diverso dal nostro, così interessante!

sporcizia.......e I cassonetti sono stati introdotti a Chennai da pochissimi anni
Se tutto fosse uguale e come ce lo aspettiamo, se niente ci stupisse, né in positivo, né in negativo; se guardandoci intorno non avessimo la voglia continua di tirar fuori la macchina fotografica e fissare tutto ciò che vediamo; se le nostre orecchie non registrassero cose diverse da quelle che siamo abituati a sentire.... Beh spostarci di 100, 1000 o 10000 chilometri non avrebbe più lo stesso gusto!
case rotte, tipica strada a Chennai... distruggono le case se sono costruite occupando spazi abusive... distruggono lo spazio abusive e lasciano il resto...
Proprio nella differenza sta la bellezza dell'espatrio, in questo scontro continuo con cose che ci allibiscono, ci danno da pensare, ci fanno anche avere nostalgia di casa, a volte!
Nascere e crescere con certi valori e riferimenti non è un qualcosa che si può chiudere dietro la porta ad ogni cambio di casa, è un bagaglino che ci accompagna, trasformandosi un po' ad ogni passo, ma non modificandosi nel profondo.
schifezze alimentary, solo in America
Non sono certo più la stessa Giulietta che è salita sul volo per Parigi 17 anni fa, paese dopo paese sono diventata un po' meno italiana e più internazionale, mi piace pensare che ho preso il meglio da ogni cultura o l'ho mischiato con la mia. La mia cultura di base però anche se modificata, rimane la stessa, mi stupirò sempre per ciò che è diverso, e sarò felice di farlo!
Forse nel momento in cui non si ha più quel sentimento di scontrarci con qualcosa che non capiamo,  quel sentimento di confrontarci con bizzarrie assurde, allora vorrà dire che l'espatrio avrà finito di stupirci e sarà il momento di tornare a casa!

libro per bambina... questo secondo me funziona solo in Silicon Valley



 

3 commenti:

Mimma Zizzo ha detto...

Sai che volevo sfidare proprio te ??? Grazie per averci raccontato la tua!!!

Claudia Pessarelli ha detto...

Bellissimo post, Giulietta!

sognoaustraliano ha detto...

Credo sia come dici tu: la cultura di base cambia e rimane la stessa... per fortuna, cosi' possiamo ancora stupirci di tanto in tanto. :)