mercoledì 28 maggio 2014

Armi, violenza &co

Ieri al mio corso di conversazione discutevamo animatamente sugli ultimi orrori, in primis il nuovo massacro a colpi di pistola sotto il sole di Santa Barbara. Ancora un giovane fuori di testa che in possesso di una pistola ha ucciso tanti ragazzi la cui unica colpa era di passare di lì proprio in quel momento. Che orrore. In America è un continuo, non passa mese senza notizie legate all'uso e all'abuso di armi. Non passa mese senza l'ennesimo dibattito senza fine sulla libera  circolazione delle armi, diritto assolutamente intoccabile... Troppi interessi in gioco.
Al di là dello sconcerto, dell'orrore e della tristezza, mi interrogo su questo disagio giovanile crescente che arma la mano di questi giovani privi di speranza e li scaglia con rabbia contro il resto del mondo. Ma perché tanto odio, tanta violenza, tanto disagio? La società super all'avanguardia nella quale viviamo come mai non riesce ad aiutare questi giovani e le loro famiglie a raggiungere un equilibrio necessario per vivere?
Non è sicuramente facile crescere in questo mondo che corre veloce, credo che essere adolescente oggi sia molto più difficile che trent'anni fa. Ho letto in queste settimane un interessantissimo libro di una psicologa americana, Madeline Levine The Price of privilege, in cui  ci viene presentato un mondo di teenagers in lotta con se stesso. Crescere nell'America evoluta del 2014 e, in particolare, nella tecnologica e stimolante SiliconValley, è un'impresa difficile.
Numerous studies show that privileged adolescents are experiencing epidemic rates of depression, anxiety disorders, and substance abuse -- rates that are higher than those of any other socioeconomic group of young people in this country.
Sembra incredibile pensare che questi ragazzini, che hanno tutto,  affetto  e presenza dei genitori compresi, siano in realtà vuoti e tristi. Troppe le pressioni, troppe le mete da raggiungere, troppo pesante anche la presenza di questi genitori con grandi successi davanti e dietro. È estremamente difficile a 14/15 anni reggere il peso di tutto,  il peso della riuscita che sembra scontata quando tutti riescono, il peso di una scuola che chiede sempre di più, il peso di un futuro che come minimo dovrà essere brillante come quello del mondo circostante.
E allora questi ragazzini che avrebbero tutto per essere felici, non lo sono, sprofondano in
depressioni, crisi violente di panico, e nella violenza stessa, contro di sé e contro gli altri.... E poi nei casi peggiori prendono una pistola e spazzano via, d'un soffio, vite e speranze.
C'è da riflettere e non solo su questo estremo sentimento di libertà che porta gli americani a mantenere come diritto fondamentale l'accesso alle armi libero e incondizionato, ma soprattutto su questo malessere giovanile crescente, su questo mondo di benessere che non è capace di produrre ragazzini gioiosi di vivere e liberi di crescere con la spensieratezza dei loro quindici anni.
Mi chiedo se sia un malessere proprio alla grande America, o un malessere diffuso in tutti i paesi super sviluppati.... Dobbiamo interrogarci noi genitori e cercare di ridimensionare le nostre
aspirazioni, partendo da un'unica fondamentale aspirazione di base: il far crescere degli adolescenti felici, che diventeranno degli adulti sereni e responsabili!

Nessun commento: