lunedì 14 aprile 2014

le donne expat!

 Ah la vita d'expat... Quante volte ci si sente dire che abbiamo la vita facile e che non sappiamo a cosa la vita vera assomigli! Ah quanto spesso si faccia di tutta l'erba un fascio e ci si butti a capofitto in certi cliché, quelli che vogliono gli expat e soprattutto le mogli expat, come oche gaudenti che circondate da uno stuolo di domestici passano il tempo tra piscina, tennis e momenti ludico ricreativi, sconnesse dalla vita reale e ben felici di esserlo!

Come certi stereotipi possano essere veri e falsi nello stesso tempo! Al giro di boa del mio 17esimo anno da expat posso dire che ho visto di tutto, ho visto donne, perché di queste soprattutto parlo, spesso al seguito e spesso perse in un espatrio forzato, beh donne ricadere in pieno in queste tristi descrizioni, ma ne ho viste tante altre tirarsene fuori degnamente e anche in posti più consoni ad una vita di ozio e godimento!
Certo essere expat in certi Paesi di Africa e Asia, come anche in certe parti dell'America latina, è ben diverso da espatriazioni in Europa e negli Satti Uniti dove spesso  si vive una vita più con i piedi per terra per forza di cose... Non è sicuramente semplice vivere in certi contesti ed è molto più facile farne astrazione immergendosi pienamente in una vita solo di expat.... È un modo di proteggersi da quello che ci sta intorno, è l'istinto di sopravvivenza che ci porta a agire così.... Io ci sono stata in Paesi così, in India, ho toccato con mano cosa vuol dire veder scorrere dietro al finestrino dell'auto un mondo duro, di miseria e sofferenza, facile correre ai ripari e chiudersi tra quattro mura dorate, un aperitivo in mano e un gruppo di amiche con cui chiacchierare del più e del meno a bordo piscina, ed è anche facile cascare in discorsi inutili che spaziano dalla maid che mette poca energia in quel che fa all'organizzazione del prossimo viaggio.... Fa molto stereotipo, ma è così, l'ho fatto pur rimanendo me stessa, ne ho riso allora e soprattutto ne rido adesso.... Ma è stato utile per uscirne indenne...
Tutto sommato ci si rinchiude in un piccolo mondo dorato per certi momenti come per mettere la vita tra parentesi e riprendere fiato.
Poi certo bisogna essere capaci di guardare in modo ironico a questa vita così fuori dal contesto in cui si vive, a questi problemi che non sono problemi e ai discorsi futili per occupare le giornate.... È
questione di intelligenza....
Nei paesi duri aiuta a vedere il positivo, in altri è fuori luogo ma esiste e ha i suoi perchè!
In Giappone mi dava più fastidio, tutto sommato eravamo quasi noi quelli guardati come terzo mondo, ma in Giappone certi espatriati tendono anche a perdere un po' la bussola e a lasciarsi annebbiare da vite troppo agiate e facili, allora li si che si casca nel cliché e dà anche un po' fastidio.... Alla fine del mio terzo anno a Tokyo mi indisponevano un po' le expat che si lamentavano di continuo tra un caffè e un pomeriggio di shopping....come se la vita facesse loro solo grandi torti sottoponendole a corvée senza fine ai grandi magazzini mentre la maid di turno cercava di star dietro ai bambinetti innervositi da madri assenti....
Ma anche qui sono stata tollerante e non ho giudicato, tutto sommato mica tutte sono capaci di mollar il vecchio mondo, imballare la casa, lasciare a volte carriere ben installate ( eh si perché non è detto che chi sembra un'oca in espatrio lo sia poi nella vita vera o lo sia stata nella vita precedente) e seguire il proprio compagno in un posto in cui non solo non si capisce nulla ma agli inizi si ha pochissima autonomia, incapaci di affrontare da soli un qualsiasi ufficio amministrativo e dove anche comperare il latte nei primi tempi può creare problemi....
Concediamo a queste donne un momento di sosta, concediamo loro una pausa tra due vite normali.... Inquietiamoci solo se non sono capaci di guardarsi con un po' di ironia, in questo caso soltanto c'è da preoccuparsi....
In Europa come in America la situazione è spesso diversa, nel primo caso essere expat in Europa per un europeo ha sicuramente meno vantaggi economici, insomma si vive come gli altri in mezzo agli altri e se ci si ritrova tra expat e più per sentirsi un po' a casa che per fare programmi di viaggio mirabolanti o discutere di giardinieri fannulloni.... Può esserci arroganza, ma si ha tendenza a perdere meno la bussola....
In America, o l'ameno in questo angolo di mondo particolare che è la Silicon Valley mi sembra invece che tutti i cliché sulle donne expat al seguito siano felicemente disintegrati.... E qui sicuramente ci sono expat con molti ma molti più mezzi economici di quelli incontrati in Asia, ma forse il contrasto con il resto è meno stridente, ci si fonde nella massa, e allora l'immagine che le donne al seguito danno è quella di donne attive, con le teste ben fatte, non che negli altri posti non lo siano, ma qui lo fanno vedere, non mettono idee e progetti nel cassetto per passare la giornata nella boutique Armani o nel caffè alla moda, qui fanno questo e quello, passano il pomeriggio al caffè ma mettendo sul piatto idee brillanti!
Che qui venga fuori la vera essenza della donna la seguito, quella che per amore ha mollato tutto a 20/30 o 40 anni, quella che è stata di sostegno all'uomo brillante che si è scelta come compagno, appoggiandolo nelle fasi cruciali di folgoranti carriere, mettendosi tra parentesi come professionista, per fare la moglie, la confidente e la mamma? Forse si!
Bisognerebbe farne un'elogio a queste donne che sanno rinunciare spesso a un qualcosa per seguire un progetto di vita, a volte forse appaiono leggere e frivole a volte tristi e disincantate, ma non sono mai da giudicare, hanno dimostrato di avere le palle scegliendo strade non facili, mettendo migliaia di chilometri tra loro e tanti affetti, mettendo nel cassetto sogni intimi per tirarne fuori altri di coppia, di famiglia, progetti di vita magari diversi da quelli pensato all'inizio... Allora concediamo loro il lusso di una pausa in piscina, di quattro chiacchiere su niente, sappiamo benissimo che sono profonde e intelligenti altrimenti non sarebbero in giro per il mondo!

4 commenti:

Mimma Zizzo ha detto...

Grande Giuletta, ormai non posso che dire qs. io ho pochissima esperienza, solo 2 anni e mezzo, vivo però in un contesto dove potresti cadere nel cliche della donna expat. Io ho fatto altre scelte, ma non giudico. In ogni caso pur con tutte le comodità materiali resta un posto difficile. Resta un posto in cui ti puoi sentire spesso solo, un posto dove anche la cosa più semplice che ti piaceva fare prima una passeggiata in centro e entrare in una libreria, non è possibile. Senza contare che questi mariti fantastici sono alle prese pure loro con duri lavori, in contesti non sempre facile, e tu passi tanto tempo in solitudine. magari con un bimbetto. A me quello che è sempre dispiaciuto di più che la mancanza di solidarietà, il commento simpatico arrivano da altre donne. Mai nessuno che dica, mi raccomando pensa anche a te...rilassati...è solo una fase! condividerò il tuo post. mi piace troppo. grazie

Giulietta Saconney ha detto...

:) conosco quel mondo li dove anche una semplice passeggiata è complicata da fare, dove fare la spesa è una sfida quotidiana, dove il caldo ti assale e ti senti a volte solo..... Ma tutto questo chi non lo vive non lo vede, è facile immaginare solo i,lati belli di questa vita.... E poi come dici tu anche questi fantastici uomini che noi seguiamo ad occhi chiusi a volte hanno vita dura.... Anzi molto spesso....
Tanti anni fa un'amica, o almeno quella che pensavo,fosse un'amica, mi disse" certo che voi fate la bella vita mentre noi nella vita vera ci ammazziamo di fatica..." E no! quella volta mi sono girate le scatole, certo abbiamo fatto molte cose, bei viaggi, ma il prezzo è sempre stato salato.... Mio marito, ha lavorato e lavora come un pazzo, quando,le nostre bambine erano piccine le vedeva addormentate al mattino e addormentate la sera....ma non ci siamo mai lamentati ...lo rifaremmo!

Mamma in Oriente ha detto...

Per fortuna a me non è mai capitato di sentirmi dire "beata te". Forse perché il mio primo espatrio era la Cina che non era poi così appetibile. Mi è sempre stata riconosciuta una certa dose di coraggio. Perché il coraggio, un expat, ovunque vada, lo deve avere. Ci vuole coraggio per lasciare il noto ed andare contro l'ignoto. Anche se si va in Europa. Anche con tutti i benefit concessi. Non dimentichiamo poi che i luoghi in cui vengono concessi più benefit sono proprio quelli dove ci sono problemi di vario genere. E' comunque sempre una vita da ricostruire spesso in assenza di un marito che esce al mattino presto e torna la sera tardi, lasciando alla moglie tutta la gestione pratica. E lontano da tutti gli affetti. Se si hanno figli poi è tutto più complicato..

miss suisse ha detto...

sarò una expat davvero sfigata, ma io finora non ho mai avuto manco la donna che aiutava a pulire e la baby sitter. Per non mollare tutto e portar avanti anche qualche progetto professionale, mi son trovata a lavorare la sera e nei fine settimana. Insomma sta vita éxpat da sogno, tra caffé e boutique non so proprio cosa sia... Comunque bel post, com'ìe variegato e complesso il mondo...Vale