giovedì 3 aprile 2014

L'arte di reinventarsi

Non so se ne ho già parlato, forse si, perché è un argomento che non solo mi sta a cuore ma che soprattutto interessa tantissimi expat e tantissime donne che con la partenza si trovano di fronte ad un bivio di scelte professionali. Quello che leggo, spesso tra le righe di certi messaggi, è la paura di ritrovarsi a fare altro rispetto a quello per cui si è studiato o ancor peggio rispetto al mondo lavorativo sicuro all'interno del quale si è sguazzato per anni!
Io ho avuto la fortuna di partire relativamente presto dall'Italia, di aver solo abbozzato a grandi linee, prima del mio salto all'estero la mia vita professionale..... Sbarcavo oltralpe senza grossi rimpianti professionali e con tutte le porte aperte davanti a me....
La scelta era un'altra, il come conciliare una vita di famiglia nascente, ero incinta di 4 mesi, con i sogni di carriera di una ragazza di 27 anni , catapultata in un mondo nuovo e senza appigli...
Ho capito in fretta che la chiave del successo e del mio benessere psicofisico era nella capacità di reinventarsi qualcosa, plasmandolo sulla mia nuova situazione e su quello che il nuovo paese poteva offrirmi....il tutto senza grossi rimpianti.
Spesso è difficile pensare alla possibilità di fare altro, si ha paura di non farcela, si resta attaccati a vecchi schemi, ci si chiede dove trovare le energie per ricominciare a volte anche da zero.... Lo sguardo di chi ci sta intorno può spaventare e ancora di più l'occhio critico di chi è rimasto in Patria che puoi vedere certe scelte come dei ripieghi: ma come hai studiato da ingegnere per poi fare marmellate da vendere al mercato?
Ebbene si!
Osare per me è la parola chiave di tutti coloro, uomini o donne, che si trovano a fare la scelta di seguire i sogni professionali di un compagno o una compagna.... Saper guardare oltre i sicuri schemi di vita che condizionano spesso azioni e parole.... Saper andare al di là delle proprie capacità conosciute per riscoprirsi diversi da come in realtà siamo...
Quando studiavo all'università avevo a priori scartato l'insegnamento, sbocco abbastanza ovvio per
un laureato in Lettere, appena laureata oscillavo tra il marketing e il lavoro in agenzie di pubblicità,
senza mai pensare ad un'alternativa che mi portasse verso la scuola... Non mi piace insegnare non potrei mai farlo, era un ritornello chiaro e preciso nella mia mente
Poi sono partita a Parigi, con il mio pancino che si arrotondava giorno dopo giorno, mesi di riflessione forzata a godermi la mia prima maternità...
Con l'arrivo di Federica i primi interrogativi sul futuro, su quello che veramente avrei voluto fare, vedendo come tra il prima e il dopo di lei ci fosse stato veramente un salto nella mia mente,,un cambiamento... Lei era diventata la mia priorità, pur non abbandonando ovviamente la voglia di avere le mie soddisfazioni professionali!
Ho insegnato per anni a modo mio, con i miei schemi, ho messo in piedi un progetto che guardandolo
 adesso dopo anni mi riempie di orgoglio, ho messo insieme le mie competenze con il fatto di essere mamma, la mia esperienza all'estero e gli incontri con donne come me, l'osservazione di mia figlia che cresceva tra lingue e culture diverse, confrontandola con bambini monolingue che stupiti quando
mi sentivamo parlare in italiano mi chiedevano se parlassi inglese....
Sono andata al di la dei disegni iniziali che si erano combinato nella mia testa, proprio perché non
avevo previsto i vari spostamenti e le nuove opzioni che la vita mi avrebbe messo davanti....
Chiudere l'associazione e ripensarmi in altri termini non è stato facile, ma anche in questo caso ho tirato fuori le energie fregandomene dei condizionamenti esterni, senza far peso a chi poteva guardare  in modo strano il mio saltare di palo in frasca nelle mie attività!
Ho insegnato la cucina italiana con entusiasmo, ho imparato ad apprezzare soddisfazioni diverse, ho affrontato studentesse giapponesi diligenti e cuochi con la voglia di migliorare il proprio bagaglio di conoscenze relativo ala cucina del Bel Paese.... Non mi è importato fare altro e farlo in modo nuovo, ho scoperto nuove passioni e nuovi sbocchi....
Poi c' è stata l'India e un nuovo terremoto nella mia vita professionale, interrogativi senza risposta e paura di fare un buco nell'acqua.... E invece chissà come ho trovato ancora le energie per reinventarmi.... Lo spiego bene Qui in questo articolo che ho riscoperto ieri ( cascava a pennello con
quello che stavo scrivendo sul blog!)
Adesso a 17 anni dalla prima partenza, a 17 anni dai primi interrogativi, forte di tante esperienze
ognuna ricca di stimoli, forte di incontri che mi hanno portato a dar vita a bei progetti, alcuni brevi,
altri meno.....
Sono stata capace di guardare al di la del mio pezzo di carta, delle mie voglie iniziali dei miei primi sogni, sono stata capace di adeguarsi in solo a questa vita stimolante che ci siamo scelti ma anche alle esigenze i una famiglia da far crescere e da rendere serena e stabile....
Forse solo tra 20 potrò trarne delle conclusioni, per il momento ho solo voglia di dire a chi parte e riparte che non si deve aver paura di ascoltare il cuore e di tuffarsi in avventure un po' pazze infrangendo i progetti iniziali.... Le possibilità che l'espatrio ci offre sono ricche di sorprese .... Cogliamole...

2 commenti:

Mimma Zizzo ha detto...

Bravissima giulietta. Condivido appieno. Amo qs aspetto dell'expat. e Bravissima tu a cavalcare l'onda semre.

Selena G. ha detto...

condivido tutto e sempre complimenti per come in tutti sti anni ti sei reinventata!