giovedì 9 gennaio 2014

I love New York city!!

Ci stiamo lasciando alla spalle NYC, l'Hudson, i prati imbiancati di Central Park, la statua della libertà e il freddo polare degli ultimi giorni, in volo verso la California e le sue gradevoli temperature, quelle che che ci hanno permesso di sorseggiare Sauterne in giardino accompagnando le tartine di foie gras il giorno di Natale.
Central Park il 3 gennaio 2014

Ripiegheremo con cura sciarpe e cappelli e i ricordi di questi sei magici giorni da turisti in giro per la grande mela, noi 5, coperti come degli eschimesi, infreddoliti e curiosi nel guardarci intorno!
Sei giorni a vagare per la città, come veri turisti, scoprendo angoli simpatici e meno bazzicati e tuffandoci nella calca di Times Square.
Siamo sbarcati a JFK prestissimo il 29 di dicembre pronti a goderci al massimo la nostra vacanza newyorchese ( da quando viviamo negli Stati Uniti le vacanze sono diventate preziose, essendo poche e rare!). E dal primo giorno abbiamo incominciato a scarpinare, frenati solo ogni tanto da un tempo un po' ingrato e da temperature glaciali che ci hanno imposto un numero considerevole di pause riscaldanti allo Sturbucks!
Come da programmi preparati con cura con l'aiuto prezioso di un'amica che a New York ci ha vissuto ( non esiste per me migliore guida di chi vive nella città, pronto a guidarti nello scoprire quello che nella maggior parte delle guide turistiche non viene raccontato!), insomma come da programmi per tuffarci nell'atmosfera dopo qualche passo di prima mattina risalendo la 7th street e sfiorando l'Empire State building, ci siamo offerti una pausa brunch in un tipico locale ad Harlem, Sylvia's , tempio della musica soul dal vivo e frequentatissimo nel dopo messa gospel!

La pausa ci ha permesso di ricaricare le batterie dopo la corta notte in aereo e lo scarpinare di prima mattina!
Abbiamo poi proseguito passeggiando verso Times Square
con l'impressione di rituffarci un po' nelle immagini psichedeliche del nostro Giappone e finire con sguardo da bambini ( almeno quello dei due adulti di casa, perché il trio può legittimamente ancora averne uno di sguardo infantile!) nell'immenso negozio Toys r us.... Un'unica parola per descriverlo.... grandioso, con la ruota panoramica al suo interno e un quantità di giochi impressionante.
Siamo usciti per strada sotto una pioggia torrenziale ci siamo avventurati a prendere possesso del nostro appartamento a due passi da Central Park, siamo arrivati fradici, stanchi e affamati, scoprendo intorno a casa un piacevole quartiere con una grandissima scelta di ristoranti di ogni tipo, con l'aria accogliente... Le scelta è stata immediata quando l'occhio è caduto sul l'indiano Saravanan Bhavan, per noi tutto un ricordo, almeno per me! È un ristorante che fa parte di una catena di ristoranti indiani ruspanti( quelli in cui proprio per caso ti danno la forchetta ma se mangi con le mani, anzi con la mano destra, come un vero indiano è cosa normale, piatti e bicchieri di alluminio, niente tovaglia) nata a Chennai e esportata in qualche altro angolo di mondo.... Per me ovviamente il ricordo è legato a Chennai a quello di fronte al tempio di Milapore dove sono andata spesso a mangiare i dosa in compagnia di amiche. Che piacere ritrovare il dosa e i suoi chutney in piena Manhattan!



Lunedì è stato il giorno più caldo della settimana, diciamo intorno ai 3/4 gradi, che per noi "californiani" è già il polo! Ma è stata comunque la giornata migliore da passare tutta all'aria aperta.









E abbiamo scarpinato! La camminata è iniziata nella zona di Meatpacking, con una prima visita al mercato coperto fantasticamente ristrutturato,

 seguita da una passeggiata sul the High line, una vecchia linea ferroviaria costruita in questa area industriale per trasportare le merci d una zona all'altra e convertita oggi a piacevolissima passeggiata panoramica lungo l'Hudson...
Da qui poi abbiamo imboccato Bleecker Avenue per scendere lentamente fino a NYU, (New York University) immenso campus immerso nella città che ha fatto sognare ad occhi aperti la nostra liceale alle porte delle sue scelte universitarie!

Da qui abbiamo proseguito tra strade e stradine attraverso Chinatown e little Italy che si toccano e si confondono tra di loro in un curioso mescolarsi di dragoni dorati e di localini da Italia anni 30.
Siamo scesi ancora con le gambe doloranti e un po' infreddoliti verso financial distrct con i suoi grattacieli tutto vetri, abbiamo passeggiato su Fulton con una pausa strategica da Abercombie a comprare un maglione di lana per Chiara infreddolitissima, il tempo di renderci conto che il negozio enorme su due piani, con almeno una buona mezz'ora di coda alle casse era gremito di italiani e francesi con le braccia cariche di vestiti della marca californiana che tanto va di moda in Europa!
Con il maglione supplementare e armati delle ultime energie abbiamo attraversato a piedi il ponte di Brooklyn, lasciandoci conquistare da uno skyline incredibile di Manhattan illuminata alle nostre spalle.
Il nostro itinerare si è concluso
in un piacevole localino di cucina domenicana dove abbiamo incontrato i nostri amici Simone ed Elena e i loro ragazzi, amici di lunga data che vivono a Los Angeles da anni. Piacevole cena in questo simpatico posticino Puerto Viejo.
Il 31 ultimo giorno dell'anno abbiamo incominciato la giornata (e finito l'anno) con una visita culturale: escapade al MOMA. Abbiamo fatto una selezione di cose da vedere, partendo dal design, alla fotografia per finire con l'arte moderna e contemporanea, sapendo che non avremmo potuto abusare per ore della capacità di visita delle nostre figlie, che benché grandi apprezzano i Musei ma a dosi non massicce, e noi anche tutto sommato....
Da qui poi ci siamo lasciati trasportare scendendo sulla 5th Avenue, con una pausa al Rockfeller Center in tenuta festiva, super illuminato, abbiamo visto maree di poliziotti che si preparavano al passaggio di consegne tra Bloomberg, il vecchio sindaco e De Blasio, il nuovo recentemente eletto, che si sarebbe insediato ufficialmente il 1 gennaio.
Ci siamo concessi una pausa al negozio American Girl dove mentre mi facevo i 4 piani su e giù con Chiara e Camilla, Paolo e Federica ci hanno attese sui divanetti dell'ingresso contemplando il via vai di mamme e bambine isteriche , seguite da qualche papà che sembrava dal volto allibito chiedersi che cosa ci facesse nel tempio" rosa e froufrou" del consumismo sotto i 12 anni!
 

Abbiamo poi proseguito questa volta con lo scopo di comperare qualcosa di molto buono per la cena di fine anno organizzata con i nostri amici, ci siamo tuffati con entusiasmo nella folla accalcata da Eataly, il tempio dei prodotti italiani che da Torino è partito alla conquista del mondo, facendo di slow food e chilometro zero il suo motto ( anche se qui il chilometro zero va un po' a farsi benedire)
Ho fatto mezz'ora di coda per comperare del lardo....è altrettanta per degli agnolotti del plin, ma solo chi vive all'estero può' capire l'entusiasmo che si prova a volte nel ritrovare lontano da casa certi prodotti.... Anche solo i tarallucci del Mulino Bianco suscitano entusiasmo!
Abbiamo fatto il pieno di salumi, formaggi, focacce, tutto il necessario per una cena buona ma facile da organizzare in un'appartamentino per turisti, dove anche scolare i buonissimi plin è stata un'avventura!
È così abbiamo festeggiato tutti insieme, noi 5 e loro 4, il passaggio al 2014, con idee e progetti, sogni da realizzare e ognuno in cuor suo con qualche piccolo desiderio per l'anno nuovo. Abbiamo visto i fuochi d'artificio e goduto in poltrona, al caldo, del concerto a Times Square, lasciandoci trascinare in un conto alla rovescia in coro con la televisione( fa un po' capodanno alla Pippo Baudo ma ha il suo fascino!)
Ci siamo svegliati scandalosamente tardi il 1 gennaio, in questo siamo veramente dei pessimi turisti, ma tra il mini fuso di tre ore ancora forse non tutto assorbito dopo il nostro arrivo, la stanchezza del prima vacanze di Natale e l'essere andati a letto tardi la sera prima.... Beh non ci siamo mossi prima di mezzogiorno e ci siamo concessi un post colazione passeggiando a Central Park, girando intorno al great lawn fino a Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir,

 il tempo di godere dei bei palazzi che si specchiano nell'acqua e poi tornare indietro al castelletto con vista panoramica.

abbiamo poi attraversato Manhattan fino a ground zero,
per visitare il memorial dell'11 settembre, con le immense e suggestive piscine d'acqua, con intorno incisi i nomi delle migliaia di vittime di uno degli attentati peggiori della storia. Un posto che fa riflettere sulla fragilità della vita, sul come siamo precari e come in fondo si debba sorridere sempre e gioire di ogni attimo.... Carpe diem...non sapendo quello che il futuro ci riserva....







Abbiamo passeggiato piacevolmente nella zona circostante fino a capitare per caso in un outlet incredibile, dove ci siamo lasciati trasportare tra un piano e l'altro, è anche questo un modo di vivere la città!
Alla fine siamo rientrati a casa tardissimo, un'altra giornata densa, alle 9 faceva troppo freddo per uscire alla ricerca di un ristorantino, e ci siamo divisi i resti della nostro cenone!



2 gennaio, questa mattina abbiamo messo la sveglia decisi ad uscire presto destinazione il Metropolitan Museum.... Ce l'abbiamo quasi fatta, abbiamo attraversato central Park e siamo entrati al museo, anche qui dall'inizio abbiamo messo ai voti cosavedere, abbiamo scartato gli Egizi, il museo Egizio di Torino ha da sempre soddisfatto ogni curiosità, allora arte greca e romana, arte africana e delle popolazioni oceaniche, arte medievale, poi arte moderna, contemporanea, e l'esposizione fotografica, e nel mezzo ci siamo fatti qualche esposizione temporanea, più per caso che per scelta, perdendoci un po' nel nostro vagare, abbiamo visto dei gioielli, abbastanza pacchiani, tranne pochi, stoffe e tessuti con splendidi abiti 7e 800eschi, e una piccola mostra di coiffeuse di varie epoche....
Incominciava veramente a fare molto molto freddo il 2 gennaio a New York, nell'attesa della grande tempesta di neve che nel tardo pomeriggio avrebbe sommerso la città.
Abbiamo passeggiato lungo 7th Street, Madison e Lexington per finire a pranzo in un simpatico ristorantino( ottima zuppa di broccoli per me, ideale per scaldarsi e enormi hamburger per la truppa) .
Abbiamo proseguito un po' gelati verso downtown Manhattan, Battery Park con l'idea iniziale di, rendere il traghetto verso State Island.... abbandonata subito con la neve che incominciava a cadere a fiocchi.... Ci siamo rituffati in Times Square, ancora più suggestiva con i fiocchi che volteggiavano tra le luci colorate, ci siamo concessi una sosta nel negozio di M&Ms, enorme, per poi risalire verso Colmbus et l'81w, e concludere la giornata in un buon ristorante all'angolo tra Amsterdam e Columbus, Tangled Vine, una serie di antipasti i sfiziosi e dei buoni piatti ( ricotta un po' tiepida e miele, seppie con salsina al pesto, capesante su pure di sedano rapa, pappardelle al ragù, mousse di cioccolato e creme brûlé con lamponi)
 
Siamo rientrati a casa sotto una fitta nevicata, contenti di essere al calduccio, le strade fuori incominciavano ad essere seriamente bianche, con cumuli di neve sulle macchine, un paesaggio montano in piena Manhattan, suggestivo!
Ci siamo svegliati scoprendo dalla finestra una città bianchissima, con un sole che incominciava a farse cucù tra le nuvole che rapidamente avrebbero lasciato spazio ad un cielo blu intenso. La buona notizia al risveglio è stata la conferma del nostro volo del tardo pomeriggio, dopo che dai vari aeroporti di New York nelle prime ore della giornata ne erano stati annullati centinaia per le pessime condizioni atmosferiche.... Meno male! si è allontanato lo spettro di una lunga attesa in aeroporto e della ricerca precipitosa di un albergo in una città ancora gremita di turisti.

Con il cuore leggero ci siamo lasciati trasportare per Central Park circondati dalla neve,
tra bambini felici che scivolavano sui bob, cagnolinii con ghette protettive che si lanciavano gioiosi nella neve e anche qualche sciatore che arrivava sci in spalla pronto ad approfittare dell'abbondante nevicata.
Paesaggio stupendo.

Abbiamo passeggiato rapidi con i -11 gradi che ci bruciavano la pelle e ci siamo avventurati fino a prendere il famoso battello per State Island non preso la sera prima,
un'andata e ritorno solo per approfittare della vista splendida di Manhattan da un lato e Brooklyn dall'altra, sfiorando la statua della Libertà imbiancata e il panorama splendido della Grande Mela ricoperta di neve!
Poi la corsa in taxi verso l'aeroporto, guardando fuori dal finestrino la città che si allontana, ognuno riparte verso la California con i propri ricordi e le immagini più belle di questi 6 giorni da turisti newyorchesi ! Los Altos ci aspetta con i suoi 20 gradi di sole previsti per questo week end, Macaron la nostra micetta farà un po' il muso ma sarà contenta di ritrovarci, le vacanze sono filate via, la scuola riprende lunedì, con i suoi ritmi e i suoi stress....c'est la vie!
 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 commenti:

pinguino ha detto...

Che ricordi, NY l'ho vista in estate e inverno e nonostante il freddo l'ho preferita in inverno! Nonostante come Chiara mi sia munita di abiti più consoni in loco, una giacca che uso ancora per gli inverni rigidi zurighesi, NY sembrerà strano ma è più fredda di zurigo dato che il vento gelido del nord li non perdona!
Se vi è piaciuto il giro sul battello e come me avete adorato Central Park vi consiglio questo libro, magari lo conosci già: Matteo Pericoli, il cuore di Manhattan, lui tra l'altro, ho scoperto da poco, è tornata a vivere a Torino dopo anni in USA ;-)

trentazero ha detto...

NYC... Quanto la amo, che foto e che descrizioni.... grazie. :)