venerdì 25 ottobre 2013

I parchi più belli del mondo: Yosemite


Yosemite nel mio immaginario era uno di quei posti mitici che avevo voglia di visitare, avevo voglia di estasiarmi di fronte all'immenso spettacolo che la natura mi avrebbe messo davanti, avevo voglia di sentire quella gioia pura che solo gli immensi paesaggi sanno darti...

 Mi è successo altre volte di rimanere a bocca aperta di fronte ad un posto mitico.... Ho provato le stesse sensazioni all'alba di fronte allo spettacolo di Hayers rock nel centro dell'Australia, con la pietra rossa che veniva fuori fiammante,
 Australia 2006

 o passeggiando sulla grande muraglia guardandola perdersi a vista d'occhio nel paesaggio...

Cina 2007
O ancora lo provavo tutte le volte che il Fuji nella sua imponenza mi si manifestava davanti al mattino quando lo contemplavo con la mia tazza di caffè in mano dalla terrazza del nostro chalet con vista....
il Fujii San 2006
Sono spettacoli incredibili che meritano di esser goduti nella loro grandiosità!
Le bellezze naturali sono grandiose e devo dire che durante i nostri anni giapponesi ho imparato molto rispetto alla percezione della natura nelle sue molteplici sfaccettature e al modo di guardare ad essa... i giapponesi hanno queste grande capacità di estasiarsi ancora per la natura che si sveglia, per le foglie che cambiano di colore in autunno, per una piantina che cresce tra asfalto e cemento.... Ho imparato a guardare con altri occhi e ad estasiarmi anch'io ogni volta che gli spettacoli naturali mi si aprono davanti, concentrandomi anche su piccole cose, dettagli minuti, colori che cambiano....
Yosemite è grandioso, un parco straordinario, una natura forte, intensa, meravigliosa.... Non abbiamo scelto il periodo migliore per andarci, gli inizi di settembre quando incendi devastanti ne minacciavano l'accesso... E infatti siamo entrati nel parco con una nebbia fitta di fumo e sotto una pioggerellina di cenere.... Siamo arrivati allo chalet che avevamo affittato con i nostri amici convinti che il giorno successivo avremmo preso armi e bagagli e avremmo ripreso la strada di casa....
E invece al mattino ci siamo svegliati con il sole che faceva capolino e abbiamo potuto partire alla scoperta del parco!
le ragazze con i figli dei nostri amici
Yosemite fu il primo sito protetto al mondo nel 1864  grazie ad un decreto firmato da Abraham Lincoln in persona. 
Nel 1890 grazie poi al lavoro appassionato di un geologo scozzese è diventato Parco Nazionale.
Il parco situato nel cuore della Sierra Nevada è una zona privilegiata di fauna e flora, vi sono concentrate tutte le cose che uno immagina di vedere nei parchi americani, sequoie giganti, paesaggi mozzafiato, animali selvaggi di ogni tipo....ci sono tantissimi orsi e bisogna fare attenzione per esempio quando si campeggia.... Nei campeggi ci sono ripostigli appositi a prova d'orso, per evitare che ti sventrino la tenda per rubare la nutella ( si si degli amici ci hanno raccontato di orsi che si sono fatti fuori vasetti di nutella aprendone i coperchi tipo apriscatole con le unghie!)
Anche le pattumiere sparse qua e la nel parco sono a prova di attacco di orso affamato...
Alla valle è stato dato il nome di Yosemite in riferimento ad una tribù indiana, gli Uzumatis, sterminati nel XIX secolo
coccole padre figlia
 
La valle è un esempio splendido di valle glaciale, dominata da Half Dome e da El Capitan, meta degli arrampicatori di tutto in mondo che ci mettono giorni a scalarlo dormendo appesi in parete
Noi ci siamo fatti due splendide ( e faticosissime ) passeggiate, la prima fino a Glacier Point, una salitona di ore ed ore senza fine, ma il premio finale è stata la magia di una vista incredibile sulle montagne della Sierra Nevada.

Il sentiero che abbiamo preso si chiama 4 miles trail, incomincia a salire dolcemente per poi diventare sempre più impervio e faticoso man mano che ci si avvicina alla cima che sembra non arrivare mai.... A metà percorso i buonissimi panini previsti come pranzo al sacco ci hanno aiutato a riprendere energie e ripartire alla grande! alla fine del sentiero si attraversa una foresta di sequoie per poi arrivare....

 Al parcheggio e rendersi conto che anziché la faticosissima marcia forzata in mezz'oretta saremmo saliti in macchina.... Ma comunque ne è valsa la pena!
 
Il giorno dopo con le gambe doloranti ci siamo detti di fare una passeggiata più tranquilla verso la cima di Vernal Fall.... Tranquilla si fa per dire, se l'inizio è un sentiero in salita si ma tranquillo, arrivati a metà strada la storia si fa seria....

Lo spettacolo è sublime ma la salita nella scala intagliata nella roccia è massacrante, il dislivello forte ci lascia senza fiato.. Ringrazio personalmente le mie tante ore di nuoto e le camminate settimanali, e mi felicito con le mie ragazze che sono salite quasi senza fiatare....
 
e alla fine pausa rinfrescante scendendo a valle!

 






 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì 24 ottobre 2013

Sweet 16!





come sempre tempo di compleanni questo mese di ottobre, un festeggiamento dietro l'altro come ogni anno e quest'anno anche un po' di piu!
Federica ha compiuto 16 anni questo 10 ottobre 2013, e qui in America 16 anni sono una tappa importante.... gli sweet 16, un po'  nostri 18!
nei negozi si trovano decorazioni apposite, alle quali non siamo scampati neppure noi per sottolineare questa tappa importante.... importante perche'?
forse perche' a 16 anni possono prendere la patente, eh si guidare come dei grandi....il che un po' spaventa!
in questo ci siamo messi alla moda Americana decorando la casa ad hoc per l'occasione, palloncini e striscioni inneggianti a questa bella eta!
 anch'io ho soffiato!
Anch'io comunque per i miei " qualche cosetta in piu dei 16 anni " ho avuto il mio palloncino ufficiale HAPPY BIRTHDAY, perche' in questo senso e' una vera follia, non c'e' compleanno senza palloncino, non c'e' occasione importante in generale che non abbia il suo.... anzi dovrei fotografarli perche' anche questa e' America, lo spirito festoso che conquista, la decorazioen per ogni occasione....
in qualsiasi modo e' quasi divertente compiere gli anni anche quando uno ha meno voglia di contarli come nel mio caso.... benche me ne senta 16 anch'io.... no forse 16 no, una trentina sarebbero sufficienti!!

giovedì 10 ottobre 2013

L'utopia del l'insegnamento individualizzato... non è più un'utopia!!

Una cosa che ho sempre criticato nel sistema francese, che per altri versi è ottimo, è l'incapacità di individualizzare l'insegnamento e il tentativo di schiacciare tutti i bambini dentro un unico schema che non contempla fuoriuscite nè dall'alto nè dal basso... In pratica devi essere nella media o far finta di esserci o meglio adeguarti al sistema....risultato: chi va più in fretta si annoia, chi è più lento o ha un modo di imparare diverso rema!!
Adesso mi si apre un mondo: l'individualizzazione dell'apprendimento, ogni bambino prosegue a suo ritmo verso i risultati che saranno i suoi e non per forza quelli di tutta la classe.... I goal come li chiamano loro, i goal individuali che si raggiungono facendo leva sui punti forti del bambino e dandogli strategie per affrontare le proprie debolezze!
Ma non è fantastico rendere così uno studente unico nel suo modo di procedere verso i risultati che dovranno poi certo essere conformi a quelli di tutto un gruppo, ma senza avergli imposto per arrivarci la stessa via proposta ad un altro studente con debolezze e pregi diversi dai suoi?
Per me è la scoperta di un mondo nuovo, forse quel mondo che avevo sempre cercato, fatto di adattamento ai ragazzi senza imporre loro schemi ai quali non corrispondono.
Tanti anni fa una psicologa scolastica mi disse che era la scuola che doveva adeguarsi ai bambini cogliendone differenze e punti di forza.... Concretamente per ora non l'avevo mai visto in pratica, adesso si è ne sono felice!
Questo atteggiamento positivo porta sicuramente a formare ragazzi sicuri di sé, non timorosi di mettersi in gioco perché se sbagliano al limite rimettono in questione il loro progredire individuale senza confronti con il progredire di un altro studente.... e quando si è giovani con una mente ed uno spirito in formazione  lavorare per se stessi e la cosa migliore!
La competitività poi c'è ugualmente, ma almeno fino alla fine delle scuole medie, è una competitività positiva, che passa attraverso il confronto costruttivo e soprattutto lo sport.... I ragazzini arrivano al liceo con le spalle larghe e più forti per affrontare poi il round finale la corsa senza fiato ai college migliori, e li si tirano fuori le grinfie e ci si confronta con gli altri ma lo si fa armati di autostima e con molte più sicurezze!