mercoledì 27 marzo 2013

vagando per San Francisco

Dovrei avere giornate di 48 ore per riuscire a fare tutto e tempo all'infinito per scrivere e riscrivere questa incredibile California....
Non basterebbero  post e  foto per descrivere quello che mi sta intorno, non mi basteranno mai le parole per trasmettere quello che ogni giorno vedo e assimilo....
non è tutto bello, ma è tutto affascinante, la natura ti lascia senza fiato, grandiosa e incredibile, le città anche quelle piccolo come Los Altos in cui vivo hanno quel fascino che non so descrivere ma che ti colpisce.... non sono belle certo ma sono curate, hanno i dettagli, i fiori, le luci e l'ordine che ti fanno dimenticare quanto ti piaceva vagare tra le stradine di Saint Germain en Laye ( o quasi!)

E poi c'è San Francisco... e qui ti perdi, per me San Francisco non la visiti ci vaghi e ad ogni passo scopri qualcosa di nuovo, di bello, di fotografabile.... e bello lasciarsi andare girando qua e là...
in questa città in cui una casa si trasforma in opera d'arte e non ti stanchi mai di guardarla

Defenestration opera dell'artista californiano Brian Goggin aiutato da un centinaio di volontari
" defenestration means to throw someone or something out of a window" and it's impossible to deny the incredible visual impact this piece has on the unsuspecting onlooker.... the artist is making sly social commentary with this form of street art. The impetus may have been to point out how a city can turn its back on a neighborhood, but the result is how one can make wonderment from refuse. (WEIRD CALIFORNIA)


E vagando l'altro giorno mi sono ritrovata seduta a mangiare una vera focaccina italiana prosciutto e formaggio al Caffè Trieste.... eravamo in Italia e gli avventori erano tutto un programma! Little Italy....


e poi alla ricerca di una mostra abbiamo passeggiato lungo i Pier, uno dopo l'altro scoprendo le bellezze nascoste e guardando Oracle che si allenava facendo cucu tra un pier e l'altro....


il tutto baciati da quell sole che solo qui (nella Baia spessissimo, a San Francisco un po' meno) batte caldo per la maggior parte dell'anno








venerdì 15 marzo 2013

ceniamo alle 5???

Non so se potrò abituarmi , adesso è troppo presto ancora per dirlo.... gli orari.... qui francamente molto ma molto diversi dai mie!
E' vero che per vivere in un paese non è necessario adattarsi per forza ai ritmi dei suoi abitanti.... è comunque piu pratico farlo, piu pratico se si vuole avere vita sociale con i locali e avere vita sociale in loco!!

Qui i ristoranti aprono alle 5 per cena....alle 10 impossibile trovare un posticino se per caso venisse in mente di darsi al binomio cinema -pizza,  ... anche quando arrivi dopo le 9 ti guardano malissimo e magari in molti casi non ti fanno neppure sedere...
E qui nella Silicon Valley la gente esce, si diverte, i ristoranti sono sempre pieni, stra pieni.... dalle 5 in poi, se si va alle nove è più facile trovare posto ammesso e non concesso che siano disposti a servirti
anche a casa la gente tende ad invitare presto e soprattutto a dare un orario di inizio e di fine.... insomma vi invito a cena (alle 6) ma alle 8:30 schiodate, e questo anche se ci stiamo divertendo come matti.... inviti stile festa di compleanno di bambini (quando guardi anche l'ora sperando che i genitori arrivino  in anticipo!!) difficile per me invitare qualcuno pensando "abbiamo 2 ore e tre quarti e poi vanno via anche se stiamo bene, abbiamo tante cose da dire, e via dicendo...."

Ieri Federica ha avuto una festicciola del nuoto, pasta party.... inizio del tutto alle 17.... fine del tutto le 18..... alle 16:30 preparavo l'insalata mista da portare sotto il suo sguardo che sognava biscotti e tè per accompagnarli....
ovviamente non ha mangiato, per lei non era cena, non era tempo di pasta.....
Spesso qui i ragazzini rientrano da scuola e cenano proprio quando noi facciamo merenda.... e poi dopo di studia, si gioca, si fanno attività diverse e si va a letto presto....
Un vantaggio c'è indubbiamente si fa meno tardi almeno quando si esce la sera, finite le serate in cui si cena alle dieci dopo un lungo aperitivo e si chiacchiera a tavola fino alle ore beate... forse mi macano un po' ogni tanto.... anche se al mattino sono più fresca e riposata!

Con questo ogni paese ha le sue abitudini e le rispetto, anzi mi piacciono perche fanno parte di quella differenza culturale che e stimolante e tutta da scoprire.... ho una sola domanda che mi sorge spontanea, "ma cenando alle 5 del pomeriggio, non è che venga un certo languorino prima di andare a letto?"

lunedì 4 marzo 2013

Sport nazionali!

nella lista dei TO DO facciamo progressi rapidi in queste settimane, dopo la finale del Super bowl (campionato di football Americano) vista in TV nella domenica in cui tutta l'America si è fermata per l'avvenimento
un gruppo di italiani tifano per SF




















eccoci di colpo tifosi della squadra di basket di Stanford per assistere alla nostra prima partita in terra Americana: Stanford contro Colorado.

Bello mi è piaciuto ma non tanto per la partita in sè, un primo tempo un po' piatto seguito da un secondo piu animato con una bella rimonta del Colorado e un pareggio all'ultimo secondo annullato dall'arbitro per   Stanford...
mi è piaciuto esserci per osservare, scrutare capire qualcosa di piu del paese che ci ospita. Qui alla partita ci vanno tutti, famigliole, giovani ma soprattutto, e non so se fosse un caso, coppie di mezza eta e oltre la mezza eta'... distinti settantenni con mogli al seguito vestite di tutto punto nei colori della squadra del cuore con gadget di vario tipo e soprattutto pronti per un tifo sfegatato....



insomma guardando la partita ero piu attratta dal fuori campo che dalle azioni dei giovani giocatori, le signore fresche di parrucchiere mi stupivano nelle loro felpe rosso fiammante (I colori di Stanford) lanciate in un tifo sfrenato con tanto di urla e consigli ai giocatori....













e poi altra cosa interessante che noi in Europa non abbiamo sono le animazioni proposte dalle Cheerleader le fanciulle ginniche che saltano e tifano durante la partita e nelle pause fanno un po' di spettacolo


Un gruppo di ragazze in abiti succinti che eseguono esercizi di ginnastica piu o meno complessi , accompagnate da tre giovanotti.... ed ero stupita perche nel mio imaginario le cheerleader sono solo donne (sara anche che nella nostra palestra di ginnastica ci sono i corsi per cheerleader e incominciano prestissimo a tre /quattro anni e incrocio bambinette con la pancia di fuori e grandi fiocconi sulla testa ma mai maschietti ) mi sono pero informata ed in realta nelle prime manifestazioni di cheerleading i cheerleader erano maschi, fu l'universita del Minesota alla fine dell'ottocento ad organizzare la prima squadra di sei ragazzi  ed e solo dal 1923 che le ragazze incominciarono ad entrare nelle squadre di cheerleading  che adesso sono femminili al 97%


cheerleader del 1906









questo mi piace!!

una cosa che mi piace tantissimo qui in America è quella genitlezza infinita che si riscontra e incontra ovunque nei negozi....
era una cosa che avevo apprezzato in Asia tantissimo, quel curare il cliente come se fosse il solo e l'unico, quello di coccolarlo dolcemente per farlo sentire importante....beh qui , anche se si vede che fa parte del rito e non ha molto di naturale, ritrovo questo atteggiamento customer friendly che ti fa venire voglia di avere il sorriso facendo la spesa!

messaggio della tintoria!

Quando arrivi alla cassa ti accolgono sempre un sorriso e  una frase cortese, non si sente ne grugnire uno stentato buongiorno ne il peso infinito di passare alla scanner i tuoi acquisti.... quando entri in un negozio senti calore umano, quando ordini al ristorante ti sembra di essere trattato come il cliente speciali...
Quando siamo rientrati dall'Asia dopo i nostril anni giapponesi e indiani abbiamo sofferto molto della maleducazione ormai diffusa in Europa, per non parlare nello specifico dell'Italia dove ormai l'uso del LEI nei negozi sembra quasi scomparso, sostituito da un cafonissimo TU diffuso e da molta poca educazione.
In Francia la prima volta arrivata alla cassa del supermercato mi sono fatta quasi aggredire dalla cassiera perchè non avevo svuotato il mio cestino, abituata a che fosse fatto ( anzi sia in Giappone che in India sarebbe stato quasi preso come un torto se mi fossi azzardata a dare una mano).... ovviamente mi ero all'epoca affrettata a scusarmi  ma avevo trovato allucinante il fatto di essere rimproverata.

Beh che piacere essermi lasciata l'Europa alle spalle ed essermi di nuovo tuffata in un mondo in cui si pensa che il cliente non sia li per rompere ma sia colui grazie al quale noi siamo li a lavorare, in cui si ha voglia di vederlo contento e sicuramente di farlo tornare a far compere ....
Certo tutto ciò fa parte di un modo di fare che è imposto dalla società tutti sono gentili e sorridenti e si cerca di convivere in armonia.... ci si rende conto  che nei tre quarti dei casi non c'è nulla di naturale ma fa piacere lo stesso e aiuta a creare un mondo in cui l'armonia regna sovrana, in cui passeggiando nel parco saluti lo sconosciuto che incroci o in cui il vicino ti sorride e la maestra ti accoglie con allegria.... forse riuscissimo tutti ad essere così aiuteremmo i nostri figli a vivere in un mondo migliore