mercoledì 27 febbraio 2013

Baby shower: tradizione tutta americana!

Come sempre ogni Paese ha le sue tradizioni e aprirsi ad esse  è entusiasmante!
grandi regali
Da noi in Italia di solito si attende che un bebè ci mostri il suo musino per festeggiarne la nascita con tutti i crismi, e così si fa in molti altri Paesi, negli Stati Uniti invece l'arrivo del nascituro lo si festeggia in anticipo con una bella e simpatico festa intorno alla mamma , la sua pancia e con  una vera e propria "doccia di regali:.

La festa è solitamente tutta femminile, la futura mammina è circondata da care amiche e riceve regali utili per prepararsi al meglio all'arrivo del bebè, vestitini, passeggini, seggiolini per la macchina e via dicendo....

tavola imbandita
La tradizione un po' consumistica americana si sta  pian piano diffondendo in alcuni paesi europei e sud Americani, in Costa Rica ad esempio si organizza  una festa nota con il nome di «té de canastilla» mentre in Paesi come il Cile, il Perù, la Colombia, la Bolivia, il Messico accanto al nome Americano la festa è conosciuta come «agasajo para futura mamá» (intrattenimento per la futura mamma) o come «fiesta de críos» (festa dei bambini).

Com'è nata la festa?
Pare che l'idea iniziale venne ad un certo Signor Shauer argentiere, immigratoTedesco che nel XVIII secolo cercava di vendere i suoi prodotti ai ricchi newyorkesi

Nella mia TO DO LIST delle cose nuove da fare in nuovo paese la mia prima baby shower casca a pennello, grazie alla mia amica Francesca quindi che aspettando il suo secondogenito mi ha dato l'opportunita' di partecipare alla festa!
Bello e divertente raduno di donne, tutto in tema bebe in arrivo, nel nostro caso IT'S A BOY!

dai piatti alle decorazioni in giro per casa tutto ci immerge nell'atmosfera festosa dell'attesa di un future pupetto, si mangia, si chiacchiera , si ride e si gioca e i giochi sono a tema incentrati su pancia, pannolini e biberon...
nel nostro caso per la prima sfida dovevamo indovinare quante caramelline colorate erano racchiuse nel biberon, in premio per quella che si avvicinava di più al numero estatto un regalo
secondo gioco di memoria ricordarsi degli oggetti presenti su un vassoio fatto rapidamente passare sotto gli occhi degli invitati (e anche qui tutto in tema dal pannolino  al ciuccio, dal pupazzetto alla tettarella) con in più il jolly di dover osservare la future mamma che teneva appunto il vassoio e ricordarsi anche qualcosa su di lei, dello stile porta la collana o di che colore è il foulard...









 terzo gioco ognuna di noi doveva prendere un mini pannolino di carta e aprirlo, vinceva quella che all'interno trovava una macchietta di nutella (bel tuffo in ricordi lontani per me!)
fine del tutto la misura della pancia .... ogni invitata doveva tentare di avvicinarsi il più possibile alla circonferenza pancia della future mamma, anche qui tutta osservazione e un po' di fortuna....

Alla fine poi si è anche parlato di nomi e cosi tutte abbiamo potuto tirare fuori dal cassette il nostro nome preferito e preparare una lista sulla quale i genitori del nascituro avranno tempo di riflettere per i prossimi due mesi... (per me facilissimo trovare nomi maschili, con tre femmine all'attivo ne ho una scorta lunghissima!)
                                                                 
 eccolo qui al calduccio!
 devo dire che questa tradizione mi è piaciuta, benchè all'inizio fossi un po' restia all'idea di festeggiare prima della nascita, adesso quindi incrocio le dita nella speranza che qualche amica coraggiosa si rimetta in gioco e mi dia l'opportunita' di partecipare ad un altro baby shower!!

biscotti tematici da portarsi a casa come ricordo
(io non riesco a mangiarlo, troppo bello)







venerdì 15 febbraio 2013

chicche di vita americana...

Oggi splendida , splendente giornata quasi estiva, sole brillante cielo azzurro, 76F.... condizione ideale per un tuffo in piscina....
devo dire che ci vado anche in condizioni meno ottimali, ci vado regolarmente tre volte alla settimana, da sola o in compagnia, con entusiasmo e per ricaricarmi....
e poi mentre nuoto nella mia bella piscina avvolta nel verde di un bel parco nel centro di Palo Alto osservo chi mi sta intorno, guardo gli avventori che come me all'ora di pranzo fanno sport e si rilassano.... adesso ce ne sono anche che prendono il sole (grande California)
allora nell'ordine oggi :
  • una signora ben oltre i 60 esce dall'acqua si avvolge nel suo accappatoio, di quelli belli grossi spugnosi, infila le ciabatte.... e si avvia verso casa.... SI SI esce dalla piscine e si avvia a casa, a piedi, in macchina in bici.... in costume, ciabatte e accappatoio...( siamo in una stupenda zona residenziale)
  • poco dopo un'altra signora anche lei non giovanissima si avvia all'uscita avvolta nell'accappatoio ma con in piu il bonus dell'asciugamano a turbante sulla testa... anche lei va a casa....mah...
  • una terza signora esce dall'acqua, niente accappatoio si infila direttamente addosso un tutone di pile e condisce il tutto con un bel cappello di lana sulla testa (in barba ai 24 gradi).... se ne va anche lei...

non mi sono piu soffermata sul signore che si e' tuffato nell'acqua in pantaloncino rosa e maglietta abbinata.... probabilmente lui non ha avuto bisogno poi ne' di accappatoio ne' di tuta, tutto vestito e gocciolante si sara' avviato verso casa....

ho ripreso a nuotare pensando a come in questo noi italiani siamo ancora tanto ma tanto diversi, noi che non usciamo mai , o poco , con un capello fuori posto, noi che ci vestiamo ancora "eleganti" per uscire di casa e andare a mangiare fuori, noi che amiamo la moda e ci facciamo spesso un po' guidare da essa...
noi che mettiamo ancora la giacca e la cravatta per andare in ufficio e abbiniamo il maglioncino scollato a V ai pantaloni  e la cintura alle scarpe.... noi che cerchiamo sempre di essere presentabili anche quando andiamo solo a tre metri a comprare il latte
noi che mettiamo il tutone solo (o forse neanche nell''intimita' di casa nostra) e non andremmo mai al supermercato cosi...(io non ci andrei neanche dal bagno a camera mia)


diciamo che forse lo spezzato sdrammatizza anche nel pigiama....

e forse non compreremmo neanche le caramelle alle tre del pomeriggio in abito lungo con gonna luccicante...


donna sullo sfondo... (mi sento molto paparazzo)
 
 

Vivere all'estero ti cambia per tantissimi aspetti non so se nel bene o nel male, ma indubbiamente il confronto con culture diverse ti rende poi un po' atipico di fronte ai tuoi connazionali.... ma ci sono sempre dei ma....il giorno in cui mi saro' integrate dal punto di vista vestimentario sara' il momento di ripartire da qui.... c'e' un limite a tutto!!

mercoledì 6 febbraio 2013

scuola americana.... arrivo!!!




il campus

la piantina dell'High School
 
una delle scelte più difficili quando si parte in espatrio con dei bambini piccoli o grandi che siano è quella della scuola, quale tipo, quale sistema, quale curriculum, locale, internazionale, scuola italiana, bilingue, metodo Montessori, Steiner, americana, francese e chi più ne ha più ne metta... la scelta è complessa e dipende da tanti fattori, primo fra tutti il bambino in questione, che puo' avere esigenze magari diverse rispetto ai suoi stessi fratelli e sorelle, poi i progetti della famiglia, scegliere un cursus anzichè un altro dipende molto da come e dove ci si vede e proietta nella futura vita d'expat.

Non è facile e tutti i genitori (anche quelli che non si muovono mai!) prima o poi si faranno la fatidica domanda: stiamo facendo la scelta giusta? questo sitema corrisponde al nostro marmocchio,non sarebbe stato meglio sceglierne un altro?
Ci siamo passati anche noi in diverse fasi della nostr vita di genitori confrontati con il sistema francese prima e americano e internazionale poi, anche noi ci siamo chiesti se veramente il sistema corrispondesse alle esigenze delle nostre figlie o se facessimo bene a spostarle da un tipo di sistema all'altro... ma credo che solo il tempo potrà darci la risposta, solo quello che le nostre figlie riusciranno a fare nel loro futuro scolastico universitario ci chiarirà forse i molteplici dubbi che negli anni ci hanno accompagnati....

Ma esiste poi la buona scelta e il miglior sistema?
Non penso!
Penso che ci siano scelte giuste nel momento in cui vengono prese, scelte legate a com'è in quel momento il nostro bambino, ai suoi bisogni, per non parlare poi di scelte legate a progetti di vita famigliare che si definiscono pian piano e ci fanno optare per soluzioni magari pratiche, la scuola vicina a casa con amichetti nel giro dell'isolato, oppure la scuola internazionale dove ritrovare quel miscuglio culturale al quale li abbiamo abituati, o ancora il nostro caro vecchio sistema italiano( che purtroppo all'estero è molto molto traballante e costantemente minacciato dai tagli) che permette ai nostri figliuoli che vivono lontano dal Bel Paese di recuperarne un po' di radici culturali.

In fasi diverse della crescita delle nostre figlie abbiamo dovuto affrontare l'argomento scuola in questi termini e ci siamo proprio nell'ultimo anno trovati di fronte alla scelta del cambio di sistema scolastico tuffandoci allegramente nel sistema americano del quale onestamente avevamo sentito tantissime riflessioni negative. L'apprensione era tanta benchè in cuor nostro ci dicessimo che tutto sommato nel paese in cui ci sono le migliori Università del mondo il sitema non poteva essere cosi terribile....

beh sei mesi dopo il tanto sofferto cambio sono conquistata e soprattutto lo è la nostra quindicenne che nel giro di poco ha dovuto riscoprire tutto, abituarsi a tecniche di studio diverse e soprattutto facendolo in inglese che pur essendo per lei una lingua ben conosciuta era pur sempre la sua terza lingua!
Il salto dal sistema francese non è stato particolarmente traumatico e anzi si è rivelato vincente aprendoci un mondo non solo molto stimolante ma anche etremamente proiettato nel rendere i ragazzi forti e sicuri di sè!

Il sistema americano ha veramente questo di bello la grande fiducia che infonde nei ragazzi mettendo sempre in luce i lati positivi e vedendo anche nel negativo e nell'eventuale insuccesso una via d'uscita verso un miglior risulatato, i ragazzini si sentono forti e non vivono il brutto voto come un fallimento ma come un punto di partenza per fare meglio.... francamente trovo che sia l'approccio giusto ed è proprio questo tipo di approccio che spesso non piace a chi viene da sistemi diversi , sistemi come ad esempio il francese che tendono più a punire che a gratificare, più a sottolineare il" si puo fare meglio" che il "bravo hai fatto bene"
Fin da piccolissimi, dal pre-K al K (kindergarden),i nostri ultimi anni di materna, i bambini sono estremamente gratificati nei loro piccoli progressi e crscono con un indubbia fiducia in se stessi, sano strumento per una crescita equilibrata.
Con questo lo smile sorridente sulla pagina del quaderno e i great con tre punti esclamativi dati anche quando a noi genitori non sembra poi cosi eccezionale hanno la funzione primaria di spingere il bambino ad avere fiducia in quello che fa, e avendo fiducia in se stesso e nelle proprie capacità sicuramente avrà il coraggio di andare oltre di mettersi alla prova senza paura di essere sanzionato da un brutto voto e da una critica negativa non costruttiva!

I ragazzini nei primi anni delle elementari sono cosi spinti a costruirsi una solida personalità, lo scopo è dar loro gli strumenti per affrontare poi in modo più sereno gli inevitabili insuccessi che comunque la competitività della scuola americana metterà loro davanti. Eh si perchè questa scuola cosi friendly e aperta è comunque estremamente competitiva, molto di più della nostra cara scuola italiana che ha il grosso merito di lasciare ai fannulloni una bella via di fuga fino all'esame di maturità per poi dimostrare all'Universitaà il loro vero valore. Qui in America già agli inizi del liceo ti giochi tutto, nelle scelte del tuo cursus di studi, delle materie che ci metti dentro, dei crediti che acquisisci man mano, dei punti extra dati da attività complementari di vario tipo... insomma se a 14 anni non hai le idee chiare e la voglia di dimostrare che vali puo'essere dura dopo....

Anche questa è stata una scoperta per noi, in realtà sono arrivata qui con l'idea "che bello non c'è neanche l'esame di maturità" e adesso  mi dico meno male sono sottoposti a cosi tanti test per l'accesso all'università già dal secondo anno di Liceo che se alla fine ci fosse anche un esame morirebbero !
Si studia in questa scuola americana, si studia in modo diverso da come siamo abituati noi ma sicuramente in modo aperto e interessante, già il fatto di avere corsi su più livelli con professori estremamente preparati aiuta a trovare pane per i propri denti in un sistema che comunque aiuta sia i più forti a progredire più in fretta con i famosi corsi Honors e AP (a livello di college), ma che con corsi di sostegno mirati in più materie cerca anche di portare alla fine del Liceo il maggior numero di studenti dando loro gli strumenti adeguati alle loro capacità
La scelta delle materie per chi come me viene da un classico sistema italiano e ha avuto fin qui i propri figli principalmente nel sistema francese (che benchè ottimo è quanto di più rigido io abbia conosciuto) è una cosa fantastica e agli inizi puo' sembrare una vera pacchia, anche se poi per gli studenti che mirano ad entrare in ottime università non ci sono poi cosi tanti margini di scelta
comunque per dare un idea adesso siamo in fase discelta  delle materie del prossino anno di Chiara, neo tredicenne,, che sara freshman al Liceo di Los Altos ad agosto 2013 (il primo anno sono i freshman, seguiti dai sophomore, junior e senior)
nella scelta ovviamente i suoi insegnanti di middle school dovranno aiutarla e con loro noi genitori, oltre che il counselor (una figura di consigliere educativo, nel nostro liceo ne abbiano 6, persona importantissima che segue lo studente nelle scelte e lo guida a seconda delle sue capacità e desideri futuri, spingendolo cosi a creare un cursus di studi che gli corrisponde, appoggiandolo anche in momenti magari più difficile dove uno sguardo e un consiglio da esterno possono aiutare a decidere meglio)

L'inglese e la storia sono materie obbligatorie, cosi come la matematica  dove pero' i corsi sno su vari livelli e lo studente andrà in quello più adatto alla sua preparazione  (la scelta va dall'Algebra di base, all'Algebra I, passando attraverso la Geometria e per i più brillanti l'Algebra II, scelta rarissima il primo o il secondo anno, per uscire dall'High school tutti gli studenti devono avere seguito e passato il corso di Algebra II come minimo... ovviamente se prosegui con i successivi e meglio! ) Ci sono poi delle materie a scelta in ambito scientifico , Scienza della terra o Biologia, delle lingue straniere con corsi su vari livelli (una scelta sola è possibile in questo ambito), delle materie artistiche (almeno due anni sono consigliati per accedere poi all'università)fotografia, disegno, pittura, corsi vari di teatro, musica, informatica, e per gli studenti del primo anno la ginnastica obbligatoria ( lo è i primi due anni). E' fortemente consigliato poi di iscriversi ad un'attività sportiva extra scolastica, due ore di allenamento giornaliero per 5 giorni alla settimana ( queste attività danno un sacco di crediti per l'accesso al college, cosi come l'iscrizione ai club vari, ce n'è di tutti i tipi e alcune attività di volontariato obbligatorie da svolgere negli anni di liceo). Lo sport e la sua presenza forte nel cursus scolastico ben corrisponde al detto mens sana in corpore sano .... qui tutti fanno sport e ne fanno tanto, i ragazzi sono spinti alla competizione in modo sano e costruttivo, creando anche un grande spirito di appartenenza alla comunità scolastica, insomma se alla Los Altos High School gli Eagles vincono, che sia in football, in baseball o nelle gare di nuoto, dietro vince tutta una scuola, è la sua immagine che viene messa in gioco!

Il tutto sembra ludico, ma guardando bene sono poi 7 ore di lezione al giorno per 5 giorni alla settimana che sommate con le due ore di sport e il club una volta alla settimana nella pausa pranzo, rendono le giornate dense!

La connessione con il mondo reale, il mondo lavorativo, l'università e la vita in azienda mi semba molto forte, molto spesso gli stessi insegnanti non hanno solo vissuto la scuola e il piccolo mondo dell'educazione, ma hanno anche toccato con mano il lavoro al di fuori, il che puo' essere un elemento positivo per rendere l'insegnamento più legato al mondo del lavoro e per aprire i ragazzi a qualcosa di diverso del solo studio. Gli studenti sono spinti ad essere attivi al di la dell'apprendimento sui libri, è data loro la possibilità ad esempio di guadagnare crediti facendo del tutoring in materie nelle quali sono particolarmente brillanti, Federica il prossimo anno lo farà in francese, sarà disponibile per seguire dei compagni che studiano il francese e che hanno bisogno di dritte e sostegno al di fuori delle ore di corso, utile per lei, per gli altri e per far crescere i giovani solidari tra loro

Certo la scuola è diversa da quella dei miei ricordi liceali,mi sembra tutto più sereno e "accessibile", gli stessi insegnanti si posizionano non dall'altra parte della cattedra ma di fianco ai ragazzi per portarli pian piano alla fine del loro cammino scolastico,(quello di storia ha organizzato un BBQ per tutti i suoi studenti cucinando pollo tandoori all'aperto nel giardino della scuola),  ha un'impressione di estrema apertura, fa venir voglia di tornare sui banchi e di rimettersi in gioco..... non credo si possano fare grandi confronti, ne si possa dire che un sistema è migliore di un altro, qui i ragazzi imparano e progrediscono come in tanti altri paesi, ci sono aspetti positivi ed altri che possono piacere meno a noi europei, come in ogni sistema, ma la cosa più importante per noi per capire che abbiamo fatto la scelta giusta è stata la frase di Federica, 15 anni, secondo anno di Liceo" sono felice qui ho veramente il sentimento di imparare!" ..... cosa chiedere di più?